Viva la RAI.

Non la canzone di Renato Zero, ma proprio l’azienda, mamma RAI.

L’anno scorso, a maggio, è morta mia nonna Guerrina (l’avevo scritto su twitter ma non è così facile recuperare il permalink, che in ogni caso non avrebbe valore aggiunto nel post odierno) storica abbonata RAI, avrebbe pagato il canone anche una volta alla settimana e quando si avvicinava la fine dell’anno era frenetica non volendo capire che il pagamento si faceva comunque a gennaio.

Ora però è evidente che non lo possa (né debba) più pagare. Spesso però le cose evidentemente ovvie stridono amaramente con la burocrazia.

Fatto sta che una decina di giorni fa è arrivata la letterina della mamma che chiedeva l’obolo annuale. 109 euro.

Allora sono andato sul sito indicato nella lettera fino alla pagina delle comunicazioni, ho completato il modulo ed ho specificato che la nonna era morta e quindi non doveva più pagare il canone. L’apparecchio TV l’ha preso un altro abbonato che quindi già paga il suo canone.

Mi è arrivata una mail “manoscritta” (non una risposta automatica) in cui mi si informava che l’abbonamento era sospeso in attesa della comunicazione della data del decesso.

Sono tornato sul sito (l’unico punto negativo è che non si poteva rispondere direttamente alla mail) ed ho mandato l’informazione su luogo e data del decesso dicendomi disponibile a mandare loro copia dell’atto tramite mail o fax.

Stamattina mi è arrivata una seconda mail in cui mi informano che l’abbonamento è stato annullato senza problemi e senza aumento di burocrazia.

In tutta onestà si è trattato di una gradevole sorpresa, poter interagire con una pubblica amministrazione (gli abbonamenti fanno capo comunque all’Agenzia delle Entrate) senza dover perdere una marea di tempo e soprattutto senza doversi spostare.

Che sia l’inizio di una nuova era? Non so, nel frattempo… Viva la RAI.

Un panino a 1000 euro.

Mc Donald’s ha messo in vendita da oggi (sul sito dicono al contempo dal 27 gennaio e che mancano ancora 26 ore) McItaly che, come dice il nome stesso, è il primo panino completamente Made in Italy della grande catena di fast food.

Poteva forse mancare il nostro eroe della tutela agroalimentare italiana? No! Infatti ieri alla presentazione c’era anche il ministro Zaia.

Leggendo però la notizia Ansa in proposito sorgono molti dubbi matematici.

Queste le dichiarazioni:

  • Zaia: 3,5 miliardi di euro in un mese di controvalore (ammesso e non concesso che possiamo capire cosa si intende per controvalore)
  • Zaia: 1000 tonnellate di prodotti italiani in un mese
  • Masi (A.D. Mc Donald’s Italia): 3,5 milioni di panini in 7 settimane

Il primo calcolo che mi è saltato all’occhio, al di la della differenza dei parametri temporali (secondo me anche Zaia intendeva le 7 settimane quando ha parlato di un mese), è che in ogni panino ci dovrebbero andare dentro 1000 euro di materie prime!

Però forse per Mc Donald’s pagare la Bresaola della Valtellina IGP 3.500 euro al kilo (3,5 miliardi di euro / 1000 tonnellate) è un po’ tanto, figuriamoci il pane o l’insalata.

Nulla da ridire sulle 1000 tonnellate di prodotti per produrre 3,5 milioni di panini, si tratterebbe di circa 285 grammi l’uno. Al contrario se effettivamente le 1000 tonnellate coprissero un mese di produzione contro le 7 settimane di vendita avremmo 465 grammi di materie prime per produrre ogni panino e quindi la parte di scarto sarebbe forse eccessiva.

Quindi escludiamo l’ipotesi che Mc Donald’s paghi 3.500 euro al kilo le materie prime vendendo poi il panino a oltre 1.000 euro per pagare anche le proprie spese ed escludiamo (almeno spero) che il ministero paghi la differenza fra 3.500 ed il prezzo comune di quei prodotti in quelle quantità.

Rimane solo l’ipotesi che la cifra di 3,5 miliardi di euro sia nettamente sbagliata, ma quanto sbagliata?

Se Zaia per controvalore intendeva quanto i produttori percepiscono esattamente da Mc Donald’s direi che l’errore possa essere quantificato in tre zeri.

Se Zaia per controvalore intendeva il fatturato dell’intera filiera come fa erroneamente ad esempio l’alta moda per far crescere i propri numeri (dunque produttori, magazzini, Mc Donald’s) l’errore può attestarsi spannometricamente oltre i due zeri (gli anelli della catena commerciale non sono così tanti in questo caso).

L’ultima ipotesi, comunque sbagliata e più difficile da calcolare, è che il ministro volesse indicare non solo il fatturato complessivo ottenuto dall’operazione ma addirittura a quanto ammontino le vendite indotte dei medesimi prodotti fuori dalla catena di fast food. Dubito sinceramente in un’esplosione della domanda di Bresaola della Valtellina IGP nei prossimi mesi a causa di orde di ragazzini in crisi d’astinenza di McItaly.

Lascia dunque perplesso il fatto che vengano riportati in una notizia simile cifre che da sole potrebbero rappresentare una legge finanziaria senza porsi il minimo dubbio sulla loro correttezza.

Penserete che sono il solo che si fa simili domande ma come sempre dico: se ci sono simili errori nell’informazione nelle notizie che possiamo facilmente verificare che accade con le altre?

Update: grazie a MassiGrassi su FriendFeed scopro che sul sito del ministro Zaia c’è il comunicato stampa con la cifra corretta di 3,5 milioni (e non miliardi) di euro ma soprattutto viene evidenziato che i numeri non sono buttati a caso ma frutto di un completo calcolo che indica quantità e valore di ogni ingrediente.

Devo rendere merito al ministro per la sua correttezza ed un abbondante demerito all’Ansa che sbaglia le cifre di appena tre zeri e che a distanza di oltre 24 ore questo errore sia ancora nell’occhiello della notizia. Chissà se l’estensore della notizia sarebbe contento se a fine mese ricevesse lo 0,1% del suo stipendio.

Aiuti per Haiti.

Dubito che ci sia ancora qualcuno che ignori il disastro provocato dal terremoto che ha colpito Haiti in questi giorni. Un fatto che potrebbe far sprofondare la tragedia de L’Aquila nella spicciola cronaca locale.

Ebbene oggi come allora promuovo una raccolta fondi a favore delle persone colpite favorendo coloro che ritengo possano gestire al meglio le risorse.

Se ad aprile la mia scelta è caduta sulla Caritas locale oggi non posso fare altrettanto. Il sito della Caritas di Haiti non riporta ancora alcuna notizia sul terremoto, immagino perché non c’è nessuno disponibile ad aggiornare il sito. La raccolta fondi poi deve essere fatta inviando un assegno e questo mi ha fatto completamente desistere dall’idea.

Ebbene un mio ex-compagno di scuola, Massimo Toschi, che lavora alle Nazioni Unite si è offerto di raccogliere i fondi e di inoltrarli a destinazione in modo sicuro.

Non è mai stato il compagno che più mi stava simpatico, ma mai potrei dubitare sulla sua integrità morale. Quindi chi vuole mandare aiuti per tramite di mani sicure può certamente contattarlo all’indirizzo toschimax[chiocciola]hotmail[punto]com e dite che vi mando io.

Al contempo chiedo a Massimo se vuole usare i commenti per darci informazioni dal luogo e/o quello che si sta facendo/farà con i fondi raccolti.

Una maestra-suora nella scuola pubblica di mio figlio – UAAR Ultimissime

Io e la mia compagna non siamo sposati e a causa dell’intromissione vaticana nella politica dello Stato non possiamo avere i PACS come avviene in altri paesi d’Europa.

via Una maestra-suora nella scuola pubblica di mio figlio – UAAR Ultimissime.

Qualcuno spieghi a Roberto e Patrizia che esiste il matrimonio civile che non ha alcun effetto sulla sfera religiosa e che quindi da aspiranti sbattezzati possono fare in tutta tranquillità.

Mi piacerebbe poi sapere se accetterebbero di buon grado un insegnante che “ostentasse” un cappellino della Ferrari, una sciarpa del Milan o, perché no, una maglietta dell’UAAR.