Calo fermo.

TG1 di ieri ore 13.30, servizio sul calo della produzione industriale e dell’occupazione nella grande industria.

Slide dal servizio del TG1.
Slide dal servizio del TG1.

Ebbene sia a video che la voce di commento del servizio enfatizza come nello scorso dicembre (dunque l’ultimo mese del 2008) ci sia stato un calo dello 0,7% rispetto a dicembre 2008.

Come fa un mese ad avere un calo rispetto a sé stesso?

La fine di Twitter inizia qui.

Indizi del prossimo declino del servizio si sono appena visti.

Google ringrazia Yahoo! e Microsoft su Twitter.
Google ringrazia Yahoo! e Microsoft su Twitter.

Quando i tre contendenti della rete si incontrano su Twitter per scambiarsi messaggi di cortesia significa che tutti e tre sono interessati ad impossessarsi del servizio.

E quando uno qualunque dei tre l’avrà pagato profumatamente (perché non c’è altro modello di business per i fondatori che incassare profumatamente per tutto il progetto) l’acquirente dovrà per forza di cose monetizzarlo.

Dagli account pro a pagamento (con limitazione agli account free o con maggiori libertà di quelli pro a scapito dei free), all’inserimento di pubblicità nelle pagine o nel feed.

Staremo a vedere che accade in questo nuovo campo di battaglia.

Ricomincia la storia.

Domani il grafico dei miei lettori tramite FeedBurner cancellerà definitivamente la gloria passata.

feedInfatti proprio un mese fa ho migrato il feed dal vecchio FeedBurner all’account Google.

E questo non è un problema, l’hanno fatto tanti e non è accaduto nulla di tragico.

Il mio errore è stato approfittarne anche per rinominarlo, togliendo il vecchio StefanoFree9ScardoviBlog a favore di essepunto (voi comunque sottoscrivete il feed http://essepunto.it/feed/).

Così dalla sera alla mattina mi sono perso oltre il 60% di lettori e FeedBurner non ne vuole sapere di ridarmi il vecchio feed per recuperarli, almeno per avvisarli per tempo di aggiornare.

Domani, come si vede dal grafico sopra, i fasti di quasi 100 sottoscrittori saranno definitivamente un ricordo lontano di un errore da non dimenticare.

Ma bando alla malinconia.

Forse qualcuno sul sito ha notato una nuova pagina statica (chi segue il feed ovviamente no). In buona sostanza una parte dei post recenti e tutti quelli a venire saranno categorizzati in modo da consentire ai miei lettori di non sorbirsi tutte le mie paranoie ma di avere la possibilità di sottoscrivere anche solo una parte degli argomenti qui trattati.

Se per caso mi troverò legato a letto per un paio di mesi vedrò anche di correggere tutti i post vecchi compresi i link di rimando al vecchio blog su Blog*Spot.

Gmail non funziona.

We’re aware of a problem with Gmail affecting a number of users. This problem occurred at approximately 1.30AM Pacific Time [le 10.30 in Italia, n.d.S.]. We’re working hard to resolve this problem and will post updates as we have them. We apologize for any inconvenience that this has caused.

È quanto compare in questo istante sulla pagina dell’assistenza di Gmail in inglese.

In queste due ore di down, ed il problema non è ancora risolto, sono centinaia i messaggi su tutti i social media in cui si cercano soluzioni al problema.

La sola ricerca twitter aumenta di diverse centinaia di messaggi al minuto dimostrando di essere un sistema eccezionale per la condivisione di informazioni in tempi rapidissimi.

Purtroppo però non si trova molto aiuto, Gmail è down.

Anzi, ad essere corretti è la webmail di Google a non funzionare infatti l’accesso tramite i protocolli POP3 ed IMAP (da un client di posta) funzionano regolarmente sia per i vecchi messaggi che per quelli spediti durante il problema.

La notizia, fra i media tradizionali italiani, è al momento riportato solo da La Stampa che ha anche notato la massa di messaggi in proposito su Twitter. Complimenti.