S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Volare Oh Oh.

Hai fatto un viaggio interessante? Hai avuto, al contrario, una pessima esperienza nel tuo ultimo viaggio?

Iscrivendoti a WeFly potrai segnalare tutte le tue esperienze di viaggio, non solo quelle fatte con Lufthansa che gestisce il sito. WeFly infatti è aperto a tutti.

Basta iscriversi e raccontare la propria e tutti gli altri utenti potranno vederla e farne tesoro. Perché cosa c’è di meglio per conoscere un posto che leggerne da chi ha già fatto la stessa esperienza?

Gli utenti possono anche votare i viaggi segnalati da altri e porre domande agli altri iscritti di questo social network del turismo.

Non mancano poi i concorsi a premi ad invogliare l’uso di questa piattaforma a differenza di altre più “neutrali” (nel senso di non legate ad un vettore aereo).

Certamente per Lufthansa questo è un investimento utile perché promuovendo nel suo complesso i viaggi promuove anche il proprio brand e la voglia di prendere un aereo per andare in giro per il mondo a scoprire cose nuove.

Non resta dunque che iniziare a farsi un giro sul sito, vedere le recensioni delle gite degli altri e se lo meritano registrarsi per dare il proprio voto, commentare e chiedere suggerimenti diretti.

C’era un Evolta.

No, non si tratta di una favola d’altri tempi con principi e cavalieri… Però un eroe l’abbiamo anche questa volta, si tratta di Mr. Evolta e dell’omonima linea di batterie della Panasonic.

Evolta01Per il lancio di questo nuovo prodotto la casa madre ha realizzato un gioco on-line di citybuilding un po’ come tanti che già facciamo su Facebook (o anche da molto prima, ricordo ancora le prime partire per costruire una città quando ero alle superiori).

Evolta04Lo scopo essenziale di questo gioco non è, come in molti altri casi, diventare ricco attingendo dalle attività economiche realizzate o raccogliendo ortaggi. Siamo invitati ad aiutare il robottino Mr. Evolta, che nel mondo reale è stato insignito anche di un Guinness World Record per aver scalato il Grand Canyon con la sola forza delle sue batterie, nella realizzazione di una città verde in cui vivere nel pieno rispetto della natura, lo stesso spirito che muove le batterie Evolta, sia alcaline (con un’autonomia da record) che ricaricabili (che possono essere riutilizzate fino a 1600 volte).

Perché dunque lasciare i giochi che già si stanno facendo ed iniziare subito una partita ad Evolta City? Semplice, perché qui si vincono anche premi veri. Per i primi 500 iscritti c’è la possibilità di ottenere una fornitura per 5 anni di batterie Evolta e per i migliori giocatori sono previste bici elettriche ed altri premi green.

Che aspetti dunque a lanciarti subito nella costruzione della più bella città verde di tutti i tempi? Potrebbero venirne anche valide idee da presentare ai nostri amministratori locali anche per i luoghi dove viviamo abitualmente.

Articolo sponsorizzato

Viral video by ebuzzing

C’era una volta il buzz.

C’erano una volta i blog, e ci sono ancora.

Con i blog è venuta la frammentazione e la personalizzazione dell’informazione. A quel punto il meccanismo tradizionalmente usato per promuovere marchi e prodotti non funzionava più.

Allora ci si inventarono le classifiche, in modo da ricondurre alcune blogstars nei meandri dei diffusori acritici di comunicati stampa. Ma i trendsetter online erano critici e dunque non solo non diffondevano acriticamente il comunicato stampa ma a volte addirittura ne facevano una pubblicità negativa.

Per ovviare a questo inconveniente è nato il buzz marketing.

Non faccio mistero (anche perché tutti i relativi post lo riportano chiaramente) di aver partecipato a diverse campagne del genere. Campagne che vanno dal pagamento di un articolo (comunque mio originale e non di rado anche con delle critiche come quelle che ho mosso alla RAI ad esempio), dal prodotto ricevuto in omaggio (ad esempio il Uebbi) o anche solo in uso gratuito per qualche tempo (ad esempio i telefoni LG Optimus). Quelle da me preferite appartengono al secondo gruppo.

Secondo me non c’è nulla di male nello scrivere di tanto in tanto (perché comunque la maggior parte dei contenuti del blog sono prodotti di spontanea volontà mia e degli altri autori) su invito purché si possa scegliere se scriverne o meno (ho rifiutato ad esempio post a favore del poker online, seppure adeguatamente remunerati, perché contrari ai miei principi e perché non li ritenevo comunque interessanti per i miei lettori) e che sia chiaro che il post è stato in qualche modo incentivato.

Sta venendo avanti invece una nuova frontiera del buzz, il video virale ovvero simpatico, magari ammiccante, giovanile. Ecco, onestamente queste campagne per me sono deprimenti ed infatti malgrado le diverse proposte (in questi giorni si sono moltiplicate) ho sempre declinato l’invito tranne che in un caso (e se leggete il post capite anche il perché).

Ecco, secondo me le campagne video pseudo-virali sono la morte del buzz marketing positivo e ripiombano la rete sociale nel vecchio stereotipo televisivo togliendo la parte più originale del messaggio e cercando di riportare i siti (fatico a considerare ancora blog quelli che diffondono semplici pubblicità) al livello dei diffusori acritici di comunicati stampa.

Voi cosa ne pensate?

La partecipazione e l’influenza.

Su TagliaBlog è comparso un post sulla capacità di influenzare le persone che ci circondano.

Immagine da http://idierredavinci.blogspot.com

Parte dall’esperienza diretta dell’autore alla Messa di Natale per dire come una sola persona che si alza durante la liturgia provoca una reazione a catena che porta tutti gli altri presenti ad alzarsi d’istinto.

Quello che manca però all’autore è la visione della domenica tipo, quando in chiesa ci sono solo i quattro gatti bacia banchi come me. Quelli che possiamo definire utenti abituali ed evoluti (non perché sono più bravi andando a messa ma perché conoscono meglio i rituali anche solo per riflesso condizionato).

È vero quello che dice l’autore, che nelle celebrazioni più partecipate (Natale, Pasqua, matrimoni ed anche funerali volendo) che solo una minoranza dei presenti conosce l’argomento e quindi gli altri si adeguano per imitazione. Ma è altrettanto vero che questo non avviene quando è presente la sola comunità abituale.

Quindi l’esempio che la tua comunità possa farsi tua imitatrice per diffondere il tuo verbo è poco applicabile perché appunto non è l’utente abituale che devi convincere ma l’occasionale.

Il mio blog è nei fatti un blog di tecnologia, non lo dico io, lo dicono le statistiche (ieri le 10 pagine più viste erano la home e 9 di telefonia / android). Centinaia di persone arrivano ogni giorno, leggono le informazioni che fornisco e scompaiono. La mia influenza marginale (perché di certo non leggeranno solo da me) è su queste persone, difficilmente un utente di Android(i) verrà influenzato dalle mie opinioni ovvero la mia influenza marginale sarà veramente molto marginale.

Posso dire che oltre 300 persone mi seguono su Twitter, che quasi 400 mi seguono su FriendFeed e che Facebook è volutamente limitato dunque poco influente. Ma la mia influenza è maggiore sulle persone non appartenenti a quei due gruppi intersecati.

Ci sono comunque casi intermedi, ad esempio il fedele che va a messa in una parrocchia differente. Conoscendo la liturgia si alzerà e siederà al tempo giusto ma magari non conoscerà i canti e quindi seguirà quella parte di liturgia imitando (magari muovendo solo le labbra) gli altri presenti che appaiono più preparati.

La partecipazione occasionale ad un insieme (che sia la messa, un gruppo su FF, un blog, una discussione in un forum o in un obsoleto newsgroup) è sempre finalizzata al massimo profitto (non fare la figura di quello che non sa come si sta a messa perché il catechismo è un antico ricordo, recuperare le informazioni necessarie, ecc) e quindi più facilmente si cercherà di individuare quello che appare come individuo competente (se tutti seguono lui è evidente che lui sa quello che dice). Al contrario la partecipazione costante porta all’identificazione di sottogruppi a volte in contrasto fra di loro (provate a chiedere quando ci si alza per l’Offertorio!) e per forza di cose ci si avvicinerà all’uno o all’altro in base alle proprie esperienze ed alle proprie aspettative. A volte i sottogruppi bastano così bene a loro stessi che ci si rende conto che la messa delle 10 e quella delle 11.30 appaiono mondi distantissimi e che il passaggio dall’una all’altra celebrazione non è appena questione di orologio.

Quella dell’autore del TagliaBlog è quindi un’esperienza del primo tipo, ovvero occasionale. Il suo fine non era entrare nella comunità ma esserne solo osservatore. Come osservatore ha tratto le sue conclusioni che sono corrette per il suo punto di osservazione. Resta comunque il fatto che gli effetti della partecipazione al gruppo ristretto, dei soli elementi effettivi della comunità, produce effetti ben diversi.

Voi avete esperienze di comunità (non necessariamente ecclesiali, l’elemento più simile che ho incontrato nella mia vita erano i newsgroup di fine millennio)? Quale è stata la vostra esperienza in merito?

Due per uno.

Titolo strano per un post.

Ed argomento forse strano anche per questo blog.

In realtà il titolo ha un doppio significato (due significati per un post):

  1. il video qui sotto ha due finali fra cui scegliere per continuare la storia e
  2. visto che per lavoro vendo anche i prodotti SiSi magari prendo 3 cent (tramite Wikio) per avervi mostrato il video e poi vi vendo anche i collant in negozio.

[Video] Wikio Compra PromoDigital. Le mie (lunghe) considerazioni. – Blog – DElyMyth – /dev/null

Sponsored Post

Mi darebbero 66€ per scrivere un post.

Non poco, anzi… parecchio per come la vedo io.

Troppo, mi ha fatto gola.

Mi ha trattenuta un collega (e lo ringrazio).

via [Video] Wikio Compra PromoDigital. Le mie (lunghe) considerazioni. – Blog – DElyMyth – /dev/null.

Anche a me hanno offerto quella cifra per parlare di un videogioco, ci potevo portare fuori la moglie a mangiare una pizza.

Ma visto che io uso WII ho preferito rinunciare all’opportunità perché poi il post non sarebbe certamente stato interessante per chi segue il mio feed. Se, come dici, sei autonoma non dovresti avere problemi a scegliere di cosa parlare senza essere condizionata dalla remunerazione. Semmai la remunerazione, almeno nel mio caso, mi fa sentire meno in colpa con la famiglia per il tempo che dedico a scrivere il post.

Per dire, ho acquistato un HTC Tattoo, di questo piacerebbe parlare (anche in considerazione delle migliaia di visite alle spalle che hanno i miei post sul BlackBerry) se solo trovassi il tempo di mettere giù le mie idee.

Play UBI, play.

Altro post bancario sponsorizzato da BuzzParadise.

Questa volta parlo di una carta di credito ricaricabile indirizzata ad un pubblico giovanile dai 14 ai 29 anni.

Appurato che io ormai non sono più considerato pubblico giovanile dalle banche (e la cosa mi sta pure bene) penso comunque a persone maggiorenni che per un qualunque motivo si trovino fuori casa come studenti universitari.

UBI: Play, boy!

La carta di credito ricaricabile di cui stiamo parlando è la Play UBI.

La sottoscrizione della carta è gratuita ed in più alla sottoscrizione si può avere anche un buono da 50 euro per acquistare da MediaWorld un lettore multimediale o una console giochi.

Trova la filiale più vicina su www.playubi.ubibanca.com per te (se sei un giovane lettore di questo blog) o anche come regalo per il prossimo Natale e non essere spilorcio, oltre alla carta gratis ed al buono da 50 euro mettici dentro qualche altro soldo per finire di pagare la console videoludica.

Wii dico che ne vale la pena.

Ho scritto diversi post sul Wii.

Conosco diverse persone che l’hanno comprata dopo averne sentito parlare da me, e forse qualcuno anche dopo averne letto su queste pagine.

Oggi stesso sono andato a comprarne uno per una persona che lo deve regalare (non dico chi perché, anche se sono ragionevolmente sicuro che non frequenti questi lidi, non si sa mai).

Se siete della zona vi consiglio Virtual Game (non ricavo nulla, purtroppo, da questo link), il sito è una ciofeca ma i ragazzi sono estremamente gentili e disponibili.

Tornando al discorso iniziale… tutto questo si chiama buzz.

In buona sostanza la mia soddisfazione per il prodotto, la mia capacità di trasmettere questa soddisfazione alle persone giuste, ha fatto in modo che la Nintendo potesse vendere alcune consolle in più, magari a scapito delle concorrenti Sony e Microsoft.

Il buzz può essere spontaneo, come nel caso del Wii, come pure indotto, nel mio caso ad esempio per uebbi. Non c’è nulla di male, ZZUB mi ha fornito un prodotto senza alcun vincolo, la differenza sta solo nel fatto che il Wii l’ho pagato di tasca mia, il uebbi invece no.

Ma alla fine di tutto questo preambolo volevo solo dire che se qualche produttore vuole omaggiarmi per Natale di un loro prodotto affinché lo testi (ho anche mandato molti feedback a Telecom tramite ZZUB) e ne parli io sono ben disponibile.

Anche giochi per Wii per tutte le età (dai 10 mesi in su), non Wii Fit che è già sotto l’albero che aspetta.

Buzz iberico.

Tramite .mau. vengo a conoscenza di una classifica di blog spagnola che comprende anche blog italiani.

Però più che a BlogBabel assomiglia a BuzzParadise in quanto anche la classifica medesima è generata sulla capacità di produrre buzz.

Guardando la scheda del vecchio blog (questo l’ho fatto indicizzare solo ora) vedo una serie di informazioni interessanti. Infatti oltre alla mera classifica generale o quella nazionale che lasciano il tempo che trovano c’è la classifica per argomento, ovvero la capacita di generare buzz (qualunque cosa questo significhi e come venga calcolato) in un tema specifico.

Ecco il vecchio blog (che comunque condivide il feed del nuovo) ad esempio è in posizione 35 per la telefonia mobile, probabilmente per i molteplici post sul BlackBerry 8100 che ancora oggi sono quelli che mi portano più traffico dai motori di ricerca.

Il sito è tutto in spagnolo ma facilmente comprensibile, se vi registrate potete accedere alle varie iniziative di buzz, ad esempio che ne pensate di un abbonamento che vi mandi a casa uno spazzolino nuovo ogni tre mesi per ricordarvi di cambiarlo?

Tutto questo per dire ai signori produttori di telefoni che possono rivolgersi anche a me e non solo alle blogstar per far provare i loro prodotti. Io magari resto fedele al mio Pearl ma a casa avrei diversi soggetti a cui far collaudare altri apparecchi di cui volessero farmi omaggio.

Buzz.

Visto che Luca è diventato un pezzo grosso di BuzzParadise ho pensato di iscrivermi.

Visto che ora non hanno alcun argomento da propormi parlerò proprio di loro.

Il link dell’iscrizione secondo me non è molto intuitivo, nasconderlo dentro al flash dell’intestazione con colori analoghi a ciò che lo circonda non lo fa balzare all’occhio.

Nel modulo d’iscrizione vengono richiesti tutti i dati (e anche di più) del blog. Si discute che nel web 2.0 le impression non sono fondamentali ma te le chiedono comunque.

Se premi “aggiungi blog” non fai un submit di quello appena inserito ma appunto te ne fa inserire uno nuovo e non c’è possibilità di tornare indietro. Devi ripartire da capo se non hai un secondo blog. Poi accanto appare una combo box senza alcuna spiegazione.

Poi raccolgono i dati personali, nome di battesimo al giorno d’oggi pare un po’ desueto visto che anche in Italia i battezzati stanno calando, meglio nome o nome proprio. E comunque per una relazione personalizzata magari potrei preferire un nick al nome.

Questo è solo un dettaglio: ma se scelgo 3 lingue è quantomeno probabile che la prima scelta sia la preferita.

Sempre dal punto di vista tecnico il captcha è qualcosa di sadico, lo scarabocchio sopra la scritta a volte la fa diventare veramente illeggibile e quindi si mette qualcosa a caso e poi si spera che quando la richiede la volta successiva sia corretta, ricordando di rimettere la password. Fra l’altro la password non figura come un campo obbligatorio mentre la conferma della password lo è.

L’uso simpatico della lingua è secondo me al limite del tollerabile, forse anche per la stitica traduzione dal francese.

Ad esempio:

Per confermare il tuo indirizzo email e concludere la tua iscrizione su BuzzParadise, clicca senza indugio su questo link.

oppure

Abbiamo una notizia buona e una cattiva !
Quella cattiva : sei un blog addicted
Quella buona : la tua richiesta di iscrizione è stata accolta !

Insomma, il primo impatto non è stato eccezionale. Vedremo per il futuro.