S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Xperia Arc S: impressioni, ICS e rooting.

Possiedo un Arc S da qualche mese perché Vodafone non sa contare.

La risposta di Vodafone a chi pensava di ricevere un Nexus S (cliccate sull'immagine per accedere alla storia completa)

Dopo qualche tempo il terminale conferma le mie impressioni iniziali: il display è veramente molto bello, ma il telefono è in molte occasioni poco reattivo, si surriscalda in maniera preoccupante e la memoria si rivela subito stretta. Brutto difetto inoltre è la totale impossibilità di connettersi a internet via wifi al mio router (difetto riconosciuto da Sony Ericsson, ma che rimbalza la colpa su Netgear).

Aggiornamento a ICS

Decido di aspettare l’aggiornamento ad Android 4.0, che prontamente arriva. Ma (vi anticipo) l’aggiornamento non corregge i problemi al wifi e l’effetto friggitrice.

L’aggiornamento è molto semplice, e vi rimando alle istruzioni ufficiali di Sony Ericsson: http://www.sonymobile.com/global-en/software/phones/xperia-arc-s/ - di fatto bisogna installare il software sul PC, collegare il telefono e aspettare. Unica nota, dopo l’installazione consiglio un reset alle impostazioni di fabbrica per evitare alcuni problemi di prestazioni.

L’aggiornamento porta il terminale ad un altro livello. L’interfaccia Sony Ericsson è di fatto la stessa (bruttina) di prima, ma ICS elimina una serie di personalizzazioni della casa che rendevano il tutto poco curato.

Altro neo della UI è la mancanza di un pannello nella barra delle notifiche per disattivare la connessione dati, la wifi e compagnia. SE offre dei widget orrendi  e male organizzati, rimuovendo dal sistema quelli nativi. Seriamente: perché lo switch per il roaming e non quello per il 3g?

Widget 3x2 (!?) per la gestione dei controlli di Sony Ericsson

Anche la grafica delle cartelle è terribile:

L'interfaccia delle cartelle di Sony Ericsson. Perché?


La memoria scarseggia, come con la vecchia versione. Questo mi porta a optare per una soluzione drastica: rootare il telefono.

Root Arc S Ice Cream Sandwitch

Attenzione: da questo punto in poi la vostra garanzia non esiste più. Non ci assumiamo responsabilità per danni, incendi, perdite di denaro o social media manager Vodafone che vi bussano alla porta al mattino presto.

I passi sono pochi:

  1. installare i driver ADB da http://forum.xda-developers.com/showthread.php?p=24883071#post24883071
  2. scaricare il Rooting Toolkit da http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=1601038

Una volta ottenuti i permessi di root la prima cosa da fare è rimuovere tutte le applicazioni non necessarie. Veramente, ragazzi, sembra di essere tornati a quando le aziende imbottivano i PC di programmi malfatti per affermare la loro supremazia sul sistema operativo. Come dite? Lo fanno anche ora? Ah.

(no, seriamente, come vi sentireste se il vostro iPad / iPhone venisse riempito di applicazioni del produttore che non potete disinstallare?)

Dicevamo: una volta preso possesso del vostro dispositivo, è ora di rimuovere applicazioni. L’Arc S ha una memoria interna piccola, e un po’ di spazio libero non guasta. Per farlo potete installare il fidato Titanium Backup (https://play.google.com/store/apps/details?id=com.keramidas.TitaniumBackup) e potete aiutarvi con la lista di applicazioni su XDA: http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=1089470

Ora il vostro Arc S è quanto di più vicino alla normalità possibile, con il firmware originale Sony. Se invece vi sentite particolarmente avventurosi, potete provare la CM9 di FreeXperia qui: http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=1356685

Ci sono altre possibilità per migliorare le cose, tra cui installare la nuova home di Sony Ericsson (http://www.xperiablog.net/2012/02/25/xperia-s-home-launcher-and-widgets-leaked/), il power manager widget originale Android e la possibilità di ricompilarvi interamente i sorgenti o di riscrivere Android in C# (ah, lo stanno già facendo!), ma questo è lasciato come esercizio al lettore.

La concorrenza si avvicina in treno.

Come sapete .italo sta partendo, già si vedono sfrecciare i primi convogli ancora senza passeggeri.

Avendo avuto modo di viaggiare pochi giorni fa con un Freccia Rossa ho pensato, ora che le tariffe sono pubbliche, di fare un rapido confronto.

Poniamo di essere una persona che in treno non ha grandi necessità, prende una normale seconda classe senza accessori perché in fondo il viaggio da Bologna a Milano dura poco più di un’ora (1:05 per Freccia Rossa, 1:16 per ItaloTreno che arriva a Porta Garibaldi anziché in centrale, si può anche scendere a Rogoredo ma è più lontana dal centro ed il costo del biglietto non cambia).

A questo punto apro i due siti di Trenitalia e di Italotreno ed immetto i dati per il mio viaggio, un giorno abbastanza, ma non troppo, lontano a metà settimana, a metà mese (quando presumibilmente le offerte sono tutte attive).

italotreno

E qui accanto ci sono le risposte, il biglietto standard in seconda classe di NTV costa 43 €. Si scende a 32 € con la funzione Economy che non consente il rimborso ed il cambio del viaggio è a pagamento. C’è infine una terza opzione Low Cost da 20 € prendere o lasciare (della serie che non si cambia e non si rimborsa).

Un altro limite non da poco della nuova compagnia è il numero di corse una a metà mattina, una verso sera. E basta.

tibase

Le cose cambiano di poco dal punto di vista tariffario con le vecchie FS, la corsa standard di seconda classe ha un prezzo di 42 €. timiniLa tariffa Mini consente di risparmiare, per il treno preso in considerazione (quello che mi ha portato a Milano l’altro giorno) è infatti di 29 €, ma viaggiando ad orari assurdi si scende fino a soli 9 €.

Ed il vecchio monopolista ha uno o due convogli ogni ora che passano a caricare i passeggeri da Bologna per scaricarli a Milano. Diciamo certamente una maggiore flessibilità.

Ecco dunque il titolo del post, la vicinanza della concorrenza non è tanto da fiato sul collo ma da similitudine di tariffe.

Forse i servizi a bordo saranno molto diversi, ma per il cliente che cerca il solo servizio di trasporto veloce fra le due località la concorrenza non ha portato grossi vantaggi, almeno per ora.

Connessione mobile prossima ventura.

IMG_0228Qualche giorno fa ero a Milano per altri motivi (approfondimento sull’e.commerce presto su questo blog) e sono stato invitato da TIM (per il tramite di Hagakure) a scoprire la rete mobile prossima (veramente prossima, fine anno corrente per i primi fortunati e rapidamente per molti altri) ventura. La rete basata sul protocollo LTE o 4G (quarta generazione) che TIM chiama Ultra Internet Mobile assieme alla connessione a 42Mbps HSPA (che potremmo chiamare 3¾G?).

Sebbene i nostri (eravamo una dozzina di blogger invitati più alcuni altri infiltrati) interlocutori abbiano tenuto a precisare che non si trattava di una soluzione dimostrativa ma di qualcosa di attivo a tutti gli effetti, c’è da tenere in considerazione che l’unica chiavetta LTE presente nel raggio di azione della stazione radio base era quella da cui facevamo la dimostrazione e la cosa non è indifferente come vedremo più avanti.

L’aspetto tecnologico

Partiamo dall’aspetto tecnologico, che è quello che certamente è più stupefacente la rete LTE nasce per raggiungere i 100 Mbps in download ed i 50 in upload (con un rapporto DL/UL di 2:1 mai visto in precedenza) su singola connessione e le prove di ieri lo hanno dimostrato ampiamente.

2012-04-17 17.35.39I 100 Mbps sono ovviamente condivisi, con 10 utenti che usano la banda al massimo in contemporanea ognuno potrebbe avere 10 Mbps, se però consideriamo che a breve (per i tempi di liberazione delle frequenze c’è qualche dettaglio nella voce Wikipedia linkata sopra) molte zone saranno coperte su 3 frequenze allora la velocità massima da condividere in quella zona sarà di 300 Mbps (no, se siete da soli in quella zona continuerete ad andare al massimo a 100 :-P ).

2012-04-17 17.49.46Ma non è finita qui, come potete vedere dalla foto del buon vecchio Speedtest.net che all’aumentare della velocità di connessione mostra i colli di bottiglia sul server e non sul client, LTE ha una latenza veramente bassa può andare bene anche per i giocatori incalliti.

Per fare un paragone nello stesso momento ho lanciato lo speedtest dal mio SGS che vedete qui a destra, decisamente un cambio di paradigma in tutti e tre i parametri essenziali della connessione.

Ironia della sorte: ero in un negozio TIM, con un telefono con SIM 3 e guardate nell’immagine su quale server ha fatto le prove :-P

La copertura iniziale che prevede le 25 città principali (non ho capito come sono state definite queste località, per dire coprono Cuneo e non Cagliari) vede una fortissima concentrazione nel nord Italia e con 11 regioni completamente scoperte, questo vale sia per HSPA a 42 Mbps che LTE. A rallentare, almeno in parte, la diffusione delle nuove tecnologie sarà la realizzazione dell’infrastruttura, perché se la parte “mobile” delle stazioni radio base è di facile aggiornamento è la parte di backhauling che verrà cablata completamente in fibra.

La rete LTE, come accennato prima, può operare in contemporanea su più frequenze accorpando la banda disponibile. In Italia le frequenze destinate all’LTE ed assegnate mediante asta a settembre 2011 sono ad 800 MHz, a 1800 MHz ed infine a 2600 MHz. Le più appetibili sono quelle più basse per il semplice fatto che un’unica stazione radio base può coprire un’area molto più vasta (a 2600 MHz difficilmente si potrà superare il km di raggio e quindi sarà più adatta a supporto in aree ad alto traffico, penso ad esempio in prossimità di padiglioni fieristici), quindi con un numero maggiore di frequenze aumenta la banda e di conseguenza anche con un alto numero di utenti non dovrebbe collassare la rete che ha anche la possibilità di scalare la banda, pochi utenti = tanta banda (20 MHz), tanti utenti = poca banda (1,4 MHz) mentre l’attuale HSPA ha una banda fissa per utente.

L’aspetto commerciale

Tutto bello, ma quanto costa questa meraviglia? E soprattutto i valori teorici della rete saranno rispecchiati nel contratto?

Nello specifico dell’LTE non ci sono ancora dettagli delle offerte commerciali prossime venture mentre ci sono per la connessione a 42 Mbps che dovrebbero essere non molto diverse da quelle successive.

TIM da ora suddividerà le connessioni in due categorie principali: Internet Mobile (velocità fino a 14,4 con limitazioni) ed Ultra Internet Mobile (velocità 42,2 / 100 senza filtri).

Prendiamo un pacchetto annuale con modem e traffico incluso: nel primo caso con un esborso unico di 219 € valido per un anno avremo un limite mensile di 10 GB sforato il quale non si avranno comunque tariffe extra soglia né chiusura della connessione ma una strozzatura alla velocità di 64 kbps con qualche limitazione (ad esempio è bloccato il VoIP); nel secondo caso a 299 € avremo un modem 42,2 con 15 GB di traffico (sempre con strozzatura al supero soglia) con VoIP abilitato e Priority di Rete (ovvero i vostri pacchetti passano prima degli altri).

Ho presentato le offerte con modem perché ormai tutti i nostri dispositivi sono comunque connessi alla rete 2/2.5/3G, a questo punto meglio uno scatolotto che fornisca in contemporanea connettività veloce fino a 10 dispositivi contemporanei.

Conclusioni

In conclusione, se davvero siete arrivati fin qui a leggere le mie note, posso dire che al momento è tutto luccicante, la prova del fuoco però deve ancora venire. Se le velocità commerciali (quelle effettive per i clienti in condizioni di normale utilizzo) potranno attestarsi su 15-20 Mbps sarà comunque un ottimo passo avanti, anche meglio della maggior parte delle ADSL oggi in circolazione. La differenza la farà la copertura e la disponibilità di reti comunque in grado di garantire il minimo sostentamento.

Dove vado al mare io (un posto che non fa parte della movida ma comunque con un porto turistico) ad esempio non c’è alcuna copertura 3 per il mio GalaxyS (ed in roaming su TIM non è proponibile fare traffico dati) e Vodafone per il mio iPad copre solo in GPRS, spero con il modem TIM di potermi creare una rete Wi-Fi con velocità decenti per i miei dispositivi, velocità che mi consentano di lavorare in remoto o di leggermi il giornale ad una velocità tale che quando mi arriva il file non sia già effimero (e magari qualche volta pure di vedere un TG).

Ecco, in tutta onesta auspico che l’aumento della banda disponibile serva per darne a tutti (ci è stato detto che nelle licenze LTE c’è anche l’obbligo di portare la rete a molte località che ancora non hanno ADSL), ovunque, una quantità sufficiente e costante, non mi interessa ancora l’ipotesi che tutti possano guardare in streaming filmati in FullHD (che poi usare LTE per vedere i Puffi dovrebbe essere vietato :-P ). Vedremo prossimamente cosa accadrà.

Ed un’altra cosa, mi piacerebbe se gli operatori riconoscessero gli errori evidenti nelle fatture. Che non servisse la raccomandata per poi sperare di mettere a posto tutto, non mi trovavo mica male con TIM a quei tempi, però l’addebito di traffico che non potevo aver fatto e la risposta piccata del call center che mi chiedeva una raccomandata per segnalare l’errore mi ha fatto propendere per scappare verso altri lidi. Cari operatori, fate meno offerte straordinarie all’ingresso ma trattate correttamente e fedelmente i vostri clienti acquisiti.

Disclaimer

Come ho detto in principio ho scritto questo post perché sono stato invitato da TIM alla presentazione di questa nuova tecnologia, non sono stato pagato per scriverne ed anche il viaggio è stato fatto a mie spese, non c’erano tramezzini offerti. Alla fine dell’incontro abbiamo scoperto che ci avrebbero consegnato un modem 42,2 come quello indicato nell’offerta presentata qui sopra, senza obbligo di parlarne. Certamente scriverò ancora, nel bene e nel male, la mia esperienza con questo prodotto, in tutta onestà come sempre ho fatto. Anche perché, seguitemi nel ragionamento, se fosse una ciofeca il suo valore ai miei occhi calerebbe assai, perché allora parlare bene in cambio di qualcosa che vale poco?

Evoluzione dell’e-commerce.

Martedì sarò a Milano per la prima volta all’incontro promosso da Casaleggio (gli anni scorsi non sono mai riuscito ad esserci anche per i motivi esposti sotto).

Quindi per la prima volta riesco ad andare (e tornare) a Milano ad orari umani, ovvero quegli strani orari che permettono di prendere un treno per fare il viaggio sia all’andata che al ritorno con il treno, cosa che non mi succedeva da tempo.

Così a distanza di un anno dallo scorso evento riprovo a fare tutti i passaggi e con mio sommo stupore tutto è filato liscio, benedetta la concorrenza di .italo che sta per partire!

Nello specifico sull’iPad avevo già installato l’App ProntoTreno, ottima per fare la ricerca dei treni (un po’ meno per prenotarli, non mi fa prenotare i regionali per e da Bologna).

Trovato i treni giusti sono andato avanti per la prenotazione però non ricordavo le credenziali di accesso.

Nessun problema, è bastato un tweet

@ come recupero le credenziali di accesso al sito per la prenotazione di un frecciarossa?
@scardovi
Stefano Scardovi

con una rapida riposta

@ ciao, per recuperare la tua psw puoi inserire qui la tua email http://t.co/3sxxbFL3
@LeFrecce
LeFrecce

per avere una mail con le credenziali (ok, la prassi di mandare username e password in chiaro nella medesima mail è sconsiderata ma efficace).

Inserite le credenziali ho proceduto nell’ordine, ho inserito i dati della carta di credito e nella mail è arrivata la conferma della prenotazione che sostituisce anche il biglietto da stampare o da ritirare chissà dove. Altri due click ed i treni erano anche registrati nella mia agenda con orario, carrozza, posto e codice da dare al controllore.

Direi che dall’anno scorso è stato fatto un notevole balzo in avanti, per questa volta complimenti a Trenitalia.

Se qualcuno a Milano è libero martedì 17 dalle 15 alle 18.20 in centro (fra la CCIAA e la stazione centrale) mi faccia sapere che ci incontriamo per due chiacchiere, sull’e.commerce o su altro.

[iOS app] TuttoRugby per seguire il 6 nazioni e godersi una birretta.

Sono da alcuni anni un fan del rugby mi ha sempre appassionato più del calcio. Perché pur essendo un gioco all’apparenza (e forse non solo all’apparenza) più veemente fra le avverse fazioni non si è mai arrivati ai livelli di litigiosità che vediamo ogni domenica in TV.

Ricordo ad esempio una partita in cui l’arbitro è andato dalla giornalista italiana per chiedere se fosse stata meta o meno, e la risposta fu chiara, onesta ed immediata. Ve lo immaginate voi un comportamento analogo in serie A? Ci sarebbero polemiche su polemiche in tutte le tribune sportive.

Il torneo Europeo principale di rugby è il 6 Nazioni? Peccato che fino ad un paio d’anni fa tutte le partite fossero mostrate in chiaro su La7 mentre ora ha l’esclusiva l’onnipresente Sky (PS: se Murdock volesse regalarmi l’abbonamento non me ne avrei mica a male).

Per venire incontro ai fan della nazionale italiana di rugby non abbonati alla TV via satellite Peroni, sponsor della squadra stessa, ha rilasciato su AppStore l’applicazione TuttoRugby. Questa applicazione pur essendo per iPhone ed iPod può essere eseguita nella classica modalità compatibile anche su iPad.

Stupisce il fatto che per aprire un’applicazione di sport sia necessario inserire la data di nascita, questo è dovuto al fatto che oltre ai dati sul torneo c’è anche la possibilità di vedere quali pub (ovviamente forniti dalla Peroni) si trovano in zona, ma non è tutto qui ovviamente. Si possono avere le notizie aggiornate con foto e video sul torneo, ed anche quelle del terzo tempo in cui le tifoserie si incontrano per festeggiare insieme (ovviamente bevendo una birra).

Vi piace il rugby? Non fatevi scappare questa applicazione. Non lo seguite ancora? Potrebbe essere l’occasione giusta per farne conoscenza.

Articolo sponsorizzato

Windows 8.

In tutta onestà devo dire che il logo minimale di Windows 8 è un notevole passa avanti rispetto alle finestre ondulate simil bandiera multicolor precedenti.

Hanno al tempo stesso mantenuto la finestra tradizionale dando però l’indicazione diretta della nuova interfaccia a piastrelle che abbiamo già visto in Windows Phone 7. Ed anche la scelta del logo monocromatico che abbandona gli effetti speciali utilizzati quando il mondo che passava dall’interfaccia a carattere coi fosfori verdi.

Sempre meglio di quella di iTunes!

Tablet Android: Mediacom Smart Pad 810c.

Approfittando di una promozione della catena Expert, che in questi giorni lo regalava*, ho portato a casa un secondo tablet ad uso della famiglia.

Si tratta del Mediacom Smart Pad 810c. Non sto a presentare una scheda dettagliata, la potete trovare sul sito ufficiale.

L’hardware, per un tablet normalmente venduto a 170 € circa, è più che discreto. Lo schermo da 8″ capacitivo, la CPU da 1 GHz, la memoria da 4 GB espandibile con microSD fino a 32 GB, la fotocamera da 2 MP, la porta HDMI fullHD ne fanno un prodotto di fascia bassa che guarda oltre pur essendo adatto secondo me ad un uso domestico e non in mobilità (non ha integrato né 3G né GPS e si ricarica con apposito alimentatore e non dalla porta USB).

Il software invece è molto limitato, come tutti i tablet oltre i 7″ con Android inferiore a 3.0 non ha market nativo né le altre Google apps (GMail, GTalk, Maps, ecc.) nativamente. Pur avendo un market alternativo la mancanza della suite della grande G in un terminale Android secondo me è una carenza notevole.

Detto fatto sono andato a cercare una ROM alternativa, ce ne sono tantissime, io (forse più per l’estetica che per le funzionalità specifiche) mi sono orientato su questa. Scaricati i file e seguite le istruzioni l’installazione è stata qualcosa di banale con un minimo di competenze informatiche, mi raccomando fatelo solo se sapete bene cosa state facendo e quali sono i rischi. Perché se anche l’avete pagato un solo cent il rischio di trovarvi con un mattoncino inutilizzabile è sempre presente.

Ora il tablet fa la sua bella figura in cucina, con funzioni di gestore di mail familiari (più comodo che accendere sempre il PC), radio (sia lodata TuneIn Radio), TV con videoregistratore (tramite YouTube e file del mediacenter), comunicatore (Skype anche con videochiamata anche se devo ancora capire se funziona bene, videochiamarsi da soli non è pratico :-P ). Prossimi passaggi saranno Aldiko per la lettura e magari un ricettario. Se avete anche altre app da suggerire mettetele pure nei commenti.

Insomma, secondo me è un prodotto che vale la pena per entrare nel mondo dei tablet e di Android senza spendere un patrimonio, se poi lo si porta a casa gratis comprando le cartucce per la stampante o poco più ne vale ancora di più la pena.

* Non sono in alcun modo legato alla promozione se non per il solo fatto di averla sfruttata. In sostanza si acquista al prezzo simbolico di 1 €cent il tablet a fronte dell’acquisto di 200 € di prodotti nella categoria accessori informatici di molte marche. Informatevi sul sito o nei negozi se interessati, io non voglio saperne nulla.

Assistenza Asus: cronaca di una brutta esperienza

Premessa

Il fratello più giovane del mio VX1 - photo: Pierre Lecourt / Blogee.net

Possiedo da qualche anno un bellissimo Asus Lamborghini giallo. Un Core 2 duo con 2 GB di RAM, un onestissimo display da 15’’ 4:3 e tanti km sulle spalle. Sarebbe più giusto dire “possedevo”, ormai. Ma andiamo con ordine.

Settembre 2011: la sorpresa

Un giorno di fine settembre il display mi abbandona, senza preavviso. Dopo i primi momenti di panico ricordo di aver acquistato la garanzia estesa da Mediaworld, e scopro con piacere di essere nei tempi giusti, ad appena qualche giorno dalla fine del quarto anno. Avvio quindi la procedura di RMA con Asus, vengo messo in contatto con un centro autorizzato (sono un paio in Italia) e preparo come da indicazioni il pacco per il corriere.

Ottobre 2011: le stranezze

Dopo qualche giorno ricevo il preventivo, attorno ai 300€, per la sostituzione di display e inverter. Accetto, consapevole che la garanzia estesa mi avrebbe rimborsato circa l’80% della cifra.

E qui iniziano le prime stranezze: devo scegliere la modalità di pagamento. La procedura prevede la possibilità di pagamento online con carta di credito, ma il sistema non funziona, così come il sistema di tracciamento online dello stato della riparazione. Telefonicamente, il centro assistenza mi comunica che il sistema era in aggiornamento (a gennaio 2012 verificherò in realtà che l’aggiornamento non era mai avvenuto) e che inoltre non avrei potuto pagare con bonifico, ma solo in contrassegno.

Accetto e comunico un indirizzo di spedizione diverso da quello di fatturazione, indicando una persona di fiducia. Questa possibilità mi viene negata:

Gentile centro,
non è possibile eseguire quanto sotto,
Unico campo:
ci comunichi esatto indirizzo di consegna, la fattura riporterà tali dati, il sistema non accetta dati controversi.

Concordo quindi una modifica dell’intestazione fattura a posteriori per potermi rivalere della garanzia Mediaworld a mio nome.

Novembre 2011: l’attesa

A intervalli regolari contatto il centro assistenza che ha in carico il mio PC, ricevendo in risposta che stanno attendendo il pezzo da Asus, e che non hanno tempistiche. Dopo la quarta email vengo invitato a contattare Asus. Che mi risponde che non è in grado di fornirmi le tempistiche.

Dicembre 2011: lo rivuoi?

A inizio dicembre 2011 riscrivo abbastanza irritato, chiedendo le tempistiche. La risposta, non firmata (come tutte le comunicazioni con Asus Italia), mi propone reso non riparato. Ad ogni mia richiesta di chiarimento mi viene copiaincollata la stessa parte di email:

Gentile cliente,
la sua pratica è ancora in attesa delle parti di ricambio e non abbiamo una tempistica da poterle fornire, se lo desidera possiamo rendere il prodotto con una dichiarazione di non reperibilità delle parti.

Rifiuto il reso non riparato, chiedendo part number del componente e  chiedendo che la mia richiesta venga escalata ad un responsabile.

Gennaio 2012: le bugie

Passano le vacanze di Natale, arriva il 2012. A meta gennaio ricevo una mail dal centro assistenza che mi comunica un tracking number DHL, senza altre comunicazioni. Qualche giorno dopo ricevo il PC senza corrispondere nulla al corriere, chiaramente non riparato.

All’interno una bolla che cita “reso per preventivo rifiutato”.

Contatto subito il centro assistenza sottolineando che hanno dichiarato il falso e che la gestione dell’RMA non è stata assolutamente trasparente.

Buongiorno
per questa ed altre informazioni è necessario contattare l’help line Asus all’ 199.400.089
Cordiali Saluti

Febbraio 2012: i questionari

Vari impegni mi fanno dimenticare la faccenda, finché un giorno non ricevo un questionario sulla soddisfazione dal servizio clienti Asus, che valuto in maniera estremamente negativa. Dopo qualche giorno un operatore mi contatta telefonicamente per avere informazioni sul questionario, e per chiedermi delucidazioni sulla mia soddisfazione indipendentemente dal servizio di riparazione. Fatico un po’ a capire, spiego la situazione e l’operatore mi dice che riporterà la cosa nella sua relazione. Boh.

Qualche giorno dopo ricevo un altro questionario. Non mi trattengo più, e sfodero una delle migliori supercàzzole che abbia mai prodotto.

Spero vi piaccia.

Sono stato contattato da un vs. operatore in merito ad un feedback negativo su questo questionario; se questo questionario è un questionario relativo al contatto telefonico relativo al feedback negativo sul questionario precedente, vi prego di non chiamarmi di nuovo per un sondaggio relativo a questo questionario negativo, in quanto peggiorate solamente la mia percezione del vostro servizio clienti; vi prego di contattarmi solamente in caso di sviluppi relativi all’RMA XXXXXX riguardo la quale ho espresso il mio parere estremamente negativo nel sondaggio precedente (non in questo sondaggio). Grazie, saluti, a presto.

Conclusioni, ringraziamenti, riconoscimenti

Non acquisterò mai più Asus. Sono convinto che facciano dei buoni prodotti, ma fare un buon prodotto non è tutto. Quello che è mancato è la chiarezza nel dire subito che la parte non era reperibile per permettermi di organizzarmi diversamente con l’acquisto di un nuovo portatile, e l’onestà nell’avvisarmi della spedizione del reso non riparato. La dichiarazione falsa sulla bolla di accompagnamento è stato un gesto ancora più elegante.

p.s. questo post, il suo autore e il suo editore non sono affiliati in alcun modo con Asus o con il Centro Assistenza autorizzato.

La magia sta finendo.

Oggi dovrebbe essere presentato il nuovo iPhone 5 (o 4s o altra sigla) ma la magia di Apple sembra essere notevolmente scemata dalle ultime presentazioni.

Basta guardarsi attorno per vedere come in tanti abbiano già assicurato che non cambieranno terminale e se proprio devono farlo passeranno ad Android con una delle molteplici varianti disponibili eventualmente personalizzandolo con qualche ROM cucinata.

La fine di un’epoca (che si chiude contestualmente al suo creatore) o un disinnamoramento temporaneo?

I concorrenti stanno rapidamente recuperando terreno e per la prima volta iOS ha dovuto inseguire la concorrenza (come ad esempio con la barra delle notifiche).

Senza contare che Apple ha sempre dovuto accontentare anche i dettami dei carrier telefonici cosa che per Android si è sentita meno anche appunto per la possibilità di modificare maggiormente il proprio terminale a livello firmware.

Che il frutto proibito non sia più la mela ma un dolce che segue l’ordine alfabetico? E se fosse un mango?

Meno mail.

Immagino di non essere stato l’unico a ricevere la mail qui accanto in cui Facebook mi comunica che da ora in poi riceverò dai loro server molte meno mail.

“Meno mail, meno male!” potrà pensare qualcuno.

A mio avviso invece il primo obiettivo di Facebook non è quello di non intasarci la casella bensì quello di farci passare più tempo sul social network tramite l’interfaccia web o tramite le app per piattaforme mobili (sperando che rilascino presto anche la versione per iPad).

In buona sostanza per chi non ha uno smartphone o un tablet in modo da ricevere le notifiche direttamente nell’app dedicata la comunicazione rarefatta porta a non avere più le informazioni via mail in un formato quasi push tornando ad una modalità pull, siamo noi che dobbiamo andare a cercarcele sul sito aumentando ulteriormente le pagine visualizzate ed il tempo di permanenza.

Sì, è vero che puoi andare a ripristinare tutte le notifiche che vuoi, ma in quanti lo faranno davvero?

Complimenti a Facebook che facendo credere di pensare ai suoi utenti tira l’acqua al suo mulino.

Voi cosa ne pensate?