Left Wing | L’anticamera del komeinismo

Senza le intercettazioni, ha detto Gramellini, non avremmo saputo nulla di quegli imprenditori che ridevano del terremoto. Ecco, è vero: non l’avremmo saputo. Non essendo però ancora previsti nel nostro codice i reati di cattiveria, cinismo e avidità, per quale ragione, domandiamo, la famosa “opinione pubblica” avrebbe avuto il diritto di conoscere il contenuto di quella telefonata?

via Left Wing | L’anticamera del komeinismo.

Perché loro ridevano pensando di arricchirsi, ma la loro avidità li ha tenuti fuori da tutti i cantieri.

Speriamo non inventino mai una macchina per leggere i pensieri, perché la magistratura sarebbe oberata di querele per diffamazione solo per aver pensato male di un’altra persona.

Io spero di poter essere libero di dire ancora della baggianate in privato certo di poter essere giudicato solo da un tribunale costituzionalmente istituito e solo per le mie azioni pubbliche ed effettive.

Finché due cinici parlano fra di loro al telefono sono solo affari loro, se invece commettono un reato allora la faccenda diventa affare di un tribunale. E solo dopo, quando il tribunale ha accertato il reato e comminato la pena si può parlarne come fatto oggettivo e non come gogna mediatica.

I giornali però dovrebbero crescere un po’ e farsi apprezzare e comprare per altri motivi più nobili ed i magistrati occuparsi più di amministrare la giustizia in tempi ragionevoli per tutti.

Palazzo Chigi: 9 milioni per le auto blu | l’AnteFatto | Il Cannocchiale blog

Manovra da 24 miliardi ma gli sprechi restano

via PALAZZO CHIGI9 MILIONI PER LE AUTO BLU | l’AnteFatto | Il Cannocchiale blog.

Prendo i numeri qui sopra e li gestisco come fa Quintarelli nei suoi frequenti giochini con le sanzioni agli operatori telefonici.

Se i 24 miliardi della manovra finanziaria fossero i 30mila euro dell’ipotetico amico di Quintarelli il taglio completo delle auto blu ammonterebbe a 11,25 euro l’anno di risparmio: meno di un caffè al mese.

È evidente che si può fare anche quello, ma si tratterebbe di un gesto più simbolico che funzionale ed aggrapparsi con l’intera prima pagina del giornale a questo è negare la realtà per mantenere alto l’odio (e magari la tiratura).

Non privateci della MUSICA!

Non privateci della MUSICA!

Noi ragazzi, per tutti questi anni, siamo cresciuti con il conforto della musica. Ed ora qualcuno, dall’alto, senza preavviso taglia non gli sprechi, ma la parte migliore della scuola. Da 20 anni la scuola media Gherardi offre ai suoi alunni la possibilità dei corsi musicali, che ci permettono di stare insieme e di divertirci imparando. Facciamo in modo che questa esperienza non finisca!

FACCIAMOCI SENTIRE!

Gli alunni del corso musicale

Questo è l’appello scritto dagli studenti del corso ad inidirizzo musicale della scuola Gherardi. Un corso che consente a ragazzi e famiglie di studiare musica ad un buon livello senza spendere una fortuna in lezioni private.

Succede però che un’erronea interpretazione di una circolare ministeriale produce la soppressione del corso in tutta la provincia di Ravenna. Oltre alla Gherardi di Lugo vittime sono anche la Carchidio Strocchi di Faenza, la Damiano Novello e la San Biagio di Ravenna. Le prime tre scuole hanno corsi musicali da oltre 20 anni, da prima che ci fosse la normativa che trasformava il corso da sperimentale ad effettivo.

Tutte le scuole coinvolte si stanno muovendo ed anche le tre amministrazioni locali (come riferito anche dall’Assessore all’Istruzione di Lugo nell’incontro di ieri sera). Sono tanti anche i cittadini che sostengono questa battaglia per salvare dal taglio non ciò che in tempi di tagli generalizzati era finito sotto la scure, bensì ciò che in uno sprazzo di lucidità l’amministrazione centrale aveva voluto preservare e che la burocrazia periferica sta operando per sopprimere in un impeto di risparmio. Che poi non si capisce dove possa essere il risparmio a pagare lo stipendio ad insegnanti di ruolo (che quindi non rimarrebbero a casa) senza fargli insegnare la loro materia e mandando in rovina gli strumenti e le attrezzature di proprietà della scuola.

Le modalità scelte dalle singole scuole (o meglio dai comitati di genitori, visto che le istituzioni scolastiche non possono manifestare direttamente anche in base ad una circolare regionale riservata) sono le più varie, oggi pomeriggio a Faenza ci sarà una manifestazione seguita da un concerto in piazza per dirne una. Però tutti si sono mobilitati sulla raccolta di firme su documenti analoghi redatti dai singoli comitati.

A Lugo le firme vengono raccolte presso la scuola tutti i giorni fino a sabato (che poi saranno inviate a chi di dovere) ed anche questa mattina (mercoledì 26) al mercato in un banchetto sotto al pavaglione presso la pasticceria Santina. Chi andasse presso la scuola si accorgerebbe anche di tutta la mobilitazione spontanea degli studenti stessi che hanno preparato anche il volantino riportato qui sopra oltre ad una lunga serie di striscioni e cartelloni.

È evidente che il taglio al corso musicale non ha avuto gli effetti di tutti gli altri tagli alle spese, passati un po’ inosservati dalle famiglie mentre ben conosciuti da chi la scuola la gestisce. La perdita in questo caso non sarebbe solo economica, sarebbe culturale ed identitaria, perché l’orchestra unisce è più di una squadra e chi ha ascoltato almeno una volta l’orchestra di uno di questi corsi musicali lo sa bene.

Il 4 giugno al teatro Rossini di Lugo ci sarà il concerto di fine anno della scuola, per chi non conosce questa realtà è un’opportunità unica, forse l’ultima, per capire di cosa stiamo parlando.

Facciamoci sentire! concludevano i ragazzi nel loro appello, ma la loro affermazione non è violenta, è un invito a sentire la loro musica per rendersi conto del valore del loro corso. Valore per le centinaia di ragazzi che l’hanno seguito, per i compagni delle altre sezioni senza indirizzo musicale e per tutta la collettività.

Salviamo la musica.

Questo è il comunicato stampa relativo all’incontro di questa sera alle 20.45 presso la scuola media Gherardi di Lugo (dove sono Presidente del Consiglio d’Istituto) per salvare il corso ad indirizzo musicale al momento soppresso dall’Ufficio Scolastico Provinciale.

I Genitori, i ragazzi, i docenti della Scuola  Gherardi

indignati, arrabbiati e profondamente delusi

apprendono che l’Ufficio scolastico Provinciale ha deciso di non autorizzare nell’organico di diritto A.S. 2010-2011 la classe prima ad  orientamento musicale alla Gherardi e alle altre tre scuole della Provincia (Damiano Novello- S.Biagio Ravenna e Carchidio Strocchi Faenza).

Ciò non significa solamente che il Corso Musicale andrà ad esaurimento e che due nostri Docenti di strumento sono stati già dichiarati perdenti posto, ma che tutto l’impegno, la passione profusi in questi anni  e che hanno dato valore e unicità alla  Offerta formativa della nostra Scuola andranno perduti.

Chi conosce la Gherardi sa che nelle aule si studia e si respira musica; chi passa nelle vicinanze è avvolto dalle armonie degli strumenti e dell’orchestra  dei nostri ragazzi  che vivono con entusiasmo la magia del suonare “ insieme”. Tutti parlano e scrivono dell’importanza pedagogica, sociale ed emozionale della musica : perché solo a Ravenna si distrugge un patrimonio così prezioso?

Scrivendo queste righe siamo presi dalla commozione e dai ricordi di tanti concerti, saggi, giornate della musica, serate al Rossini, ma non possiamo arrenderci : dobbiamo difendere quello che la Legge con un Decreto Ministeriale ha autorizzato e che i tagli alla scuola pubblica non possono toccare.

Invitiamo tutti i Cittadini di Lugo a sostenere una risorsa della Scuola e della Città.

Lugo, 21 Maggio 2010.

L’appuntamento è per questa sera, 25 maggio, alle ore 20.45 presso la scuola stessa per l’incontro con il Dirigente Scolastico e con l’Assessore all’Istruzione del Comune di Lugo.

Ci sarà anche la possibilità di firmare un documento a sostegno del corso musicale stesso.

C’è anche l’evento su Facebook per registrarsi e per diffondere.

Rispondete al telefono sempre con la massima concentrazione.

In alternativa: Collegare il cervello prima di alzare la cornetta.

È un titolo un po’ lungo, ma penso che lo attaccherò a tutte le cornette dell’azienda e di casa.

Ieri: mi telefona un commerciale* Telecom Italia per informarmi che la settimana prossima avrei ricevuto gratuitamente un computer portatile per due settimane senza alcun impegno. Se non fossi stato ben pronto a stopparlo mi avrebbe fatto sottoscrivere un contratto di non so quanti mesi (non l’ho trovato sul sito) al quale avrei dovuto dare disdetta in modalità originali (su questo i legali delle grandi aziende sono molto fantasiosi) o magari con la banale raccomandata A.R. e spedizione a mio carico del reso.

Oggi: mi telefona un’operatrice di 1240 Seat per chiedere conferma dei miei dati anagrafici. Le rispondo che sono correttissimi quelli che hanno già in base ai miei contatti recenti con il loro commerciale. È a questo punto che esce il motivo reale della chiamata: vendermi servizi aggiuntivi. Se avessi accettato di ripetere i dati mi sarei trovato con un’ulteriore fattura da pagare.

Vi è mai capitata una telefonata in cui chiedessero solo di confermare la Partita IVA? Occhio che non arrivi una fattura sconosciuta.

Oramai ho implementato un sistema di filtri mentali su più livelli:

  1. Numero in rubrica: livello minimo, sono persone note e fidate
  2. Numero locale: livello basso, si tratta perlopiù di clienti
  3. Numero cellulare: livello basso, difficilmente i piazzisti usano un cellulare
  4. Numero fisso: livello medio, possono essere clienti o fornitori, qualche volta anche piazzisti come una venditrice di vino proprio oggi
  5. Numero nascosto: livello massimo, salvo ridurlo quando si identificano come clienti o fornitori (ma perché lo nascondono?). Spesso e volentieri pochi istanti di disattenzione possono portare a perdite di tempo immani per contestare fatture per prodotti o servizi non volontariamente richiesti.

Piuttosto che rispondere sovrappensiero piuttosto lasciate la cornetta dove sta. Se non avete tempo dite subito che richiamino in un altro momento. Non rispondete mai alle domande dell’operatore di turno facendo un altro lavoro.

* Sono ben cosciente del fatto che con ogni probabilità non si tratta di dipendenti diretti ma più probabilmente operatori a cottimo di rivenditori a cottimo dell’azienda.