Lo stato dell’arte dell’e.commerce.

Domani presso la Camera di Commercio di Milano si terrà l’annuale incontro organizzato da Casaleggio per parlare di commercio elettronico.

Quest’anno avevo deciso di andare e di andare in treno con il fiammante freccia rossa.

L’esperienza è stata tragica, al primo tentativo di acquisto ho scoperto che non ho mai attivato il Verified by Visa (un’assurdità che si trascina da parecchi anni) sulla mia carta aziendale, ordine buttato.

Entro nel portale titolari di CartaSì per attivarlo, malgrado abbia inserito le mie credenziali non vedo alcun modo per attivare il sistema. Sono costretto a chiamare un numero a tariffazione speciale per chiedere informazioni.

Di fatto l’amministratore della carta non può attivare la funzione, la deve fare il titolare della carta (in questo caso sempre io) dopo essere stato inserito fra gli autorizzati ad operare. Creo il mio profilo individuale. Visto che non c’è il logout chiudo la tab di CartaSì e ne apro una nuova.cartasi Sorpresa! Non mi fa entrare, probabilmente un cookie si appende dove non deve ed il sito va in un magnifico errore. Di fatto devi chiudere tutto il browser e riaprirlo (azzerando anche tutti gli altri tab aperti) per entrare con le credenziali dell’utente anziché dell’amministratore.

Dopo un po’ di menu poco intuitivi riesci ad abilitare il Verified by Visa (o 3D secure, i nomi vengono spesso intercambiati per far risultare la cosa più semplice all’utente normale).

Torno sul sito de lefrecce per prenotare finalmente il mio treno (obbligo di registrazione se vuoi anche la fattura dei biglietti) e prima fai il login e poi l’ordine perché in senso opposto (che pare dovrebbe essere fattibile) mi ha azzerato le selezioni.

lefrecceComunque all’ennesima prova arrivo al momento del pagamento, subito prima di mettere i dati della carta e l’agognata password del Verified by Visa e… sorpresa!

Mi dispiace tanto, ma domani penso che mi risparmierò il costo e la fatica del viaggio e rimarrò nella mia aziendina a fare del mio meglio (sapendo che sono ben lontano dall’ottimizzazione) che comunque due grossi operatori istituzionali non sono riusciti a mettere in piedi.

Chissà, magari da qui all’edizione 2012 riuscirò a prenotare un biglietto per un treno o forse andrò appena il teletrasporto sarà funzionante, sperando che venga gestito da un’azienda attenta ai dettagli, non vorrei essere lasciato in qualche non luogo perché ho dimenticato di inserire una password.

Zopa.it blog – news, aggiornamenti e altri pensieri Zopiani

Ieri abbiamo depositato la documentazione integrativa richiesta da Banca d’Italia.

Attendiamo con serenità e fiducia la risposta definitiva entro circa due settimane.

via Zopa.it blog – news, aggiornamenti e altri pensieri Zopiani.

Zopa potrebbe ripartire a breve. E questa è una buona notizia.

Un premio al merito.

Deutsche Bank, pur tirando ovviamente l’acqua al suo mulino, apre il portafogli per un importo complessivo previsto di 250.000 Euro per premiare i propri clienti studenti universitari che concluderanno il loro ciclo di studi con il massimo dei voti.

db Talent Award

Infatti l’operazione db Talent Award prevede un riconoscimento di 500 Euro sotto forma di buono acquisto a coloro che si laureeranno con 110 e lode.

Per ottenere il premio, per una volta non legato alla sorte (se non peggio) come ci capita di vedere quotidianamente in TV, oltre al voto è necessario anche essere clienti della banca, maggiori informazioni con il regolamento dell’operazione a premi è disponibile sul sito dedicato.

Certo che si poteva fare di più, ma in un periodo in cui tutti fanno di meno (a cominciare dallo stato) secondo me è comunque un buon segnale da mandare in giro per chi crede nel futuro.

Quindi se siete studenti universitari correte a dare un’occhiata al sito (che è anche una community) ed al regolamento, non vi ci pagherete gli studi universitari ma potrete comunque farvi un regalo per l’importante traguardo raggiunto. E magari troverete anche una banca che fa al caso vostro.

Segnalo che questo è un post sponsorizzato dall’agenzia E3 di Milano. Resta comunque il fatto che già altre volte ho rifiutato di scrivere post a pagamento per iniziative che non condividevo, significa quindi che questa la reputo interessante per me e per i miei utenti abituali.

I numeri del 2009 di Coop Adriatica – The Retailer

Una considerazione: il valore del prestito sociale praticamente identico al fatturato generato dalle vendite di prodotti. Coop Adriatica è ancora un retailer?

via I numeri del 2009 di Coop Adriatica – The Retailer.

Io farei una seconda domanda: se il totale del finanziamento è pari al volume d’affari e Coop Adriatica non ha patrimonio (gli immobili sono di IGD) con cosa garantiscono il prestito? Solo sulla fiducia rischiano la fine della Coop Costruttori Argenta.

Play UBI, play.

Altro post bancario sponsorizzato da BuzzParadise.

Questa volta parlo di una carta di credito ricaricabile indirizzata ad un pubblico giovanile dai 14 ai 29 anni.

Appurato che io ormai non sono più considerato pubblico giovanile dalle banche (e la cosa mi sta pure bene) penso comunque a persone maggiorenni che per un qualunque motivo si trovino fuori casa come studenti universitari.

UBI: Play, boy!

La carta di credito ricaricabile di cui stiamo parlando è la Play UBI.

La sottoscrizione della carta è gratuita ed in più alla sottoscrizione si può avere anche un buono da 50 euro per acquistare da MediaWorld un lettore multimediale o una console giochi.

Trova la filiale più vicina su www.playubi.ubibanca.com per te (se sei un giovane lettore di questo blog) o anche come regalo per il prossimo Natale e non essere spilorcio, oltre alla carta gratis ed al buono da 50 euro mettici dentro qualche altro soldo per finire di pagare la console videoludica.

Prima casa col tetto.

(anche al tasso del mutuo e non solo alla casa, leggete sotto)

tassosemprebassoTramite BuzzParadise mi è stata data l’opportunità di parlarvi di un finanziamento per l’acquisto della prima casa: TassoSempreBasso di Banca Popolare di Milano.

Avete già letto in passato della mia pro pensione al social lending e quindi alla mia ritrosia riguardo ai finanziamenti bancari.

Però, al di la del discorso degli attuali problemi che sta vivendo Zopa e che spero si risolvano a breve e della conseguente attesa di Boober, il social lending non può risolvere il problema dell’acquisto della prima casa per un problema di importo del finanziamento ma soprattutto di durata.

BPM con questo mutuo TassoSempreBasso vuol venire incontro alle famiglie che vogliono finalmente acquistare la prima casa, bello e significativo in questo caso lo slogan “dire, fare, respirare.” che vuol far capire che con questo finanziamento si può non solo iniziare a parlare del proprio desiderio ma anche trasformarlo in fatti senza doversi preoccupare ogni mattina aprendo il giornale alla pagina economica.

Il sistema adottato da BPM si articola su due garanzie contemporanee.

La prima è un tasso variabile ancorato al tasso della BCE che è molto meno ballerino del più diffuso Euribor.

Il secondo, e certamente più interessante, è che in ogni caso il tasso ha un tetto massimo del 5,5% oltre il quale non potrà mai andare nel corso dei 10, 20 o 30 anni di durata del mutuo.

Che dire, se farvi la prima casa è la vostra intenzione chiedere un preventivo per il mutuo anche alla BPM può essere un passo fondamentale per passare dal dire al respirare.

Vi ricordo che pur essendo stato remunerato per questo post tutto ciò che ho scritto viene dalla mia opinione personale. Ad esempio sono sempre stato tifoso del tasso fisso piuttosto che del variabile, proprio per non trovarsi poi un giorno con un tasso schizzato alle stelle, questo mutuo unisce entrambi i vantaggi, un tasso basso in caso di andamento generalizzato verso il basso dei tassi e soglia massima per evitare di perdere la casa dopo pochi anni dall’acquisto.

Sospensione attività Zopa.

Tutti gli zopiani hanno ricevuto oggi una comunicazione dalla società che segnalava che tutte le attività erano sospese.

Oltre a quanto si legge sul sito di Zopa che da subito ha mantenuto la massima chiarezza su quanto stava accadendo, sto intrattenendo uno scambio di mail con Carlo che sempre è stato gentilissimo anche in occasione dei post precedenti (anche quelli non del tutto positivi).

In buona sostanza la sospensione dell’attività non è dovuta alla fuga all’estero dei gestori o ad operazioni finanziarie allegre.

Il problema è sorto per il fatto che il denaro che i prestatori versano a Zopa per il successivo impiego è raccolto in un conto corrente e questo affianca all’attività di intermediazione finanziaria (che era regolarmente autorizzata e che ora è stata sospesa) anche quella di raccolta di risparmi. Dal mio punto di vista si tratta di un errore di interpretazione eccessivamente restrittiva e letterale della norma. Ad esempio visto il diverso modo di agire Boober non dovrebbe avere un problema analogo.

Cosa succede ora.

Nell’immediato Zopa ha correttamente sospeso tutte le attività di valutazione dei prestiti e l’accettazione di nuovi zopiani. Nulla cambia invece per i prestiti già erogati ed in corso. Zopa sta anche comunicando in continuazione con ministero e Banca d’Italia per ripartire.

Nel breve periodo Zopa continuerà a gestire i prestiti in corso con incasso delle rate (anche con le eventuali operazioni nei confronti dei ritardatari) e messa a disposizione dei soldi ai prestatori, non c’è attività di riprestito automatico. Non ci sono rischi per i prestatori in questa fase.

Nel medio e lungo periodo qualora questa situazione dovesse protrarsi per diverso tempo Zopa subirà un danno molto marcato, se non ci sono prestiti non ci sono ricavi per Zopa e questo produrrà difficoltà amministrative.

Mi auguro che chi ha sempre lavorato onestamente ed alla luce del sole non subisca danni irrimediabili e che tutto questo sia dovuto ad un impiegato troppo zelante e non ci siano sotto manovre atte a danneggiare Zopa ed il social lending in generale.

Economie di scaletta.

Dalla banca ci arriva posta ogni giorno, a volte anche 8-10 buste ogni mattina.

Abbiamo chiesto se anziché consegnarcela in azienda, con i relativi costi postali, fossimo andati noi a ritirarla in filiale (tanto ci passiamo spesso).

La risposta è stata che in buona sostanza loro apprezzerebbero perché così si risparmia e quindi anche noi avremmo speso meno.

0,70 euro a trimestre!

Come salvare l’economia.

Io ho una mia piccola ricetta, con ogni probabilità non sarebbe quella più efficace, ma poco importa tanto non verrà di certo messa in pratica.

Prendiamo i 700 miliardi di dollari USA investiti, inutilmente, per salvare il mercato (anche perché il mercato andrà giù ancora per 8 giorni, poi si stabilizzerà prima di una ripresa lenta e non omogenea per settori) e costituiamo una società.

In Italia questa società dovrebbe far capo a Banca d’Italia o Tesoro. Una scatola finanziaria, non gestionale.

Ebbene questa società dovrebbe acquistare capitale di rischio (solo azioni ordinarie) da risparmiatori per un importo massimo di 50-100mila euro (che è comunque quanto prevede il fondo di garanzia nella peggiore delle ipotesi) ad un prezzo per titolo pari alla media delle chiusure degli ultimi 12 mesi. Non verrebbero pagati in contanti ma in azioni comunque garantite appunto da Banca d’Italia o Stato. Se le tieni per almeno 1 anno ti crescono del 5% (di quantità), se le tieni per 3 del 10%. L’oscillazione in ribasso non supererà il 5% annuo altrimenti interviene la garanzia.

Cosa si ottiene con questo?

Nascerebbe un volano che impedirebbe fluttuazioni troppo marcate, perché il prezzo di mercato sarebbe prossimo alla media dei 12 mesi, limitando in ogni caso grandi manovre speculative visto che nessun risparmiatore può superare il limite 50-100mila euro.

Si potrebbe porre anche un limite al valore assoluto o percentuale di capitale aziendale di ogni singola azienda quotata, per non cedere alla garante società veramente inutili e dando la possibilità al numero di aziende più alto possibile di accedere a questo sistema.

Altre garanzie sono da prevedere in tutti i sensi, ma questo è solo una bozza che posso ampliare a richiesta.

Tempo 5 anni la borsa riprenderà il suo valore ante crisi cominciando a crescere e quindi lo stato potrà rientrare dell’investimento fatto ora, mentre se interviene il fondo di garanzia sono soldi spesi e basta.

A dire il vero per alcune aziende la ripresa è vicina, non diceva così male Berlusconi quando asseriva che gli energetici sarebbero stati buoni investimenti, già fra un paio di settimane lo vedremo chiaramente anche se io per l’acquisto aspettere ancora fino al 3 novembre. Oltre ad un buon investimento sono anche una tutela contro OPA che potrebbero portare tutta l’energia italiana sotto il controllo straniero con un contraccolpo notevole.

Per i titoli bancari invece c’è da aspettare la primavera, da aprile-maggio torneranno titoli appetibili anche i creditizi, quelli invece che nei prossimi tre anni soffriranno maggiormente saranno i titoli legati a lusso e moda.

Ovviamente non sono un economista, non sono un operatore di borsa né faccio insider trading (comprate le Scardovi!) ma mi limito ad osservare il mondo da un punto di vista pure limitato ma che mi ha consentito di dire con tranquillità (ci sono i testimoni), quando il petrolio macinava record su record, che da metà agosto sarebbe ritornato a prezzi ben più consoni.

Finanziamenti no grazie!

Periodo di crisi per le finanziarie e periodo di crisi per la vendita di automobili.
E io cosa decido di fare?
Acquistare un’automobile nuova tramite finanziamento. Un pazzo!
E qui inizia l’odissea.
Avevo visto le condizioni che mi offriva il concessionario per il finanziamento con la finanziaria Finconsumo (Santander) e 2 giorni prima di andare a firmare decido di guardare su internet.
Mi imbatto in prestitionline.it e decido di fare una richiesta alla Credi Agile (Santander) per vedere le loro condizioni.
Nella mia ignoranza pensavo di chiedere una sorta di prospetto del tipo “si con queste caratteristiche il finanziamento te lo possiamo dare”.
Nel frattempo vado dal concessionario, firmo per l’auto, faccio vedere il prospetto che avevo fatto su internet, discutiamo un po’ e lo stesso concessionario mi propone dei tassi molto simili. Perfetto.
Compiliamo tutti i foglio, faccio 2000 firme, allego la copia della mia ultima dichiarazione dei redditi, copia patente, codice fiscale etc etc.
Torno a casa bello contento e mi metto in attesa.
3 giorni dopo mi telefona il concessionario chiedendomi se ho richiesto altri finanziamenti.
Io candidamente rispondo di no e mi faccio richiamare dal responsabile per la zona della finanziaria Finconsumo.
Parlando mi dice che vede una richiesta di finanziamento fatta online e che, per ragioni ancora a me sconosciute, non può fare andare avanti la pratica per la concomitanza delle due richieste (mi e’ stato sempre insegnato che chiedere è lecito… probabilmente nel caso delle finanziarie questo non ha valore).
Mi avverte che la pratica verrà rifiutata amenoché non mi presenti dal concessionario con un garante e non faccia l’assicurazione sul finanziamento (cosa che avevo escluso inizialmente perché era inutile per la mia tipologia di cliente).
Dopo una serata di nervosismo trovo una persona a cui basta la mia parola che viene con me dal concessionario (nds: avevo chiesto se era possibile spedire i documenti ai miei genitori che stanno a 300 km visto che mi sembrava una cosa assurda fargli fare 600 km per apporre una firma. Nada, loro non fanno niente per posta).
Pensavo che dopo anni di studio e di lavoro di poter essere autono, invece serviva la firma del “genitore”, un po’ come per le giustificazioni a scuola: umiliante. Poi qualcuno parla dei “bamboccioni” che stanno a casa con mamma e papà.
Ricompiliamo una marea di fogli e resto in attesa.
Dopo altri 2 giorni mi ritelefona il concessionario dicendo che la pratica la mandano avanti SOLO se lascio un anticipo sulla stessa e finanzio una parte.
Innervosito fortemente ritorno al concessionario per la 4a volta, lascio un assegno da 3600 euro.
Attendo un po’ meno fiducioso (ma mi dico: hanno la mia firma, la firma di un garante che ha un reddito anche più alto del mio fisso, un anticipo consistente e pure l’assicurazione… questa volta andiamo tranquilli).
Nel frattempo la prima finanziaria online mi risponde che per i criteri che gli ho comunicato non possono concedermi il prestito. Poco male. È un prestito che non ho mai chiesto, almeno non formalmente!
Chiedo i motivi ma scopro che è possibile fare online una richiesta di finanziamento ma non è possibile sapere il motivo del rifiuto nella stessa maniera (se uno volesse con codice fiscale e indirizzo potrebbe chiedere in una mattinata 100 finanziamenti per conto altrettante persone prese dall’elenco del telefono o da qualsiasi lista pubblica, per esempio una lista di un concorso).
Chiedo quindi di avere per iscritto il motivo del rifiuto.
Mi arriverà alcuni giorni dopo scritto in un modo da non consentirmi di capire il perché dello stesso (mi è stato indicato il punteggio che mi hanno assegnato alla centrale rischi ma non c’era una legenda per capire perché ho quel punteggio, probabilmente loro possono sapere tutto di me… anche cose che io non posso sapere!).
Passano altri 4 giorni e, molto innervosito, mi faccio dare dal concessionario il numero della filiale della Finconsumo che gestisce la mia pratica.
La telefonata inizia in modo alquanto assurdo “buongiorno sono il Sig. XXXXX, ah si buongiorno Sig. YYYYY. Le ho detto che sono il Sig. XXXXXX. Ah mi scusi dalla voce avrei detto che era il Sig. YYYYYY” Ma ci sei o ci fai?).
Chiedo di parlare con il responsabile della mia pratica e mi viene risposto che non è in sede ma che mi avrebbero fatto richiamare di lì a breve.
Passa la mattina e il pomeriggio decido di richiamare.
La persona non c’e’ di nuovo.
Fortunatamente mi richiama di lì ad un’ora (avranno sentito forse che il mio tono non era più tanto tranquillo?).
Mi spiega che la mia pratica si è arenata per un insieme di eventi e che l’ha passata al suo superiore diretto (il megadirettore di tipo fantozziano).
Chiedo quando avrò una risposta e non mi viene fornita una data precisa perché in quel caso non era possibile fare pressioni (???!!!??? e mi limito a dire ciò).
Il giorno seguente chiamo il concessionario e gli annuncio che sarei passato con il contante (prestato dai miei genitori) e che avesse cominciato a preparare la macchina.
Passo dal concessionario e decidiamo di fare un ultimo tentativo con un leasing ma con un’altra finanziaria: Neos Finance
Passa 1 giorno e mezzo e mi richiama il concessionario chiedendomi un bilancino (di precisione????) e altri documenti.
Dopo un giro di telefonate con il commercialista mi faccio fare questa documentazione (sono un libero professionista e questi pretendevano una documentazione di una SRL ma fa niente, ci accordiamo).
La faxo al concessionario.
Il giorno dopo mi richiama e mi dice di passare la sera per firmare tutta la documentazione.
Passo, firmo, incontro finalmente qualcuno di una finanziaria. Ci stringiamo la mano.
Il giorno dopo passo a ritirare la macchina e i soldi che avevo lasciato inizialmente.

Considerazioni: certo le cose possono andare storte per mille motivi. Ma dietro sistemi computerizzati ci sono le persone… e se le persone non imparano a gestire le eccezioni in maniera matura c’è poco da fare… tutto il sistema va in crash.
Da notare il sistema perverso per cui se una finanziaria rifiuta un finanziamento, a cascata tutte le altre lo fanno senza neanche analizzare la pratica: un povero cristo che ha bisogno dei soldi per prendersi qualcosa di cui non può fare a meno è costretto a ricorrere al prestito di amici e parenti o, nei casi peggiori, a ricorrere allo strozzino.
Da Santander che è una delle più grosse società che si occupano di credito al consumo mi sarei aspettato un livello di gestione diverso.
Un plauso a Neos: di sicuro è più piccolina e forse, assurdo a dirsi, ha dietro delle persone che dialogano con altre persone.
Di sicuro prima di comperare qualche altra cosa a rate ci penserò 10 volte.
Comperare un’automobile, anche se per bisogno, dovrebbe essere un piacere e non diventare uno stress durato 15 giorni!