Leggevo via Pandemia i numeri nudi (nel senso che erano scritti sul corpo di una donna poco vestita) del porno online nel mondo. Onestamente mi aspettavo fossero addirittura più alti, ma poco importa.
Comunque è ovvio che il sesso tira sempre e comunque, da che mondo è mondo.
Basta dare un’occhiata su BlogBabel dove la ricerca per Tania Dervaux è al monento la più popolare.
Il mio post sull’argomento è schizzato in due giorni al secondo posto nelle visite mensili del sito, dietro solo a quello di un tentativo di spillare quattrini che però ha avuto visite per tutto il mese.
Riporto qui l’editoriale di Avvenire pubblicato sabato a riguardo del filmato pubblicato su Google Video come anche su YouTube. I corisivi sono ogiginali, i grassetti miei.
Ognuno, evidentemente, si consola come vuole. O, meglio, come può. Così stupisce solo in parte che dinanzi alla vitalità cattolica documentata sabato scorso in Piazza San Giovanni, ci sia chi trovi benefico sfogo a rovistare nel bidone della spazzatura alla ricerca di qualche lisca di pesce o di qualche uovo in decomposizione. Confidando magari che qualche organo di informazione, più o meno clandestino, non faccia troppo lo schizzinoso, e rilanci generosamente il tutto, offrendo al proprio pubblico come sicuro il cibo ampiamente avariato. Ci riferiamo ad un documentario su preti cattolici e abusi sessuali che, mandato in onda dalla Bbc nel 2006, viene oggi sottotitolato in italiano da Bispensiero, sito di amici siciliani di Beppe Grillo, e caricato su Video Google, dove pare abbia un certo successo. A proposito di bocche buone. Si tratta di un pot-pourri di affermazioni e pseudo-testimonianze che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese, la quale invitò l’augusta Bbc a “vergognarsi per lo standard giornalistico usato nell’attaccare senza motivo Benedetto XVI”. Il pezzo forte del servizio infatti consisteva (e ancora consiste) nell’accusa rivolta a Joseph Ratzinger di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo, in quanto “garante” per 20 anni – da quando fu nominato prefetto vaticano – del testo Crimen sollicitationis, che è un’istruzione emanata in realtà dal Sant’Uffizio il 16 marzo 1962. Da notare la data: nel 1962 infatti Joseph Ratzinger non era certo prefetto della futura Congregazione per la dottrina della fede, essendo in quel tempo ancora teologo molto impegnato nella sua Germania. C’è da dire che quel documento veniva presentato dalla Bbc come un marchingegno furbesco, escogitato dal Vaticano per coprire reati di pedofilia, quando invece si trattava di un’impor tante istruzione atta ad «istruire» i casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile. In particolare, trattava delle violazioni del sacramento della confessione. Da notare che l’Istruzione richiedeva il segreto del procedimento canonico per permettere ad eventuali testimoni di farsi avanti liberamente, sapendo che le loro deposizioni sarebbero state confidenziali e non esposte a pubblicità. E di conseguenza anche la parte accusata non vedesse infamato il proprio nome prima della sentenza definitiva. Insomma, un insieme di norme rigorose, che nulla aveva a che fare con la volontà di insabbiare potenziali scandali. E che il testo Crimen Sollicitationis non fosse pensato per tale fine lo dimostrava un paragrafo, il quindicesimo, che obbligava chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la scomunica. Misura che semmai dà l’idea della serietà del documento e di coloro che lo formularono, se si pensa che in base alla legge italiana il privato cittadino (tale è anche il vescovo e chi è investito di autorità ecclesiastica) è tenuto a denunciare solo i crimini contro l’autorità dello Stato, per i quali infatti è prevista la pena dell’ergastolo. Senza contare che Joseph Ratzinger, più tardi diventato sì prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, avrebbe firmato – ma siamo nel maggio 2001 – una Lettera ai Vescovi e altri Ordinari e Gerarchi della Chiesa Cattolica, pubblicata anche negli Acta Apostolicae Sedis, dove si prevede espressamente che “il delitto contro il sesto precetto del Decalogo, commesso da un chierico contro un minore di diciotto anni”, sia di competenza diretta della Congregazione stessa. Segno, per chi abbia un minimo di buon senso giuridico, della volontà romana non certo di occultare, ma di dare piuttosto il massimo rilievo a certi reati, riservandone il giudizio non a realtà “locali”, potenzia lmente condizionabili, ma ad uno dei massimi organi della Santa Sede. Questa, e non altra, è stata la posizione della Chiesa cattolica sui reati ad essa interni di pedofilia. Questa, e non altra, la limpida testimonianza del nostro Papa che in tempi non sospetti si scagliò contro la sporcizia nella Chiesa. I calunniatori dovrebbero chinare il capo e chiedere scusa.
Ora il Capo dello Stato chiede un impegno bipartisan (che mi suona come il parmesan farlocco) affinché il Parlamento possa continuare a lavorare senza eccessivi rallentamenti.
Ma nella crisi del 21 febbraio con relativo voto di fiducia non si sono sempre sperticati a rassicurare l’Italia che erano in grado di governare in maniera del tutto autonoma anche al Senato? Come mai ora il Presidente Marini dice:
A volte qualcuno dice che il Senato è più lento. Ma è normale che sia più lento in queste condizioni di maggioranza risicata.
Se hanno la maggioranza che lavorino, se non hanno la maggioranza che lo riconoscano. Ma che non diano colpa all’opposizione se non riescono a fare ciò per cui sono stati mandati in Parlamento.
“Più sesso per tutti!“, potrebbe essere questa la trasposizione italica della promessa elettorale di Tania Dervaux del partito belga NEE. Sesso orale (dunque sesso improprio come direbbe Clinton) ai primi 40mila elettori che sottoscrivono l’apposito contratto sul sito del partito.
Bhe, che dire, nulla di nuovo sotto il sole. Anche noi abbiamo avuto in parlamento Cicciolina, non avrà fatto promesse sul sito dei Radicali (visto che all’epoca i siti non esistevano) ma di sesso è certamente una esperta.
E quante volte ci siamo sentiti [beep] dai nostri eletti? Forse meglio qualcosa di meno convenzionale dunque.
Non ci resta che dire in bocca al lupo. E se non è del lupo…
E’ stato un anno importante: abbiamo ritrovato competitività e sviluppo; siamo riusciti a rimettere in ordine i conti pubblici in un tempo più rapido del previsto; abbiamo ridotto ulteriormente il tasso di disoccupazione, giunto ai livelli più bassi degli ultimi vent’anni. Insomma: abbiamo rispettato gli impegni presi, stiamo cambiando il Paese. L’Italia è ripartita.
Insomma, cose che neppure Mago Zurlì poteva lontanamente immaginare.
Invece no, il nostro ce l’ha fatta, ha preso una Paese che era sull’orlo del baratro (dopo i disastri del Governo Berlusconi) e gli ha dato una robusta spinta in avanti.
Poco importa se è stata la finanziaria 2006 (l’ultima varata dal centrodestra prima delle elezioni e che evidentemente non è stata una finanziaria elettorale) a fare la maggior parte del lavoro.
Poco importa che questo governo, anche in occasione del compleanno, si spertichi in comunicati stampa bellini e si dedichi poco alla sostanza al punto che anche Bonanni arriva a dire:
Io mi trovo bene con tutti i governi che vogliono trattare e questo governo vuole trattare, poi però deve anche decidere. Sugli interventi a favore del Welfare mi riconosco in quello che dice Prodi, ma il governo tutto stenta a camminare sulla stessa lunghezza d’onda e a fare chiarezza. (Il governo Prodi, n.d.r.) è fuori concorso. Ripeto niente numeri, è fuori concorso.
Poco importa che il Parlamento che sostiene questo governo in un anno abbia varato un numero irrisorio di leggi e per lo più di origine governativa. Il Parlamento è immobile succube del governo che a sua volta è succube di una maggioranza (ossimoro) che è d’accordo su tutto tranne che su quello che c’è da fare.
Poco importa che la credibilità interna del governo sia sprofondata e con lei la credibilità internazionale del nostro Paese.
16 Maggio 2006 – 16 Maggio 2007 Un (D)anno di Governo per l’Italia
(L’ho inserito il video, ma non è necessario farlo partire!)
Avete già sentito Gaia e Luna cantare Come Vasco Rossi?
Certo che questa canzone è quanto di più commerciale possibile, probabilmente realizzata con di fronte la schermata quel software che ti dice se un brano avrà successo o meno.
Povere bimbe, speriamo che il padre non le faccia andare oltre facendo la fine di Nikka Costa.
Questa mattina ho ricevuto una telefonata da un commerciale di compravisite, sito che vende 2mila visitatori a 36 euro IVA compresa. La tariffa è tutto sommata buona, ma come arriva questa gente?
Semplicemente l’azienda registra domini scaduti ed abbandonati e tutti i visitatori li ridirige sul sito del cliente. Il target dovrebbe essere dato dal nome stesso del dominio.
Considerando che passano 5 mesi fra quando un dominio scade a quando può essere nuovamente registrato e che certamente non è stato aggiornato fino al giorno prima possiamo dire che le visite di un sito morto e sepolto da almeno 6-9 mesi non siano tante (se non per qualche vecchio link non corretto) e quindi servono tanti domini per ridirigere abbastanza traffico (puoi acquistare anche 50mila visite in 30 giorni).
Comunque come posso considerare in target il traffico generato ad esempio dal post di un blog verso uno specifico romanzo (ad esempio) di uno store abbandonato che arrivi nella mia home page quando io non vengo narrativa? La visita costerà ben poco, ma varrà certamente anche meno.
Ho comunque risposto alla mail di compravisite con una serie di dubbi, ma sono ragionevolmente certo che non potranno essere fugati e di conseguenza dubito che acquisterò il servizio.
Che sia solo un caso che il MNT di compravisite.it sia handytraffic che fa il medesimo mestiere?
Vale sia come mail che come IM e volendo anche per i pagamenti PayPal.
La mail la ricevo in tempo reale sul BlackBerry.
A volte anche gli IM li leggo sul BlackBerry (ma di rado).
Leggo tutto in tempi rapidi, ma non garantisco risposta altrettanto rapida.
Chiunque sia in grado di superare l'antispam di Gmail può scrivermi.