Non per la vittoria ma per la verita’.

Leggendo la stessa notizia dal diretto interessato e dal quotidiano di sinistra mi pare evidente la differenza.

Dalla prima parte si chiede il riconteggio, perche’ fino all’ultimo voto valido deve essere conteggiato, perche’ la volonta’ degli elettori non puo’ essere tradita.

Dall’altra parte invece leggo un’insofferenza nel voler verificare (e non capovolgere) la realta’.

Solo una volta feci il rappresentate di lista, nello scorso millennio. E ricordo perfettamente che la prima cosa da tenere in considerazione era la volonta’ dell’elettore. Se questa e’ chiara il voto deve essere considerato valido.

Qui invece si va verso un processo sommario, con il chiaro intento di non spostare l’ago della bilancia che ha dato una strettissima vittoria ad una coalizione che ora trema ed attacca. Non riconosce all’avversario il diritto di verificare la volonta’ dei cittadini. Impedisce agli elettori il pieno riconoscimento del loro voto.

Fate l’amore, non fate la guerra.

Questa frase ripeteva spesso Cicciolina ai miei tempi.

Mi pare che non sia molto cambiata leggendo questo articolo (via Mantellini)

Offerta assurda: Benladen (lo scrivo come lo leggo su Avvenire) vuole combattere gli infedeli e lei donna ed infedele le propone di unirsi carnalmente a lui?

Articolo comunque molto denigratorio nel finale quando parla di Saddam Hussein (al quale la signora aveva fatto la medesima proposta) dicendo: “Considerando il destino dell’ex despota di Bagdhad probabilmente sarebbe stato meglio per lui sceglieri i piaceri offerti dalla Staller, così avrebbe evitato le prigioni americane“.

Poltrone.

Prodi sa che non rappresenta gli italiani, si vanta, si sbraccia cercando di nuovo tutti i giornali che l’hanno sostenuto in questa lunga campagna elettorale affinche’ convincano gli italiani che lui ha ragione, che lui deve governare.

Ancora non si e’ accorto che i suoi giornali non spostano voti.

Pero’ teme di perdere la poltrona, quella poltrona che crede cosi’ vicina anche se ne e’ caduto tanti anni fa.

Rappresenta la meta’ degli italiani, non uno di piu’, forse uno di meno. Ma la legge tanto accusata gli ha consegnato l’Italia su un piatto di bronzo (per averlo d’argento avrebbe avuto bisogno di un po’ piu’ di senatori).

Berlusconi gli propone di fare un passo indietro, insieme, per il bene dell’Italia (come il titolo del programma di Prodi) ma il professore non vuole, non riesce proprio a rinunciare alla sua poltrona, pensa che se non la riprende ora non potra’ riaverla mai piu’.

Perche’ e’ chiaro, con tutto cio’ che e’ capitato nel mondo ed in Italia in questi 5 anni, un governo stabile che ha dovuto fare scelte controcorrente per il bene proprio e altrui ed alla fine ha mantenuto nei seggi la meta’ dei voti vuol dire che ha ottime probabilita’ di vittoria alla prossima tornata.

Un Presidente della Repubblica e un Presidente del Consiglio istituzionali e di massima intesa, Berlusconi e Prodi vicepresidenti del consiglio, ministri politici moderati. La presidenza della Camera alla sinistra, la presidenza del Senato a destra (confermerei Pera). Con una simile squarda l’Italia potrebbe crescere, veramente!

Ma il fascino della poltrona surclassa il bene dell’Italia.