S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Senza.

Paolo Attivissimo ha legittimamente, non voglio certo metterlo in dubbio, troncato i suoi feed, anche il post che comunica questa decisione è troncato e non dà l’opportunità di leggerlo per intero se non visitando il sito, per evitare che gli spam blog riproducessero pari pari i suoi post senza citarlo come fonte. Spam blog che secondo le ultime indicazioni saranno comunque pesantemente sanzionati da Google nella ricerca.

A parte il fatto che puoi inserire in automatico nel feed anche il link al post originale e l’autore del blog stesso, a me sembra che per un divulgatore ci sarebbe solo da rallegrarsi che i propri contenuti, le proprie idee, circolassero anche oltre la propria cerchia di utenti abituali.

Il suo comportamento mi pare non dissimile a quello delle case discografiche che usano i DRM per evitare che i brani vengano selvaggiamente (a detta loro) copiati senza rendersi conto che il danno più grande lo fanno ai loro utenti paganti (in denaro o fedeltà).

Per quanto mi riguarda smetterò di seguire Attivissimo via feed e lo leggerò solo se mi capiterà in modo incidentale.

Io continuo a rilasciare feed integrali e senza pubblicità (nel caso cambiassi richiamatemi all’ordine) perché ritengo che chi si è preso la briga di sottoscrivere il feed per un rapporto duraturo meriti questo, al contrario chi arriva da Google e trova un post più o meno interessante ed utile può permettersi di sorbirsi anche un paio di banner comunque non invasivi.

Voi cosa ne pensate?

C’era una volta il buzz.

C’erano una volta i blog, e ci sono ancora.

Con i blog è venuta la frammentazione e la personalizzazione dell’informazione. A quel punto il meccanismo tradizionalmente usato per promuovere marchi e prodotti non funzionava più.

Allora ci si inventarono le classifiche, in modo da ricondurre alcune blogstars nei meandri dei diffusori acritici di comunicati stampa. Ma i trendsetter online erano critici e dunque non solo non diffondevano acriticamente il comunicato stampa ma a volte addirittura ne facevano una pubblicità negativa.

Per ovviare a questo inconveniente è nato il buzz marketing.

Non faccio mistero (anche perché tutti i relativi post lo riportano chiaramente) di aver partecipato a diverse campagne del genere. Campagne che vanno dal pagamento di un articolo (comunque mio originale e non di rado anche con delle critiche come quelle che ho mosso alla RAI ad esempio), dal prodotto ricevuto in omaggio (ad esempio il Uebbi) o anche solo in uso gratuito per qualche tempo (ad esempio i telefoni LG Optimus). Quelle da me preferite appartengono al secondo gruppo.

Secondo me non c’è nulla di male nello scrivere di tanto in tanto (perché comunque la maggior parte dei contenuti del blog sono prodotti di spontanea volontà mia e degli altri autori) su invito purché si possa scegliere se scriverne o meno (ho rifiutato ad esempio post a favore del poker online, seppure adeguatamente remunerati, perché contrari ai miei principi e perché non li ritenevo comunque interessanti per i miei lettori) e che sia chiaro che il post è stato in qualche modo incentivato.

Sta venendo avanti invece una nuova frontiera del buzz, il video virale ovvero simpatico, magari ammiccante, giovanile. Ecco, onestamente queste campagne per me sono deprimenti ed infatti malgrado le diverse proposte (in questi giorni si sono moltiplicate) ho sempre declinato l’invito tranne che in un caso (e se leggete il post capite anche il perché).

Ecco, secondo me le campagne video pseudo-virali sono la morte del buzz marketing positivo e ripiombano la rete sociale nel vecchio stereotipo televisivo togliendo la parte più originale del messaggio e cercando di riportare i siti (fatico a considerare ancora blog quelli che diffondono semplici pubblicità) al livello dei diffusori acritici di comunicati stampa.

Voi cosa ne pensate?

La partecipazione e l’influenza.

Su TagliaBlog è comparso un post sulla capacità di influenzare le persone che ci circondano.

Immagine da http://idierredavinci.blogspot.com

Parte dall’esperienza diretta dell’autore alla Messa di Natale per dire come una sola persona che si alza durante la liturgia provoca una reazione a catena che porta tutti gli altri presenti ad alzarsi d’istinto.

Quello che manca però all’autore è la visione della domenica tipo, quando in chiesa ci sono solo i quattro gatti bacia banchi come me. Quelli che possiamo definire utenti abituali ed evoluti (non perché sono più bravi andando a messa ma perché conoscono meglio i rituali anche solo per riflesso condizionato).

È vero quello che dice l’autore, che nelle celebrazioni più partecipate (Natale, Pasqua, matrimoni ed anche funerali volendo) che solo una minoranza dei presenti conosce l’argomento e quindi gli altri si adeguano per imitazione. Ma è altrettanto vero che questo non avviene quando è presente la sola comunità abituale.

Quindi l’esempio che la tua comunità possa farsi tua imitatrice per diffondere il tuo verbo è poco applicabile perché appunto non è l’utente abituale che devi convincere ma l’occasionale.

Il mio blog è nei fatti un blog di tecnologia, non lo dico io, lo dicono le statistiche (ieri le 10 pagine più viste erano la home e 9 di telefonia / android). Centinaia di persone arrivano ogni giorno, leggono le informazioni che fornisco e scompaiono. La mia influenza marginale (perché di certo non leggeranno solo da me) è su queste persone, difficilmente un utente di Android(i) verrà influenzato dalle mie opinioni ovvero la mia influenza marginale sarà veramente molto marginale.

Posso dire che oltre 300 persone mi seguono su Twitter, che quasi 400 mi seguono su FriendFeed e che Facebook è volutamente limitato dunque poco influente. Ma la mia influenza è maggiore sulle persone non appartenenti a quei due gruppi intersecati.

Ci sono comunque casi intermedi, ad esempio il fedele che va a messa in una parrocchia differente. Conoscendo la liturgia si alzerà e siederà al tempo giusto ma magari non conoscerà i canti e quindi seguirà quella parte di liturgia imitando (magari muovendo solo le labbra) gli altri presenti che appaiono più preparati.

La partecipazione occasionale ad un insieme (che sia la messa, un gruppo su FF, un blog, una discussione in un forum o in un obsoleto newsgroup) è sempre finalizzata al massimo profitto (non fare la figura di quello che non sa come si sta a messa perché il catechismo è un antico ricordo, recuperare le informazioni necessarie, ecc) e quindi più facilmente si cercherà di individuare quello che appare come individuo competente (se tutti seguono lui è evidente che lui sa quello che dice). Al contrario la partecipazione costante porta all’identificazione di sottogruppi a volte in contrasto fra di loro (provate a chiedere quando ci si alza per l’Offertorio!) e per forza di cose ci si avvicinerà all’uno o all’altro in base alle proprie esperienze ed alle proprie aspettative. A volte i sottogruppi bastano così bene a loro stessi che ci si rende conto che la messa delle 10 e quella delle 11.30 appaiono mondi distantissimi e che il passaggio dall’una all’altra celebrazione non è appena questione di orologio.

Quella dell’autore del TagliaBlog è quindi un’esperienza del primo tipo, ovvero occasionale. Il suo fine non era entrare nella comunità ma esserne solo osservatore. Come osservatore ha tratto le sue conclusioni che sono corrette per il suo punto di osservazione. Resta comunque il fatto che gli effetti della partecipazione al gruppo ristretto, dei soli elementi effettivi della comunità, produce effetti ben diversi.

Voi avete esperienze di comunità (non necessariamente ecclesiali, l’elemento più simile che ho incontrato nella mia vita erano i newsgroup di fine millennio)? Quale è stata la vostra esperienza in merito?

Cosa non è chiaro se dico “promo”?

Ricevo una mail minatoria da Google in quanto:

I publisher non possono implementare gli annunci Google in modo da farli
apparire come elementi di altro tipo. Ad esempio, non possono inserire
annunci sotto intestazioni o titoli ingannevoli, in quanto ciò può indurre
gli utenti a pensare che gli annunci siano link a siti correlati a tale
intestazione. Per evitare questo problema, richiediamo ai publisher di
utilizzare per gli annunci solo le etichette “Link sponsorizzati” o
“Pubblicità”.

Il widget contenente la pubblicità nella colonna laterale sul blog infatti si chiamava “Promo”. Se non modificavo la dicitura entro 72 ore mi bloccavano il sito.

Ora ho scritto “Pubblicità” come chiedono loro, ma la domanda resta, come mai non fanno nulla contro quei siti che alterano la pubblicità per portarla ad una maggiore integrazione con il sito al punto che risulta difficile capire se si tratta di contenuto o promo? Forse perché il loro CTR è decisamente più alto del mio e pertanto ci guadagnano molto più che con la mia casellina promo?

BlogDay 2010.

Blog Day 2010Oggi è il BlogDay 2010, ma dalle prime edizioni di byte nelle reti ne sono passati ed ormai i blog stessi paiono più una reminescenza del passato.

La maggior parte dei miei impulsi celebrali in rete ormai passano da altri siti, da altri sistemi, da altri concetti.

La vita è veloce, non c’è più tempo di assimilare un concetto prima di manifestarlo in maniera ampia, si rincorre la notorietà in un tweet, in un messaggio su FriendFeed o su Facebook (quest’ultimo è riservato alle persone che conosco anche fuori dalla rete oppure da tanti anni online, non chiedetemi l’amicizia se non siete di quelle categorie).

Ebbene trovo inutile qui indicare 5 blog perché fra quelli più attivi sarebbero siti di informazioni che hanno scelto una piattaforma blog con feed RSS anziché altre modalità di pubblicazione.

Le persone, quelle che chiamo ancora blogger, le incontro più che altro su FF e tramite FF seguo spesso anche il loro feed RSS “vecchia maniera” anche se la discussione, i commenti, sono in tanti posti differenti e sempre più difficile da seguire.

La rete è sempre più liquida, sparsa in decine di rivoli non classificabili.

Attenzione a quando la rete sarà gassosa, potrebbe trattarsi di una scoreggia.

qq829.com

Da qualche giorno ricevo periodicamente una visita da un URL strano: http://qq829.com/web_stat.asp?dn=essepunto.it che contiene solo un grafico di un sito di statistiche che WOT mi sconsiglia di visitare.

L’ho scirtto su twitter e dunque è comparso nella barra laterale del mio blog e già diverse persone sono arrivate con tale ricerca.

Diciamo che sono in tanti a domandarsi di chi si tratti e che nessuno abbia una risposta.

Il dominio appartiene ad un’azienda pechinese, la Beijing Innovative Linkage Technology ltd. e pur essendo stato registrato l’anno scorso sembra sia diventato operativo in queste operazioni da pochi giorni, le prime visite sono apparte per tutti dal 15 aprile.

Cinesi appaiono pure tutti i visitatori provenienti da questo URL.

Provando a tradurre la home di qq829.com con Google translate pare di capire che si tratti di una community vecchio stile, quasi un portale.

Potrebbe dunque trattarsi in buona sostanza di un plugin utilizzato dagli utenti per tracciare e registrare a fini statistici il traffico verso siti esterni.

A questo punto la domanda è: cosa ci fa un cinese ogni giorno sul mio blog?

Voi che leggete avete notato altri accessi da questo server? Vi siete fatti un’idea sul motivo di simile referer?

Tariffa editoriale ridotta.

Così un pacco editoriale che fino a ieri costava 0,97 centesimi (fino a 3 kg) da oggi costerà 7 euro. Il pesce d’aprile è veramente notevole!

Booksblog via Tempi record della burocrazia italiana: il 30… – A Life-hacker’s Tumblr.

Sarebbe il caso, prima di sparare e risparare stronzate, fare una rapida verifica.

Non è mai esistita in epoca recente una tariffa da 0,97 centesimi fino a 3 kg.

La tariffa era da 0,97 Euro (pari a 97 centesimi) fino a 2 kg ovvero la tariffa base per i pieghi di libri con riduzione per gli editori (ne ho diritto anche io anche se non l’ho mai sfruttata per una serie di assurdi limiti).

Ma soprattutto è una fandonia che ora la tariffa sarà di 7 Euro.

Resta in vigore, come le Poste stesse comunicano tramite questo PDF informativo (pagina 7), la tariffa piego di libri senza sconto per l’editore che è di 1,2787 Euro fino a 2 kg e di 3,9530 fino a 5 kg.

I grandi giornali prendono cantonate, ma non è che i blog di informazione specifica siano molto meglio. Peccato.

Collaudo dell’HTC Tattoo.

Ho digitato questo post direttamente sulla minuscola tastiera virtuale dell’HTC Tattoo.

Devo dire che prendendoci un po’ la mano e con l’aiuto del correttore automatico integrato si ottengono dei risultati comunque discreti e sufficientemente rapidi, ben oltre la tastiera fisica del BlackBerry 8100 che mi ha accompagnato fino ad ora.