Il ministro Brunetta ha promosso un inusitato aiuto di stato a favore di tutti i dipendenti pubblici.
Leggo dal Corriere che per favorire l’esodo dal settore pubblico il ministro ha in programma la possibilità di chiedere
aspettative non retribuite per lavorare nel privato o aprire attività, se va bene si chiude il rapporto di lavoro altrimenti si torna.
In buona sostanza viene offerto ai dipendenti pubblici un paracadute di dimensioni spropositate che poco si addice al rischio d’impresa proprio dei lavoratori autonomi.
Qualunque lavoratore della pubblica amministrazione può lasciare il lavoro, avviare un’attività d’impresa con l’ovvia concorrenza per gli operatori già presenti e se non gli va bene svendere tutto (con danni per coloro che nel settore devono ovviamente rimanere per campare) e tornare da mamma Brunetta a prendere il loro stipendio che nel frattempo è rimasto al calduccio ad aspettarli.
Mi pare quasi la parabola del figliol prodigo se non fosse che in questo caso sarebbe il padre-governo ad incentivare il figlio ad andarsene.
Ogni 8 uscite dalla pubblica amministrazione verrà assunto 1 solo nuovo dipendente, considerando che probabilmente saranno gli 8 più intrapendenti a cercare un’alternativa e non gli 8 più svogliati ci troveremo con il livello della PA in caduta libera. Ed anziché incentivare i migliori a fare meglio liquidando i vagabondi si incentivano i migliori ad andarsene.
Restano poi in sospeso un paio di importanti domande che non trovano risposta nell’articolo.
Quante volte i dipendenti potranno tentare fortuna altrove? Una sola volta o tutte le volte che vogliono? Con che conseguenze tanto per il settore pubblico quanto per il privato?
Quanti dipendenti possono chiedere la medesima opportunità contemporaneamente? Prendiamo ad esempio un ufficio in cui lavorino 4 persone, possono tutte andare in aspettativa in contemporanea lasciando l’ufficio sprovvisto di personale? E cosa farà l’amministrazione? Assumerà un nuovo dipendente per mantenere l’ufficio attivo? E se tutti e 4 tornassero lo stato dovrebbe a quel punto mantenere 5 persone ad occupare un ufficio che prima ne aveva 4?
Insomma, non trovo questa uscita di Brunetta come la migliore soluzione per ridurre gli sprechi nella pubblica amministrazione. Vedrei molto meglio un sistema a bastone e carota per cui i fannulloni li si manda a far nulla altrove mentre coloro che lavorano con impegno vengono premiati in base ai propri meriti.
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camu says:
Il problema dei dipendenti pubblici in Italia è la loro scarsa motivazione: i dirigenti e gli amministratori (i politici) che stanno sopra di loro, ancora oggi spesso li trattano alla stregua di Fantozzi (ne so qualcosa). Quindi il bastone e la carota andrebbe usato sui dirigenti, non sui dipendenti. Il pesce quando puzza, si dice dalle mie parti, puzza dalla testa. Non voglio difendere i fannulloni, ma in Italia nessuno si chiede COME MAI questa gente è diventata fannullona? Lo scarso coinvolgimento negli obiettivi, l’alienazione e la mancanza di “spirito aziendale” fanno la parte del leone, tra le motivazioni.