S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

[iOS app] TuttoRugby per seguire il 6 nazioni e godersi una birretta.

Sono da alcuni anni un fan del rugby mi ha sempre appassionato più del calcio. Perché pur essendo un gioco all’apparenza (e forse non solo all’apparenza) più veemente fra le avverse fazioni non si è mai arrivati ai livelli di litigiosità che vediamo ogni domenica in TV.

Ricordo ad esempio una partita in cui l’arbitro è andato dalla giornalista italiana per chiedere se fosse stata meta o meno, e la risposta fu chiara, onesta ed immediata. Ve lo immaginate voi un comportamento analogo in serie A? Ci sarebbero polemiche su polemiche in tutte le tribune sportive.

Il torneo Europeo principale di rugby è il 6 Nazioni? Peccato che fino ad un paio d’anni fa tutte le partite fossero mostrate in chiaro su La7 mentre ora ha l’esclusiva l’onnipresente Sky (PS: se Murdock volesse regalarmi l’abbonamento non me ne avrei mica a male).

Per venire incontro ai fan della nazionale italiana di rugby non abbonati alla TV via satellite Peroni, sponsor della squadra stessa, ha rilasciato su AppStore l’applicazione TuttoRugby. Questa applicazione pur essendo per iPhone ed iPod può essere eseguita nella classica modalità compatibile anche su iPad.

Stupisce il fatto che per aprire un’applicazione di sport sia necessario inserire la data di nascita, questo è dovuto al fatto che oltre ai dati sul torneo c’è anche la possibilità di vedere quali pub (ovviamente forniti dalla Peroni) si trovano in zona, ma non è tutto qui ovviamente. Si possono avere le notizie aggiornate con foto e video sul torneo, ed anche quelle del terzo tempo in cui le tifoserie si incontrano per festeggiare insieme (ovviamente bevendo una birra).

Vi piace il rugby? Non fatevi scappare questa applicazione. Non lo seguite ancora? Potrebbe essere l’occasione giusta per farne conoscenza.

Articolo sponsorizzato

È questa la novità.

Steve Jobs se ne è andato. La sua creatura gli rende omaggio.

Pochi giorni dopo il lancio di un prodotto, prima volta in sua assenza, sotto le aspettative.

A questo punto il prodotto era sotto le aspettative perché non c’era più lui, sarebbe stato comunque sotto le aspettative oppure… Non so, non è che si sia preferito rinviare il lancio di iPhone 5 per non soprapporre due eventi dando il secondo già per così prossimo?

R.I.P.

 

La magia sta finendo.

Oggi dovrebbe essere presentato il nuovo iPhone 5 (o 4s o altra sigla) ma la magia di Apple sembra essere notevolmente scemata dalle ultime presentazioni.

Basta guardarsi attorno per vedere come in tanti abbiano già assicurato che non cambieranno terminale e se proprio devono farlo passeranno ad Android con una delle molteplici varianti disponibili eventualmente personalizzandolo con qualche ROM cucinata.

La fine di un’epoca (che si chiude contestualmente al suo creatore) o un disinnamoramento temporaneo?

I concorrenti stanno rapidamente recuperando terreno e per la prima volta iOS ha dovuto inseguire la concorrenza (come ad esempio con la barra delle notifiche).

Senza contare che Apple ha sempre dovuto accontentare anche i dettami dei carrier telefonici cosa che per Android si è sentita meno anche appunto per la possibilità di modificare maggiormente il proprio terminale a livello firmware.

Che il frutto proibito non sia più la mela ma un dolce che segue l’ordine alfabetico? E se fosse un mango?

Il pensiero di Apple e l’uscita di servizio » Piovono rane – Blog – L’espresso

[...] mi piacerebbe sapere se ho finanziato un’azienda seria e responsabile di questo millennio o dei padroni delle ferriere imbellettati di modernità.

Credo, come Suo cliente, di averne un po’ diritto.

via Il pensiero di Apple e l’uscita di servizio » Piovono rane – Blog – L’espresso.

Io non so quanto sia tuo diritto sapere se hai finanziato un’azienda. Anche perché mi risulta tu non sia divenuto azionista, hai pagato per un prodotto, sapendo bene che è stato realizzato in Cina in uno degli stabilimenti con più suicidi interni al mondo.

Però è vero caro Gilioli, quelli sono solo operai cinesi. Nulla a che vedere con l’offesa a tre impiegati italiani.

Non sarebbe stato il caso di farsi domande anche prima sull’azienda che ti ha riempito la casa?

Stop the spot #1

Dopo i precedenti post a tema ho pensato di attivare una rubrica aperiodica in merito di pubblicità controproducenti o comunque assurde.

Le vittime odierne sono lo spot radiofonico del Superenalotto ed il trailer televisivo di un film di Steven Seagal.

Il primo ha come protagonista Miss Superenalotto (se non erro una certa Chiara) a cui viene chiesto cosa farà con la vincita. E lei tutta convinta risponde che ne darà metà in beneficenza, metà li spenderà lei e l’altra metà non ci ha ancora pensato.

Appare subito evidente che la suddetta miss non appare molto intelligente e soprattutto è incapace di far di conto. Che lo scopo sia appunto quello di attirare al gioco persone che non si rendano conto che a vincere è solo il gestore del gioco stesso?

Molto più esilarante è il secondo. Dovendo mediaset promuovere la visione di un film di Seagal ed essendo quest’ultimo espressivo come un manichino impagliato, hanno pensato bene di dire grossomodo che Seagal è capace di mantenere la stessa espressione in qualunque situazione.

Se fossi nell’ufficio pubblicitario Apple lo assumerei subito, loro sono specialisti nel far passare un bug come se fosse un feature.

Alla prossima edizione di Stop the spot dove verranno evidenziate altre assurdità pubblicitarie.