Cassazione: si’ a una piantina marijuana sul balcone – Cronaca – ANSA.it

Via libera dalla Cassazione alla coltivazione, sul terrazzo di casa, di una piantina di marijuana perché il fatto, nonostante il rigido orientamento delle norme sugli stupefacenti, non ha alcuna portata offensiva.

via Cassazione: si’ a una piantina marijuana sul balcone – Cronaca – ANSA.it.

A condizione che il vaso non cada dal balcone in testa a qualche passante.

Office 365.

Sono da Savini, nella Galleria Vittorio Emanuele II a Milano ad assistere alla presentazione di prima mano della suite per la produttività e collaborazione online Made in Redmond.

Viene infatti presentato oggi Microsoft Office365. Pronuncia Office tre sei cinque.

Questo è un post in presa diretta, con gli appunti raccolti durante la presentazione e pubblicati al termine della stessa.

Ore 15.00 si parte. Parla il presidente di Microsoft Italia Pietro Scott Jovane. Si parla di cloud computing, secondo Microsoft l’ideale per le PMI italiane.

Per la sicurezza, dubbio di tutti anche dopo l’evento DrropBox, dice che il 70% degli sviluppatori MS sono dedicati alla programmazione cloud che ad oggi ha 1 miliardo di utenti nel mondo con 40 milioni di aziende.

Ad oggi già 70mila aziende italiane sono nella cloud Microsoft.

Due elementi che vorrebbero diffusi anche da parte dei competitors. 1) trasparenza riguardo a come e dove i dati sono archiviati e protetti e 2) come funziona con la privacy? Siamo in regola a mettere i dati delle persone sul cloud?

Ore 15.10 parla Fabrizio Albergati, Direttore Divisione Information Worker di Microsoft Italia.

Il cloud di Microsoft si basa comunque sulla suite Office.

L’IM di Office365 si collega comunque con con MSN e Live!

Si possono diffondere documenti anche con DRM senza intasare la casella di posta.

A partire da 63 euro/utente/anno.

Uptime garantito al 99,9%.

Piano P (per le piccole imprese e professionisti)

Posta, calendario, Office (anche su web), siti web d collaborazione online, IM anche video.

Con Office installato posso elaborare in locale i file che poi verranno sincronizzati in automatico, in questo modo anche in assenza di rete posso continuare a lavorare.

Ore 15.20 Luca Rossotti PM office365

Esempio pratico.

Fulvio Salanitro (presente qui) e Donato Salamina (in remoto) lavorano su un documento insieme pur essendo in sedi diverse e poi mandano la mail a Giorgio, il titolare fuori sede che approva ed alla fine Luisa pubblica sul sito.

In tutta onestà non vedo grosse novità nell’elaborazione di un foglio di calcolo rispetto a Google Docs.

Interessante Lync anche se non del tutto innovativo.

Vediamo i tempi di attivazione, si parte alle 15.38.
Già parlano di possibili rallentamenti per le tante richiesta a causa dell’attesa da tutto il mondo.
15.40 account creato, i servizi vengono progressivamente attivati.

Ore 15.45 parlano le aziende, la prima è Artsana (Chicco & C.) suggerisce il cloud più che altro per le grandi aziende.

Leroy Merlin erano partiti con altri competitors prima di approdare a Microsoft. Anche in questo caso si parla di grande azienda con 6000 dipendenti ma al primo passaggio sono stati migrati 500 utenti.

Provincia di Lecco. Hanno risparmiato 150mila euro con 2mila caselle di posta. La condizione essenziale era comunque che i dati non uscissero dall’Unione Europea.

Ore 15.55 Sabrina Baggioni (Vodafone) parla della partnership planetaria con Microsoft. Vodafone Rete Unica (ora OneNet) è stato il primo esperimento nel cloud computing di Vodafone al mondo.

Ore 16.07 (doveva essere alla 17.30 e poi alle16.00) arriva (via web) Steve Ballmer.

Occasione per scambiare qualche chiacchiera in locale.

Domanda secca: perché una piccola azienda dovrebbe preferire Office365 a Google Apps?

La risposta in un post dedicato assieme alle somme di tutta la presentazione.

Volare Oh Oh.

Hai fatto un viaggio interessante? Hai avuto, al contrario, una pessima esperienza nel tuo ultimo viaggio?

Iscrivendoti a WeFly potrai segnalare tutte le tue esperienze di viaggio, non solo quelle fatte con Lufthansa che gestisce il sito. WeFly infatti è aperto a tutti.

Basta iscriversi e raccontare la propria e tutti gli altri utenti potranno vederla e farne tesoro. Perché cosa c’è di meglio per conoscere un posto che leggerne da chi ha già fatto la stessa esperienza?

Gli utenti possono anche votare i viaggi segnalati da altri e porre domande agli altri iscritti di questo social network del turismo.

Non mancano poi i concorsi a premi ad invogliare l’uso di questa piattaforma a differenza di altre più “neutrali” (nel senso di non legate ad un vettore aereo).

Certamente per Lufthansa questo è un investimento utile perché promuovendo nel suo complesso i viaggi promuove anche il proprio brand e la voglia di prendere un aereo per andare in giro per il mondo a scoprire cose nuove.

Non resta dunque che iniziare a farsi un giro sul sito, vedere le recensioni delle gite degli altri e se lo meritano registrarsi per dare il proprio voto, commentare e chiedere suggerimenti diretti.

eriadan » Blog Archive » Un piano alla Ozymandias

La risposta definitiva al quesito sul referendum sul nucleare.

Per quanto mi riguarda sono comunque assolutamente convinto che se anche si raggiungesse il quorum e vincesse di larga misura il ‘NO’ (ovvero venisse un segnale forte a favore della costruzione di nuove centrali) in Italia le centrali non saranno comunque più costruite.

Vuoi perché all’analisi effettiva dei costi non risulterà così conveniente vuoi per la possibilità, secondo me eccessiva, di veto data alle regioni con l’ultima revisione costituzionale del centrosinistra sulla materia energetica.

Via: eriadan » Blog Archive » Un piano alla Ozymandias.

Sempre un po’ a disagio: la schizofrenia della gelmini e i voti in pagella

È grave? Sì, secondo me è un po’ grave. Perché i due provvedimenti del ministro a proposito di voti, incrociandosi, hanno determinato questa situazione: che si alza il voto di quelli che raggiungono il 6 con fatica e calci nel sedere (grazie al voto di condotta), mentre si impedisce fin dalla terza a ragazzi bravi e studiosi di poter uscire con il massimo dei voti alla maturità.

via Sempre un po’ a disagio: la schizofrenia della gelmini e i voti in pagella.

Già il Governo Prodi a suo tempo cercò di far promuovere anche i somari con una sorta di condono. Ma in questo caso tutta l’operazione è stata decisamente più semplice (e di questo va dato atto al burocrate che l’ha ideata), più trasparente (nel senso di difficilmente visibile) e porta ad un doppio risparmio: sia dal basso (con le promozioni più facili) sia dall’alto (con risparmio sulle borse di studio).

Chissà che studi avrà fatto il solerte burocrate per aver ideato un sistema così efficace e semplice, chissà se i prossimi diplomati potranno avere la stessa flessibilità mentale che è stata data alle generazioni precedenti di studenti.

Voci di corridoio.

Confesso che devo ancora iniziare a leggerlo (l’ho solo savato sull’iPad) ma visti gli autori secondo me ne vale assolutamente la pena.

Non state ad aspettare una recensione post-lettura, correte subito a scaricare Voci di corridoio e leggetelo (c’è sia in formato EPUB che in PDF, non avete scuse).

Nell’impossibile caso sia brutto vi autorizzo a lamentarvi nei commenti.

Nel molto probabile caso vi piaccia siete invitati a lasciarlo scritto nei commenti.

Salvate il soldato quorum.

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 75 comma C.

In tanti in questo periodo, come già altre volte in passato, vorrebbero abrogare questo comma della nostra Costituzione.

Perché?

Perché ci si è resi conto che coloro che sono contrari al referendum per l’argomento trattato (spesso troppo tecnico per essere dato in pasto ai comuni cittadini) o per come viene trattato (perché spesso non si tratta di deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge quanto di fare macelleria normativa eliminando singole parole sparse lungo la normativa per stravolgerne il significato. Ed anche perché se i promotori del referendum sono avversari politici con la mancanza del quorum viene direttamente a mancare il rimborso elettorale ai promotori stessi indebolendoli così economicamente per le elezioni successive. Infine perché, appoggiandosi sulla massa dei non elettori e sulla comodità di disertare le urne, è più facile ottenere il risultato.

Ma perché i Padri Costituenti misero questo guardiano a tutela del referendum?

Certamente perché volevano evitare che una minoranza organizzata potesse decidere al posto della maggioranza della popolazione anche perché la legge stessa è stata approvata comunque da una maggioranza di rappresentanti e dunque non parrebbe corretto. Alla fine basterebbe non dare troppa visibilità al referendum per mandarlo quasi deserto e pilotare così il risultato. E chi dice che non è possibile tenere nascosto un referendum si decida, perché proprio questa è l’accusa che viene mossa al Governo, alla Rai ed a Mediaset accusati di non parlare abbastanza dei prossimi referendum.

Io sono dell’idea che il referendum sia corretto così, semmai si potrebbe aumentare il numero di firme necessario per promuoverlo (se non altro perché per la Costituente gli elettori erano 28.005.449 mentre per la Camera alle ultime politiche erano 50.066.615 con un aumento complessivo del 79%) in modo poi da non far spendere allo stato fior di quattrini senza risultati.

Per contro invece, senza bisogno di andare a modificare la Costituzione, sarei per correggere il sistema del rimborso elettorale alle forze in campo. Anziché rimborsare solo i promotori sia nel caso vincano i sì, sia nel caso vincano i no purché si raggiunga il quorum la mia idea propone, sempre a quorum raggiunto, la ripartizione del rimborso in modo proporzionale al risultato ottenuto.

A questo punto non si avrebbe più la promozione dell’astensione solo per impedire all’avversario di ottenere il rimborso, entrambi gli schieramenti si troverebbero a promuovere il voto, chi favorevole, chi contrario, in base ad una discussione effettiva argomentando le scelte e non solo per partito preso.

Ma forse essendo in Italia anche in questo caso si tratterebbe di una partita persa con politici più impegnati ad attaccare l’avversario che non a dare ragione del valore propria scelta.

Sarebbe comunque un primo tentativo per ravvivare un po’ uno strumento di democrazia diretta un po’ bistrattato e certamente abusato nella storia repubblicana.

Rinnegare la storia.

LECCE – Nel saggio di fine anno degli alunni dell’istituto di Lecce delle suore Marcelline, dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia, c’é stato spazio anche per cantare ‘Faccetta nera’.

via ‘Faccetta nera’ a scuola, intonata a Lecce a saggio fine anno – Cronaca – ANSA.it.

La storia d’Italia, quella dei 150 anni festeggiata proprio in questo 2011, è stata composta di tante fasi e non tutte rosa e fiori.

Ci sono stati 20 anni (che su 150 rappresentano oltre il 13%) in cui l’Italia era una brutta dittatura (come se in effetti ce ne fossero delle belle).

Voler festeggiare i 150 anni con una festa che ne ricordi la storia evitando però il brutto e cattivo fascismo è come voler festeggiare la nonnina centenaria tranne però quando è stata quegli anni in orfanotrofio perché è stato poco bello.

Se proprio non vogliamo considerare il fascismo nella storia d’Italia allora togliamole 20 anni e via e magari togliamo anche gli anni con Berlusconi al potere già che ci siamo.

Una limatina qua ed una là e la nostra cara vecchia Italia diverrà una giovanotta.

Oppure ammettiamo che la nostra storia è fatta di cose belle e di cose brutte, e tutte -nostro malgrado- ci appartengono.

Lettera aperta ad un operatore telefonico.

Buongiorno,

pur essendo la nostra azienda iscritta al Registro Pubblico delle Opposizioni da alcuni mesi (dunque oltre i 15 giorni minimi previsti) e pur essendo la Vostra azienda aderente al medesimo Registro continuiamo a ricevere chiamate non sollecitate a nome Vostro per la proposta di prodotti e/o servizi.

Vi invitiamo pertanto a provvedere affinché i Vostri operatori ed i Vostri rivenditori rispettino completamente la normativa che avete sottoscritto al fine di tutelare la Vostra onestà e professionalità.

Fra l’altro spesso accade che queste telefonate abbiano una qualità assai scadente dell’audio che per un operatore telefonico è un’ulteriore pessima pubblicità.

Infine, sempre in violazione al Registro delle Opposizioni, il numero chiamante era mascherato (comunque da come il display del telefono ha visualizzato la chiamata appariva originata all’estero).

Ecco, tutto questo per chiedervi di scegliere con più cura i collaboratori e di sottometterli agli stessi vincoli Vostri, per tutelare il Vostro buon nome ed i Vostri clienti, coloro che Vi danno il pane quotidiano.

Vedremo se almeno a questa mail ricevo risposta, perché io sto iniziando a non sopportare più tanta gente che chiama per offrire le più svariate forniture (computer in prova gratuita per 15 giorni o fornitura di caffè poco importa) o per chiedere contributi come l’anno scorso (mai dati) ed il Registro Pubblico delle Opposizioni a questo dovrebbe servire.

Ma se non serve neppure a questo allora tanto valeva non crearlo neppure.