La sintesi e l’italiano.

Si dice che Gianni Riotta sia un giornalista. Malgrado questo non ha un buon rapporto con l’italiano o perlomeno con la sintesi prevista dall’utilizzo del mezzo.

Nessuno si fa trapanare denti giudizio da citizen dentist e citizen journalist possono essere strumentalizzati con pericoli per informazione
@riotta
gianni riotta

Non mi risulta che alcuno sia obbligato a prendere in mano Twitter per scrivere un pensiero ampio che richiede più di 140 caratteri, semmai poi si farà un richiamo da Twitter al contenitore più capiente.

Non è invece consentito maltrattare così una lingua per esprimere un concetto, non è un telegramma in cui si da rapida conferma di un’informazione già nota e condivisa.

Mi sembra la barzelletta dell’uomo genovese che doveva organizzare il funerale della moglie, ve la racconto nel caso non la sapeste o ricordaste.

Ad un uomo di Genova muore la moglie e si reca dall’impresa funebre per organizzare il funerale.

Alla richiesta dell’addetto si appresta a mettere giù il manifesto funebre. “Oggi è venuta meno Marta, la luce dei miei occhi per per anni mi ha accompagnato…” L’addetto lo ferma facendo notare che il manifesto ha un costo di cinque euro a parola.

La nuova stesura allora fu “Morta Marta.” L’addetto intervenne nuovamente dicendo che le prime cinque parole sono comunque comprese nel costo del manifesto.

Fu così che la stesura finale recitava: “Morta Marta. Vendo Panda rossa.

Ok, non vi sarà piaciuta ma rende comunque l’idea. Non sempre si può contrarre un concetto e non sempre si può fare uno zibaldone come quello di Riotta.

Ed un professional journalist dovrebbe sapere queste cose meglio di noi citizen.

E se proprio dovessi togliermi un dente del giudizio (piuttosto che trapanarlo) è vero che mi rivolgerei ad un dentista professionista, ma magari chiederei informazioni ad un cittadino che quel dentista conosce piuttosto che ad un giornalista molto spesso incompetente quando non deliberatamente trascrittore di comunicati stampa.

(via: Mantellini)

Domani è un altro anno.

Non ho granché da dire ma non mi andava di sprecare questo titolo (che poi google dice che non è neppure originale).

Questo anno finisce tutto sommato bene. Perché se tu lo passi a scavare un buco di ½ metro mentre tutti attorno lo scavano di 3-5 metri allora alla fine tu sarai sulla vetta di un monte. O almeno potrai crederlo.

Non c’è un fatto eccezionalmente positivo né eccezionalmente negativo che mi farà ricordare questo 2011.

Spero che il 2012 non sia peggiore di questo, ho già preparato alcune novità, altre le sto elaborando. La soglia dei 40 mi sta dando qualche nuovo slancio. Le 11 bocche da sfamare ogni giorno anche 🙂

Quindi di cuore buon anno, che sia come voi desiderate ed operate affinché lo diventi. Sapendo che si costruisce di giorno in giorno, non c’è mai un inizio ed una fine, se non un Inizio ormai passato ed una Fine prossima ventura definitiva.

Se le parole volano.

Quando hai una situazione incomprensibile davanti a te scrivi tutto. Le parole scritte hanno il grosso pregio che non mutano in continuazione come i pensieri, che non vagano avanti e indietro come un ipertesto. Sono li, impresse, e tali rimangono.

Il pensiero fugge cercando conferme a sé stesso piuttosto che ai fatti.

E se non mi credi prova ad andare a fare la spesa senza la lista ben scritta.

Assalto alla diligenza (dell’autodisciplina dei blog).

Io non faccio il veggente per mestiere e non so dirvi se i blog risorgeranno o meno. Questo si trova certamente in acque basse, non molto popolato di novità, ma ancora vivo.

Non sono neppure uno di quei bacchettoni che il blog deve essere puro. Sapete che più volte ho accettato soldi (o prodotti in omaggio o prova temporanea o aperitivi con spese di viaggio a mio nostro carico) per scrivere ed ogni volta l’ho indicato chiaramente. E questo comunque non ha impedito che l’opinione manifestata fosse originale e libera.

Diciamo che sono molti di più i soldi a cui ho rinunciato perché non apprezzavo il prodotto da promuovere o perché pensavo non sarebbe interessato ai miei lettori un articolo su quell’argomento che quelli che ho accettato. Ed ogni volta ho dato una opinione spontanea e possibilmente utile.

Per questo, come ho avuto modo di dirgli, non ho apprezzato la causticità del post di ieri di PierLuca sul concorso promosso da Enel (magari mi ci iscrivo con questo post, me lo votereste?) perché in fondo i blog non sono puri da tempo, forse non lo sono mai stati. Perché ci sono tanti blog senza pubblicità e senza pubbliredazionali (che sono poi la stessa cosa dei post a pagamento ma non viene quasi mai indicato) che però con la loro attività di blogger hanno ottenuto fior di contratti. Ho cercato su FF una discussione aperta da Mantellini tempo fa ma non sono riuscito a trovarla.

Tutto questo per dire che io non sento alcuna necessità di un codice di autodisciplina per blogger e comunicazione online. Fra noi addentro a queste cose qualcuno fa il furbo non sarà difficile scoprirlo (come ha fatto ieri PierLuca) mentre rivolti all’esterno, alla grande utenza, questo codice sarà l’ennesimo bollino “as seen on TV” che promuove sé stesso e non il prodotto a cui è abbinato.

Per quanto riguarda il sottoscritto pertanto adotto per questo blog la pura e semplice diligenza del buon padre di famiglia. In buona sostanza su questo blog non verranno mai pubblicati post che non vorrei mai che i miei figli (e ne ho nove, dunque un discorso tutt’altro che ipotetico) trovassero sulla rete. Quindi nessun contenuto menzognero o ingannevole. Onesto sempre con me stesso e con chi mi ha concesso la sua fiducia. Il più possibile utile (anche se remunerato) a chi giunge qui tramite i motori di ricerca.

Liberi tutti di continuare a seguirmi o abbandonarmi. Liberi ovviamente di mettere a punto un sistema analogo per sé o per gruppi più ampi. Io continuerò a dare la mia fiducia ai singoli in base al loro modo di relazionarsi con chi gli da fiducia e se mi sentirò ingannato non avrò problemi ad abbandonarli.

Voi cosa ne pensate?

Buon Natale 2011.

Questo è il momento in cui dovrei darvi i miei auguri di Natale.

Ma io funziono a danni alterni. (vi piace il refuso?)

Quindi nel 2008 ho scritto un bel post (in realtà era pessimo ma c’era una bella foro, molto meglio di quella di quest’anno e quindi la riciclo qui).

Nel 2009 dopo un lungo riassunto dei fatti dell’anno ho rimandato agli auguri del 2008.

Nel 2010 ho scritto un bel post (sempre a mio parere).

Nel 2011, l’ultimo Natale per coloro che credono nella profezia Maya, non ho molto da scrivere ma voglio lasciarvi con i miei più cari auguri che sia un Natale gioioso perché malgrado tutti i fatti che ci hanno accompagnato durante l’anno il Natale è un evento di gioia e di luce.

Vi lascio anche con questa frase, non ne ho capito bene il senso ma mi piace:

L’Eterno si è fatto essenziale affinché la nostra essenza fosse fatta per l’eternità.

Buon Natale.