Sostegno.

Il centrosinistra ha proposto una serie di norme “evita-aborto“.

Il primo pensiero va al fatto che la prima soluzione per evitare l’aborto e’ evitare di rimanere incinte e la soluzione migliore per non rimanere incinta e’ astenersi. Ma essendo questo un atteggiamento serio e coerente lo omettiamo. Allora pensiamo a sostenere le persone, con il dialogo e con il sostegno in tutti i sensi.

Passiamo dunque ai rimedi proposti.

Per le ragazze madri in presenza di gravi condizioni di disagio sociale ed economico e comunque con un reddito non superiore a 25.000 euro annui viene previsto un assegno mensile di 350 euro mensili a partire dal terzo mese di gravidanza fino al momento del parto“.

Dunque per l’ennesima volta si puniscono le famiglie per favorire altre forme di unione piu’ o meno stabili.

Un assegno di 250 euro, a partire dal sesto mese di gravidanza, viene invece concesso “in favore delle donne cittadine italiane, comunitarie ed extracomunitarie, in possesso di regolare permesso di soggiorno che si trovino in condizioni di disoccupazione, non iscritte alle liste di collocamento (le normali casalinghe ndr)” o che abbiano uno dei nuovi contratti di lavoro previsti dalla legge Biagi, che non hanno la tutela della maternità. Per tutte la condizione è che non abbiano un reddito familiare superiore a 40.000 euro“.

Mi domando e chiedo, ma questa misura non corrisponde in buona sostanza a quanto gia’ avviene con gli assegni di maternita’ attuali (che fra l’altro prevedono 5 mensilita’)?

In ogni caso la proposta favorisce le situazioni diverse dalla famiglia e non tengono in alcun conto la situazione familiare effettiva puntando al solo reddito imponibile. E le famiglie numerose, come al solito, rimangono al palo.

Capire.

A volte e’ un problema piu’ grave dell’aborto.

E’ ovvio che la CEI sia contro la legge 194 dove permette l’omicidio, ma la CEI e’ anche contro la legge 40 per la quale si e’ battuta per evitare un peggioramento.

Per la 194 pur auspicando un miglioramento la Chiesa chiede quanto meno l’applicazione integrale in modo che vengano meno le barriere esterne alla maternita’.

Altra cosa ovviamente auspicabile e’ l’educazione, non si puo’ ridurre tutto all’insegnamento del sesso sicuro. L’educazione e’ altro. La vita e’ altro.

Bologna.

Cofferati si lamentaSarei stato ben lieto di sentire che le parrocchie avevano da offrire posti di ricovero per le persone sgomberate, purtroppo non è stato così. I letti li abbiamo dovuti trovare noi“.

Spiacente Sergio ma posso portarti un sacerdote che i romeni li conosce bene, che li ha ospitati, centinaia per anni.

Ma i tuoi colleghi gli hanno sempre messo i bastoni fra le ruote e scaricato addosso i propri compiti.

Non e’ compito della Chiesa sostituirsi al comune che per la legge laica dello stato ha questo compito. Se la Chiesa interviene non compie ingerenza? Strano.