TinEye.

TinEye BetaTinEye è un motore di ricerca per immagini.

Attualmente è in beta privata ma compilando questo modulo sono stato attivato nel giro di poche ore.

In buona sostanza dandogli in pasto un’immagine (caricandola dal PC, indicando l’URL o utilizzando il plugin per FireFox già compatibile con FF 3.0 RC 1, cosa tutt’altro che scontata) ci mostra tutte le altre immagini analoghe.

In questo modo possiamo cercare ad esempio una versione con una risoluzione maggiore dell’immagine che dobbiamo utilizzare oppure scoprire se un nostro ritratto è stato utilizzato in altri siti o ancora trovare di un determinato file più versioni anche alterate.

Ho provato con la mia immagine istituzionale e me la ritrovo anche su technorati.

Poi ho fatto una prova con il nostro PresDelCons una ricerca in google image mi ha fatto optare per questa. Ne sono uscite 33 alternative (usate da molti più siti) ordinate per somiglianza (prima compaiono quelle uguali poi via via le altre che si differenziano per colori, proporzioni, altre modifiche) fra cui ad esempio questa o questa. È ancora una versione molto in beta e dunque ripetendo due volte la medesima ricerca i risultati cambiano.

Questa prova mi ha fatto venire in mente diverse considerazioni sparse.

La prima è che TinEye sia un gran bel prodotto.

La seconda è che la tecnologia messa in campo da Idée sia straordinaria, non escludo che a breve un grosso player possa acquistarla.

La terza è che effettivamente in rete c’è una replicazione spropositata di contenuti identici.

La coop sei tu.

Prendo a prestito lo slogan di una coop per parlare in realtà di altre cooperative.

Antefatto, tre bravi studenti documentano una massiccia violazione delle norme di sicurezza in un cantiere edile nel centro di Milano.

La cosa potrebbe anche non apparire, purtroppo, così eccezionale se non fosse che l’edificio sarà destinato ad ospitare la sede della CGIL.

Ovviamente la CGIL non è responsabile del cantiere, lo sono i costruttori (che però potrebbero essere tenuti d’occhio meglio da chi di dovere).

Allora vediamo chi è il costruttore: ITERcoop, cooperativa di costruzioni rossa a me nota avendo anch’essa la sede a Lugo.

A questo punto lo scandalo è doppio, perché proprio le cooperative dovrebbero tutelare al massimo i propri lavoratori e la legacoop dovrebbe prendere seri provvedimenti contro le consociate che non rispettano le norme di sicurezza. Si tratta di un dovere morale e sociale.

Grande arrampicatura sugli specchi dei responsabili (leggete nell’articolo per credere) per dire che se gli operai non hanno i caschi in testa è colpa loro. Strano che le stesse persone se avessero parlato di imprese private anziché di cooperative avrebbero probabilmente (e giustamente direi) detto che comunque sopra a tutto e tutti c’è il datore di lavoro che deve far lavorare solo coloro che sono disposti a non mettere in secondo piano la propria ed altrui sicurezza, per il bene degli individui e della collettività aziendale e civile.

E con l’ITER abbiamo la terza cooperativa rossa di costruzioni della zona che predica bene ma razzola male.

Prima di lei infatti abbiamo la CMC di Ravenna che costruirà l’ampliamento della base NATO Dal Molin.

Ed ancora prima c’era la Coop Costruttori di Argenta, fallita con migliaia di lavoratori che hanno perso stipendi e risparmi di una vita che erano stati costretti a depositare presso la coop stessa.

Non tutti i mali dell’Italia sono Rete4 ed i paladini della giustizia e del moralmente superiore dovrebbero essere un po’ coerenti anche nei confronti di costoro.

Storia.

Quando i miei figli mi chiederanno perché c’è bisogno di studiare la storia che è successa così tanti anni fa avrò un’arma in più per farli capire.

Qualche tempo fa Luca Luciani, un giovane dirigente Telecom, dichiarò che Napoleone vinse a Waterloo. Una gran bella gaffe che sarebbe stata evitata ascoltando un po’ di più le lezioni della prof. a scuola.

Ma che ora un candidato presidente degli Stati Uniti dica che sia stato suo zio (quindi l’esercito degli Stati Uniti poco più di 60 anni fa) a liberare Auschwitz è veramente troppo!