Alluvione.

Avrei voluto scrivere un post ieri sera sulla pioggia che finalmente arrivava.

Ma visto che detta pioggia mi ha riempito tutto il negozio non dico finalmente.

In compenso io ora ho asciugato tutto e per di più anche pulito dove spesso non si arriva. Un centro commerciale qui vicino invece è chiuso perché mi dicono (non ci sono andato, sono stato qui a pulire) sia crollato parte del tetto.

Di certo sono caduti alberi, volati coppi, crollate impalcature e la grandine non ha fatto granché bene dove ancora c’era da raccogliere.

Il tempo delle Mele marce.

L’Onorevole Cosimo Mele è stato colto con le mani nel cesto.

Una prostituta che era in albergo con lui si è sentita male, è stata portata in ospedale ed è emerso che aveva usato droghe. Per un onorevole dell’UDC, paladino dei valori cristiani è quantomeno disdicevole.

Ma l’intervista de la Stampa è qualcosa di comico, se mi si passa il termine.

Siamo allo scempio generale. Io non ho fatto altro che andare a cena con un amico che mi ha presentato la ragazza che, siccome era tardi, è venuta a letto con me.

Non oso pensare cosa accada quando anziché fare tardi in una camera d’albergo fa tardi alla Camera.

Faccio una riflessione a voce alta: quanti parlamentari vanno a letto con le donnine? E’ un reato, per caso?

Reato probabilmente no, ma se c’è una legge che ha vietato le case chiuse penso non sia neppure un merito.

E che i parlamentari dell’Udc non fanno l’amore? Certo che mi riconosco nei valori cristiani ma che c’entrano questi con l’andare con una prostituta? E’ una faccenda personale.

Ma questo catechismo e corso prematrimoniale li ha fatti al CEPU!

Questa storia non c’entra nulla con i valori della famiglia. Non posso non essere un buon padre, un buon marito solo perché dopo cinque, sei giorni fuori casa capita un’occasione…

Sì, decisamente. Se non sa cosa significa la parola fedeltà coniugale. Del resto dopo 6 giorni di lavoro si ha diritto ad uno di riposo. Ma a parte questa volta che è stato sgamato mi viene da domandare quante altre volte sia accaduto.

Il problema dei problemi è uno solo: in che Paese viviamo?

Io lo so.

Io predico bene e razzolo meglio.

Se per razzolare intende trovare donnine…

Però si è dimesso dall’UDC, non dal parlamento. Chissà ora in che gruppo andrà, forse in quello dei parlamentari che vanno con le donnine che secondo lui sono tutti gli onorevoli col pisello a parte Grillini e Guadagno.

Rimpiango Cicciolina!

Andrea Golfera: aggiornamenti.

Visto che molti utenti arrivano qui cercando informazioni su Andrea Golfera terrò questo post aggiornato con quanto trovo fino alle esequie. Non indico ciò che è stato aggiunto e quando è stato aggiunto, è un live post.

Dal sito della Diocesi di Faenza-Modigliana l’omelia del Vescovo Mons. Stagni per il funerale:

La morte è sempre un evento doloroso per coloro che ne sono in qualche modo coinvolti; ma quando la morte arriva in circostanze che mettono in evidenza un gesto generoso e altruistico come quello del pilota Andrea Golfera, allora tutti restiamo colpiti dall’evento, e desideriamo in qualche modo esprimere la nostra partecipazione.
Le Chiese di Imola e di Faenza, in questa celebrazione di suffragio che viene celebrata in un luogo che in modo emblematico le unisce, si accompagnano allo sgomento di tutta la comunità di Lugo e non solo, e sono vicine al dolore dei familiari del pilota Andrea.
Abbiamo già ascoltato in questa liturgia funebre la parola di Dio. E’ una parola che vuole aprire alla speranza e allo stesso tempo richiamarci ad un impegno.
Anzitutto vogliamo pregare perché il Signore conceda la pace eterna a questo suo figlio morto tragicamente nell’adempimento di un dovere di servizio per il bene del suo prossimo. Poi vogliamo chiedere conforto per coloro che legati da vincoli di affetto soffrono per questa morte, in particolare per l’anziano genitore. Infine ci chiediamo se questa morte non ci interpelli tutti, dalle istituzioni ai singoli cittadini, nella difesa del bene comune di tutta la nazione.
“Io lo so che il mio Redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà distrutta, senza la carne, vedrò Dio”. Andrea si è presentato al giudizio di Dio, al quale anche noi lo affidiamo, pregando che Dio si ricordi della sua misericordia e dell’amore che ha avuto per questa sua creatura fin da quando nel battesimo lo ha voluto tra i suoi figli. Il nome che lo ha identificato per tutta la vita è quello che gli fu posto dai suoi genitori nel giorno del battesimo, ed è il nome con il quale anche il Padre che è nei cieli lo ha riconosciuto. La preghiera della Chiesa in questa Eucaristia di commiato si affida all’amore che Dio ha mostrato in Cristo Gesù morto e risorto, e prega per la pace eterna di Andrea, accolto nella casa del Padre a ricevere il premio del bene che ha compiuto, in particolare del gesto eroico che lo ha portato alla morte. “Nessuno ha un amore più grande, ha detto Gesù, di chi dà la vita per i propri amici”. L’epilogo tragico di quel ultimo intervento per spegnere un incendio che minacciava cose e persone, ha rivelato quanto rischioso fosse il servizio che il pilota Andrea Golfera compiva nella Protezione civile nazionale, e nonostante questo come egli abbia continuato a svolgerlo con generosità e competenza per tanti anni.
In ogni caso però la morte lascia un grande vuoto soprattutto nelle persone più care, in coloro che vivevano insieme e ne condividevano gli affetti e le premure. Per tutti costoro noi preghiamo, perché siano aiutati se non a capire, almeno ad accettare questo dolore. Ci può essere un senso anche nelle cose più difficili, ed è possibile vedere in esse un valore che renda preziosa anche un’esperienza dolorosa, e possa essere di conforto.
Anzitutto la parola di Gesù ci ha detto che il Signore quando ritornerà nell’ora che non pensiamo, se ci trova pronti a compiere del bene, ci accoglierà nella sua casa, ci farà sedere alla sua mensa e si metterà lui stesso a servirci. L’unico modo per essere pronti nel momento della morte è di lavorare sempre per il bene. Se questo pensiero non può togliere il dolore, può tuttavia lasciare intravedere una luce, e dare un po’ di consolazione. A fronte di alcune vite spese male, sciupate e concluse malamente, è giusto riconoscere la validità di una vita offerta per il bene degli altri. E la testimonianza di solidarietà che anche in questo caso tanti hanno manifestato, sia il segno di un conforto profondo che noi nella preghiera invochiamo da Dio per tutti i familiari ed amici colpiti da questa sciagura.
Infine credo che dobbiamo anche chiederci se la morte del pilota Andrea Golfera non debba ricordarci quanto il bene comune della nazione debba stare a cuore a tutti. Credo che da parte delle istituzioni sia giusto predisporre le leggi necessarie a questo scopo, e far osservare quelle che già esistono; ma credo che ci sia anche un impegno di tutti i cittadini nella formazione di una coscienza positiva al riguardo. In fondo il pilota Golfera stava difendendo dal fuoco beni e cose che non erano suoi, ma di altre persone e famiglie, e di tutta la collettività.
I beni che sono di tutti sono affidati alla cura di ciascuno. Ma è proprio questa sensibilità che si rischia di perdere se non viene costantemente formata. E’ necessario un impegno educativo da parte delle famiglie, della scuola e della Chiesa; ed è necessario un impegno della politica che nella cura bene comune ha la sua ragion d’essere. Dispiace che debbano essere eventi come quello che stiamo celebrando a ricordarci che ci sono dei beni, come può essere un bosco, che sono di tutti, e che nessuno per interessi personali dovrebbe nemmeno pensare di poter distruggere. E qui comprendiamo che non bastano le leggi a contrastare questi fenomeni, se non esiste una coscienza morale educata a questi valori, con insegnamenti condivisi ed esempi diffusi.
Se diciamo queste cose è solo perché vorremmo che anche il sacrificio di un uomo che ha dato la vita per questo possa portare ancora frutto, e far capire che è possibile sperare ancora in un mondo più giusto, se ognuno saprà fare la propria parte.
In questa eucaristia di suffragio vogliamo pregare per tutti coloro che sono morti nel compiere un servizio per il bene comune, e che manifestano come sia possibile vivere per gli altri, mettendo in pratica, forse senza saperlo, l’unico precetto dell’amore.

Dal sito dell’Aeroclub Francesco Baracca l’ultimo saluto del presidente:

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri del­la Re­pubblica Italiana,

Signor capo del Dipartimento della Protzione civile italiana,

Signora Prefetto,

Autorità Civili

militari e religiose,

signori e signore

nella mia qualità di presidente dell’Aero Club France­sco Baracca vi porgo il benvenuto mio e di tutti i soci, in que­sta gior­nata così triste per tutti noi, forse una fra le più tristi che questo Sodalizio abbia vissuto nella sua lunga vita o perlomeno da quando alla fine degli anni cin­quanta l’allora presidente Guido Baracca, mio padre, si recò a casa di Bartolemo Golfera, pilota di aerosiluranti ed eroe della Seconda Guerra Mondiale, e lo convinse a divenire istruttore di volo.

Meo accettò e da quel giorno non ha più lascia­to l’Ae­ro Club. Come tutti ha vissuto qui molta parte della sua vita e come tutti era uso portare tutte le do­meniche i propri figli ed Andrea in particolare. Ed è così che ho incominciato a conoscerlo, perché anche mio padre portava noi fratelli qui all’aeroporto tutte le do­meniche.

Lunghi anni passati insieme, divertendosi fra bambini ma anche respirando questa vita ed assimi­lando i racconti dei piloti. É divenuto così naturale che a diciassette anni Andrea prendesse il bre­vetto e, ov­viamente, anche noi fratelli prendemmo il brevetto quando raggiungemmo quell’età.

I nostri padri condividevano questa passione fino in fondo ed entrambi ci hanno permesso di vivere questa passione non appena possibile.

Ma Andrea aveva una passione ben più forte, tanto da far diventare il volo il lavoro della propria vita e fu così che lasciò la facoltà di ingegneria per lascia­re Lugo e frequentare un corso da pilota nell’Alitalia: a quel tem­po il sogno di tutti i neobrevettati.

Ma quel corso non gli piaceva: ricordo benissi­mo il giorno in cui lo abbandonò fra lo stupore di tutti, per­ché «gli stava stretta quella vita» troppo regolare e particolare. Andrea amava profondamente la libertà ed era poco incline ad adattarsi alle norme imposte dall’indossare una divisa.

Non che Andrea fosse un imprudente o un anarchico, tutt’altro. Anzi aveva una mente logica e ra­zionale, era un vero e proprio calcolatore. Non era un esibizioni­sta, ma era preciso e molto attento a quello che stava facendo, con un’ottima capacità di conoscere e capire gli arei e divenire un tutt’uno con loro: basti pensare al programma che lo ha visto im­pegnato per alcuni anni in Russia per la riconversione ad usi civili dell’aero Berliev ed impiegarlo nell’antin­cendio.

E così, essendo un ottimo pilota, decise di fare il corso da istruttore con ottimi risultati, tanto che di­venne istruttore degli istruttori a Venegono prima ed a L’A­quila poi, con il compito di standardizzare le proce­dure dei vari istruttori. Finita anche questa esperienza, si comprò un aereo mettendosi a lavorare in proprio come pilota di aerotaxi con partenza da aeroporti mi­nori … dimostrando così una capacità di precorrere i tempi, che però allora non erano ancora maturi e così arrivò alla sua grande avventura, il suo grande amore: diventa pilota di Canadair abbracciando questa pro­fessione così rischiosa, ma così entusiasmante tanto che da questo Aero Club altri due giovani piloti oggi fanno il medesimo lavoro.

Dicevo che Andrea non era un esibizionista, mi viene in mente Meo, il nostro maestro, non solo di pi­lotaggio ma anche di vita, che certamente ha dato ad Andrea delle ottime doti prima fra tutte proprio quella della riservatezza, appena citata ma anche un’ottima memoria, tanto che solita­mente Andrea non aveva ne­cessità di cartine perché le aveva in testa, così come conosceva anche tutte le frequenze radio necessarie per il volo. Dal pa­dre ha avuto anche un ottimo talento per il volo, la ca­pacità di nasare il pericolo e soprattut­to una profonda umanità e generosità. Generosità che probabilmente contrad­distingue molti piloti, come i soci di questo Aero Club ai quali va il mio ringrazia­mento per aver al­lestito que­sto hangar in poco tempo e forse è anche per questa comunanza umana che Andrea era così profonda­mente attaccato a questo sodalizio, tanto da venire qui ogni volta che tornava a Lugo, anche solo per fare una partita a carte con gli amici. Alcuni mesi or sono mi aveva anche detto: «Giovanni, fra qualche anno, quando finisco torno a casa a fare l’istruttore»

Ma, parlando di Andrea ora non posso non fare un pa­ragone con un altro ragazzo, anche lui pilota,con il quale, a ben pensare, An­drea ha condi­viso molti tratti del proprio carattere e della propria abilità aviato­ria. Penso a Francesco Ba­racca, l’eroe del Cavallino Rampante, l’asso degli assi della nostra aviazione il quale per tranquillizzare la madre e rassi­curarla del fatto che aveva conseguito il brevetto di volo, si de­scriveva come un pilota freddo e coscienzioso, un cal­colatore e quindi le raccomandava di non preoccupar­si perché lui aveva un carattere, riflessivo e pacato, non faceva imprudenze ed al perico­lo non si agitava, ma lo affrontava con ra­ziocinio. An­che Andrea aveva le stesse caratteristiche. Parlando con una giornalista l’ho definito uno Schumacher dell’aria … d’altro canto anche lui aveva sull’auto lo stesso Cavallino Rampan­te. Così come Francesco, an­che Andrea ha più volte combattuto e vinto un tremen­do nemico, non a tremila metri di altezza, come il pri­mo, ma direttamente get­tandosi verso il suolo per sganciare il proprio carico di acqua, per sconfiggere ed estinguere quel nemico, il fuoco, molte volte prodo­toriamente appiccato da mani piromani, scellerate ed assassine. E così come Barac­ca molte volte affronta­va il nemico che violava il Patrio suolo per difendere inermi cittadini, così anche An­drea allo stesso modo molte volte ha combattuto e vinto quel fuoco che troppo spesso viola il suolo e mi­naccia anche le vite dei cittadini.

Come Baracca, Andrea è decollato per l’ultimo volo al­l’imbrunire e come Baracca, Andrea ha affron­tato il nemico in un volo veloce e radente; e come Ba­racca anche Andrea non ha più fatto ritorno alla base ca­dendo al suolo, lasciando tutti quanti sgomenti nel do­lore, consci di aver perduto non solo un amico ma an­che un esempio, una di quelle figure che non nasce tutti i giorni ma che ai nostri giorni è così necessaria per poter esser di esempio a coloro che in poco o nul­la credono. In definitiva uno di quegli uomini che con il proprio lavoro si mettono a disposizione degli altri an­che a rischio della propria vita senza mai mettersi in mostra: tutto sommato, sempli­cemente un Eroe.

E così, come Francesco Baracca anche tu sei tornato a casa dopo cinque giorni.

Qui, nella tua casa, noi ti ricorderemo ogni volta che sentiremo il dolce suono di un aereo … i tuoi amici di sempre.

Dal sito dell’AGI:

“Andrea era un uomo giusto e onesto: e’ morto da eroe, da combattente: perche’ la lotta agli incendi e’ una guerra. Oggi e’ possibile vincere solo qualche battaglia”. Lo ha detto Giuseppe Spadaccini, dirigente della flotta Canadair della Sorem, nell’ultimo saluto ad Andrea Golfera all’aeroclub di Lugo di Romagna, suo paese d’origine, ricordando il comandante morto in Abruzzo, ad Acciano, nel corso dello spegnimento di un incendio. Alla cerimonia, prima della sepoltura al cimitero di San Lorenzo, hanno partecipato tantissimi piloti, conoscenti e amici di Andrea, che aveva preso qui il brevetto di volo a soli 17 anni.
Presenti alla cerimonia anche il presidente del Consiglio Romano Prodi con la moglie Flavia, e il dirigente nazionale della Protezione civile Guido Bertolaso per il quale il pilota lavorava. “Voglio ricordarlo come uno Schumacher dell’aria”, ha detto durante l’addio funebre Giovanni Baracca, presidente dell’aeroclub di Lugo che prende il nome dal pilota eroe Francesco Baracca, morto anche lui in volo, ideatore dell’immagine del Cavallino rampante, che e’ ancora emblema dell’aeroclub, oggi noto simbolo della Ferrari. “Come Baracca – ha detto il presidente dell’aeroclub, ricordando il pilota morto durante il proprio lavoro – anche Andrea non ha fatto piu’ ritorno alla base: tutto sommato era semplicemente un eroe”, ha detto commosso. Tanti i messaggi di solidarieta’: tra questi anche quello del cardinal Ersilio Tonini, che ha ricordato la grande esperienza del pilota e la sua totale dedizione agli altri, morto da eroe proprio perche’ competente ed esperto. Un messaggio di cordoglio dell’aeroclub e’ stato affisso sulla porta di ingresso, scritto da tutti gli amici che si sono rivolti al padre di Andrea, Bartolomeo, alla moglie Barbara e al figlio Gianni Golfera e agli altri parenti. Cosi’ e’ stato ricordato il pilota: “Pilota, istruttore, amico generoso, eroe nella lotta aerea contro gli incendi che ha immolato a propria vita ai comandi di un Canadair della Protezione civile per combattere il fuoco appiccato dai piromani”.

Vengo ora dal funerale di Andrea Golfera (questa volta non ho foto o filmati pensavo solo alla messa delle esequie), erano presenti anche Prodi, Bertolaso ed oltre 500 persone fra autorità civili, militari, familiari, amici e semplici cittadini (come me) che hanno voluto rendere omaggio ad un eroe (come anche più volte detto negli interventi). Un familiare, che mi ha contattato anche ieri qui sul sito, mi ha detto: “lo stanno già dimenticando!”. Ecco, io non voglio che questo uomo esemplare venga dimenticato, no!

L’arrivo di Andrea alla camera ardente, due foto ed il video.

Domani alle 10 alla celebrazione delle esequie saranno presenti il vescovo di Faenza-Modigliana, Mons. Stagni ed il vicario generale della diocesi di Imola, Mons. Signani.

Da il nuovo diario messaggero (settimanale della Diocesi di Imola) un articolo di Monia Savioli:

La città di Lugo si è stretta in un abbraccio, attorno alla famiglia di Andrea Golfera, il pilota di Canadair deceduto nel pomeriggio di lunedì mentre, a bordo del velivolo a servizio della Protezione Civile, stava cercando di domare un incendio doloso appiccato in Abruzzo. Il sindaco Raffaele Cortesi ha proclamato, in concomitanza con i funerali del pilota 50enne, fissati per la mattinata di sabato 28, un giorno di lutto cittadino. La cerimonia si terrà all’aeroporto e la salma sarà poi trasportata al cimitero di San Lorenzo. «Di persone così – afferma, Giovanni Baracca, presidente dell’Aeroclub nel ricordare l’amico – non ne nascono tutti i giorni». Avevano entrambi 17 anni, quando, nella struttura di Villa San Martino, hanno conquistato il brevetto da pilota. A formarli erano stati i genitori, uniti dalla passione del volo e dalla convinzione che li aveva spinti a fondare l’Aeroclub, Guido Baracca e Bartolomeo Golfera, il maestro “Meo” come lo chiamavano gli alunni delle elementari Gherardi nelle quali ha insegnato per anni. «Era partito per lavorare come pilota dell’Alitalia – racconta -. Ma non gli piaceva. Molti pensavano a quel ruolo come un punto di arrivo. Per Andrea è stato, al contrario, un punto di partenza». Attualmente il comandante Andrea Golfera, rivestiva il ruolo di istruttore di volo e controllore per la Sorem, ditta che mette a disposizione della protezione civile i Canadair, i velivoli impiegati per lo spegnimento degli incendi. «Ogni due o tre volte al mese tornava all’Aeroclub – continua Baracca -. Andrea era un pilota professionale, bravissimo che ha fatto del volo e della lotta contro gli incendi la sua ragione di vita». Andrea era diventato nonno, per la seconda volta a soli 50 anni (i 51 li avrebbe compiuti a dicembre), appena 20 giorni fa. Prima Gianni junior di appena tre anni, ed ora Paris, l’ultima nata dall’unione del figlio Gianni, memory trainer noto alle cronache per la sua abilità mnemonica e anche lui pilota, con la moglie. Andrea Golfera lavorava a fianco di altri due piloti brevettati dalla scuola dell’Aeroclub Francesco Baracca, Davide Nannini e Antonio Montanari. Le cause dell’incidente vanno probabilmente identificate nelle difficili condizioni metereologiche e di intervento.«Sicuramente – afferma Guido Bertolaso, capo del dipartimento della protezione civile – ha fatto una cabrata stretta in mezzo al fumo e si è trovato davanti la montagna». Un motivo che il padre di Andrea Golfera, Bartolomeo, ora 87enne, non riesce a trasformare in una ragione plausibile. Da ex pilota di aerei siluranti durante la seconda guerra mondiale, abbattuto, ferito e anche decorato, non può accettare di essere scampato alla morte mentre il figlio, nei cieli, ci ha perso la vita. «Sono riuscito a portare a casa la pelle tante volte – dice ancora incredulo -. Mio figlio no». Bartolomeo ha perso, anni fa, dopo la moglie, anche la figlia, sorella di Andrea. Ed ora lui. «E’ rimasto solo» riflette Bibi Mazzini, cognato di Andrea.

Due note: i Baracca indicati qui sopra sono effettivamente parenti di Francesco Baracca, non sapevo che a Lugo ci fossero state le elementari Gherardi (a Gherardi è ora intitolata una scuola media).

Da Affari Italiani una dedica di Franco Bomprezzi:

Caro Andrea Golfera,
metto nome e cognome in fila perché vorrei proprio che si stampassero nella memoria di chi legge
. Sei morto pilotando un Canadair, volando a bassa quota, ignorando la paura. Avevi un carico di acqua per spegnere un incendio. Avresti scaricato la tua bomba con precisione millimetrica, da campione qual eri. Guido Bertolaso ha detto che molto probabilmente hai volato, negli ultimi secondi della tua esistenza, in mezzo al fumo, e quando sei uscito dal buio ti sei trovato davanti la montagna, troppo a ridosso per evitarla, troppo sotto per risalire con una manovra spericolata che sapevi fare, che avevi compiuto cento volte, anni e anni di volo, anche volo acrobatico.

Avevi 51 anni, non un ragazzino. Marito, padre, nonno. Una persona allegra, seria, determinata, raccontano tutti, oggi. Un eroe, aggiungerei volentieri. Un eroe di pace, un pilota che sganciava bombe di acqua per sconfiggere il demonio delle fiamme. In questi giorni mediocri, di persone aggrappate alle poltrone, di miserie umane, di palude civile, mi fermo un attimo a pensare a te. Eri di Lugo, Romagna. Terra di uomini liberi, indipendenti, orgogliosi. Terra di gente che prende la vita in mano e la affronta a viso aperto, sempre. Fanno dei film stupidi su storie senza senso.

Spero che presto il racconto della tua esistenza, e del tuo sacrificio, diventi una storia per tutti. Chiamiamo eroi solo i caduti in guerra, e non ci accorgiamo che oggi l’eroismo è spesso legato alla difesa della patria in altro modo, anche salvando un bosco, nel quale vivono persone, animali, uccelli, piante, un patrimonio che ci appartiene e ci sfugge ogni anno un po’, quasi ineluttabilmente. Sabato tutti si stringeranno attorno a te per l’ultimo saluto, spero siano veramente tanti.
Caro Andrea, quando pioverà sulle montagne d’Appennino, forse sarai tu ad aver aperto i rubinetti del cielo. Buon riposo, con ammirazione e rispetto.

franco.bomprezzi@affaritaliani.it

Dal sito del Comune di Lugo riporto il comunicato stampa dell’ordinanza per il lutto cittadino:

Una volta pervenuta la notizia della tragica morte del pilota lughese Andrea Golfera, caduto lunedì 23 luglio con il suo Canadair, durante una missione di Protezione Civile in Abruzzo, mentre stava compiendo con passione tutti gli sforzi possibili per arginare le fiamme di un incendio devastante che minacciava alcune abitazioni in una zona montuosa, l’Amministrazione Comunale, raccogliendo la spontanea partecipazione dei cittadini, degli amministratori e degli esponenti delle diverse forze politiche, ha inteso manifestare, in modo tangibile e solenne, il dolore della città per questa grave perdita, avvenuta mentre il giovane pilota si stava prodigando, con professionalità e spirito di abnegazione.
In segno di stima e gratitudine per il sacrificio compiuto nel tentativo di porre argine alla devastazione delle fiamme e dopo aver informato la Prefettura di Ravenna, il Sindaco di Lugo Raffaele Cortesi ha emesso un’ordinanza in base alla quale, nel giorno del funerale del pilota, ad oggi non ancora stabilito, in segno di cordoglio e per ricordarne l’alto valore umano e professionale, viene proclamato il lutto cittadino, disponendo altresì la partecipazione ai funerali di una delegazione ufficiale accompagnata dal Gonfalone del Comune di Lugo; verranno esposte delle bandiere a mezz’asta o abbrunate sugli edifici comunali e degli enti pubblici e privati. Sospensione, inoltre, delle esibizioni musicali previste sulle pubbliche piazze nel giorno delle esequie. Tutti i cittadini e le Organizzazioni sociali, culturali e produttive della città sono invitate ad esprimere, in forme decise autonomamente, il dolore dei lughesi e l’abbraccio dell’intera città ai familiari.

Dal sito dell’Aeroclub Francesco Baracca (da cui viene anche la foto) riporto il programma della giornata di venerdì 27 e sabato 28 luglio:

Il feretro arriverà all’ aero club venerdì alle ore 17,00 e resterà nella camera ardente allestita in un hangar. Sabato mattina ore 10 S.Messa; ore 10,45 discorsi commemorativi; ore 11,30 partenza del corteo con sorvolo aereo alla volta del cimitero di S. Lorenzo di Lugo.

Per chi vuole c’è anche un indirizzo mail per lasciare un saluto andrea@aeroclublugo.it.

Indicazioni per raggiungere l’aeroporto Francesco Baracca di Lugo-Villa San Martino (ViaMichelin):

Indicazioni per raggiungere il cimitero di San Lorenzo di Lugo (ViaMichelin):