Caduto dal camion.

Voglio tornare sull’argomento lucchetti digitali perché in questi anni la situazione è tutt’altro che migliorata.

Qualche tempo fa ero a casa di amici a guardare un film, sapevamo tutti quale film avremmo visto ed il padrone di casa si era premurato di prenderlo al videonoleggio. Un altro amico invece ha portato la sua copia caduta dal camion, come “backup”.

So che già tutti immaginate il resto del discorso, che è assurdamente vero.

Ad un certo punto della visione, a metà circa, il DVD originale ha iniziato a “saltellare” ed a bloccarsi. Tiralo fuori, rimettilo dentro, spegni e riavvia il lettore (manco fosse Windows)… nulla da fare l’unica opzione era lasciar perdere il film. A quel punto l’amico previdente ha estratto la sua copia del film e siamo andati avanti a vedere il film fino al termine.

A questo punto non sarebbe giunto il momento per gli editori di trarre le debite conseguenze piuttosto che continuare ad inseguire un modello ormai incompatibile con la vita reale?

Matita rossa.

ignoranzaChi è vecchio quanto me (o grammarnazi come le genti di un certo socialino) si straccerà le vesti di fronte ad un simile errore da matita rossa.

Non si può andare a capo con l’apostrofo!

E se a farlo sono degli insegnanti che con questo manifesto vorrebbero tutelare l’istruzione la cosa diventa ridicola.

Certamente è importante il messaggio, ma in alcune situazioni anche la forma vuole la sua parte.

Democrazia successiva.

Avendo ormai superato la democrazia parlamentare che ci accompagna dal referendum del 2 giugno 1946 (quello sì un gran risultato democratico avendo concesso per la prima volta il voto alle donne), siamo arrivati alla democrazia dei successi democratici.

Il comico (quello nuovo di Genova, non il vecchio lombardo) ha chiesto con voto diretto a tutto il corpo elettorale avente le caratteristiche necessarie di scegliere una rosa di dieci candidati (al primo turno) fra cui scegliere (al secondo turno) il candidato alla presidenza della repubblica che i suoi portavoce voteranno.

Il corpo elettorale avente le caratteristiche necessarie era composto da ben 48.282 elettori ed elettrici che al confronto dei 46.905.154 fanno un’incidenza dello 0,103%. C’era una canzone che diceva “uno su mille ce la fa” a significare un numero molto basso.

Quello che però il sito non riporta è l’affluenza effettiva alle votazioni, quanti di quei 48.282 elettori ed elettrici ha effettivamente sfidato la minaccia degli hacker ed espresso il proprio voto per uno dei dieci che ha superato il primo turno (o anche uno degli esclusi)? La trasparenza tanto sbandierata dal movimento non arriva a tal punto.

Mi si può obiettare che sia comunque un punto di partenza, certamente sì, diciamo che nella corsa dei 100 metri piani nessuno dei due piedi avrebbe ancora neppure lontanamente superato la linea di avvio. Contando i tempi invece sarebbe una falsa partenza.

Roma d’inverno.

182 giorniScusate la qualità dell’immagine, riporto il testo per una migliore comprensione:

Risparmio medio calcolato nella città di Roma in appartamento con utilizzo dell’impianto di riscaldamento GPL per almeno 182 giorni l’anno.

Ecco, ammetto la mia ignoranza e non so se a Roma veramente non ci sia la distribuzione di gas metano ma da una rapida ricerca mi pare che sia disponibile. Però che a Roma (non Aosta) serva il riscaldamento acceso per non meno di 6 mesi l’anno mi pare sinceramente assurdo.

Cultura 2.0.

Cultura 2.0Così, giusto per stuzzicare i grillini (pardon, gli iscritti del M5S) con la loro hastgag ho chiesto se fossero al corrente che non potevano proporre nella votazione (pardon, sondaggio politico elettorale, ché l’Italia è una democrazia parlamentare) un candidato che non avesse compiuto i 50 anni di età.

Ho ricevuto prontamente una risposta piccata da un grillino che diceva che lo sapeva benissimo, mica perché conoscesse la Costituzione ma semplicemente perché c’è scritto sul blog del capo.

Pubblicità sprecata.

Metà dei soldi che spendo in pubblicità sono sprecati; il problema è che non so quale metà. (John Wanamaker)

pasquaQuindi già oltre un secolo fa sapevamo che una bella fetta di pubblicità è un costo inutile, ma propormi con 5 giorni di ritardo un locale dove andare a fare il pranzo di Pasqua e per di più a qualche centinaio di km da casa mia non solo è uno spreco (FB consente di mettere un limite temporale e geografico alle campagne pubblicitarie) ma è anche facilmente conoscibile.

Conflitto di poteri.

Quella che potrebbe sembrare la trama di una soap-opera internazionale si arricchisce di un nuovo episodio: il ministro della giustizia indiano smentisce che possa essere stata assicurata all’Italia la tassativa esclusione della possibilità della pena di morte per i nostri militari.

E ci mancherebbe altro che un ministro possa assicurare una sorta di immunità, anche solo parziale, ad delle persone di cui non sia ancora iniziato il processo. Si tratterebbe di un’assurdo conflitto fra poteri dello stato.

Incredibile dunque l’operato del nostro governo che ha potuto ritenere valida una simile promessa.

Al contrario, con la richiesta di esclusione della pena di morte il nostro governo ha esplicitamente riconosciuto il tribunale indiano come quello competente per il giudizio.

È assolutamente innegabile il conflitto di poteri: la lingua si è arrogata delle azioni che invece erano di competenza del cervello.

Ignoranza assoluta

Il capogruppo al Senato del M5S ha dichiarato oggi:

Gli [al Presidente della Repubblica, n.d.S.] abbiamo spiegato che il vero vincitore di queste elezioni, la maggioranza assoluta degli italiani, è rappresentato dal M5S e dagli astenuti.

Andiamo dunque a capire cosa intende. Diciamo che per italiani intende elettori:

Camera: Elettori: 46.905.154 – Votanti: 35.271.541 – M5S: 8.689.458

M5S + Astenuti = 20.323071 = 43,3%

Senato: Elettori: 42.270.824 – Votanti: 31.751.350 – M5S: 7.285.850

M5S + Astenuti = 17.805.324 = 42,1%

Mi pare quindi lapalissiano che il M5S sommato agli astenuti (che poi è peggio che contare pere e mele) non è la maggioranza assoluta degli italiani. Ed essendo una somma non organica non possono definirsi neppure maggioranza relativa.

Ma forse loro hanno fatto il conto aritmetico per cui gli astenuti alla Camera erano il 24,81% e loro hanno preso il 25,55% dei voti validi ed hanno fatto la somma di 50,36%. Peccato che sommare due percentuali non funziona. Se io ti offro uno sconto del 50% + 50% non ti regalo il prodotto perché lo sconto complessivo non arriva a 100 ma solo a 75.

Per chi si erge a paladino dei cittadini dovrebbe essere un conto facile da fare.

Il ballo bello del bollo bullo.

Bello fino ad un certo punto, ma ci stava il gioco di parole.

Grazie al cielo domenica era proprio domenica e non era un altro giorno della settimana. Perché altrimenti avrei pagato il bollo dell’auto in ritardo visto che me ne ero completamente dimenticato e mi sono salvato in corner grazie a PiccoloImprenditore che però è stato più tempestivo di Gaspar qualche anno fa.

Corro subito sul sito apposito dell’ACI pensando di essere in ritardo e scopro invece con mia somma felicità che oggi era ancora un giorno valido.

Il bollo da pagare per un auto monovalente (serbatoio della benzina non superiore a 15 litri) a metano è ¼ di quello normale per non so quale normativa ecologica. Vale a dire meno di 50 Euro per un anno.

Stampo la pagina per comodità e vado dal tabaccaio qui vicino il quale inserisce la targa e subito ne esce l’importo, di quasi 200 Euro!

Ok, visto che non pagherò mai più il bollo alle poste per vecchie disavventure, torno a pensare all’ACI ed al loro magnifico sistema di pagamento online.

Dell’auto sa già ovviamente tutto (oddio, ovviamente, non lo darei per scontato visto che anche il terminale del tabaccaio doveva sapere tutti i medesimi dati) quindi inserisco i dati personali, arrivo nel gateway della carta di credito e pago. Sul sito non mi compare più nulla però contestualmente mi arriva una mail che mi comunica l’effettuato pagamento. Dopo un po’ mi arriva un’altra mail, dall’ACI, che invece dice che non hanno ricevuto il pagamento (riportando gli estremi del pagamento compreso il codice della quietanza!) e di ripetere il tutto.

Ripeto tutto, sembra che vada meglio, mi arriva di nuovo la mail di conferma della transazione dal gateway quando il browser dovrebbe farmi rivedere il sito dell’ACI che risponde con un magnifico errore 500.

Nessuna altra mail, nessuna altra pagina, se arriva domani devo pagare per il ritardato pagamento.

Torno dal tabaccaio nel caso i loro dati nel frattempo si siano correttamente aggiornati, nulla, ancora 200 euro scarsi.

Prendo l’auto per andare all’ACI a 3 km da qui, arrivo alla prima rotonda ed una mail mi giunge al telefono con oggetto: “Conferma effettuazione pagamento con il servizio BolloNet.” Torno alla base.

Per chi su internet ci naviga e ci lavora tutti i giorni da oltre 15 anni la scelta del web dovrebbe essere la prima, la più naturale. Invece ogni volta quando si tratta di lavorare con un ente pubblico o assimilati è sempre un’avventura, sempre la paura di essere riusciti alla fine ad aver fatto ciò che si era obbligati (in forza di legge o di monopolio) a fare.

Tutto è bene quel che finisce bene. Ma se finisse prima e meglio? Queste cose non sono alla fin fine una tassa occulta in termini di tempo perso e stress guadagnato?