S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Numeri romantici.

Sul cordolo del parcheggio qui dietro è scritto

6 una su un milione

fra l’altro scritto con una bomboletta scadente o da un pittore scadente visto che ha dovuto ripassare la scritta per intero, ma non è di questo che volevo parlare.

Ora, io sono un ragioniere e dunque prima del romanticismo guardo ai numeri.

Una frase del genere mi fa pensare che nel mondo ci sono almeno altre 6.000 persone come lei, non è così speciale dunque.

Ma vediamo la sola Italia, ce ne sono almeno altre 58: tantine.

Riduciamo alla sola Emilia Romagna? 4,2 milioni di abitanti dunque l’autore potrebbe incontrare altre tre ragazze come quella a cui è dedicata la frase.

Se fossi in lei diverrei molto gelosa.

Magari a scrivere 6 1ca gli veniva meglio l’opera ed anche la dedica era meno fraintendibile.

Speriamo che la destinataria sia meno numerica di me.

Brugnetta.

La sfida è quindi lanciata! Pur restando entro i limiti della buona educazione, siate cattivi e pungenti: non ne possiamo più di raccogliere solo consensi…

Basterebbe questo messaggio del ministero per rotolarsi a terra dal ridere.

Purtroppo invece il nostro ministro pare faccia sul serio, e ci penserà lui stesso medesimo a premiare il vincitore del concorso (anche se non è dato sapere cosa si vince se non la possibilità di osservare il ministro dal basso al basso).

Io un’idea ce l’avrei pure, se qualcuno vuole trasferirla su carta. Però vorrei capire cosa intendono per consensi, perché allo stato attuale non mi sembra che tutte tutte tutte le vignette siano pro-Brunetta.

Marketing.

Ieri ascoltavo per radio la pubblicità del Master in Comunicazione e Marketing (quello della mela per intenderci).

Ovviamente per radio non facevano vedere la mela ma il tutto si svolge in un colloquio di assunzione.

Il candidato inizia a snocciolare delle emerite fandonie (avrebbe creato il teletrasporto, sarebbe stato due volte sulla Luna, ecc.) finché non dice che ha frequentato quel master, a quel punto l’intervistatore si dimostra interessato ad approfondire il discorso.

A colpo d’orecchio mi è venuto da pensare che in quel master non insegnano a lavorare ma solo a spararle grosse.

Ecco, che gli uomini di marketing abbiamo come compito quello di raccontarle più grandi di quello che sono in realtà (un po’ come i pescatori) si sapeva, ma dirlo così spoduratamente in una pubblicità che mira a farti diventare uomo di marketing mi pare eccessivo.

Perché Sanremo è Sanremo.

Perché Sanremo è Sanremo.

Io non ho visto le due precendenti puntete del festival. Io non ho visto le due precendenti puntete del festival.

E non ho ascoltato da nessuna parte le canzoni proposte. E non ho ascoltato da nessuna parte le canzoni proposte.

Però ho sentito qualche notizia circa la depressione degli ascolti tanto profonda quanto la Fossa delle Marianne. Però ho sentito qualche notizia circa la depressione degli ascolti tanto profonda quanto la Fossa delle Marianne.

E del plagio nella canzone della Bertè. E del plagio nella canzone della Bertè.

Ecco, basta copiare le frasi, che è bello essere diretti ed originali.

Ai miei tempi se copiavo e la maestra mi scopriva mi prendevo un brutto voto ed una nota.

Per la Bertè invece tanta bella pubblicità, l’unica cosa di cui si parla del festival a parte il flop di Baudo/Chiambretti.

L’hanno eliminata dalla competizione ma potrà continuare a cantare come nulla fosse stato, come se vincere Sanremo fosse qualcosa di eccezionale, sono anni che le canzoni che tirano non sono quelle che vincono. Ed inoltre le danno un premio en-passant alla carriera.

Quintarelli dice che una cosa seria sarebbe stata vietare a interprete, autori e casa discografica la partecipazione a un certo numero di successivi festival.

Io inoltre caccerei via vita natural durante anche il direttore artistico che queste canzoni le ha a disposizione da tempo e non si è preso la briga neppure di verificare che fossero inedite come prevede il regolamento.

Se io dichiaro il falso vado in galera,
se lo fanno loro beccano il premio alla carriera.

Wow che rima, quasi quasi l’anno prossimo vado a Sanremo.

Perché Sanremo è Sanremo, e quando mai cambia.

L’importanza della grafica.

Quando Uolter disse "Yes, we can!" subito pensai ad una rivisitazione della cosa.

Volevo trasformare la scritta in Wii can e secondo le mie intenzioni il tutto sarebbe stato accompagnato da un fake di una custodia di giochi per Wii tipo questa.

Il tempo è trascorso e l’idea è tramontata. Nel frattempo iMod all’interno della sua collezione di immagini a tema ha sfruttato l’idea (era ovvio che non sarei stato né il primo né l’unico ad averla).

Ecco, l’effetto secondo me rende molto meno l’idea di quella che avevo immaginato io ma che non sono in grado di sviluppare.

Per un blogger, come per chiunque altro debba lavorare su internet, sarebbe veramente essenziale saper realizzare un po’ di grafica decente. Purtroppo io non sono in grado.

Se qualche bravo grafico a corto di idee volesse farsi vivo potremmo condividere idee e realizzazioni sui reciproci blog.