S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Xperia Arc S: impressioni, ICS e rooting.

Possiedo un Arc S da qualche mese perché Vodafone non sa contare.

La risposta di Vodafone a chi pensava di ricevere un Nexus S (cliccate sull'immagine per accedere alla storia completa)

Dopo qualche tempo il terminale conferma le mie impressioni iniziali: il display è veramente molto bello, ma il telefono è in molte occasioni poco reattivo, si surriscalda in maniera preoccupante e la memoria si rivela subito stretta. Brutto difetto inoltre è la totale impossibilità di connettersi a internet via wifi al mio router (difetto riconosciuto da Sony Ericsson, ma che rimbalza la colpa su Netgear).

Aggiornamento a ICS

Decido di aspettare l’aggiornamento ad Android 4.0, che prontamente arriva. Ma (vi anticipo) l’aggiornamento non corregge i problemi al wifi e l’effetto friggitrice.

L’aggiornamento è molto semplice, e vi rimando alle istruzioni ufficiali di Sony Ericsson: http://www.sonymobile.com/global-en/software/phones/xperia-arc-s/ - di fatto bisogna installare il software sul PC, collegare il telefono e aspettare. Unica nota, dopo l’installazione consiglio un reset alle impostazioni di fabbrica per evitare alcuni problemi di prestazioni.

L’aggiornamento porta il terminale ad un altro livello. L’interfaccia Sony Ericsson è di fatto la stessa (bruttina) di prima, ma ICS elimina una serie di personalizzazioni della casa che rendevano il tutto poco curato.

Altro neo della UI è la mancanza di un pannello nella barra delle notifiche per disattivare la connessione dati, la wifi e compagnia. SE offre dei widget orrendi  e male organizzati, rimuovendo dal sistema quelli nativi. Seriamente: perché lo switch per il roaming e non quello per il 3g?

Widget 3x2 (!?) per la gestione dei controlli di Sony Ericsson

Anche la grafica delle cartelle è terribile:

L'interfaccia delle cartelle di Sony Ericsson. Perché?


La memoria scarseggia, come con la vecchia versione. Questo mi porta a optare per una soluzione drastica: rootare il telefono.

Root Arc S Ice Cream Sandwitch

Attenzione: da questo punto in poi la vostra garanzia non esiste più. Non ci assumiamo responsabilità per danni, incendi, perdite di denaro o social media manager Vodafone che vi bussano alla porta al mattino presto.

I passi sono pochi:

  1. installare i driver ADB da http://forum.xda-developers.com/showthread.php?p=24883071#post24883071
  2. scaricare il Rooting Toolkit da http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=1601038

Una volta ottenuti i permessi di root la prima cosa da fare è rimuovere tutte le applicazioni non necessarie. Veramente, ragazzi, sembra di essere tornati a quando le aziende imbottivano i PC di programmi malfatti per affermare la loro supremazia sul sistema operativo. Come dite? Lo fanno anche ora? Ah.

(no, seriamente, come vi sentireste se il vostro iPad / iPhone venisse riempito di applicazioni del produttore che non potete disinstallare?)

Dicevamo: una volta preso possesso del vostro dispositivo, è ora di rimuovere applicazioni. L’Arc S ha una memoria interna piccola, e un po’ di spazio libero non guasta. Per farlo potete installare il fidato Titanium Backup (https://play.google.com/store/apps/details?id=com.keramidas.TitaniumBackup) e potete aiutarvi con la lista di applicazioni su XDA: http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=1089470

Ora il vostro Arc S è quanto di più vicino alla normalità possibile, con il firmware originale Sony. Se invece vi sentite particolarmente avventurosi, potete provare la CM9 di FreeXperia qui: http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=1356685

Ci sono altre possibilità per migliorare le cose, tra cui installare la nuova home di Sony Ericsson (http://www.xperiablog.net/2012/02/25/xperia-s-home-launcher-and-widgets-leaked/), il power manager widget originale Android e la possibilità di ricompilarvi interamente i sorgenti o di riscrivere Android in C# (ah, lo stanno già facendo!), ma questo è lasciato come esercizio al lettore.

Connessione mobile prossima ventura.

IMG_0228Qualche giorno fa ero a Milano per altri motivi (approfondimento sull’e.commerce presto su questo blog) e sono stato invitato da TIM (per il tramite di Hagakure) a scoprire la rete mobile prossima (veramente prossima, fine anno corrente per i primi fortunati e rapidamente per molti altri) ventura. La rete basata sul protocollo LTE o 4G (quarta generazione) che TIM chiama Ultra Internet Mobile assieme alla connessione a 42Mbps HSPA (che potremmo chiamare 3¾G?).

Sebbene i nostri (eravamo una dozzina di blogger invitati più alcuni altri infiltrati) interlocutori abbiano tenuto a precisare che non si trattava di una soluzione dimostrativa ma di qualcosa di attivo a tutti gli effetti, c’è da tenere in considerazione che l’unica chiavetta LTE presente nel raggio di azione della stazione radio base era quella da cui facevamo la dimostrazione e la cosa non è indifferente come vedremo più avanti.

L’aspetto tecnologico

Partiamo dall’aspetto tecnologico, che è quello che certamente è più stupefacente la rete LTE nasce per raggiungere i 100 Mbps in download ed i 50 in upload (con un rapporto DL/UL di 2:1 mai visto in precedenza) su singola connessione e le prove di ieri lo hanno dimostrato ampiamente.

2012-04-17 17.35.39I 100 Mbps sono ovviamente condivisi, con 10 utenti che usano la banda al massimo in contemporanea ognuno potrebbe avere 10 Mbps, se però consideriamo che a breve (per i tempi di liberazione delle frequenze c’è qualche dettaglio nella voce Wikipedia linkata sopra) molte zone saranno coperte su 3 frequenze allora la velocità massima da condividere in quella zona sarà di 300 Mbps (no, se siete da soli in quella zona continuerete ad andare al massimo a 100 :-P ).

2012-04-17 17.49.46Ma non è finita qui, come potete vedere dalla foto del buon vecchio Speedtest.net che all’aumentare della velocità di connessione mostra i colli di bottiglia sul server e non sul client, LTE ha una latenza veramente bassa può andare bene anche per i giocatori incalliti.

Per fare un paragone nello stesso momento ho lanciato lo speedtest dal mio SGS che vedete qui a destra, decisamente un cambio di paradigma in tutti e tre i parametri essenziali della connessione.

Ironia della sorte: ero in un negozio TIM, con un telefono con SIM 3 e guardate nell’immagine su quale server ha fatto le prove :-P

La copertura iniziale che prevede le 25 città principali (non ho capito come sono state definite queste località, per dire coprono Cuneo e non Cagliari) vede una fortissima concentrazione nel nord Italia e con 11 regioni completamente scoperte, questo vale sia per HSPA a 42 Mbps che LTE. A rallentare, almeno in parte, la diffusione delle nuove tecnologie sarà la realizzazione dell’infrastruttura, perché se la parte “mobile” delle stazioni radio base è di facile aggiornamento è la parte di backhauling che verrà cablata completamente in fibra.

La rete LTE, come accennato prima, può operare in contemporanea su più frequenze accorpando la banda disponibile. In Italia le frequenze destinate all’LTE ed assegnate mediante asta a settembre 2011 sono ad 800 MHz, a 1800 MHz ed infine a 2600 MHz. Le più appetibili sono quelle più basse per il semplice fatto che un’unica stazione radio base può coprire un’area molto più vasta (a 2600 MHz difficilmente si potrà superare il km di raggio e quindi sarà più adatta a supporto in aree ad alto traffico, penso ad esempio in prossimità di padiglioni fieristici), quindi con un numero maggiore di frequenze aumenta la banda e di conseguenza anche con un alto numero di utenti non dovrebbe collassare la rete che ha anche la possibilità di scalare la banda, pochi utenti = tanta banda (20 MHz), tanti utenti = poca banda (1,4 MHz) mentre l’attuale HSPA ha una banda fissa per utente.

L’aspetto commerciale

Tutto bello, ma quanto costa questa meraviglia? E soprattutto i valori teorici della rete saranno rispecchiati nel contratto?

Nello specifico dell’LTE non ci sono ancora dettagli delle offerte commerciali prossime venture mentre ci sono per la connessione a 42 Mbps che dovrebbero essere non molto diverse da quelle successive.

TIM da ora suddividerà le connessioni in due categorie principali: Internet Mobile (velocità fino a 14,4 con limitazioni) ed Ultra Internet Mobile (velocità 42,2 / 100 senza filtri).

Prendiamo un pacchetto annuale con modem e traffico incluso: nel primo caso con un esborso unico di 219 € valido per un anno avremo un limite mensile di 10 GB sforato il quale non si avranno comunque tariffe extra soglia né chiusura della connessione ma una strozzatura alla velocità di 64 kbps con qualche limitazione (ad esempio è bloccato il VoIP); nel secondo caso a 299 € avremo un modem 42,2 con 15 GB di traffico (sempre con strozzatura al supero soglia) con VoIP abilitato e Priority di Rete (ovvero i vostri pacchetti passano prima degli altri).

Ho presentato le offerte con modem perché ormai tutti i nostri dispositivi sono comunque connessi alla rete 2/2.5/3G, a questo punto meglio uno scatolotto che fornisca in contemporanea connettività veloce fino a 10 dispositivi contemporanei.

Conclusioni

In conclusione, se davvero siete arrivati fin qui a leggere le mie note, posso dire che al momento è tutto luccicante, la prova del fuoco però deve ancora venire. Se le velocità commerciali (quelle effettive per i clienti in condizioni di normale utilizzo) potranno attestarsi su 15-20 Mbps sarà comunque un ottimo passo avanti, anche meglio della maggior parte delle ADSL oggi in circolazione. La differenza la farà la copertura e la disponibilità di reti comunque in grado di garantire il minimo sostentamento.

Dove vado al mare io (un posto che non fa parte della movida ma comunque con un porto turistico) ad esempio non c’è alcuna copertura 3 per il mio GalaxyS (ed in roaming su TIM non è proponibile fare traffico dati) e Vodafone per il mio iPad copre solo in GPRS, spero con il modem TIM di potermi creare una rete Wi-Fi con velocità decenti per i miei dispositivi, velocità che mi consentano di lavorare in remoto o di leggermi il giornale ad una velocità tale che quando mi arriva il file non sia già effimero (e magari qualche volta pure di vedere un TG).

Ecco, in tutta onesta auspico che l’aumento della banda disponibile serva per darne a tutti (ci è stato detto che nelle licenze LTE c’è anche l’obbligo di portare la rete a molte località che ancora non hanno ADSL), ovunque, una quantità sufficiente e costante, non mi interessa ancora l’ipotesi che tutti possano guardare in streaming filmati in FullHD (che poi usare LTE per vedere i Puffi dovrebbe essere vietato :-P ). Vedremo prossimamente cosa accadrà.

Ed un’altra cosa, mi piacerebbe se gli operatori riconoscessero gli errori evidenti nelle fatture. Che non servisse la raccomandata per poi sperare di mettere a posto tutto, non mi trovavo mica male con TIM a quei tempi, però l’addebito di traffico che non potevo aver fatto e la risposta piccata del call center che mi chiedeva una raccomandata per segnalare l’errore mi ha fatto propendere per scappare verso altri lidi. Cari operatori, fate meno offerte straordinarie all’ingresso ma trattate correttamente e fedelmente i vostri clienti acquisiti.

Disclaimer

Come ho detto in principio ho scritto questo post perché sono stato invitato da TIM alla presentazione di questa nuova tecnologia, non sono stato pagato per scriverne ed anche il viaggio è stato fatto a mie spese, non c’erano tramezzini offerti. Alla fine dell’incontro abbiamo scoperto che ci avrebbero consegnato un modem 42,2 come quello indicato nell’offerta presentata qui sopra, senza obbligo di parlarne. Certamente scriverò ancora, nel bene e nel male, la mia esperienza con questo prodotto, in tutta onestà come sempre ho fatto. Anche perché, seguitemi nel ragionamento, se fosse una ciofeca il suo valore ai miei occhi calerebbe assai, perché allora parlare bene in cambio di qualcosa che vale poco?

Camera: dal cellulare muto a Twitter.

Correva l’anno 1994, per noi vecchi l’altro giorno, per i giovani magari proprio i 18 anni della loro età.

Era comunque un’altra epoca se consideriamo che a quel tempo sulla poltrona più importante della Camera sedeva una donna dal foulard verde: Irene Pivetti (la sorella dell’attrice, sempre per i più giovani).

Fu in quell’epoca remota che un bel giorno d’autunno la presidente, stanca delle continue distrazioni a cui erano sottoposti gli onorevoli e l’aula tutta, decise di mettere a tacere tutti i telefonini.

Del resto quella era l’alba della telefonia mobile di massa, dubito ci fossero già modelli con la possibilità di mettere il telefono in vibrazione sopprimendo suonerie monotone.

Oggi invece la tecnologia viene usata ampiamente nei luoghi della politica (non sempre nel modo più opportuno.

Resta il fatto che nel giro di una generazione scarsa si è passati dal divieto assoluto di comunicazione con l’esterno all’uso abituale dei nuovi strumenti di comunicazione come fa ad esempio l’On. Andrea Sarubbi (non è parente di Pietro Sarubbi l’attore, glie l’ho già chiesto io) con il suo account su Twitter.

Anche oggi c’è chi dileggia questa scelta, gente che vorrebbe vedere gli onorevoli, visto anche l’onorevole salario che percepiscono, ben concentrati sulla loro attività istituzionale e chi invece apprezza la possibilità di avere in diretta e di prima mano informazioni su quello che accade nei Palazzi fino al famoso tweet di Casini

Siamo tutti qui! Nessuna defezione! http://t.co/IV2Sllcr
@Pierferdinando
PierferdinandoCasini

Insomma, una vera e propria rivoluzione copernicana in meno di 2o anni, voi cosa ne pensate?

Evoluzione dell’e-commerce.

Martedì sarò a Milano per la prima volta all’incontro promosso da Casaleggio (gli anni scorsi non sono mai riuscito ad esserci anche per i motivi esposti sotto).

Quindi per la prima volta riesco ad andare (e tornare) a Milano ad orari umani, ovvero quegli strani orari che permettono di prendere un treno per fare il viaggio sia all’andata che al ritorno con il treno, cosa che non mi succedeva da tempo.

Così a distanza di un anno dallo scorso evento riprovo a fare tutti i passaggi e con mio sommo stupore tutto è filato liscio, benedetta la concorrenza di .italo che sta per partire!

Nello specifico sull’iPad avevo già installato l’App ProntoTreno, ottima per fare la ricerca dei treni (un po’ meno per prenotarli, non mi fa prenotare i regionali per e da Bologna).

Trovato i treni giusti sono andato avanti per la prenotazione però non ricordavo le credenziali di accesso.

Nessun problema, è bastato un tweet

@ come recupero le credenziali di accesso al sito per la prenotazione di un frecciarossa?
@scardovi
Stefano Scardovi

con una rapida riposta

@ ciao, per recuperare la tua psw puoi inserire qui la tua email http://t.co/3sxxbFL3
@LeFrecce
LeFrecce

per avere una mail con le credenziali (ok, la prassi di mandare username e password in chiaro nella medesima mail è sconsiderata ma efficace).

Inserite le credenziali ho proceduto nell’ordine, ho inserito i dati della carta di credito e nella mail è arrivata la conferma della prenotazione che sostituisce anche il biglietto da stampare o da ritirare chissà dove. Altri due click ed i treni erano anche registrati nella mia agenda con orario, carrozza, posto e codice da dare al controllore.

Direi che dall’anno scorso è stato fatto un notevole balzo in avanti, per questa volta complimenti a Trenitalia.

Se qualcuno a Milano è libero martedì 17 dalle 15 alle 18.20 in centro (fra la CCIAA e la stazione centrale) mi faccia sapere che ci incontriamo per due chiacchiere, sull’e.commerce o su altro.

Private Outlet.

Mi piacerebbe mettere insieme qualche commento sul caso Private Outlet dal punto di vista di e.commerciante della prim’ora che fosse una mediazione fra i contrari all’oscuramento del sito e chi ne è tutto sommato favorevole anche perché poi le maglie della censura sono piuttosto lacunose.

Non lo faccio perché mi brucia ancora un caso ancora aperto nei confronti di un altro commerciante online, come alcuni di voi ben sanno, di cui ho parlato anni fa e non vorrei trovarmi, per essermi attenuto pedissequamente ai soli fatti, con una grossa somma da versare.

Dico solo che è giusto tutelare i consumatori impedendo a chi (e qui non mi riferisco al singolo caso Private Outlet da cui non ho mai comprato) non rispetta sostanzialmente le regole (spesso invece si puniscono più le violazioni formali che quelle sostanziali) ma al contempo proteggere anche gli investimenti degli operatori economici che hanno diritto a difendersi presso un tribunale che eventualmente opererà poi la sospensione dell’attività. Qui però sorgerebbe un problema di tempestività, è questo il danno grave, che non esiste nulla di più aleatorio dei tempi della giustizia in Italia.

Nel frattempo serve tutelare chi racconta la propria esperienza, tramite i soli fatti, dando la possibilità a chiunque di farsi un’idea prima di acquistare online. E dare alle aziende la possibilità di replicare tramite i medesimi canali. L’informazione può essere più tempestiva ed efficace di una sentenza del tribunale ed al contempo dare alle aziende la possibilità di correggere il proprio modus operandi in corsa, un po’ come quando scrivevo di consulenza per il commercio elettronico.

Finché le aziende e le autorità non capiranno questo sarà sempre difficile giungere ad un equilibrio e tutti perderanno.

[iOS app] TuttoRugby per seguire il 6 nazioni e godersi una birretta.

Sono da alcuni anni un fan del rugby mi ha sempre appassionato più del calcio. Perché pur essendo un gioco all’apparenza (e forse non solo all’apparenza) più veemente fra le avverse fazioni non si è mai arrivati ai livelli di litigiosità che vediamo ogni domenica in TV.

Ricordo ad esempio una partita in cui l’arbitro è andato dalla giornalista italiana per chiedere se fosse stata meta o meno, e la risposta fu chiara, onesta ed immediata. Ve lo immaginate voi un comportamento analogo in serie A? Ci sarebbero polemiche su polemiche in tutte le tribune sportive.

Il torneo Europeo principale di rugby è il 6 Nazioni? Peccato che fino ad un paio d’anni fa tutte le partite fossero mostrate in chiaro su La7 mentre ora ha l’esclusiva l’onnipresente Sky (PS: se Murdock volesse regalarmi l’abbonamento non me ne avrei mica a male).

Per venire incontro ai fan della nazionale italiana di rugby non abbonati alla TV via satellite Peroni, sponsor della squadra stessa, ha rilasciato su AppStore l’applicazione TuttoRugby. Questa applicazione pur essendo per iPhone ed iPod può essere eseguita nella classica modalità compatibile anche su iPad.

Stupisce il fatto che per aprire un’applicazione di sport sia necessario inserire la data di nascita, questo è dovuto al fatto che oltre ai dati sul torneo c’è anche la possibilità di vedere quali pub (ovviamente forniti dalla Peroni) si trovano in zona, ma non è tutto qui ovviamente. Si possono avere le notizie aggiornate con foto e video sul torneo, ed anche quelle del terzo tempo in cui le tifoserie si incontrano per festeggiare insieme (ovviamente bevendo una birra).

Vi piace il rugby? Non fatevi scappare questa applicazione. Non lo seguite ancora? Potrebbe essere l’occasione giusta per farne conoscenza.

Articolo sponsorizzato

PagheRAI. Forse. Anzi no.

La RAI pretendeva il canone anche per il solo possesso di un PC in azienda.

E non è che fosse una trovata dei denigratori della RAI stessa, lo si capiva bene anche dal loro spot istituzionale.

No perché ora che è stata fatta marcia indietro la medesima RAI si affretta a dire:

La Rai non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer.

Ecco c’è chi userebbe espressioni colorite per descrivere questo dietrofront, io mi limito a rallegrarmi perché una volta tanto la ragione ha superato la burocrazia. C’è ancora speranza per l’Italia.

Canone RAI.

Io escludo tassativamente che in Italia ci sia gente felice di pagare il canone. Più facilmente credo che ci sia chi, con il senso civico di chi paga tutte le tasse per il bene comune, ci sia chi effettivamente paga di buon grado. A seguire viene chi, come me, paga perché è obbligatorio ma farebbe comunque volentieri a meno. Ed infine ci sono coloro che evadono questa assurda tassa, ma non è l’evasione il centro della discussione.

Quello di cui voglio parlare è del fatto che ora la RAI, mai sazia di fondi che spreca con ingaggi stratosferici a persone di dubbia opportunità per il servizio pubblico, voglia i soldi del canone anche da tutte le aziende che hanno almeno uno smartphone o un PC (e qui mi risulta difficile trovarne che non abbiano né l’uno né l’altro).

La legge che impone questa tassa può essere definita eufemisticamente datata e quella formula atti o adattabili racchiude tutto e niente.

C’è in giro chi propone di far pagare la tassa direttamente nella bolletta della luce, io continuo ad essere fermamente contrario. In questo caso si procederebbe a (tar)tassare anche chi effettivamente non deve il canone in nessun caso con la presunzione che la corrente elettrica può essere usata per alimentare un apparecchio atto o adattabile dalla padella alla brace.

Allora io cambierei del tutto il calcolo, non più (o non solo) con un bollettino di fatto su base volontaria ma sul trasferimento di dati in rete. Il canone RAI come percentuale (direi che un 10% potrebbe bastare) del canone ADSL o 3G ma a tre ben specifiche condizioni:

  1. Che tutti i programmi trasmessi dalla RAI dalla sua nascita ad oggi, su tutti i suoi canali, entrino nella libera disponibilità di chiunque. Se la RAI ha trasmesso un bel film ed io non ho avuto tempo di guardarlo quella sera posso scaricarmi legalmente dalla rete una qualunque delle alternative presenti (anche in fullHD, in 3D, ecc) senza dover più un centesimo a chicchessia.
  2. Che comunque possa vedere tutti i canali RAI via web con tutti i programmi disponibili dall’istante in cui vanno in onda via etere e/o satellite con possibilità di riavvolgere quanto voglio senza difficoltà (time shifting online).
  3. Che venga abolito il balzello SIAE su tutti i supporti di memorizzazione e pure quello della trasmissione di filmati con audio anche autoprodotto.

Restano fuori dal conteggio del balzello tutte le connessioni con tariffazione a tempo o traffico perché evidentemente non sono adatte alla visione di video in tempo reale né on demand e le connessioni per cui il titolare possa dimostrarne l’uso automatico solo industriale.

Sarebbe un sistema tutt’altro che perfetto perché comunque assoggetterebbe a questa tassa anche tutte le aziende che però non dovrebbero più pagare la SIAE per i propri backup o per i video di presentazione aziendale con la sola voce delle persone intervistate.

E per i privati sarebbe comunque un vantaggio per buona parte del materiale video presente in rete.

Voi cosa ne pensate?

Windows 8.

In tutta onestà devo dire che il logo minimale di Windows 8 è un notevole passa avanti rispetto alle finestre ondulate simil bandiera multicolor precedenti.

Hanno al tempo stesso mantenuto la finestra tradizionale dando però l’indicazione diretta della nuova interfaccia a piastrelle che abbiamo già visto in Windows Phone 7. Ed anche la scelta del logo monocromatico che abbandona gli effetti speciali utilizzati quando il mondo che passava dall’interfaccia a carattere coi fosfori verdi.

Sempre meglio di quella di iTunes!

E-evasione legalizzata.

Vengo a scoprire che c’è una proposta di legge che mira a ridurre l’aliquota IVA sul commercio elettronico (ad eccezione dei vizi) portandola ad un 10% fisso per tutti.

Sappiate che pur essendo un e.commerciante della prima ora e pur essendo socio AICEL sono fermamente contrario a quel disegno di legge.

Una simile normativa porterebbe innanzitutto ad una fortissima discriminazione nei canali di vendita avendo lo stesso prodotto non più conveniente per motivi commerciali ma banalmente per soli motivi fiscali. In buona sostanza la stessa accusa rivolta ora alle strutture di accoglienza ecclesiastiche che non pagando l’ICI avrebbero vantaggi economici.

Fra l’altro la possibilità di applicare l’aliquota ridotta alle transazioni online non è contemplata fra quelle di cui all’allegato III della direttiva 2006/112/CE.

Veniamo ora alla voce e-evasione, cosa si intende per commercio elettronico? Quante e quali fasi devono essere concluse con l’intermediazione della rete internet? Perché escludere le vendite tramite catalogo e quelle telefoniche, quali sono gli elementi di differenziazione essenziali?

Il testo del disegno di legge recita:

Alle transazioni commerciali effettuate attraverso la rete internet, con esclusione delle transazioni che concernono prodotti pornografici, ovvero prodotti il cui uso è comunque vietato ai minori di anni 18, ovvero bevande contenenti alcol, si applica una aliquota unica del 10%.

Quale è il significato preciso di “effettuate”? Intendono che tutte le fasi debbano svolgersi online ovvero solo il commercio elettronico diretto? Intendono anche il commercio elettronico indiretto per cui una fase è su internet ed un’altra fuori? Ho comprato un’auto per mia moglie, il primo contatto è avvenuto con il venditore mio amico su FB, poi ho guardato i dettagli dell’auto sul sito della concessionaria ed ormai convinto ci siamo incontrati per firmare i contratti. Sarebbe stato e-commerce questo? Perché il mercato delle auto sarebbe il primo a diventare tutto digitale. Ogni concessionaria avrebbe i moduli solo sul sito e la conclusione del contratto in concessionaria si effettuerebbe attraverso la rete internet anche se cliente e venditore si trovano uno di fronte all’altro, perché su un’auto da 20mila euro il risparmio sarebbe di 1.818,18 euro quasi un 10%. Non male considerando che a rimetterci sarebbe lo stato ed a guadagnarci non sarebbe l’e.commerce.

Sarebbe il caso, per smuovere il commercio elettronico in Italia, piuttosto lavorare sulla logistica. Perché abbiamo corriere con tariffe, soprattutto in campo internazionale, fra le più alte ed i servizi peggiori? Perché non imporre su questo un allineamento alle best practice europee?

Un pacco dalla Germania all’Italia costa 7 euro, lo stesso pacco rimandato in Germania ne costa 40 e spesso costa comunque di più un pacco Italia-Italia che non Germania-Italia. Come può un’azienda italiana competere sul mercato internazionale se i suoi prodotti sono più cari non solo per un’aliquota IVA penalizzante ma anche per l’incidenza del trasporto? Come può un’azienda italiana essere competitiva sul mercato interno se i suoi prodotti sono sottoposti a balzelli medievali come quelli della SIAE mentre se il cliente compra all’estero questo balzello non è da pagare?

Non è sconvolgendo il mercato interno, mettendo il commercio su strada contro l’e.commerce, che si fa crescere quest’ultimo ma solo migliorando le condizioni generali di lavoro di tutti gli operatori economici.

Voi cosa ne pensate? Siete pronti a comprare i mobili Ikea tramite internet stando dentro al negozio Ikea? Avrete uno sconto del 10%, fatto direttamente dallo stato.