Spamchising.

Sapete cos’è il webchising? È una specie di franchising sul web come ci spiega meglio Andrea.

E lo stesso Andrea fa una buona analisi quando scrive che senza investimento non si può avere ritorno economico.

Il problema ora è che oggi mi è arrivato il primo messaggio di spam da parte in un webchisee.

Una mail indirizzata al responsabile marketing (non ho capito il motivo) che mi invitava a visitare uno store con indirizzo *.shop.it dove avrei trovato oltre un milione di prodotti con sconti fino al 70%.

Ovviamente viene fuori uno store non molto diverso dal mio creato e abbandonato che non ha mai venduto un prodotto (meno male che l’e.commerce professionalmente lo faccio in altri modi).

La mail poi si conclude con un’informativa privacy farlocca in quanto viola le norme vigenti. Non è ammesso in Italia l’opt-out.

Ecco, la domanda che facevo anche ad Andrea è questa: quale è oggi il rischio che decine, centinaia di persone pensino di poter entrare nell’e.commerce con questa scorciatoia per poi iniziare a spammare a pioggia?

C’è poi la domanda anche sulla responsabilità dello spam. Perché il link porta ad un sito gestito in tutto e per tutto da shop.it anche se il mittente con ogni probabilità non sono loro. Si può ravvisare un concorso di colpe nello spam? Non ho sottomano il contratto con shop.it, immagino che preveda espressamente il divieto di spam, ora ho segnalato loro quanto accaduto ed aspetto di vedere se il negozio verrà bloccato per violazione contrattuale o se continuerà imperterrito il suo lavoro.

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