Possiedo un Arc S da qualche mese perché Vodafone non sa contare.
La risposta di Vodafone a chi pensava di ricevere un Nexus S (cliccate sull'immagine per accedere alla storia completa)
Dopo qualche tempo il terminale conferma le mie impressioni iniziali: il display è veramente molto bello, ma il telefono è in molte occasioni poco reattivo, si surriscalda in maniera preoccupante e la memoria si rivela subito stretta. Brutto difetto inoltre è la totale impossibilità di connettersi a internet via wifi al mio router (difetto riconosciuto da Sony Ericsson, ma che rimbalza la colpa su Netgear).
Aggiornamento a ICS
Decido di aspettare l’aggiornamento ad Android 4.0, che prontamente arriva. Ma (vi anticipo) l’aggiornamento non corregge i problemi al wifi e l’effetto friggitrice.
L’aggiornamento è molto semplice, e vi rimando alle istruzioni ufficiali di Sony Ericsson: http://www.sonymobile.com/global-en/software/phones/xperia-arc-s/ - di fatto bisogna installare il software sul PC, collegare il telefono e aspettare. Unica nota, dopo l’installazione consiglio un reset alle impostazioni di fabbrica per evitare alcuni problemi di prestazioni.
L’aggiornamento porta il terminale ad un altro livello. L’interfaccia Sony Ericsson è di fatto la stessa (bruttina) di prima, ma ICS elimina una serie di personalizzazioni della casa che rendevano il tutto poco curato.
Altro neo della UI è la mancanza di un pannello nella barra delle notifiche per disattivare la connessione dati, la wifi e compagnia. SE offre dei widget orrendi e male organizzati, rimuovendo dal sistema quelli nativi. Seriamente: perché lo switch per il roaming e non quello per il 3g?
Widget 3x2 (!?) per la gestione dei controlli di Sony Ericsson
Anche la grafica delle cartelle è terribile:
L'interfaccia delle cartelle di Sony Ericsson. Perché?
La memoria scarseggia, come con la vecchia versione. Questo mi porta a optare per una soluzione drastica: rootare il telefono.
Root Arc S Ice Cream Sandwitch
Attenzione: da questo punto in poi la vostra garanzia non esiste più. Non ci assumiamo responsabilità per danni, incendi, perdite di denaro o social media manager Vodafone che vi bussano alla porta al mattino presto.
Una volta ottenuti i permessi di root la prima cosa da fare è rimuovere tutte le applicazioni non necessarie. Veramente, ragazzi, sembra di essere tornati a quando le aziende imbottivano i PC di programmi malfatti per affermare la loro supremazia sul sistema operativo. Come dite? Lo fanno anche ora? Ah.
(no, seriamente, come vi sentireste se il vostro iPad / iPhone venisse riempito di applicazioni del produttore che non potete disinstallare?)
Ora il vostro Arc S è quanto di più vicino alla normalità possibile, con il firmware originale Sony. Se invece vi sentite particolarmente avventurosi, potete provare la CM9 di FreeXperia qui: http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=1356685
Ci sono altre possibilità per migliorare le cose, tra cui installare la nuova home di Sony Ericsson (http://www.xperiablog.net/2012/02/25/xperia-s-home-launcher-and-widgets-leaked/), il power manager widget originale Android e la possibilità di ricompilarvi interamente i sorgenti o di riscrivere Android in C# (ah, lo stanno già facendo!), ma questo è lasciato come esercizio al lettore.
Il fratello più giovane del mio VX1 - photo: Pierre Lecourt / Blogee.net
Possiedo da qualche anno un bellissimo Asus Lamborghini giallo. Un Core 2 duo con 2 GB di RAM, un onestissimo display da 15’’ 4:3 e tanti km sulle spalle. Sarebbe più giusto dire “possedevo”, ormai. Ma andiamo con ordine.
Settembre 2011: la sorpresa
Un giorno di fine settembre il display mi abbandona, senza preavviso. Dopo i primi momenti di panico ricordo di aver acquistato la garanzia estesa da Mediaworld, e scopro con piacere di essere nei tempi giusti, ad appena qualche giorno dalla fine del quarto anno. Avvio quindi la procedura di RMA con Asus, vengo messo in contatto con un centro autorizzato (sono un paio in Italia) e preparo come da indicazioni il pacco per il corriere.
Ottobre 2011: le stranezze
Dopo qualche giorno ricevo il preventivo, attorno ai 300€, per la sostituzione di display e inverter. Accetto, consapevole che la garanzia estesa mi avrebbe rimborsato circa l’80% della cifra.
E qui iniziano le prime stranezze: devo scegliere la modalità di pagamento. La procedura prevede la possibilità di pagamento online con carta di credito, ma il sistema non funziona, così come il sistema di tracciamento online dello stato della riparazione. Telefonicamente, il centro assistenza mi comunica che il sistema era in aggiornamento (a gennaio 2012 verificherò in realtà che l’aggiornamento non era mai avvenuto) e che inoltre non avrei potuto pagare con bonifico, ma solo in contrassegno.
Accetto e comunico un indirizzo di spedizione diverso da quello di fatturazione, indicando una persona di fiducia. Questa possibilità mi viene negata:
Gentile centro,
non è possibile eseguire quanto sotto,
Unico campo:
ci comunichi esatto indirizzo di consegna, la fattura riporterà tali dati, il sistema non accetta dati controversi.
Concordo quindi una modifica dell’intestazione fattura a posteriori per potermi rivalere della garanzia Mediaworld a mio nome.
Novembre 2011: l’attesa
A intervalli regolari contatto il centro assistenza che ha in carico il mio PC, ricevendo in risposta che stanno attendendo il pezzo da Asus, e che non hanno tempistiche. Dopo la quarta email vengo invitato a contattare Asus. Che mi risponde che non è in grado di fornirmi le tempistiche.
Dicembre 2011: lo rivuoi?
A inizio dicembre 2011 riscrivo abbastanza irritato, chiedendo le tempistiche. La risposta, non firmata (come tutte le comunicazioni con Asus Italia), mi propone reso non riparato. Ad ogni mia richiesta di chiarimento mi viene copiaincollata la stessa parte di email:
Gentile cliente,
la sua pratica è ancora in attesa delle parti di ricambio e non abbiamo una tempistica da poterle fornire, se lo desidera possiamo rendere il prodotto con una dichiarazione di non reperibilità delle parti.
Rifiuto il reso non riparato, chiedendo part number del componente e chiedendo che la mia richiesta venga escalata ad un responsabile.
Gennaio 2012: le bugie
Passano le vacanze di Natale, arriva il 2012. A meta gennaio ricevo una mail dal centro assistenza che mi comunica un tracking number DHL, senza altre comunicazioni. Qualche giorno dopo ricevo il PC senza corrispondere nulla al corriere, chiaramente non riparato.
All’interno una bolla che cita “reso per preventivo rifiutato”.
Contatto subito il centro assistenza sottolineando che hanno dichiarato il falso e che la gestione dell’RMA non è stata assolutamente trasparente.
Buongiorno
per questa ed altre informazioni è necessario contattare l’help line Asus all’ 199.400.089
Cordiali Saluti
Febbraio 2012: i questionari
Vari impegni mi fanno dimenticare la faccenda, finché un giorno non ricevo un questionario sulla soddisfazione dal servizio clienti Asus, che valuto in maniera estremamente negativa. Dopo qualche giorno un operatore mi contatta telefonicamente per avere informazioni sul questionario, e per chiedermi delucidazioni sulla mia soddisfazione indipendentemente dal servizio di riparazione. Fatico un po’ a capire, spiego la situazione e l’operatore mi dice che riporterà la cosa nella sua relazione. Boh.
Qualche giorno dopo ricevo un altro questionario. Non mi trattengo più, e sfodero una delle migliori supercàzzole che abbia mai prodotto.
Spero vi piaccia.
Sono stato contattato da un vs. operatore in merito ad un feedback negativo su questo questionario; se questo questionario è un questionario relativo al contatto telefonico relativo al feedback negativo sul questionario precedente, vi prego di non chiamarmi di nuovo per un sondaggio relativo a questo questionario negativo, in quanto peggiorate solamente la mia percezione del vostro servizio clienti; vi prego di contattarmi solamente in caso di sviluppi relativi all’RMA XXXXXX riguardo la quale ho espresso il mio parere estremamente negativo nel sondaggio precedente (non in questo sondaggio). Grazie, saluti, a presto.
Conclusioni, ringraziamenti, riconoscimenti
Non acquisterò mai più Asus. Sono convinto che facciano dei buoni prodotti, ma fare un buon prodotto non è tutto. Quello che è mancato è la chiarezza nel dire subito che la parte non era reperibile per permettermi di organizzarmi diversamente con l’acquisto di un nuovo portatile, e l’onestà nell’avvisarmi della spedizione del reso non riparato. La dichiarazione falsa sulla bolla di accompagnamento è stato un gesto ancora più elegante.
p.s. questo post, il suo autore e il suo editore non sono affiliati in alcun modo con Asus o con il Centro Assistenza autorizzato.
L’attesissimo aggiornamento dell’Optimus One ad Android Gingerbread 2.3.3 ufficiale da parte di LG ha portato molte novità: schermo più reattivo, interfaccia rinnovata e impossibilità di rootare il terminale con i tool tradizionali (faccina diabolica).
Questa guida illustra un metodo un poco più complicato per installare una recovery e ottenere i permessi di root.
Non siamo responsabili di qualunque danno che possiate fare al vostro terminale seguendo queste istruzioni – anche se a chi scrive ha funzionato.
Clockwork mod recovery
Questa volta bisogna partire dalla recovery. Scaricate il file P500-CWM-3.1.0.0.zip dalla guida su XDA e spacchettate lo zip.
Cliccate su Download (nel menu in alto) – Select port, scegliete il vostro terminale dall’elenco e cliccate Connect. Premete il pulsante Image Folder e selezionate la cartella dove avete scompattato lo zip; ignorate gli avvisi, chiudete la finestra e premete il pulsante Download.
Andate a prendere un caffè e dite al vostro collega / donna delle pulizie / fratello di non scollegare il telefono per nessuna ragione al mondo.
Finito il vostro caffè dovrebbe comparire la scritta “download complete”. Fatto. Spegnete il telefono e riaccendetelo tenendo premuto Home, Volume giù e Power, facendo attenzione a non farvi male. Nel caso non vi bastassero le dita potete farvi aiutare da un amico.
Permessi di Root
Dalla schermata di Clockwork Mod, selezionate mounts and storage (ci si muove con i tasti del volume, si conferma con il primo tasto a sinistra) e mount usb. Dal PC, mettete nella scheda SD il file su-2.3.6.3-efgh-signed.zip che trovate sempre nella guida su XDA. Smontate la scheda, selezionate install update from sdcard e scegliete il file .zip che avete appena caricato.
Fatto?
Fatto. L’applicazione superuser si trova automaticamente fra quelle installate, e potete iniziare a pasticciare in libertà.
Euronics mi ha proposto via Friendfeed la prova del nuovo terminale Android del produttore coreano. Avendo recentemente distrutto il povero Tattoo, accetto volentieri, incuriosito dalle caratteristiche generose del terminale e dal fattore di forma per me ancora inesplorato.
Il mostro
Caratteristiche tecniche
Come dai dati dichiarati da HTC, il display è un generoso 4” WVGA (480×800), luminoso e molto leggibile. Sotto il cofano ha un processore da 1GHz con 750mb usabili di memoria interna (1.1 GB totali), una batteria da 1450 mAh e una durata (irrealisticamente) dichiarata di 280 ore in standby sotto rete GSM. La fotocamera ha un sensore da 8Mpx ed è in grado di registrare video in HD a 720p.
Hands on
Appena uscito dalla confezione, noto il fattore di forma molto interessante, poco più grande dei modelli in commercio con diagonale minore e il dorso ha una bombatura curiosa, che inizialmente mi lascia perplesso (sembra una scusa per fingere che il terminale sia più sottile e far spazio alla batteria). Con l’uso però la forma si rivela molto comoda e antiscivolo, e il feeling è proprio quello di un terminale molto sottile.
Il dorso è molto sagomato
I 4 tasti inferiori, sensibili al tocco, sono retroilluminati e ruotano assieme al telefono di 90° a sinistra (ma non a destra). La retroilluminazione è palesemente poco curata e cambia addirittura da tasto a tasto quando si osserva il telefono da una posizione naturale. La dichiarazione del produttore riguardo la rotazione dei tasti “In HTC Incredible S abbiamo prestato cura a ogni minimo dettaglio” sembra un poco eccessiva.
Differenze di retroilluminazione ad angolazioni di poco differenti
Software
Il terminale è stato aggiornato cortesemente ad android 2.3.3 Gingerbread direttamente da Euronics. L’ interfaccia è la nuova Sense UI, a mio parere il punto debole del telefono.
Come nelle vecchie versioni, ho apprezzato la presenza del dialer intelligente (che mostra i contatti cercando in tempo reale sia fra i numero di telefono che tra i nomi) e la tastiera HTCIME, sempre molto precisa a correggere gli errori di battitura.
Purtroppo la ROM HTC, rispetto ad una ROM Gingerbread comune, rende alcuni compiti un poco più noiosi. L’ inserimento dei widget è nello stesso menu che permette di modificare sfondi, skin, suonerie e allarmi (!). Il vassoio delle notifiche di sistema contiene un elenco delle applicazioni recenti (accessibile anche con long press del tasto home), mentre le impostazioni veloci (rete, gps, Bluetooth) sono relegate ad una scheda. In modalità orizzontale questo permette di vedere una sola notifica per volta.
Il cassetto notifiche e il menu di inserimento widget.
Applicazioni
Il telefono viene fornito con alcune applicazioni preinstallate.
Un’applicazione Altro che è semplicemente un link verso la homepage di HTC Mobile. Che è anche la homepage di default del browser. Boh!
Mail è ottima, come nelle versioni precedenti, per gestire account POP, Exchange o IMAP. L’utente aziendale non avrà certo grossi problemi a gestire l’account lavorativo.
Le classiche funzioni social, integrate nella Sense, sono accessibili anche dall’applicazione Friend Stream.
HTC Hub, una sorta di market per aggiungere widget, profili, skin e suonerie (è necessario un account HTC Sense)
HTC Likes, un altro market parallelo con le applicazioni consigliate da HTC, che rimanda al market ufficiale per l’installazione
Biscottino? (HTC Likes)
C’è un Lettore di ebook appoggiato a Kobo, con alcuni titoli in inglese precaricati, possibilità di annotazione e ricerca parole. Lo store è assolutamente privo di titoli in italiano.
Un server / client DLNA, Media connessi, permette di accedere alle risorse in rete locale o effettuare streaming verso altri dispositivi.
Pannello Auto integra un sistema di navigazione con mappe scaricabili offline, l’integrazione con footprints e la possibilità di acquistare voci, mappe e autovelox. Comprende un mese di licenza gratuita per le mappe mondiali. Inoltre integra una funzione di chiamata vocale molto comoda.
Le immancabili Torcia e Specchio fanno uso rispettivamente del flash LED e della fotocamera frontale a bassa risoluzione.
Sul campo
Ho avuto modo di usare il terminale come telefono principale per una decina di giorni di uso normale più 5-6 giorni di smanettamento estremo all’inizio.
La batteria, con un uso tipico (connessione dati e wifi accesi solo quando necessario, 5-6 chiamate brevi al giorno e una trentina di sms) dura poco meno di 2 giorni. Spegnendo il telefono di notte arrivo alla fine della seconda giornata senza troppe preoccupazioni.
L’avvio del telefono è velocissimo, bastano 5 secondi per avere la schermata di inserimento del pin, e meno di una decina di secondi per avere l’interfaccia pronta all’uso.
Purtroppo ho riscontrato che la qualità delle chiamate è piuttosto scadente: molte persone mi hanno riportato echi della mia voce, che in alcuni casi riuscivo anche ad avvertire. Gli auricolari in dotazione rendono il volume della voce poco udibile, il microfono è molto distante dai padiglioni. Con il sistema bluetooth dell’auto ho ottenuto risultati decisamente migliori.
Il touchscreen è preciso, ma in qualche caso con il telefono appoggiato in piano si è verificata l’attivazione spontanea di qualche applicazione (dovuta a falsi tocchi).
Va detto a parziale difesa del terminale che spesso i modelli forniti in prova sono ricondizionati, o comunque non vengono sottoposti agli stessi controlli di qualità dei terminali comuni.
Fotocamera
Il pezzo forte di questo terminale è la fotocamera, fra le risoluzioni più alte in commercio e in grado di registrare video a 720p (guardatelo in HD!).
La qualità delle foto è ottima, considerando le limitazioni della dimensione del sensore e dell’ottica non eccelsa. Il rumore si inizia a sentire attorno a sensibilità ISO di 400, e a luminosità ridotta il bilanciamento del bianco tende a virare su tonalità calde, cosa comunque normale per questo tipo di fotocamere. Il flash integrato è costituito da 2 LED a luce bianca.
Nessun aereo scuola è stato molestato durante la prova di questo terminale
Il lago visto da Maccagno
Concludendo
Il terminale è di buona qualità ed è assolutamente in linea con le offerte del mercato per quanto riguarda il rapporto qualità / prezzo. Qualche cura maggiore nei dettagli a livello software e nella parte della telefonia avrebbe fatto di questo terminale un prodotto veramente incredible. Resta comunque un telefono molto valido e dall’aspetto intrigante.
Come qualcuno avrà già letto in “HTC Tattoo: mai più“, l’esperienza con il terminale di casa HTC non è stata certo delle migliori. Di recente il terminale è stato rispedito in assistenza (con 2 pagine di crashlog allegate) ed è tornato intonso, come spedito, e sempre bacato.
La mia ultima chiamata all’assistenza tecnica è iniziata bene: l’operatrice mi risponde “Il signor Alex non lavora più qui”. Il signor Alex era stata la persona dall’idioma quanto più simile all’italiano, e che mi aveva richiesto un video e il log del problema. Alla prospettiva di dover ricominciare a spedire il telefono in assistenza, ho abbandonato l’idea di risolvere il problema tramite loro.
Questa miniguida nasce per chi, come me, è stato preso in giro da un’azienda senza alcuna attenzione al cliente, che ha messo in commercio un terminale (più di uno in verità) di qualità mediocre senza essere in grado di offrire supporto al software che ha sviluppato al proprio interno.
Disclaimer:la procedura riportata invalida la garanzia del terminale. Inoltre non siamo responsabili di eventuali problemi derivanti dall’aggiornamento, che può causare malfunzionamenti o addirittura rendere definitivamente inutilizzabile telefono.
Ottenere i permessi di Root
Attenzione:prima di eseguire queste operazioni è necessario un backup; i dati personali (sms, email, contatti, calendari) non verranno conservati. Se avete i vostri dati sui server Google, è sufficiente una sincronizzazione completa.
Per poter modificare il software di un terminale Android, è necessario ottenere i permessi di root. Questo perché le politiche di sicurezza di un qualsiasi sistema unix-like non permettono agli utenti regolari di effettuare modifiche sostanziali al sistema.
Il modo più veloce di ottenere questi permessi è la 1Click Recovery, disponibile per chi usa Windows. Questo sistema installa anche un’immagine di recovery (Amon.Ra) la cui funzione sarà più chiara a breve.
Per chi invece non ha a disposizione una macchina Windows, può seguire i punti Rooting the HTC Tattoo e Installing the ClockworkMod Recovery della guida HTC Tattoo: Full Update Guide sul wiki di Cyanogenmod.
Già fatto? Bravissimi! Riavviate il terminale tenendo premuto Home.
Recovery, ovvero la Porta del Paradiso
Schermata della recovery "Clockwork Mod"
Potete immaginare la Recovery come una sorta di bootloader, che vi permette di effettuare una serie di operazioni sul vostro telefono. La prima e più importante è il backup.
Scorrete fino a “backup and restore” e scegliete la modalità di backup che preferite. Consiglio un full backup, almeno per la prima volta. Personalmente, utilizzando la recovery Amon.Ra (inclusa con la procedura 1Click Recovery) non sono riuscito a fare il backup da li, ma ho dovuto utilizzare adb e fare qualche capriola da linea di comando. Invece con la Clockwork Mod (presa dalla guida Cyanogenmod) è andato tutto liscio.
Fatto questo, dovete fare wipe data/factory reset e wipe cache partition. Quindi, una volta che siete pronti, scegliete “install zip from sdcard”. Il file che dovete scegliere è quello della ROM che avete deciso di installare. Se non l’avete fatto, potete montare il dispositivo come unità USB direttamente dalla recovery: basta trovare la voce di menu corretta.
The Gingerbread man comes
Le ROM funzionanti a disposizione degli utenti dell’HTC Tattoo non sono molte. Su xda-developers c’è una ROM (che stiamo usando attualmente sia io che Stefano) chiamata “nFinityGB”, basata su CyanogenMod 0.7, e quindi con Gingerbread: http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=892401
I ragazzi di Cyanogenmod inoltre stanno sviluppando il loro firmware anche per il Tattoo. Tutti i link alle build sono disponibili a questo URL: http://www.cyanogenmod.com/devices/htc-click-tattoo (se vi sentite abbastanza temerari, potete installare una nightly, o aspettare una versione più stabile nei prossimi giorni).
Un po’ di pulizia
Avviato il vostro terminale, una volta ripresi dalla meraviglia di trovarsi fra le mani un telefono accettabile, sarete un poco spiazzati dal launcher. Tranquilli, non è l’abitudine alla Sense (che passa dopo circa 2 minuti dall’accensione): è adw.launcher che fa abbastanza schifo. Correte ad installare Launcher Pro e godetevi il vostro nuovo giocattolo.
Spesso la documentazione di Facebook è carente, fumosa oppure riferita a versioni delle funzionalità disponibili solo all’estero. Questo è il caso della possibilità di creare un luogo per far fare check-in ai vostri amici, e della possibilità di creare una pagina avanzata unendo luogo e pagina assieme.
Non è un processo veloce, ma conviene preparare in anticipo l’occorrente. Ecco una breve lista di cosa tenere a portata di mano:
pagina del gruppo / fanpage / attività;
cellulare con capacità di localizzazione;
bolletta della luce, gas o telefono con l’indirizzo visibile, oppure
indirizzo e-mail dell’azienda fra gli indirizzi verificati (sconsigliato);
alcuni giorni di pazienza.
Se non avete uno smartphone con funzioni avanzate, potete comunque continuare a leggere: si può ovviare a questo problema.
Accedete alla scheda luoghi e cliccate su Condividi la tua posizione con i tuoi amici. Vedrete una lista di luoghi attorno a voi. Se il luogo non esiste, premete il pulsante aggiungi. Inserite un nome e una descrizione e confermate.
Se invece non avete uno smartphone, oppure siete pigri e non volete recarvi sul posto, esiste una possibilità alternativa. Bisogna essere solo un poco smanettoni.
Una volta riavviato Firefox, cambiate il vostro user-agent da Strumenti > Default User agent > iPhone 3.0. Questo ci permetterà di accedere a http://touch.facebook.com che, ad oggi, è l’unico modo di usare la funzione luoghi (escludendo le applicazioni per smartphone).
Impostate quindi la vostra posizione corrente. Aprite strumenti > geolocater > manage, aggiungete una geolocation (con il pulsante in alto a destra) e trascinate il punto sulla mappa. Poi premete il tasto switch from select to search geolocation (sempre in alto a destra), introducete un indirizzo e confermate.
A questo punto, visitando la pagina di Facebook per dispositivi mobili, accettate di condividere la nostra posizione con il sito e create un nuovo luogo.
2. Verificare il luogo
Ora che il luogo esiste, è necessario dimostrare che voi siate i veri proprietari del luogo. Anche qui sono disponibili più vie:
verifica tramite indirizzo e-mail aziendale;
verifica con documento o utenza.
Sconsiglio fortemente la verifica tramite indirizzo e-mail. Bisogna collegare e verificare un indirizzo professionale al proprio account Facebook (aggiungi / rimuovi email dalla scheda informazioni di contatto). Importante è che l’indirizzo corrisponda ad un dominio i cui dati whois siano intestati all’azienda stessa (e non ad esempio al provider), altrimenti la richiesta verrà rifiutata.
Il metodo più semplice è invece l’invio di una bolletta del gas o del telefono. L’importante è che sul documento sia chiaramente riportato l’indirizzo e la ragione sociale dell’esercizio commerciale; i dati rimanenti si possono anche oscurare.
Caricate quindi il documento (scansionato o fotografato) e aspettate.
3. Unire luogo e pagina
Trascorsi alcuni giorni, riceverete la conferma della verifica del luogo che avete creato. Andate nella pagina del luogo (la trovate in account > gestisci pagine) e cliccate su unisci con una pagina esistente.
Ecco come si presenterà la vostra nuova pagina, unita al luogo.
Possiedo un HTC Tattoo, acquistato poco dopo l’uscita del terminale. Ai tempi era l’unico Android in commercio adatto alle mie tasche: abbastanza piccolo (2,8’’) ed economico (299€). Si aggiunga a tutto questo le ovvie aspettative di aggiornamento (Android 2.1 era già stato presentato) ed ecco pronto il device perfetto.
HTC Tattoo
Test drive
I pregi e i difetti del device si fanno subito sentire. La sincronizzazione con i servizi Google è ai limiti del fantascientifico, il valore aggiunto da HTC Sense è notevole. Di contro il market è semivuoto (scoprirò dopo che gli sviluppatori dichiaravano le loro applicazioni non compatibili con i dispositivi QVGA), il Bluetooth non trasferisce dati e la memoria interna inizia a stare un po’ stretta.
Dopo circa 6 mesi di utilizzo la batteria inizia a durare sensibilmente meno (siamo sulle 36 ore, contro le 72 degli inizi). I tasti metallici si danneggiano e iniziano a strapparsi (sono fatti con un lamierino troncato molto sottile e gli spigoli si agganciano molto facilmente ai tessuti).
HTC Tattoo danneggiato
Le promesse di aggiornamento si susseguono sui vari forum, per poi essere smentite puntualmente. Arrivano alcune ROM custom basate su 2.1, tutte con un piccolo difetto: non va la radio e non va la fotocamera. Non avranno fortuna nemmeno le ROM basate su Cyanogen 6 (ad esempio, la SPQRom).
L’assistenza clienti HTC
Non sono stato ospitato qui per parlare solo del telefono. La verità è che ho avuto un’esperienza pessima, sotto molti punti di vista.
Episodio 1: la Sim fantasma
flickr/groovenite
Il primo episodio risale ad una settimana dall’acquisto. Fin da subito mi rendo conto che il telefono, durante l’avvio, emette un suono a volume molto alto. Le opzioni del volume non lo influenzano e non sembra esistere un’opzione per disabilitarlo (come invece era possibile sul mio buon Nokia 5000). Inoltre ad ogni avvio la sim Vodafone viene riconosciuta come nuova, e il telefono vuole ogni volta reimpostare le impostazioni dell’operatore. Scrivo al supporto online HTC, e ricevo risposta in circa 48 ore:
Gentilissimo cliente HTC,
Grazie per aver contattato il nostro supporto tecnico.
Il nostro obiettivo e’ offrirle un servizio di alta qualita’ e rispondere a tutte le sue domande.
Recentemente lei ci ha scritto riguardo ai problemi menzionati, La preghiamo di controllare i programmi installati dal Market che potrebbero’ fare dei guasti al software.
Prova un altra scheda SIM
Salva i dati con HTC sync & esegua hard reset
Inorridito dalla grammatica trattengo le lacrime. Provo un’altra SIM Vodafone ma il problema persiste. Con una SIM Wind (che sarebbe di li a poco diventato il mio operatore principale) tutto ok, per cui lascio perdere.
Il lettore attento avrà però notato che non ho avuto alcuna risposta per quanto riguarda il suono all’avvio; mi armo di pazienza e riformulo la domanda. La risposta arriva dopo pochi giorni:
Gentilissimo Cliente HTC,
[“customer care” copypaste blah blah], La ringraziamo per le risposta & vorrei dire che il suono in avvio e’ limite da Android.
Per la SIM , sara’ contattato appena avremo avuto la clarificazione dai nostri tecnici.
Ovviamente non ho mai avuto la clarificazione dai loro tecnici (che inizio già a sospettare non esistano affatto) & ho chiuso il ticket, lasciando un feeedback molto negativo durante il sondaggio che mi viene proposto.
Episodio 2: la vendetta della QWERTY
flickr/ipalatin
Fast forward di alcuni mesi. Noto che spesso la tastiera touch QWERTY crasha, apparentemente senza alcun motivo. Dopo qualche tentativo e un po’ di fortuna, scopro il problema: scrivendo due lettere, cancellandone una e premendo “spazio” per accettare il suggerimento del correttore automatico, compare “null” e la tastiera crasha.
Riprovo la procedura, contattando altre persone (tra cui il gentile essepunto, che sta ospitando i miei deliri) e confermo il problema. Copio diligentemente il messaggio di errore e lo spedisco all’assistenza HTC, assieme alla procedura per riprodurre il problema.
Gentilissimo cliente HTC,
[“fried air” copypaste blah blah], La invitiamo gentilmente, ad eseguire le seguenti procedure:
- Disinstallare eventuali applicazioni di 3′ Parte
- [soft reset procedure copypaste]
- [hard reset procedure copypaste]
Se i passaggi riportati qui sopra non Le hanno risolto il problema, [scaricabarile all'assistenza telefonica copypaste]
Come era prevedibile, il reset non risolve il problema e le applicazioni cattive non avevano alcuna colpa. Faccio presente, ma non ricevo risposta per due mesi e 7 giorni. Rimando il messaggio, e in 3 giorni il gentilissimo Fred marca il ticket come close pending e risponde:
Gentile cliente HTC,
[“ormai non lo leggo neanche più” copypaste], La prego di contattare il supporto tecnico per la riparazione.
Riparazione, per un problema software. Immagino che l’amico non abbia capito e rispiego, dopo 3 settimane ricevo risposta:
Per la riparazione La preghiamo di comunicarci la Sua citta’o di contattare il support telefonico su 0236003221.
Chiudo il ticket segnalando che il problema non è stato risolto e chiamo il support telefonico. Che mi dice le stesse cose, però a voce (ma con la stessa grammatica); vi risparmio volentieri le trascrizioni. L’operatore mi da l’indirizzo del centro assistenza che si occupa del ritiro dei terminali, dal quale circa una settimana dopo il mio Tattoo prende il volo.
Episodio 3: l’attacco dei cloni
flickr/tim_norris
Fast forward di una settimana. Vengo contattato dal centro assistenza che mi comunica la disponibilità del terminale presso di loro. Come prevedibile, l’errore era ancora presente, nonostante il bollettino di accompagnamento citasse “aggiornamento sw” e “taratura”. Lascio il terminale in negozio con un A4 di spiegazioni, scritto sul posto, e scrivo all’assistenza HTC un messaggio infuocato, che termina con:
Considerando dalle vostre risposte (sempre uguali e automatiche) che non leggete o faticate a comprendere i messaggi, riporto qui di seguito il messaggio tradotto in lingua inglese.
La risposta arriva subito (24 ore):
La informiamo che il Suo terminale ancora non e’ arrivato al centro assistenza ma appena l’ingegnere lo controllera’ tutte le individuazioni dei guasti verranno effetuate per migliorare la funzionalita’ del Suo dispositivo.
Faccio presente che il terminale è già arrivato al centro, nessun ingegnere l’ha controllato e il telefono è tornato al mittente, per poi venire rispedito. L’operatrice mi risponde:
La ringraziamo per la sua pazienza, E aspettiamo la riparazione questa volta.
Nel pomeriggio mi telefona un operatore del servizio clienti per farmi il sondaggio di gradimento. L’operatore legge passo passo i punti del sondaggio (identico a quello online) a cui rispondo sistematicamente “per nulla soddisfatto”. L’operatore chiude con “va bene la ringraziamo per il disturbo”. Ottimo, oltre a non leggere i messaggi del supporto tecnico, nemmeno le telefonate vengono ascoltate.
Il giorno successivo, come per magia, il terminale rientra. IMEI nuovo, scocca e batteria vecchie: sostituita la motherboard. Versione del software, identica. Il bug, identico.
Creo quindi un nuovo ticket. Mi arriva questa volta la telefonata di un gentile tecnico HTC che mi offre il suo aiuto. Su mia richiesta prende un terminale e, a sua detta, non riesce a riprodurre il problema. Ci accordiamo per l’invio di un filmato e lui in ogni caso mi propone due soluzioni:
mi installo una tastiera alternativa, oppure
riproviamo a riparare l’hardware, perché non può assolutamente essere il software (cito testuale).
Ho allegato al ticket il log del crash completo (in cui si vede chiaramente che il dizionario della HTCIME si mangia una lettera per ragioni sconosciute, da qui il null e il crash). Ad oggi, nessuna risposta.
Conclusioni
flickr/guerinjeanmarc
Ad incidente non ancora concluso (ma a mente fredda, dopo quasi un anno di possesso del terminale e di interazione con il supporto) mi sento di sconsigliare caldamente HTC a chiunque volesse affacciarsi al mondo Android.
I motivi sono semplici. L’assistenza è semplicemente terrificante: gli operatori del call-center hanno una padronanza della lingua inaccettabile per poter gestire una comunicazione di tipo tecnico, e il supporto via mail viene eseguito solamente tramite copia-incolla di frasi precostruite. Questo può andare bene per risolvere problemi di routine, ma non ho riscontrato nessun tipo di escalation dei problemi ai livelli superiori in caso di difficoltà.
Inoltre, il Tattoo è stato abbandonato senza aggiornamenti (nonostante le promesse) e la mia percezione è che venga visto dall’azienda come un terminale end-of-life. 300€ di terminale, senza possibilità di aggiornamento. La stessa cosa potrebbe accadere ad un terminale oggi nuovo, che potrebbe essere abbandonato da un momento all’altro, proprio come sta succedendo con il Wildfire. Non me la sento di sconsigliare del tutto Android, ma sicuramente HTC non merita nemmeno un centesimo dei vostri soldi. Dato che hanno già avuto i miei, siamo a posto così.
Periodo di crisi per le finanziarie e periodo di crisi per la vendita di automobili.
E io cosa decido di fare?
Acquistare un’automobile nuova tramite finanziamento. Un pazzo!
E qui inizia l’odissea.
Avevo visto le condizioni che mi offriva il concessionario per il finanziamento con la finanziaria Finconsumo (Santander) e 2 giorni prima di andare a firmare decido di guardare su internet.
Mi imbatto in prestitionline.it e decido di fare una richiesta alla Credi Agile (Santander) per vedere le loro condizioni.
Nella mia ignoranza pensavo di chiedere una sorta di prospetto del tipo “si con queste caratteristiche il finanziamento te lo possiamo dare”.
Nel frattempo vado dal concessionario, firmo per l’auto, faccio vedere il prospetto che avevo fatto su internet, discutiamo un po’ e lo stesso concessionario mi propone dei tassi molto simili. Perfetto.
Compiliamo tutti i foglio, faccio 2000 firme, allego la copia della mia ultima dichiarazione dei redditi, copia patente, codice fiscale etc etc.
Torno a casa bello contento e mi metto in attesa.
3 giorni dopo mi telefona il concessionario chiedendomi se ho richiesto altri finanziamenti.
Io candidamente rispondo di no e mi faccio richiamare dal responsabile per la zona della finanziaria Finconsumo.
Parlando mi dice che vede una richiesta di finanziamento fatta online e che, per ragioni ancora a me sconosciute, non può fare andare avanti la pratica per la concomitanza delle due richieste (mi e’ stato sempre insegnato che chiedere è lecito… probabilmente nel caso delle finanziarie questo non ha valore).
Mi avverte che la pratica verrà rifiutata amenoché non mi presenti dal concessionario con un garante e non faccia l’assicurazione sul finanziamento (cosa che avevo escluso inizialmente perché era inutile per la mia tipologia di cliente).
Dopo una serata di nervosismo trovo una persona a cui basta la mia parola che viene con me dal concessionario (nds: avevo chiesto se era possibile spedire i documenti ai miei genitori che stanno a 300 km visto che mi sembrava una cosa assurda fargli fare 600 km per apporre una firma. Nada, loro non fanno niente per posta).
Pensavo che dopo anni di studio e di lavoro di poter essere autono, invece serviva la firma del “genitore”, un po’ come per le giustificazioni a scuola: umiliante. Poi qualcuno parla dei “bamboccioni” che stanno a casa con mamma e papà.
Ricompiliamo una marea di fogli e resto in attesa.
Dopo altri 2 giorni mi ritelefona il concessionario dicendo che la pratica la mandano avanti SOLO se lascio un anticipo sulla stessa e finanzio una parte.
Innervosito fortemente ritorno al concessionario per la 4a volta, lascio un assegno da 3600 euro.
Attendo un po’ meno fiducioso (ma mi dico: hanno la mia firma, la firma di un garante che ha un reddito anche più alto del mio fisso, un anticipo consistente e pure l’assicurazione… questa volta andiamo tranquilli).
Nel frattempo la prima finanziaria online mi risponde che per i criteri che gli ho comunicato non possono concedermi il prestito. Poco male. È un prestito che non ho mai chiesto, almeno non formalmente!
Chiedo i motivi ma scopro che è possibile fare online una richiesta di finanziamento ma non è possibile sapere il motivo del rifiuto nella stessa maniera (se uno volesse con codice fiscale e indirizzo potrebbe chiedere in una mattinata 100 finanziamenti per conto altrettante persone prese dall’elenco del telefono o da qualsiasi lista pubblica, per esempio una lista di un concorso).
Chiedo quindi di avere per iscritto il motivo del rifiuto.
Mi arriverà alcuni giorni dopo scritto in un modo da non consentirmi di capire il perché dello stesso (mi è stato indicato il punteggio che mi hanno assegnato alla centrale rischi ma non c’era una legenda per capire perché ho quel punteggio, probabilmente loro possono sapere tutto di me… anche cose che io non posso sapere!).
Passano altri 4 giorni e, molto innervosito, mi faccio dare dal concessionario il numero della filiale della Finconsumo che gestisce la mia pratica.
La telefonata inizia in modo alquanto assurdo “buongiorno sono il Sig. XXXXX, ah si buongiorno Sig. YYYYY. Le ho detto che sono il Sig. XXXXXX. Ah mi scusi dalla voce avrei detto che era il Sig. YYYYYY” Ma ci sei o ci fai?).
Chiedo di parlare con il responsabile della mia pratica e mi viene risposto che non è in sede ma che mi avrebbero fatto richiamare di lì a breve.
Passa la mattina e il pomeriggio decido di richiamare.
La persona non c’e’ di nuovo.
Fortunatamente mi richiama di lì ad un’ora (avranno sentito forse che il mio tono non era più tanto tranquillo?).
Mi spiega che la mia pratica si è arenata per un insieme di eventi e che l’ha passata al suo superiore diretto (il megadirettore di tipo fantozziano).
Chiedo quando avrò una risposta e non mi viene fornita una data precisa perché in quel caso non era possibile fare pressioni (???!!!??? e mi limito a dire ciò).
Il giorno seguente chiamo il concessionario e gli annuncio che sarei passato con il contante (prestato dai miei genitori) e che avesse cominciato a preparare la macchina.
Passo dal concessionario e decidiamo di fare un ultimo tentativo con un leasing ma con un’altra finanziaria: Neos Finance
Passa 1 giorno e mezzo e mi richiama il concessionario chiedendomi un bilancino (di precisione????) e altri documenti.
Dopo un giro di telefonate con il commercialista mi faccio fare questa documentazione (sono un libero professionista e questi pretendevano una documentazione di una SRL ma fa niente, ci accordiamo).
La faxo al concessionario.
Il giorno dopo mi richiama e mi dice di passare la sera per firmare tutta la documentazione.
Passo, firmo, incontro finalmente qualcuno di una finanziaria. Ci stringiamo la mano.
Il giorno dopo passo a ritirare la macchina e i soldi che avevo lasciato inizialmente.
Considerazioni: certo le cose possono andare storte per mille motivi. Ma dietro sistemi computerizzati ci sono le persone… e se le persone non imparano a gestire le eccezioni in maniera matura c’è poco da fare… tutto il sistema va in crash.
Da notare il sistema perverso per cui se una finanziaria rifiuta un finanziamento, a cascata tutte le altre lo fanno senza neanche analizzare la pratica: un povero cristo che ha bisogno dei soldi per prendersi qualcosa di cui non può fare a meno è costretto a ricorrere al prestito di amici e parenti o, nei casi peggiori, a ricorrere allo strozzino.
Da Santander che è una delle più grosse società che si occupano di credito al consumo mi sarei aspettato un livello di gestione diverso.
Un plauso a Neos: di sicuro è più piccolina e forse, assurdo a dirsi, ha dietro delle persone che dialogano con altre persone.
Di sicuro prima di comperare qualche altra cosa a rate ci penserò 10 volte.
Comperare un’automobile, anche se per bisogno, dovrebbe essere un piacere e non diventare uno stress durato 15 giorni!
Ho aperto una nuova categoria ospiti in cui potrete trovare i post di autori, appunto, ospiti.
Il primo è già stato registrato e scriverà un post nei prossimi giorni.
Sarà possibile seguire il feed completo come anche quello degli ospiti complessivamente come, infine, quello di ogni singolo ospite.
Maggiori dettagli appena il progetto partirà integralmente ed anche io mi renderò conto di come funzionano nel detteglio le cose.
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