Carta Acquisti (social card).

Sono di quelli che piuttosto che niente, meglio piuttosto.

Carta Acquisti
Carta Acquisti

Quindi in fondo non ritengo che la Carta Acquisti sia una cosa assurda. Un po’ come i mille euro del paguro.

E visto che i soldi sono pochi bisogna fare delle scelte. La salsiccia per legare tutti i cani è finita da tempo immemorabile. E comunque c’è da stare attenti perché Chi moltiplicava pani e pesci l’hanno fatto fuori.

La Carta nell’aspetto non mi pare tanto delatrice. Non c’è scritto in grande Governo Italiano – Ministero dell’Economia e delle Finanze: il detentore di questa carta è un gran poveraccio. E comunque è possibile chiedere l’accredito su altra carta in possesso (postepay standard?).

Si tratta di una carta di credito elettronica standard emessa dalle poste con una livrea piuttosto anonima come ce ne sono tante.

Per curiosità ho buttato un occhio alla versione della Carta per minori di 3 anni (del resto prima che io arrivi ai 65 ce ne vogliono troppi) ed ho un’obiezione.

Perché, se nel conteggio ISEE già vengono conteggiati gli immobili posseduti, viene posto un’ulteriore vincolo sulle proprietà immobiliari e mobiliari?

Ma come dicevo prima i soldi sono pochi, magari si pensa che se uno è proprietario di un negozio potrebbe vendersi quello. Poi però come campa?

Dal punto di vista personale mi rendo sempre più conto che se vendessi baracca e burattini ed andassi a fare qualunque lavoro dipendente ci guadagnerei molto di più. Parlavo ieri con un amico che con 7 figli prende 750 euro al mese di assegni familiari. Ed io con 8 non prendo un cent. Ma si sa, i commercianti sono evasori per principio e dunque i benefici se li assegnano da soli.

191 prese per i fondelli.

Che nella pagina per visualizzare la fattura in PDF di Telecom ci sia sotto un banner per invitarti a lasciare la fattura cartacea e passare a quella in PDF è assurdo. Se sono in quella pagina significa che l’ho già fatto.

Ma che continuino a dirmi “online È MEGLIO!” quando sono 15 minuti che ricevo un messaggio di errore mi pare sinceramente troppo.

Astuto come un cervo.

Devo ordinare della carta da MondOffice.

Però visto che pago con carta di credito mi pare assurdo farmi addebitare la carta oggi e pagare a metà dicembre quando con l’addebito lunedì prossimo il pagamento va a metà gennaio.

Guardo sul sito, non trovo la possibilità di specificare quando spedire (quindi quando addebitare).

Telefono, per avere la spedizione a dicembre bisogna fare l’ordine a dicembre.

Contenti loro, io mi sono segnato di fare l’ordine della carta lunedì, ma se nel frattempo qualche concorrente mi facesse un’offerta più vantaggiosa starebbe tutto a 2 click di distanza (se non ad un solo squillo di telefono).

Per un sito di forniture aziendali poter programmare gli acquisti sarebbe un vantaggio sia per il cliente (che così con un solo ordine può farsi mandare la merce quando gli serve) che per il fornitore (che può approvvigionarsi al meglio).

Ma evidentemente loro non lo trovano vantaggioso.

Uebbi alla prova del mercato.

Leggendo fra i commenti alla campagna uebbi su Zzub ho notato i primi accenni di prezzo: 141,36 € (non c’era un link per verificare la fonte).

In compenso ho trovato questo sito che lo presenta a 139,90 € + IVA ovvero 167,88 €, direi decisamente verso l’alto.

Non dico che l’hardware non abbia tutte le caratteristiche per quel prezzo ma che forse il mercato non è in grado di assorbire un simile prodotto, con le applicazioni attuali, a quel prezzo.

Non è questione di costo ma di valore percepito.

A mio avviso sarebbe necessaria un’operazione ben diversa, un po’ come quello che si fa per le stampanti o per le consolle videoludiche. Il prodotto inizialmente ha un prezzo assolutamente esiguo, sono poi i ricambi/accessori/software aggiunti a produrre utili.

Come suggerito anche tramite Zzub penso che ci siano molte possibilità di vendita di applicativi e contenuti aggiuntivi.

Potrebbero esserci anche moltissimi contenuti riservati ai soli clienti Alice e non a chi si connette tramite altri operatori, per invogliare gli acquirenti ad indirizzarsi verso un cambio di fornitore di ADSL.

Il Natale è imminente, la commercializzazione al pubblico pare anche (mi dicono che a Milano si sono già visti i manifesti in giro). La confezione si presta benissimo ad un regalo geek ma non solo.

Resta da vedere quanti soldi i consumatori hanno a disposizione quest’anno (che di sicuro non è un anno dei più abbondanti) per prendere questo genere di prodotti e soprattutto come Telecom saprà renderlo appetibile.

Di certo in questo momento sul canale shopping di Alice uebbi non compare e questo non è subito un buon segno.

Una nota, ho provato tramite la pagina dedicata del produttore Promelit a chiedere alcune informazioni già una settimana fa. Nessuna risposta ricevuta.

La storia dell’e.commerce.

Gira da anni in rete una leggenda sulla nascita dell’e.commerce in Italia.

E questo racconto dichiara che la prima vendita su internet nel belpaese risale al 3 giugno 1998 quando IBS, con appena 1/2 ora di vita, ha venduto un romanzo di Camilleri ad un cliente degli Stati Uniti.

Chissà che rapidità i motori di ricerca di allora, indicizzare un sito intero in meno di 30 minuti e renderlo subito disponibile, altrimenti non si capisce come l’americano sia giunto alla pagina giusta, forse magari perché IBS.co.uk già era attivo e funzionante? Forse.

Però io a quella data già vendevo tramite internet, ho ancora la contabile del primo pagamento ricevuto il 22 novembre 1997. 11 anni oggi. 6 mesi abbondanti prima di IBS. E di certo, lo ricordo bene, non sono stato il primo e.commerciante italiano.

Già RicamArte era attivo. Purtroppo web archive non arriva tanto indietro visto che la prima pagina registrata è di Febbraio ’99, come peraltro anche quella di IBS.

Ecco, scusate lo sfogo.

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Quanto spesso fate sesso?

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Non so in quale “comunità ultrareligiosa” siano cresciuti, di certo non nella Chiesa Cattolica.

Non voglio Fastweb.

Cara Dottoressa Olla che stamattina non hai detto per chi lavoravi poiché si trattava di un discorso privato che devevi chiarire con me, se ti dico che non voglio Fastweb è perché semplicemente non sono interessato a Fastweb.

I motivi possono essere tanti, in particolar modo non mi interessa il piano tariffario proposto e se devo lavorare piantala di importunarmi e prova a contattare qualcuno interessato.

Se poi mi dici “come non ti piace, è uguale a quello degli altri opetatori” ed io ti rispondo molto sarcasticamente “allo me ne sto con l’operatore attuale” capisci che ad insistere peggiori la situazione.

Grazie.