Buon Natale 2011.

Questo è il momento in cui dovrei darvi i miei auguri di Natale.

Ma io funziono a danni alterni. (vi piace il refuso?)

Quindi nel 2008 ho scritto un bel post (in realtà era pessimo ma c’era una bella foro, molto meglio di quella di quest’anno e quindi la riciclo qui).

Nel 2009 dopo un lungo riassunto dei fatti dell’anno ho rimandato agli auguri del 2008.

Nel 2010 ho scritto un bel post (sempre a mio parere).

Nel 2011, l’ultimo Natale per coloro che credono nella profezia Maya, non ho molto da scrivere ma voglio lasciarvi con i miei più cari auguri che sia un Natale gioioso perché malgrado tutti i fatti che ci hanno accompagnato durante l’anno il Natale è un evento di gioia e di luce.

Vi lascio anche con questa frase, non ne ho capito bene il senso ma mi piace:

L’Eterno si è fatto essenziale affinché la nostra essenza fosse fatta per l’eternità.

Buon Natale.

Gettare la rete in rete*.

bxvi

Confesso di essere in notevole ritardo nella lettura del messaggio del Papa per la XLV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

Tanti altri ne hanno già parlato, generalmente più che bene anche fra i detrattori del Papa e della Chiesa, ma solo oggi sono riuscito a leggerne il testo integrale.

Visto la brevità e la chiarezza che racchiude al suo interno, vista la condivisibilità anche da parte dei non cattolici invito tutti a leggerlo.

Da parte mia volevo scriverne un commento, poi ho pensato che fosse già bello così.

Poi volevo ricopiare qui le parti più meritevoli, ma non sapevo quali tagliare.

Alla fine volevo copiarlo tutto ed evidenziare le parti più degne, ma avrei evidenziato tutto. Ed avrei pure violato il copyright.

Dunque il link è in alto, se volete leggete.

* Da tempo immemorabile mi piacerebbe organizzare un barcamp con questo titolo (e l’ovvio argomento), se qualcuno vuole collaborare ci possiamo provare.

Giovanni Paolo II beato il 1° Maggio.

Visto che gli anticlericali si sono già scagliati sulla scelta del 1° Maggio per la beatificazione di Karol Józef Wojtyła ovvero Papa Giovanni Paolo II volevo scrivere giusto due righe sulle motivazioni della scelta.

Il papa è morto sabato 2 Aprile 2005, dopo i primi vespri della Domenica in Albis (detta anche Domenica della Divina Misericordia) ovvero della domenica dopo Pasqua.

Visto che la Pasqua è una festa mobile e che quest’anno cade il 24 Aprile è evidente che la Domenica in Albis è sette giorni dopo, appunto il 1° Maggio.

Quindi non si è trattato assolutamente di una scelta politica contro i lavoratori. Ritengo comunque che il popolo delle due piazze non sia assolutamente intercambiabile anche a livello di provenienza geografica (immagino che al concertone di piazza San Giovanni non ci sarà una marea di polacchi).

Chissà poi se coloro che sono contrari a questa scelta sanno che il 1° Maggio la Chiesa festeggia San Giuseppe Lavoratore.

La partecipazione e l’influenza.

Su TagliaBlog è comparso un post sulla capacità di influenzare le persone che ci circondano.

Immagine da http://idierredavinci.blogspot.com

Parte dall’esperienza diretta dell’autore alla Messa di Natale per dire come una sola persona che si alza durante la liturgia provoca una reazione a catena che porta tutti gli altri presenti ad alzarsi d’istinto.

Quello che manca però all’autore è la visione della domenica tipo, quando in chiesa ci sono solo i quattro gatti bacia banchi come me. Quelli che possiamo definire utenti abituali ed evoluti (non perché sono più bravi andando a messa ma perché conoscono meglio i rituali anche solo per riflesso condizionato).

È vero quello che dice l’autore, che nelle celebrazioni più partecipate (Natale, Pasqua, matrimoni ed anche funerali volendo) che solo una minoranza dei presenti conosce l’argomento e quindi gli altri si adeguano per imitazione. Ma è altrettanto vero che questo non avviene quando è presente la sola comunità abituale.

Quindi l’esempio che la tua comunità possa farsi tua imitatrice per diffondere il tuo verbo è poco applicabile perché appunto non è l’utente abituale che devi convincere ma l’occasionale.

Il mio blog è nei fatti un blog di tecnologia, non lo dico io, lo dicono le statistiche (ieri le 10 pagine più viste erano la home e 9 di telefonia / android). Centinaia di persone arrivano ogni giorno, leggono le informazioni che fornisco e scompaiono. La mia influenza marginale (perché di certo non leggeranno solo da me) è su queste persone, difficilmente un utente di Android(i) verrà influenzato dalle mie opinioni ovvero la mia influenza marginale sarà veramente molto marginale.

Posso dire che oltre 300 persone mi seguono su Twitter, che quasi 400 mi seguono su FriendFeed e che Facebook è volutamente limitato dunque poco influente. Ma la mia influenza è maggiore sulle persone non appartenenti a quei due gruppi intersecati.

Ci sono comunque casi intermedi, ad esempio il fedele che va a messa in una parrocchia differente. Conoscendo la liturgia si alzerà e siederà al tempo giusto ma magari non conoscerà i canti e quindi seguirà quella parte di liturgia imitando (magari muovendo solo le labbra) gli altri presenti che appaiono più preparati.

La partecipazione occasionale ad un insieme (che sia la messa, un gruppo su FF, un blog, una discussione in un forum o in un obsoleto newsgroup) è sempre finalizzata al massimo profitto (non fare la figura di quello che non sa come si sta a messa perché il catechismo è un antico ricordo, recuperare le informazioni necessarie, ecc) e quindi più facilmente si cercherà di individuare quello che appare come individuo competente (se tutti seguono lui è evidente che lui sa quello che dice). Al contrario la partecipazione costante porta all’identificazione di sottogruppi a volte in contrasto fra di loro (provate a chiedere quando ci si alza per l’Offertorio!) e per forza di cose ci si avvicinerà all’uno o all’altro in base alle proprie esperienze ed alle proprie aspettative. A volte i sottogruppi bastano così bene a loro stessi che ci si rende conto che la messa delle 10 e quella delle 11.30 appaiono mondi distantissimi e che il passaggio dall’una all’altra celebrazione non è appena questione di orologio.

Quella dell’autore del TagliaBlog è quindi un’esperienza del primo tipo, ovvero occasionale. Il suo fine non era entrare nella comunità ma esserne solo osservatore. Come osservatore ha tratto le sue conclusioni che sono corrette per il suo punto di osservazione. Resta comunque il fatto che gli effetti della partecipazione al gruppo ristretto, dei soli elementi effettivi della comunità, produce effetti ben diversi.

Voi avete esperienze di comunità (non necessariamente ecclesiali, l’elemento più simile che ho incontrato nella mia vita erano i newsgroup di fine millennio)? Quale è stata la vostra esperienza in merito?

Buon Natale.

Natale non è la festa dei santi. Ci sono tanti altri modi per Dio di comunicare con loro.

Natale è la festa di coloro che non cercano Dio o che credono che sia come un supereroe avulso dalla propria vita.

Natale è la nostra festa, la festa di coloro che si stupiscono di fronte all’immagine di Dio, ad un bambino che nasce.

Natale in fondo è tutto qui, lasciarsi provocare da un grande mistero. Perché la nascita è il mistero più grande dell’universo.

Natale è smettere di tirare l’acqua al proprio mulino, di risvegliarsi dal sonno. Se anche solo per cinque minuti ci saremo soffermati su questo fatto il Natale sarà venuto a noi.

A Santo Stefano forse apparirà, a noi ed agli altri, che siamo di nuovo addormentati e presi dai nostri tormenti quotidiani. In realtà dentro di noi già ci sarà la novità che crescerà nel nostro intimo, in quella parte di noi che spesso non conosciamo neppure tanto siamo riusciti a nasconderla bene.

Non chiedo, a me in primis, di spalancare la porta, ma perlomeno di non sbarrarla.

Buon Natale.

Stefano

Elezioni Brasile: Lula, il Papa parla come 2000 anni fa – Mondo – ANSA.it

“Non vedo nessuna novità nella dichiarazione del Papa: questo è il comportamento della chiesa cattolica da quando esiste. Se tu vai a vedere quello che la chiesa diceva 2000 anni fa vedrai che diceva esattamente ciò che il Papa ha detto ora”.

Luiz Inacio Lula da Silva (presidente uscente del Brasile) via Elezioni Brasile: Lula, il Papa parla come 2000 anni fa – Mondo – ANSA.it.

Io un endorsement così forte da parte di Lula alla Chisa Cattolica non me lo sarei mai aspettato.

Ha detto apertamente che il Papa è coerentemente fedele all’insegnamento di Cristo.

Il Grande Cocomero.

L'offensiva cattolica anti-Halloween.

Ecco il titolo di un articolo odierno del Corriere. Decisamente offensivo.

La Chiesa addirittura va contro ad Halloween: ingerenza!

E se fosse banalmente che la Chiesa voglia riscoprire una sua festa un po’ offuscata?

Perché fra poco meno di due mesi allora il Corriere potrebbe titolare “L’offensiva cattolica anti-Babbo Natale” e giù di nuovo a commentare l’ennesima pretesa del clero di esporre i Gesù Bambino e di aprire le chiese nottetempo.

Per quanto mi riguarda già l’anno scorso ho organizzato in prima persona la “Festa dei Santi” con messa per i bambini, banchetto e giochi. Eravamo un centinaio di persone ed altrettanti saremo quest’anno.

Non faccio una contro-Halloween semplicemente perché quella è una festa che non mi appartiene, né sono andato in giro a fare promozione della mia presunta anti-festa, sono bastate poche semplici chiacchiere per avere un ampio riscontro.

Magari ho avuto l’adesione di soli bigotti che non avevano mai pensato ad una festa simile per non essere tacciati di clericalismo, ma visto che è cosa nota per tutti che sono un baciabanchi non ho avuto alcun problema a farmi promotore.

Una vignetta ci Charlie Brown su Halloween.

Poi se uno vuol celebrare il grande cocomero per i motivi più disparati ad perché si sente più celtico che cattolico, perché è anticlericale, per motivi squisitamente economici (come nella vignetta a lato) io non è che mi scandalizzo. Al massimo mi può disturbare che l’amministrazione pubblica dedichi ormai più risorse a questa festa che al Natale. Mica perché sia un bigottone, anche solo perché, laicamente parlando, il Natale è la festa più economicamente importante dell’anno e per l’amministrazione locale incentivare questa festa significa far crescere il volume d’affari dei negozi del proprio territorio con conseguente aumento dei redditi e quindi degli introiti nelle pubbliche casse.

Porta Pia tutte le feste si porta via.

Oggi è il 20 Settembre, data simbolo dell’Italia unita, con Roma capitale e laica.

Quest’anno in occasione del 140° anniversario anche il Vaticano festeggia accanto alle massime cariche dello stato e della capitale. E subito c’è chi grida allo scandalo ed alla laicità violata.

Io già mi rallegravo in tempi non sospetti di questa vittoria della Chiesa che, dismessi definitivamente gli abiti del potere temporale, poteva finalmente dedicarsi appieno alla sua propria mansione.

Per questo motivo non mi scandalizzo che anche l’inviato del Papa sia a festeggiare questa soluzione win-win in cui il potere temporale appartenga ad uno stato laico mentre i preti tornino ad occuparsi delle anime.

Il Papa infatti avrebbe tranquillamente chiamare in suo soccorso la figlia prediletta Francia (come già fatto qualche decennio prima) o anche l’Austria ma il beato Pio IX era lungimirante ed aveva capito che finalmente era arrivato il momento li lasciare ciò che non gli competeva.

Viva l’Italia, viva la Chiesa.

Lo Stato e la Nazione.

Avete mai pensato a cosa sarebbe il calcio se al posto della Nazionale avessimo la Squadra Statale di calcio? Già mi immagino maree di funzionari, almeno tre per ogni giocatore, che redigono verbali in triplice copia con la vecchia carta carbone.

Oppure se l’inno di Mameli fosse statale anziché nazionale, mi vedrei la SIAE a chiedere il balzello a tutti coloro che lo cantano… l’ha già fatto? In effetti sì, ma sarebbe certamente peggio. Sarebbe una cosa prettamente burocratica.

Insomma, la nazione è la nostra mamma, non per nulla il termine nazione ha la stessa etimologia di nascita.

Ben diverso è lo stato che a volte non coincide minimamente con la nazione (ad esempio lo stato Regno Unito include le nazioni di Inghilterra, Galles, Scozia ed Irlanda del Nord, al contrario la nazione Stati Uniti d’America include 50 stati) mentre altre volte la ricalca abbastanza dettagliatamente come ad esempio capita all’Italia.

E forse proprio questa coincidenza territoriale porta a fare confusione fra nazione e stato che al contrario sono ben distinti seppur collegati.

Come dicevo sopra lo stato rappresenta la burocrazia necessaria per la civile convivenza della nazione. Lo stato è laico perché è come la penna che scrive su un foglio, la nazione al contrario è colui che con la penna scrive. La penna è solo uno strumento, indispensabile per scrivere, non dotato di volontà, di orientamento.

Ovvio dunque che ci si richiami sempre allo stato laico, ma lo si fa senza tener conto della nazione. Sì da la colpa alla penna di ciò che è scritto sul foglio.

La nazione invece ha una definizione ben più sfuggente. Dice la Dichiarazione Universale dei Diritti Collettivi dei Popoli

Ogni collettività umana avente un riferimento comune ad una propria cultura e una propria tradizione storica, sviluppate su un territorio geograficamente determinato […] costituisce un popolo. Ogni popolo ha il diritto di identificarsi in quanto tale. Ogni popolo ha il diritto ad affermarsi come nazione.

Si capisce dunque che non esiste nazione dove non esiste una cultura e la cultura della nazione italiana non può prescindere dal cattolicesimo. Basta salire su un tetto e guardarsi attorno per contare quanti campanili svettano sulle nostre città.

La cultura italiana è permeata di cattolicesimo, basti pensare a Dante o Manzoni.

L’arte italiana altrettanto, il monumento italiano più famoso nel mondo è la torre di Pisa, ovvero un campanile.

La musica, le stesse note musicali Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si derivano dalla prima sillaba di ogni verso dell’inno a San Giovanni (ok, Ut è stato sostituito da Do ma il resto non cambia).

Non vado oltre perché penso che sia chiaro il senso. La storia dell’Italia, della nazione italiana, è permeata fino al midollo del cattolicesimo.

Quindi coloro che chiedono a gran voce la laicità della penna dello stato dovrebbero soffermarsi a pensare se vogliono uno stato senza nazione, una penna statica, senza alcuno che la guidi. Al contrario se vogliono continuare ad avere qualcuno che usa la penna devono riconoscere la nazione italiana con profonde radici nel cattolicesimo.

Per assurdo chi grida a gran voce la laicità dello stato rischia di fare il gioco di coloro che vogliono smembrare l’Italia. Perché togliendo la storia e la cultura a cosa serve una nazione, a cosa serve il suo territorio? Alla nascita di altre nazioni che facciano capo ad uno stato diverso.

Io sono italiano, faccio parte della nazione italiana, con questa cultura, con questa storia. Se questo poi vuol dire sottostare alle leggi di questo stato nulla in contrario, finché le leggi non vadano contro la nazione.

P.S.: Secondo la Costituzione (Art. 67 e 87) i parlamentari rappresentano la Nazione ed il Presidente della Repubblica rappresenta l’unità nazionale.

Il Signore è Risorto!

«Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”»

Buona Pasqua a tutti coloro che mi seguono, di qualunque parrocchia essi siano.