S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

E io che mi pensavo » Pubblicitari verdi fritti

E se, peggio ancora, avete mai pensato di mettere, dentro una pubblicità radiofonica, il rumore d’un clacson, di una sgommata o di un incidente stradale, ecco, se solo v’è venuto in mente, sappiate che, appena v’è venuto in mente, l’umano che avete dentro di voi si è sparato un colpo in testa, e adesso siete senza. Vagate come fantasmi nelle vostre città, tra i sushi e i sashimi e gli happy hour, ma l’umano che avevate dentro di voi se n’è andato, senza neanche lasciarvi un biglietto, e siete lì, morti senza saperlo, a pensare alla campagna di domani.

via E io che mi pensavo » Pubblicitari verdi fritti.

Ecco, mi rendo conto solo ora del perché le pubblicità siano così distaccate dalla realtà, del perché solo nel mulino bianco ci si alzi a metà mattina con tutta calma per poi portare i bambini a scuola ed andare a lavorare mentre io di solito mi devo vestire al buio.

La domanda spontanea ora è una sola: quale è il paletto di frassino da usare per i pubblicitari per farli rientrare nel mondo normale?

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