Xperia Arc S: impressioni, ICS e rooting.

Possiedo un Arc S da qualche mese perché Vodafone non sa contare.

La risposta di Vodafone a chi pensava di ricevere un Nexus S (cliccate sull'immagine per accedere alla storia completa)

Dopo qualche tempo il terminale conferma le mie impressioni iniziali: il display è veramente molto bello, ma il telefono è in molte occasioni poco reattivo, si surriscalda in maniera preoccupante e la memoria si rivela subito stretta. Brutto difetto inoltre è la totale impossibilità di connettersi a internet via wifi al mio router (difetto riconosciuto da Sony Ericsson, ma che rimbalza la colpa su Netgear).

Aggiornamento a ICS

Decido di aspettare l’aggiornamento ad Android 4.0, che prontamente arriva. Ma (vi anticipo) l’aggiornamento non corregge i problemi al wifi e l’effetto friggitrice.

L’aggiornamento è molto semplice, e vi rimando alle istruzioni ufficiali di Sony Ericsson: http://www.sonymobile.com/global-en/software/phones/xperia-arc-s/ – di fatto bisogna installare il software sul PC, collegare il telefono e aspettare. Unica nota, dopo l’installazione consiglio un reset alle impostazioni di fabbrica per evitare alcuni problemi di prestazioni.

L’aggiornamento porta il terminale ad un altro livello. L’interfaccia Sony Ericsson è di fatto la stessa (bruttina) di prima, ma ICS elimina una serie di personalizzazioni della casa che rendevano il tutto poco curato.

Altro neo della UI è la mancanza di un pannello nella barra delle notifiche per disattivare la connessione dati, la wifi e compagnia. SE offre dei widget orrendi  e male organizzati, rimuovendo dal sistema quelli nativi. Seriamente: perché lo switch per il roaming e non quello per il 3g?

Widget 3x2 (!?) per la gestione dei controlli di Sony Ericsson

Anche la grafica delle cartelle è terribile:

L'interfaccia delle cartelle di Sony Ericsson. Perché?


La memoria scarseggia, come con la vecchia versione. Questo mi porta a optare per una soluzione drastica: rootare il telefono.

Root Arc S Ice Cream Sandwitch

Attenzione: da questo punto in poi la vostra garanzia non esiste più. Non ci assumiamo responsabilità per danni, incendi, perdite di denaro o social media manager Vodafone che vi bussano alla porta al mattino presto.

I passi sono pochi:

  1. installare i driver ADB da http://forum.xda-developers.com/showthread.php?p=24883071#post24883071
  2. scaricare il Rooting Toolkit da http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=1601038

Una volta ottenuti i permessi di root la prima cosa da fare è rimuovere tutte le applicazioni non necessarie. Veramente, ragazzi, sembra di essere tornati a quando le aziende imbottivano i PC di programmi malfatti per affermare la loro supremazia sul sistema operativo. Come dite? Lo fanno anche ora? Ah.

(no, seriamente, come vi sentireste se il vostro iPad / iPhone venisse riempito di applicazioni del produttore che non potete disinstallare?)

Dicevamo: una volta preso possesso del vostro dispositivo, è ora di rimuovere applicazioni. L’Arc S ha una memoria interna piccola, e un po’ di spazio libero non guasta. Per farlo potete installare il fidato Titanium Backup (https://play.google.com/store/apps/details?id=com.keramidas.TitaniumBackup) e potete aiutarvi con la lista di applicazioni su XDA: http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=1089470

Ora il vostro Arc S è quanto di più vicino alla normalità possibile, con il firmware originale Sony. Se invece vi sentite particolarmente avventurosi, potete provare la CM9 di FreeXperia qui: http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=1356685

Ci sono altre possibilità per migliorare le cose, tra cui installare la nuova home di Sony Ericsson (http://www.xperiablog.net/2012/02/25/xperia-s-home-launcher-and-widgets-leaked/), il power manager widget originale Android e la possibilità di ricompilarvi interamente i sorgenti o di riscrivere Android in C# (ah, lo stanno già facendo!), ma questo è lasciato come esercizio al lettore.

Assistenza Asus: cronaca di una brutta esperienza

Premessa

Il fratello più giovane del mio VX1 - photo: Pierre Lecourt / Blogee.net

Possiedo da qualche anno un bellissimo Asus Lamborghini giallo. Un Core 2 duo con 2 GB di RAM, un onestissimo display da 15’’ 4:3 e tanti km sulle spalle. Sarebbe più giusto dire “possedevo”, ormai. Ma andiamo con ordine.

Settembre 2011: la sorpresa

Un giorno di fine settembre il display mi abbandona, senza preavviso. Dopo i primi momenti di panico ricordo di aver acquistato la garanzia estesa da Mediaworld, e scopro con piacere di essere nei tempi giusti, ad appena qualche giorno dalla fine del quarto anno. Avvio quindi la procedura di RMA con Asus, vengo messo in contatto con un centro autorizzato (sono un paio in Italia) e preparo come da indicazioni il pacco per il corriere.

Ottobre 2011: le stranezze

Dopo qualche giorno ricevo il preventivo, attorno ai 300€, per la sostituzione di display e inverter. Accetto, consapevole che la garanzia estesa mi avrebbe rimborsato circa l’80% della cifra.

E qui iniziano le prime stranezze: devo scegliere la modalità di pagamento. La procedura prevede la possibilità di pagamento online con carta di credito, ma il sistema non funziona, così come il sistema di tracciamento online dello stato della riparazione. Telefonicamente, il centro assistenza mi comunica che il sistema era in aggiornamento (a gennaio 2012 verificherò in realtà che l’aggiornamento non era mai avvenuto) e che inoltre non avrei potuto pagare con bonifico, ma solo in contrassegno.

Accetto e comunico un indirizzo di spedizione diverso da quello di fatturazione, indicando una persona di fiducia. Questa possibilità mi viene negata:

Gentile centro,
non è possibile eseguire quanto sotto,
Unico campo:
ci comunichi esatto indirizzo di consegna, la fattura riporterà tali dati, il sistema non accetta dati controversi.

Concordo quindi una modifica dell’intestazione fattura a posteriori per potermi rivalere della garanzia Mediaworld a mio nome.

Novembre 2011: l’attesa

A intervalli regolari contatto il centro assistenza che ha in carico il mio PC, ricevendo in risposta che stanno attendendo il pezzo da Asus, e che non hanno tempistiche. Dopo la quarta email vengo invitato a contattare Asus. Che mi risponde che non è in grado di fornirmi le tempistiche.

Dicembre 2011: lo rivuoi?

A inizio dicembre 2011 riscrivo abbastanza irritato, chiedendo le tempistiche. La risposta, non firmata (come tutte le comunicazioni con Asus Italia), mi propone reso non riparato. Ad ogni mia richiesta di chiarimento mi viene copiaincollata la stessa parte di email:

Gentile cliente,
la sua pratica è ancora in attesa delle parti di ricambio e non abbiamo una tempistica da poterle fornire, se lo desidera possiamo rendere il prodotto con una dichiarazione di non reperibilità delle parti.

Rifiuto il reso non riparato, chiedendo part number del componente e  chiedendo che la mia richiesta venga escalata ad un responsabile.

Gennaio 2012: le bugie

Passano le vacanze di Natale, arriva il 2012. A meta gennaio ricevo una mail dal centro assistenza che mi comunica un tracking number DHL, senza altre comunicazioni. Qualche giorno dopo ricevo il PC senza corrispondere nulla al corriere, chiaramente non riparato.

All’interno una bolla che cita “reso per preventivo rifiutato”.

Contatto subito il centro assistenza sottolineando che hanno dichiarato il falso e che la gestione dell’RMA non è stata assolutamente trasparente.

Buongiorno
per questa ed altre informazioni è necessario contattare l’help line Asus all’ 199.400.089
Cordiali Saluti

Febbraio 2012: i questionari

Vari impegni mi fanno dimenticare la faccenda, finché un giorno non ricevo un questionario sulla soddisfazione dal servizio clienti Asus, che valuto in maniera estremamente negativa. Dopo qualche giorno un operatore mi contatta telefonicamente per avere informazioni sul questionario, e per chiedermi delucidazioni sulla mia soddisfazione indipendentemente dal servizio di riparazione. Fatico un po’ a capire, spiego la situazione e l’operatore mi dice che riporterà la cosa nella sua relazione. Boh.

Qualche giorno dopo ricevo un altro questionario. Non mi trattengo più, e sfodero una delle migliori supercàzzole che abbia mai prodotto.

Spero vi piaccia.

Sono stato contattato da un vs. operatore in merito ad un feedback negativo su questo questionario; se questo questionario è un questionario relativo al contatto telefonico relativo al feedback negativo sul questionario precedente, vi prego di non chiamarmi di nuovo per un sondaggio relativo a questo questionario negativo, in quanto peggiorate solamente la mia percezione del vostro servizio clienti; vi prego di contattarmi solamente in caso di sviluppi relativi all’RMA XXXXXX riguardo la quale ho espresso il mio parere estremamente negativo nel sondaggio precedente (non in questo sondaggio). Grazie, saluti, a presto.

Conclusioni, ringraziamenti, riconoscimenti

Non acquisterò mai più Asus. Sono convinto che facciano dei buoni prodotti, ma fare un buon prodotto non è tutto. Quello che è mancato è la chiarezza nel dire subito che la parte non era reperibile per permettermi di organizzarmi diversamente con l’acquisto di un nuovo portatile, e l’onestà nell’avvisarmi della spedizione del reso non riparato. La dichiarazione falsa sulla bolla di accompagnamento è stato un gesto ancora più elegante.

p.s. questo post, il suo autore e il suo editore non sono affiliati in alcun modo con Asus o con il Centro Assistenza autorizzato.

Olivetti presenta il nuovo Olipad 110 da 10” e il nuovo fermacarte da 7”

Accolti al 7° piano degli uffici Telecom di Piazza Affari, l’evento si presenta subito come un incontro informale di discussione, più che una presentazione al pubblico. L’evento è guidato da Riccardo Jelmini e Monica Gallinardi, sempre molto gentili e disponibili a rispondere alle nostre domande (anche a quelle più cattive).

I bloggers
I Bloggerz mentre non vedono l'ora di mettere le mani su Olipad

Dopo qualche slide che ci spiega le ragioni dello sviluppo di un prodotto di questo genere, entriamo nel vivo dell’evento.

Il tablet

Olipad 110
L'Olipad 110, dual core da 10 pollici

Olivetti, con Olipad 110, mira a porsi in quella fascia di mercato ancora poco esplorata dei tablet da 10’ con prezzo inferiore ai 500 euro. Dotato di WiFi e 3G, è studiato quindi per offrire al mercato consumer (non solo business) una connettività il meno limitata possibile.

Il touchscreen è capacitivo, multitouch (dalla prova non ho capito se è a 2 dita oppure è multitouch vero); lo schermo è molto ben definito e luminoso e ha una risoluzione di 1280×800 pixel. L’angolo di visione massimo dichiarato è 85°, ma in effetti non si riesce a trovare un angolo di visione “cattiva” apprezzabile (interviene prima il riflesso delle luci ambientali). Purtroppo non l’ho provato sotto luce naturale e quindi non posso valutare bene la leggibilità in condizioni di utilizzo reali. Monta Honeycomb 3.1 praticamente liscio, con tutte le applicazioni google (market compreso). I materiali utilizzati sembrano buoni, la plastica del dorso è antiscivolo e offre un discreto senso di solidità. Le fotocamere (frontale e dorsale) sono mediocri e poco performanti in condizioni di luminosità scarsa.

Sotto il cofano ha il solito Tegra Dual Cortex A9 da 1GHz (come il Motorola Xoom e il Samsung Galaxy Tab 10.1, ma anche come l’Olipad 100). 1 GB di RAM, 16 GB di storage espandibili fino a 64. La batteria dura, secondo Olivetti, fra le 10 e le 12 ore, capacità aumentata – come spiega Jacona – su richiesta specifica di un cliente, che aveva bisogno di un’autonomia maggiore. Costa 449 euro, ma sui canali di vendita dirò qualcosa più avanti.

Le applicazioni 3D sono fluide. Provo ad installare Inventor Publisher Viewer, applicazione di Autodesk per la visualizzazione di assiemi tridimensionali e di istruzioni per l’assemblaggio di componenti. Molto fluida la rotazione delle parti (che batte in certi casi il mio portatile), cosa che renderebbe il tablet più che adatto a sostituire la manualistica in un reparto di produzione. Peccato che non disponga di certificazioni IP (penetrazione di polveri e di liquidi), per cui le aziende dovranno chiedere ad Olivetti soluzioni personalizzate (che peraltro dicono di essere disposti ad offrire).

Chiedo se il tablet verrà aggiornato ad Ice Cream Sandwich; mi viene risposto che gli aggiornamenti saranno OTA e che il programma per gli aggiornamenti è dettato da Google (ma non viene mai espressa chiaramente la volontà di aggiornamento). Anche quando chiedo se è previsto un qualche accordo con TIM per offrire un piano dati e tablet, il tono della risposta è simile: è TIM ad occuparsi di questo, e se TIM vorrà farlo lo farà per conto suo.

Durante la prova, come in ogni prova che si rispetti, è emerso un baco: Wolly non riusciva a scrivere su Twitter o su Friendfeed senza far crashare il browser. Qualche leggero imbarazzo, una risata (con Opera funzionava tutto) e la promessa di un controllo.

Il mattone

Olipad 7 pollici
L'Olipad da 7 pollici

Il tablet da 7 pollici è un discreto fermacarte. Monta Android 2.2 e un’interfaccia personalizzata. La lentezza del tablet è esasperante, un task killer installato al volo ha rivelato la bellezza di 40 MB di memoria RAM libera. Tutto va inesorabilmente a scatti, dal browser al market. Un benchmark veloce lo pone circa a metà strada fra l’HTC Magic e il Galaxy S, con un punteggio – mi sembra di ricordare – attorno a 750 (Quadrant). Il peso è notevole, quasi mezzo chilo (l’impressione è proprio quella della mattonella) e il display è carente sotto ogni punto di vista: angolo di visione ridottissimo, risoluzione bassa e colori non soddisfacenti. La batteria, da 3000 mAh, è intercambiabile. Costa (se proprio lo volete) 299 euro.

Le altre cose

Durante la presentazione Olivetti ha annunciato anche l’apertura, per il 12 settembre, di uno store su Facebook. Gli altri canali di vendita, ci spiegano, saranno i negozi e lo store online Olivetti. È stata manifestata inoltre la specifica volontà di non vendere attraverso altri canali o negozi online.

Su domanda relativa all’essere comunque arrivati in ritardo con il lancio sul mercato di un dispositivo Tegra 2, Jelmini risponde che non hanno piani per dispositivi Tegra 3 attualmente, e nemmeno di produrre cellulari (offrirebbero troppo poco margine per un prodotto a basso prezzo con la concorrenza dei produttori white label).

Il mercato consumer potrebbe rispondere bene a questo prodotto; vedremo se il futuro darà ragione ad Olivetti.

Root + recovery LG Optimus One aggiornato a Gingerbread 2.3.3

L’attesissimo aggiornamento dell’Optimus One ad Android Gingerbread 2.3.3 ufficiale da parte di LG ha portato molte novità: schermo più reattivo, interfaccia rinnovata e impossibilità di rootare il terminale con i tool tradizionali (faccina diabolica).

Questa guida illustra un metodo un poco più complicato per installare una recovery e ottenere i permessi di root.

Non siamo responsabili di qualunque danno che possiate fare al vostro terminale seguendo queste istruzioni – anche se a chi scrive ha funzionato.

Clockwork mod recovery

Questa volta bisogna partire dalla recovery. Scaricate il file P500-CWM-3.1.0.0.zip dalla guida su XDA e spacchettate lo zip.

Cliccate su Download (nel menu in alto) – Select port, scegliete il vostro terminale dall’elenco e cliccate Connect. Premete il pulsante Image Folder e selezionate la cartella dove avete scompattato lo zip; ignorate gli avvisi, chiudete la finestra e premete il pulsante Download.

Andate a prendere un caffè e dite al vostro collega / donna delle pulizie / fratello di non scollegare il telefono per nessuna ragione al mondo.

Finito il vostro caffè dovrebbe comparire la scritta “download complete”. Fatto. Spegnete il telefono e riaccendetelo tenendo premuto Home, Volume giù e Power, facendo attenzione a non farvi male. Nel caso non vi bastassero le dita potete farvi aiutare da un amico.

Permessi di Root

Dalla schermata di Clockwork Mod, selezionate mounts and storage (ci si muove con i tasti del volume, si conferma con il primo tasto a sinistra) e mount usb. Dal PC, mettete nella scheda SD il file su-2.3.6.3-efgh-signed.zip che trovate sempre nella guida su XDA. Smontate la scheda, selezionate install update from sdcard e scegliete il file .zip che avete appena caricato.

Fatto?

Fatto. L’applicazione superuser si trova automaticamente fra quelle installate, e potete iniziare a pasticciare in libertà.

HTC Incredible S: prova su strada

Euronics mi ha proposto via Friendfeed la prova del nuovo terminale Android del produttore coreano. Avendo recentemente distrutto il povero Tattoo, accetto volentieri, incuriosito dalle caratteristiche generose del terminale e dal fattore di forma per me ancora inesplorato.

Il mostro

Caratteristiche tecniche

Come dai dati dichiarati da HTC, il display è un generoso 4” WVGA (480×800), luminoso e molto leggibile. Sotto il cofano ha un processore da 1GHz con 750mb usabili di memoria interna (1.1 GB totali), una batteria da 1450 mAh e una durata (irrealisticamente) dichiarata di 280 ore in standby sotto rete GSM. La fotocamera ha un sensore da 8Mpx ed è in grado di registrare video in HD a 720p.

Hands on

Appena uscito dalla confezione, noto il fattore di forma molto interessante, poco più grande dei modelli in commercio con diagonale minore e il dorso ha una bombatura curiosa, che inizialmente mi lascia perplesso (sembra una scusa per fingere che il terminale sia più sottile e far spazio alla batteria). Con l’uso però la forma si rivela molto comoda e antiscivolo, e il feeling è proprio quello di un terminale molto sottile.

Il dorso è molto sagomato

I 4 tasti inferiori, sensibili al tocco, sono retroilluminati e ruotano assieme al telefono di 90° a sinistra (ma non a destra). La retroilluminazione è palesemente poco curata e cambia addirittura da tasto a tasto quando si osserva il telefono da una posizione naturale. La dichiarazione del produttore riguardo la rotazione dei tasti “In HTC Incredible S abbiamo prestato cura a ogni minimo dettaglio” sembra un poco eccessiva.

Differenze di retroilluminazione ad angolazioni di poco differenti

Software

Il terminale è stato aggiornato cortesemente ad android 2.3.3 Gingerbread direttamente da Euronics. L’ interfaccia è la nuova Sense UI, a mio parere il punto debole del telefono.

Come nelle vecchie versioni, ho apprezzato la presenza del dialer intelligente (che mostra i contatti cercando in tempo reale sia fra i numero di telefono che tra i nomi) e la tastiera HTCIME, sempre molto precisa a correggere gli errori di battitura.

Purtroppo la ROM HTC, rispetto ad una ROM Gingerbread comune, rende alcuni compiti un poco più noiosi. L’ inserimento dei widget è nello stesso menu che permette di modificare sfondi, skin, suonerie e allarmi (!). Il vassoio delle notifiche di sistema contiene un elenco delle applicazioni recenti (accessibile anche con long press del tasto home), mentre le impostazioni veloci (rete, gps, Bluetooth) sono relegate ad una scheda. In modalità orizzontale questo permette di vedere una sola notifica per volta.

Il cassetto notifiche e il menu di inserimento widget.

Applicazioni

Il telefono viene fornito con alcune applicazioni preinstallate.

Un’applicazione Altro che è semplicemente un link verso la homepage di HTC Mobile. Che è anche la homepage di default del browser. Boh!

Mail è ottima, come nelle versioni precedenti, per gestire account POP, Exchange o IMAP. L’utente aziendale non avrà certo grossi problemi a gestire l’account lavorativo.

Le classiche funzioni social, integrate nella Sense, sono accessibili anche dall’applicazione Friend Stream.

HTC Hub, una sorta di market per aggiungere widget, profili, skin e suonerie (è necessario un account HTC Sense)

HTC Likes, un altro market parallelo con le applicazioni consigliate da HTC, che rimanda al market ufficiale per l’installazione

Biscottino? (HTC Likes)

C’è un Lettore di ebook appoggiato a Kobo, con alcuni titoli in inglese precaricati, possibilità di annotazione e ricerca parole. Lo store è assolutamente privo di titoli in italiano.

Un server / client DLNA, Media connessi, permette di accedere alle risorse in rete locale o effettuare streaming verso altri dispositivi.

Pannello Auto integra un sistema di navigazione con mappe scaricabili offline, l’integrazione con footprints e la possibilità di acquistare voci, mappe e autovelox. Comprende un mese di licenza gratuita per le mappe mondiali. Inoltre integra una funzione di chiamata vocale molto comoda.

Le immancabili Torcia e Specchio fanno uso rispettivamente del flash LED e della fotocamera frontale a bassa risoluzione.

Sul campo

Ho avuto modo di usare il terminale come telefono principale per una decina di giorni di uso normale più 5-6 giorni di smanettamento estremo all’inizio.

La batteria, con un uso tipico (connessione dati e wifi accesi solo quando necessario, 5-6 chiamate brevi al giorno e una trentina di sms) dura poco meno di 2 giorni. Spegnendo il telefono di notte arrivo alla fine della seconda giornata senza troppe preoccupazioni.

L’avvio del telefono è velocissimo, bastano 5 secondi per avere la schermata di inserimento del pin, e meno di una decina di secondi per avere l’interfaccia pronta all’uso.

Purtroppo ho riscontrato che la qualità delle chiamate è piuttosto scadente: molte persone mi hanno riportato echi della mia voce, che in alcuni casi riuscivo anche ad avvertire. Gli auricolari in dotazione rendono il volume della voce poco udibile, il microfono è molto distante dai padiglioni. Con il sistema bluetooth dell’auto ho ottenuto risultati decisamente migliori.

Il touchscreen è preciso, ma in qualche caso con il telefono appoggiato in piano si è verificata l’attivazione spontanea di qualche applicazione (dovuta a falsi tocchi).

Va detto a parziale difesa del terminale che spesso i modelli forniti in prova sono ricondizionati, o comunque non vengono sottoposti agli stessi controlli di qualità dei terminali comuni.

Fotocamera

Il pezzo forte di questo terminale è la fotocamera, fra le risoluzioni più alte in commercio e in grado di registrare video a 720p (guardatelo in HD!).

La qualità delle foto è ottima, considerando le limitazioni della dimensione del sensore e dell’ottica non eccelsa. Il rumore si inizia a sentire attorno a sensibilità ISO di 400, e a luminosità ridotta il bilanciamento del bianco tende a virare su tonalità calde, cosa comunque normale per questo tipo di fotocamere. Il flash integrato è costituito da 2 LED a luce bianca.

Nessun aereo scuola è stato molestato durante la prova di questo terminale
Il lago visto da Maccagno

Concludendo

Il terminale è di buona qualità ed è assolutamente in linea con le offerte del mercato per quanto riguarda il rapporto qualità / prezzo. Qualche cura maggiore nei dettagli a livello software e nella parte della telefonia avrebbe fatto di questo terminale un prodotto veramente incredible. Resta comunque un telefono molto valido e dall’aspetto intrigante.

HTC Incredible S è in vendita da Euronics a 529,00 €.