Evasione presunta.

Il presidente della RAI, Garimberti, chiede che il canone l’imposta sulla detenzione di apparecchi atti od adattabili alla ricezione di radioaudizioni venga prelevata direttamente nella fattura dell’energia elettrica.

Come se per il semplice fatto di avere una fornitura di elettricità presumesse il possesso di un apparecchio radiotelevisivo e che quindi chi ha una fornitura elettrica ma non paga la l’imposta sia, per forza di cose, un evasore.

Conosco al contrario persone che hanno una fornitura elettrica ma non un apparecchio TV in casa, ad esempio i miei genitori.

Un po’ come se, per il semplice fatto di avere tu una fornitura di gas metano in casa, gli si addebitasse la tassa di produzione di superalcolici perché con il gas ci si può far funzionare un distillatore. (Speriamo che nessun politico mi legga che sennò mettono anche questa)

Per dire, avrebbe più senso mettere bollo e assicurazione RC auto direttamente nel costo del carburante volendo, perché il carburante acquistato sulla rete stradale dovrebbe essere usato solo (o quasi) per autotrazione. In quel caso sì che avrebbe senso anche perché il costo sarebbe direttamente proporzionale all’uso della strada.

Speriamo che la RAI non si riduca al livello della SIAE per cui basta che un prodotto possa avere un uso evasivo per avere una tassazione generalizzata su tutto e tutti.

Il modo migliore per indurre i cittadini a non domandarsi se si sia giustificati ad evadere è offrire servizi pubblici degni di questo nome. Partiamo da questo presupposto piuttosto che presumere che tutti siano evasori.

Perché se il ragionamento di fondo è che l’occasione fa l’uomo ladro allora l’onesto che non ha sfruttato quell’occasione si sentirà lo scemo del villaggio e sarà portato, per il futuro, a diventare ladro.

Ma io sono proprio lo scemo del villaggio che ho pagato il canone tutti gli anni da quando sono sposato? (prima lo pagavano altri per me)

Cittadinanza.

Si fa un gran parlare in questi giorni, dopo l’uscita di Napolitano al proposito, di concedere la cittadinanza automaticamente a tutti coloro che sono nati sul suolo italico.

Secondo me la cosa può essere fattibile ma con diversi limiti. Non basta che una madre venga in Italia, partorisca in un ospedale italiano (succede spesso, in Italia nascere costa molto meno che in tante altre parti del mondo) e torni al suo Paese con il piccolo italiano per diritto di nascita.

Non ha neppure senso che persone che da anni risiedono e lavorano in Italia, che cercano di integrarsi con il tessuto economico e soprattutto sociale del Paese ospitante, che decidano di fare qui il loro nido, non possano avere per i propri figli prima e per sé stessi poi la cittadinanza italiana.

Dunque serve un margine di manovra che tenga conto di quanto tempo è passato prima e di quanto ne passerà dopo sul nostro territorio.

Io penso che ad esempio si potrebbe concedere la cittadinanza ai bambini di genitori stabilmente in Italia (regolari o meno) da almeno cinque anni senza interruzioni. Contestualmente alla cittadinanza per il figlio dovrebbe essere riconosciuto anche il permesso di soggiorno per quei genitori che fossero ancora irregolari. Allo stesso modo qualora il bambino nascesse dopo almeno un anno di presenza verrebbe concesso un permesso di soggiorno temporaneo valido alla condizione che il bambino ed almeno un genitore non lascino il nostro Paese fino allo scadere dei cinque anni suddetti.

Con metodi analoghi si arriverà a concedere la cittadinanza anche ai genitori.

La cittadinanza non può essere negata a chi nasce e vive in Italia ma altrettanto non può prescindere appunto dalla vita continuativa nel nostro Paese. Se vuoi essere italiano devi comportarti da italiano.

In tante nazioni per avere la cittadinanza devi fare almeno un esame di lingua e saper fare un mestiere utile nel Paese che vuoi far diventare tua patria, io non sono arrivato a chiedere tanto.

Voi che ne pensate? Sono stato troppo permissivo, troppo restrittivo o…