Il blog di Stefano Scardovi & C.
Articoli taggati 2.0
Protezione civile 2.0.
apr 6
Questa notte verrà ricordata per tanti e tanti anni, come ha detto Bertolaso si tratta del più violento disastro che ha colpito l’Italia dall’inizio del terzo millennio.
E questa notte la rete ha reagito in tempo reale, le notizie dai blog, ma soprattutto da twitter, sono arrivate in tempo reale. L’efficacia della piattaforma di microblogging è spaventosa, per questo Google mira a mettergli le mani sopra ma non riuscirà a farlo in tempi brevi.
Comunque il 2.0 ha superato per l’ennesima volta il mainstream.
E come l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia raccoglie informazioni direttamente presso le persone che hanno sentito il terremoto così dovrebbero fare la protezione civile e le altre amministrazioni.
La stessa protezione civile dovrebbe avvalersi di questi nuovi strumenti. Se avesse un canale twitter su cui dare notizie in tempo reale potrebbe raggiungere tantissime persone, soprattutto ai margini della zona colpita (immagino che a L’Aquila molti siano rimasti senza ADSL ed UMTS) per evitare danni maggiori (un po’ come per gli incidenti provocati dai curiosi).
Personalmente lancio una sottoscrizione a favore della Caritas diocesana de L’Aquila. Tutti i soldi ricevuti tramite PayPal indirizzati a scardovi@gmail.com verranno versati all’ente subito dopo Pasqua (pubblicherò lo screenshot del versamento).
La fine di Twitter inizia qui.
feb 27
Indizi del prossimo declino del servizio si sono appena visti.
Quando i tre contendenti della rete si incontrano su Twitter per scambiarsi messaggi di cortesia significa che tutti e tre sono interessati ad impossessarsi del servizio.
E quando uno qualunque dei tre l’avrà pagato profumatamente (perché non c’è altro modello di business per i fondatori che incassare profumatamente per tutto il progetto) l’acquirente dovrà per forza di cose monetizzarlo.
Dagli account pro a pagamento (con limitazione agli account free o con maggiori libertà di quelli pro a scapito dei free), all’inserimento di pubblicità nelle pagine o nel feed.
Staremo a vedere che accade in questo nuovo campo di battaglia.
Gmail non funziona.
feb 24
We’re aware of a problem with Gmail affecting a number of users. This problem occurred at approximately 1.30AM Pacific Time [le 10.30 in Italia, n.d.S.]. We’re working hard to resolve this problem and will post updates as we have them. We apologize for any inconvenience that this has caused.
È quanto compare in questo istante sulla pagina dell’assistenza di Gmail in inglese.
In queste due ore di down, ed il problema non è ancora risolto, sono centinaia i messaggi su tutti i social media in cui si cercano soluzioni al problema.
La sola ricerca twitter aumenta di diverse centinaia di messaggi al minuto dimostrando di essere un sistema eccezionale per la condivisione di informazioni in tempi rapidissimi.
Purtroppo però non si trova molto aiuto, Gmail è down.
Anzi, ad essere corretti è la webmail di Google a non funzionare infatti l’accesso tramite i protocolli POP3 ed IMAP (da un client di posta) funzionano regolarmente sia per i vecchi messaggi che per quelli spediti durante il problema.
La notizia, fra i media tradizionali italiani, è al momento riportato solo da La Stampa che ha anche notato la massa di messaggi in proposito su Twitter. Complimenti.
Considerazioni varie sul caso Tiscali.
feb 23
Venerdì pomeriggio Tiscali ha avuto un grosso problema, tutti i sistemi centrali di Cagliari Sa Illetta sono andati in tilt.
Il sito web del provider alle 15.30 circa è andato giù, come anche tutti i siti hostati ed anche le ADSL in massima parte non funzionavano, solo chi era già autenticato prima del blackout ed al contempo utilizzava DNS non Tiscali poteva viaggiare in rete. Questo per tutti i clienti europei dell’azienda sarda.
In breve su Twitter sono partite le prime segnalazioni, non solo italiane, di richiesta. Soprattutto per sapere se si trattava di un problema della propria connessione o generalizzato.
Io ho mandato questo a cui mi ha risposto Luca prima in privato poi via FriendFeed in questo thread dove ha partecipato anche Giorgio che lavora per Tiscali.
Si è trattato della prima comunicazione ufficiosa del provider durante il guasto, comunicazione ripresa quasi identica anche dal Sole 24 Ore e poi rimossa. Rimane invece una notizia ANSA riportata da l’Unità che, ironia della sorte, è stata giù proprio perché ospitata nei server Tiscali.
Di notizie ufficiali nella serata di venerdì non ce ne sono state, anche la pagina dedicate alla segnalazione dei guasti non dava alcuna indicazione riguardo a questo enorme black out.
Probabilmente non c’è alcun collegamento, ma venerdì Tiscali ha perso il 6,5% in borsa.
Sorte analoga è accaduta sabato con i continui defacement del sito.
Tutto questo preambolo l’ho scritto per buttare giù queste tre idee tre che mi sono balzate in testa.
I social network arrivano sempre prima e le aziende che lo capiscono sono avvantaggiate
Oramai non c’è storia, ben prima dei giornalisti (che poi cancellano pure quello che hanno scritto). Prima che Google news riportasse qualche informazione su quanto accaduto su Twitter e FriendFeed se ne parlava già da un paio d’ore.
Ma soprattutto la verifica delle fonti si è fatta in tempo reale, io non conoscevo Giorgio ma Luca subito ha garantito per lui (che l’abbia conosciuto in questo evento?).
Il fatto che ci fosse qualcuno nel momento di massimo caos a parlare come voce, anche se non ufficiale, dell’azienda ha comunque fatto sentire le persone che ne discutevano meno abbandonate, comunque seguite e comprese.
Perché i problemi ci sono, non si possono eliminare. Ma saperli affrontare nel modo giusto può trasformare un evento avverso in una risorsa. Ad esempio io non penso di abbandonare Tiscali dopo questo fatto come invece farò con il provider USA. La differenza è che mentre il primo ha comunicato nel problema il secondo ha comunicato in modo pessimo (e non solo per l’idioma).
Condividere per sentirsi vicini
Su un asciugamano che regalarono a Lusia per l’addio al nubilato c’era scritto “Condividere l’asciugamano per sentirsi più vicini”.
In parte collegato a quanto sopra, oltre a postare su Twitter e FriendFeed ho fatto anche un post sul mio blog in cui inserivo progressivamente quello che trovavo (tempo permettendo, alla fine dovevo comunque traslocare un po’ di siti di e.com)
Linkare fuori sempre e comunque pare assurdo, mandi via gli utenti, ma visto che il blog non mi fa campare posso permettermelo senza problemi. Però le persone arrivano, e se trovano utile quello che hai scritto tornano (purtroppo commentano con molta parsimonia, però se dovessi avere uno di quei blog dove fanno a gara a commentare per primi non apprezzerei).
Quindi nessun problema a fare post pieni di link verso l’esterno non ricambiati, gli utenti apprezzano.
Il telefono la tua vcroce
Infine riprendo un tema che mi sta tanto a cuore, la telefonia tradizionale ed il VoIP.
Veramente non riesco a capire quelle aziende che per risparmiare qualche centinaio di euro di canone annuo hanno abbandonato la telefonia tradizionale rimanendo solo con il VoIP. Davvero.
In questo periodo per un’azienda tedesca, fra le altre cose, gestisco il servizio di call center. Una linea VoIP per forza di cose perché il numero da gestire ha un prefisso diverso dal mio. Oltre al telefono VoIP però ho impostato anche l’inoltro di chiamata ad un numero fisico in caso di problemi. In questo modo oggi ho potuto continuare ad offrire il servizio ad un cliente che altrimenti sarebbe stato insoddisfatto. E sapete come sono i tedeschi.
Pertanto sapete fin d’ora che il giorno che vi suggerirò il VoIP in azienda (a casa se anche rimani un po’ senza telefono secondo me non è così grave) le possibilità saranno solo tre:
- La tecnologia VoIP sarà, secondo il mio personale punto di vista, diventata finalmente affidabile;
- Sarò diventato completamente matto;
- Sarò stato profumatamente pagato per dirlo.
Considerando che la terza ipotesi è potenzialmente impossibile, che la prima decisamente improbabile per come vedo ora l’evolversi della tecnologia e dell’economia telefonica, considerate pure di chiamare la neuro quando vi suggerirò il VoIP.
157,20 Euro all’ora.
dic 24
Nessun idraulico si sognerebbe mai di chiedere una tariffa simile, ed anche il miglior tecnico informatico per una consulenza telefonica dubito potrebbe azzardare una somma di questo tipo.
Eppure è quello che chiede MyMinutes.org per un po’ di gloria. Forse neppure eterna dal momento che il sito è in beta.
L’ho scoperto oggi grazie ad un gentile omaggio di ZZUB ed io, nella più classica tradizione (non prima di averlo chiesto a Stefano), lo riciclo.
Chiunque volesse il codice per un minuto di gloria gratis non deve far altro che chiedermelo con un commento.


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