Eclissi di desiderio.

Spero non sia necessario ricordarvi che venerdì mattina ci sarà un’eclissi di sole, non totale ma comunque ben visibile.

Ricordo che le volte precedenti diversi giornali, magari quelli più scientificamente orientati, proponevano in vendita gli occhialini appositi a poca spesa e tanta meraviglia.

Così, grazie ad una maestra lungimirante che vuol far vedere ai bambini l’eclissi, mi sono guardato attorno. E la desolazione mi ha colto. Nessun giornale, da quel che mi risulta, ha pensato di offrire come allegato facoltativo gli occhialini di cartone con le lenti scure che hanno un costo piuttosto esiguo.

So bene che gli allegati ai giornali hanno scopo di aumentare le vendite. E le vendite crescono se il cliente ha un bisogno (naturale o generato dal gadget medesimo) e che quindi nessuno propone gli occhialini se prima nessuno ha mai chiesto se ci sarebbero stati gli occhialini (o comunque informazioni in merito all’eclissi).

Ebbene tutto questo mi fa pensare che si sia perso il desiderio nel suo significato etimologico di senso di mancanza delle stelle. Il materialismo tecnologico ha preso il sopravvento e così ci troviamo a bramare di più ad una mela morsicata che non al Sole “morsicato” dalla Luna.

Per favore, venerdì mattina prendetevi 2 minuti. Smettete di guardare il vostro smartphone e guardate in alto. Con un’adeguata protezione per la vista però.

Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno.

Sono venuto a conoscenza su Facebook di una petizione (non la linkerò, ma i favorevoli potranno facilmente trovarla) che sarà inviata alla Boldrini, a Renzi ed a Mattarella (chissà perché è stato escluso il Presidente del Senato, forse lo danno già per chiuso) al raggiungimento del ragguardevole traguardo di 100 (sì, CENTO) firme. In una settimana hanno raggiunto 28 firme.

Queste le richieste per la nascita di un figlio:

  • 80% dello stipendio
  • 400 giorni di maternità
  • 60 giorni di paternità per il padre

La petizione non indica alcuna fonte per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie per pagare 12 stipendi (l’80% di 15 mensilità) per ogni bambino nato.

Non oso immaginare come possa in Italia, ricca di aziende di dimensioni minuscole in cui a volte c’è una sola o pochissime dipendenti, essere ragionevole per una qualunque attività rinunciare ad una lavoratrice adeguatamente formata per un periodo di 13 mesi. Temo sinceramente che ancora una volta le donne verrebbero discriminate nella scelta.

Non è dato sapere come funzionerebbe per le libere professioniste, la petizione parla solo di stipendio.

A queste mie rimostranze, probabilmente riportate in modo più colorito, mi sono sentito dare dall’autore della petizione residente in Svezia (e non capisco perché debba voler modificare la normativa italiana), in ordine di apparizione: ragionamenti da terzo mondo, omofobo (va di moda, come la rucola sulla pizza), la causa dei problemi che abbiamo in Italia (ma non sei svedese), tu scrivi cazzate, l’idiota sei tu.

Inutile pensare di continuare il discorso se gli argomenti sul piatto sono questi.

Io dico che, solo con questo cospicuo investimento e senza prendere in seria considerazione anche tutto ciò che viene dopo, sarebbe semplicemente deleterio.

Leggendo su uno di quei siti specialistici per neogenitori l’Italia risulta a metà classifica. Sempre dallo stesso elenco prendo 2 modelli che potrebbero secondo me aiutare le famiglie: quello brasiliano e quello francese. Perché alla fine dei 13 mesi di congedo se non puoi mandare tuo figlio al nido l’unica soluzione è lasciare il lavoro.

Buon 2015.

Vedo tanta gente postare auguri per un anno “sereno”, “tranquillo”, insomma… dormienti per 24 ore al giorno per 365 giorni.

Spiacenti, ma se proprio dovessi scegliere come sarà questo 2015 lo voglio uguale al 2014.

Non voglio un anno facile, non serve a nulla un anno facile. Solo chi sta fermo non fa fatica.

Io invece voglio un anno vivo, in cui ci sono delle difficoltà, da affrontare e superare, che fanno crescere.

Voglio un anno di crescita. Voglio diventare grande.

Che il 2015 ci faccia diventare tutti più adulti.

Alle poste l’ardua sentenza.

Questa mattina sono andato in posta a versare sul conto corrente.

Entrato all’ufficio postale c’era l’immancabile enorme fila, guardo il distributore dei numeri e c’era quello specifico per i correntisti accanto a quello per le operazioni bancarie per non correntisti.

«Bene» penso fra me e me, è cosa buona che i correntisti possano avere un trattamento riservato, del resto contribuiscono più degli altri a mantenere aperta questa struttura.

Prendo il numero e subito mi rendo conto che qualcosa non va, come mai fra le ultime 4 chiamate nessuno era correntista?

In buona sostanza fra i 4 sportelli aperti ce n’erano 2 riservati alle operazioni postali (mi pare giusto) e 2 per le operazioni bancarie.

Di questi 2 uno si occupava esclusivamente delle operazioni per non correntisti (bollettini, multe, ricariche telefoniche e carte, ecc.) mentre l’altro faceva sia correntisti che non con una proporzione che non ho ben identificato.

Alla fine della fiera coda il risultato è stato che io correntista sono stato servito almeno 5 persone dopo quello che sarebbe stato il mio turno nella coda normale.

Alle poste ci tengono così tanto ai loro correntisti che vogliono tenerli con se ben più degli altri comuni clienti.

Ma se i correntisti non volessero?

Cambiare amministratore gruppo Whatsapp.

Come tutti sapete Whatsapp non è mai stata molto intuitiva per la gestione dei gruppi: 1 solo amministratore (quello che ha creato il gruppo) e se questi se ne andava prendeva il suo posto un altro non si sa bene su quali basi.

Qualche giorno fa mi sono imbattuto proprio in questo problema, l’amministratore del gruppo si era erroneamente cancellato e chi aveva preso il suo posto non ha tempo e “rubrica” per farlo. Ho cercato in giro ma la soluzione più funzionale sembrava essere sempre e solo quella di creare un nuovo gruppo e migrare tutti i partecipanti.

Ma qualcosa, in maniera stranamente silenziosa*, è cambiata negli ultimi giorni con le nuove release dell’app di messaggistica. Ora l’amministratore di un gruppo può nominare altri amministratori con pieni poteri. La rimozione dalla carica di admin invece rimane legata all’uscita dal gruppo.

Vediamo nei dettagli come procedere. La procedura è comunque semplicissima.

  1. L’admin attuale (com’è ovvio che sia) deve andare sul gruppo ed aprire la pagina delle info.
  2. Dall’elenco delle persone sceglie (una per volta in caso di “promozioni” multiple) quella da elevare al grado di admin.
  3. Click sul  nome, “Aggiungi [nome] agli amministratori”.
  4. Il gioco è fatto!

Era ora che aggiungessero questa feature. Ogni admin può aggiungere membri, nominare altri admin e cancellare utenti (voi compreso). Quindi occhio a non farvi fregare il vostro gruppo.

Altra novità che riguarda i gruppi è stato il passaggio dal limite di 50 membri a 100.

* dev’essere stato in concomitanza con la doppia spunta blu che ha catalizzato tutta l’attenzione.