S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

e-commerce in Italia 2012.

Live posting dalla presentazione della ricerca di Casaleggio.

Ore 10.00 Si va a cominciare.
Questo è il settimo anno che viene presentato questo rapporto, il primo per il sottoscritto.

Ore 10.10 Davide Casaleggio: “uno dei pochi settori in crescita a doppia cifra è l’e.commerce.

Punto 1 – internazionalizzazione dell’impresa, chi non parte ora per certe economie di scala poi si fa superare dai concorrenti stranieri.

Punto 2 – integrazione coi social media.

Punto 3 – utilizzo del mobile.

Lo studio prende in considerazione circa 3000 aziende. Quasi 19 mld di € con una crescita del 32% rispetto all’anno scorso. La parte del leone è fatto dal gioco d’azzardo.

Oltre la metà del fatturato e.commerce è gioco d’azzardo ma solo il 4% sono le prime spese, il rimanente 48% sono rigiocati.

Trend: concorrenza fra produttori e distributori, aumento del mobile, integrazione multicanale, social media, pricing dinamico.

[mi sono un po' perso, era anche scomparsa la rete 3G Vodafone]

Chi investe di più nei social media è insoddisfatto del proprio marketing online.

Nulla, la connessione va e viene ed è inutile proseguire qui, se volete seguitemi su Twitter.

Evoluzione dell’e-commerce.

Martedì sarò a Milano per la prima volta all’incontro promosso da Casaleggio (gli anni scorsi non sono mai riuscito ad esserci anche per i motivi esposti sotto).

Quindi per la prima volta riesco ad andare (e tornare) a Milano ad orari umani, ovvero quegli strani orari che permettono di prendere un treno per fare il viaggio sia all’andata che al ritorno con il treno, cosa che non mi succedeva da tempo.

Così a distanza di un anno dallo scorso evento riprovo a fare tutti i passaggi e con mio sommo stupore tutto è filato liscio, benedetta la concorrenza di .italo che sta per partire!

Nello specifico sull’iPad avevo già installato l’App ProntoTreno, ottima per fare la ricerca dei treni (un po’ meno per prenotarli, non mi fa prenotare i regionali per e da Bologna).

Trovato i treni giusti sono andato avanti per la prenotazione però non ricordavo le credenziali di accesso.

Nessun problema, è bastato un tweet

@ come recupero le credenziali di accesso al sito per la prenotazione di un frecciarossa?
@scardovi
Stefano Scardovi

con una rapida riposta

@ ciao, per recuperare la tua psw puoi inserire qui la tua email http://t.co/3sxxbFL3
@LeFrecce
LeFrecce

per avere una mail con le credenziali (ok, la prassi di mandare username e password in chiaro nella medesima mail è sconsiderata ma efficace).

Inserite le credenziali ho proceduto nell’ordine, ho inserito i dati della carta di credito e nella mail è arrivata la conferma della prenotazione che sostituisce anche il biglietto da stampare o da ritirare chissà dove. Altri due click ed i treni erano anche registrati nella mia agenda con orario, carrozza, posto e codice da dare al controllore.

Direi che dall’anno scorso è stato fatto un notevole balzo in avanti, per questa volta complimenti a Trenitalia.

Se qualcuno a Milano è libero martedì 17 dalle 15 alle 18.20 in centro (fra la CCIAA e la stazione centrale) mi faccia sapere che ci incontriamo per due chiacchiere, sull’e.commerce o su altro.

E-evasione legalizzata.

Vengo a scoprire che c’è una proposta di legge che mira a ridurre l’aliquota IVA sul commercio elettronico (ad eccezione dei vizi) portandola ad un 10% fisso per tutti.

Sappiate che pur essendo un e.commerciante della prima ora e pur essendo socio AICEL sono fermamente contrario a quel disegno di legge.

Una simile normativa porterebbe innanzitutto ad una fortissima discriminazione nei canali di vendita avendo lo stesso prodotto non più conveniente per motivi commerciali ma banalmente per soli motivi fiscali. In buona sostanza la stessa accusa rivolta ora alle strutture di accoglienza ecclesiastiche che non pagando l’ICI avrebbero vantaggi economici.

Fra l’altro la possibilità di applicare l’aliquota ridotta alle transazioni online non è contemplata fra quelle di cui all’allegato III della direttiva 2006/112/CE.

Veniamo ora alla voce e-evasione, cosa si intende per commercio elettronico? Quante e quali fasi devono essere concluse con l’intermediazione della rete internet? Perché escludere le vendite tramite catalogo e quelle telefoniche, quali sono gli elementi di differenziazione essenziali?

Il testo del disegno di legge recita:

Alle transazioni commerciali effettuate attraverso la rete internet, con esclusione delle transazioni che concernono prodotti pornografici, ovvero prodotti il cui uso è comunque vietato ai minori di anni 18, ovvero bevande contenenti alcol, si applica una aliquota unica del 10%.

Quale è il significato preciso di “effettuate”? Intendono che tutte le fasi debbano svolgersi online ovvero solo il commercio elettronico diretto? Intendono anche il commercio elettronico indiretto per cui una fase è su internet ed un’altra fuori? Ho comprato un’auto per mia moglie, il primo contatto è avvenuto con il venditore mio amico su FB, poi ho guardato i dettagli dell’auto sul sito della concessionaria ed ormai convinto ci siamo incontrati per firmare i contratti. Sarebbe stato e-commerce questo? Perché il mercato delle auto sarebbe il primo a diventare tutto digitale. Ogni concessionaria avrebbe i moduli solo sul sito e la conclusione del contratto in concessionaria si effettuerebbe attraverso la rete internet anche se cliente e venditore si trovano uno di fronte all’altro, perché su un’auto da 20mila euro il risparmio sarebbe di 1.818,18 euro quasi un 10%. Non male considerando che a rimetterci sarebbe lo stato ed a guadagnarci non sarebbe l’e.commerce.

Sarebbe il caso, per smuovere il commercio elettronico in Italia, piuttosto lavorare sulla logistica. Perché abbiamo corriere con tariffe, soprattutto in campo internazionale, fra le più alte ed i servizi peggiori? Perché non imporre su questo un allineamento alle best practice europee?

Un pacco dalla Germania all’Italia costa 7 euro, lo stesso pacco rimandato in Germania ne costa 40 e spesso costa comunque di più un pacco Italia-Italia che non Germania-Italia. Come può un’azienda italiana competere sul mercato internazionale se i suoi prodotti sono più cari non solo per un’aliquota IVA penalizzante ma anche per l’incidenza del trasporto? Come può un’azienda italiana essere competitiva sul mercato interno se i suoi prodotti sono sottoposti a balzelli medievali come quelli della SIAE mentre se il cliente compra all’estero questo balzello non è da pagare?

Non è sconvolgendo il mercato interno, mettendo il commercio su strada contro l’e.commerce, che si fa crescere quest’ultimo ma solo migliorando le condizioni generali di lavoro di tutti gli operatori economici.

Voi cosa ne pensate? Siete pronti a comprare i mobili Ikea tramite internet stando dentro al negozio Ikea? Avrete uno sconto del 10%, fatto direttamente dallo stato.

Consulenze commercio elettronico.

Siete da poco partiti con un sito di e-commerce e vi meravigliate perché non decolla?

La spesa di un consulente vi terrorizza perché mangerebbe i pochi margini disponibili? E poi quale consulente?

Allora la risposta è semplice. Mi contattate*, ci accordiamo sul valore della mia attività ed io mi metto ad ordinare sul vostro sito merce per l’importo concordato annotando tutte le mancanze. Nel momento in cui mi arriverà la merce a casa vi manderò il report completo.

Se poi dopo questa prima analisi volete qualcosa di più ampio che non tenga conto solo ed esclusivamente della situazione a partire dal sito ne parliamo ed eventualmente coinvolgiamo anche figure professionali più competenti nei vari ambiti. Perché è sempre meglio in buon investimento che una pessima spesa.

Io nella vita non faccio il consulente e-commerce, faccio e-commerce, da 15 anni. Vendevo, e vendo tutt’ora, su internet da prima di molti colossi attuali.

* se non riuscite in questa pagina a trovare i riferimenti per mandarmi una mail allora forse l’attività on-line non fa al caso vostro.

RomagnaCamp 2011.

Potrei raccontare tutto il RomagnaCamp 2011 con questo tweet:

Il #romagnacamp 2011 è molto più produttivo di quello 2007 senza comunque perdere nell'informalità e nella socialità.
@scardovi
Stefano Scardovi

Ma non posso scrivere un post con un solo tweet e così approfondisco un po’ i concetti. Partendo dal post-camp.

Domenica ho lasciato sedimentare l’enorme mole di informazioni assimilate durante l’evento del sabato ed il preambolo del venerdì sera. Perché veramente la qualità e quantità di informazioni ricevuta era straordinaria, frutto non solo di grande competenza dei presenti (oratori o meno) ma anche di tanta volontà di condivisione.

Quindi torniamo a sabato, il giorno centrale del RomagnaCamp.

Gli speech, che come formato preferisco agli ignite (comunque interessanti), erano di alto livello, decisamente utili anche sul piano professionale oltre che sociale.

Io, come tantissimi altri, siamo rimasti incollati alle sedie malgrado il caldo afoso all’intero e alla stupenda giornata assolata in riva al mare all’esterno.

Ci sono state presentazioni che mi hanno affascinato, come quella di Alessandra, molto interessante anche quella di Lorenzo nella mattina. Alcune mi hanno lasciato con un sorriso ma senza grossi “scossoni” come quella di Rudy (no, non cambierò religione e comunque facile diventare ricchi con una margherita e senza pagare i fornitori).

Le più utili sul lavoro sono state certamente quelle di Piero e di Nicola. Quella con cui sono stato più in disaccordo è stata certamente quella di Gino, poi ampiamente chiarita.

@ volentieri, io sono a destra del palco, vicino alla finestra. Ma possiamo fare anche più tardi, prima o durante la cena.
@scardovi
Stefano Scardovi

Fra gli ignite ovviamente la mia preferenza è andata a Gluca.

Non me ne vogliano gli altri, questo è quanto emerso appunto dopo un giorno di decantazione extra-rete.

Spero che tutti abbiate apprezzato la mia compagnia, io certamente ho apprezzato la vostra e mi sono un po’ più lanciato nelle chiacchiere a differenza di altre occasioni.

Insomma, difficile descrivere bene come è stato il RomagnaCamp, diciamo che io ci sono stato veramente molto bene. E questo in fondo è quello che conta.

Grazie ancora a tutti, in particolare ad Alessandra per l’organizzazione e per lo speech ed a Stefigno per la foto.

Lo stato dell’arte dell’e.commerce.

Domani presso la Camera di Commercio di Milano si terrà l’annuale incontro organizzato da Casaleggio per parlare di commercio elettronico.

Quest’anno avevo deciso di andare e di andare in treno con il fiammante freccia rossa.

L’esperienza è stata tragica, al primo tentativo di acquisto ho scoperto che non ho mai attivato il Verified by Visa (un’assurdità che si trascina da parecchi anni) sulla mia carta aziendale, ordine buttato.

Entro nel portale titolari di CartaSì per attivarlo, malgrado abbia inserito le mie credenziali non vedo alcun modo per attivare il sistema. Sono costretto a chiamare un numero a tariffazione speciale per chiedere informazioni.

Di fatto l’amministratore della carta non può attivare la funzione, la deve fare il titolare della carta (in questo caso sempre io) dopo essere stato inserito fra gli autorizzati ad operare. Creo il mio profilo individuale. Visto che non c’è il logout chiudo la tab di CartaSì e ne apro una nuova.cartasi Sorpresa! Non mi fa entrare, probabilmente un cookie si appende dove non deve ed il sito va in un magnifico errore. Di fatto devi chiudere tutto il browser e riaprirlo (azzerando anche tutti gli altri tab aperti) per entrare con le credenziali dell’utente anziché dell’amministratore.

Dopo un po’ di menu poco intuitivi riesci ad abilitare il Verified by Visa (o 3D secure, i nomi vengono spesso intercambiati per far risultare la cosa più semplice all’utente normale).

Torno sul sito de lefrecce per prenotare finalmente il mio treno (obbligo di registrazione se vuoi anche la fattura dei biglietti) e prima fai il login e poi l’ordine perché in senso opposto (che pare dovrebbe essere fattibile) mi ha azzerato le selezioni.

lefrecceComunque all’ennesima prova arrivo al momento del pagamento, subito prima di mettere i dati della carta e l’agognata password del Verified by Visa e… sorpresa!

Mi dispiace tanto, ma domani penso che mi risparmierò il costo e la fatica del viaggio e rimarrò nella mia aziendina a fare del mio meglio (sapendo che sono ben lontano dall’ottimizzazione) che comunque due grossi operatori istituzionali non sono riusciti a mettere in piedi.

Chissà, magari da qui all’edizione 2012 riuscirò a prenotare un biglietto per un treno o forse andrò appena il teletrasporto sarà funzionante, sperando che venga gestito da un’azienda attenta ai dettagli, non vorrei essere lasciato in qualche non luogo perché ho dimenticato di inserire una password.

Bow.it e i regali di Natale in gestione.

Dopo tanto tempo che lo cercavo ho trovato finalmente il Mediacenter adatto a me.

Si chiama Medley3 MKV (di cui parlerò in seguito, se ne avrò la possibilità) ed ha, nell’ultima versione del firmware disponibile, tutto ciò che mi interessa.

Sono un po’ restio ma poi parlo con Giovy che ne è un felice possessore e dunque mi lancio nell’acquisto.

Trovo che sul sito Bow.it è in offerta con l’harddisk da 2 TB incorporato e quindi mi affido a loro conoscendo personalmente la vecchia gestione che a quanto pare non corrisponde nei metodi alla nuova.

Venerdì 10 Dicembre (dunque neppure una data sfortunata come il venerdì successivo :-P ) compilo l’ordine sul sito ed autorizzo il pagamento con PayPal.

Da quell’istante il prodotto non è più ordinabile, possibile che abbia acquistato l’ultimo, c’era scritto che i pezzi disponibili erano pochi. La spedizione era comunque prevista in 1-2 giorni.

Ricevo subito la mail da PayPal con il pagamento, nessuna mail da Bow.it, penso di aver sbagliato l’indirizzo mail ma l’autocompletamento di solito non sgarra.

Mando una mail dicendo se possono verificare ma nessuna risposta.

Guardo sul sito il tracking per gli ordini senza registrazione (usando il numero d’ordine dalla pagamento PayPal) ma non compare nulla, limbo, vuoto assoluto.

Sabato 11 nel tracking compare il mio ordine, l’indirizzo mail è giusto (non saprò mai se era errato ed è stato corretto oppure se i motivi della mancata mail di conferma dell’ordine sono imputabili a loro).

L’ordine risulta in gestione.

Lascio passare la domenica, lunedì 13 la situazione non muta, aspetto la sera di martedì 14, quando l’ordine è ancora in gestione, mando un nuovo messaggio per chiedere un aggiornamento sulla situazione (inutile provare a telefonare, dopo 10 minuti di attesa ci ho rinunciato).

Mercoledì 15 mi arriva mail di risposta in cui si scusano del ritardo e mi assicurano che entro il giorno stesso o l’indomani il pacco sarebbe partito.

Immagino non vi stupiate a questo punto se vi dico che anche giovedì 16 la situazione è rimasta immutata.

Ma la cosa più assurda è accaduta venerdì 17, è arrivata la newsletter di Bow in cui mi proponevano fra gli altri prodotti di acquistare un mediacenter Medley3 MKV con harddisk da 2 TB. Seguendo il link appare un popup che invita a non aspettare l’ultimo minuto per l’acquisto dei regali e che comunque quel prodotto non era disponibile.

Non capisco il senso di mandare una newsletter per l’acquisto di un prodotto indisponibile da una settimana (non dal giorno prima per cui l’invio poteva già essere programmato e ormai immodificabile) e comunque non apprezzo la beffa subita. Mi inviti a comprare un prodotto che non hai, mi inviti a comprarlo oggi quando io l’ho fatto una settimana fa e comunque non mi consegni quanto ordinato e promesso in spedizione entro uno/due giorni ed una settimana dopo ancora nulla.

Provo a mandare un’altro messaggio, ormai senza speranze di averlo per domenica quando avrei avuto bisogno di usarlo e con il dubbio di riceverlo comunque prima di Natale.

Mi dispiace perché Giorgio aveva fondato una bella azienda.

FISCO OPERAZIONE E-COMMERCE GDF FIRENZE SCOPRE EVASIONE PER 5 5 MLN – Agenzia di stampa Asca

Gli accertamenti, che hanno interessato tutto il territorio provinciale, al momento hanno coinvolto 5 soggetti, residenti in Firenze, Empoli e Montespertoli. Tra il 2005 al 2009 sono state complessivamente accertate vendite in evasione fiscale per oltre 4,6 milioni euro, con un’Iva non versata pari a 887.000 euro.

via FISCO OPERAZIONE E-COMMERCE GDF FIRENZE SCOPRE EVASIONE PER 5 5 MLN – Agenzia di stampa Asca.

Era ora che si cominciasse a tirare sul serio la cinghia su certa evasione.

Per parte mia basterebbe chiedere i dati fiscali dell’azienda a tutti i venditori e-bay che superano un certo numero di vendite annuali in assenza del quale segnalare alle autorità competenti il sospetto per adeguata verifica.

Il grande errore di Barnes&Noble.

Per chi non lo sapesse Barnes&Noble è la più grande catena di librerie degli Stati Uniti nonché il secondo store di libri online dopo Amazon.

Per dire, nel raggio di 50 miglia da New York ci sono 58 librerie Barnes&Noble mica bruscolini come Mondadori o Feltrinelli.

Pare ora che BN sia intenzionata a vendere tutte le librerie per concentrarsi sulla sola attività online.

Secondo me questo è l’errore più madornale che possano fare.

Mica che io abbia la pretesa di far cambiare idea ad un colosso del genere, né certamente ho sfogliato accuratamente i loro bilanci. Mi sono limitato, al contrario, a guardarmi attorno.

Fateci un po’ caso. Quanti videonoleggi sono nati 10-15 anni fa? Sembrava fosse il lavoro del futuro, come se tutto ciò che c’era stato fino a pochi anni prima fosse da buttare. Oggi quanti videonoleggi esistono ancora? Anche Blockbuster è in crisi.

I film ormai si “consumano” senza supporto fisico.

Pare quasi un controsenso rispetto a quanto ho appena detto ma pensiamo all’età del libro ed all’età dell’home video.

Pensiamo a come vengono usufruiti i contenuti di libri e di video, nel secondo siamo già abituati ad utilizzare un contenuto “mediato” da uno schermo e non tangibile.

Tornando al discorso di partenza le soluzioni sono banalmente due.

Se BN ha ragione a vendere la catena di librerie i potenziali acquirenti sono in possesso delle medesime informazioni, sanno cioè che si apprestano a comprare una serie di grandi scatoloni di cemento pieni di carta che fra poco varrà né più né meno il prezzo (decrescente) da macero.

Al contrario se ho ragione io BN sta solo facendo cassetto, perdendo però nella sinergia che più potrebbe fruttargli sul concorrente forte nell’online ma sprovvisto di brick and mortar anche nel settore della vendita degli e.book.

Pensate a come sarebbe poter entrare in un bel negozio BN e, allo stesso modo di come si consultano i libri sullo scaffale, poter sfruttare il proprio nook (e.reader proprietario della catena BN) per sfogliare liberamente i libri nello scaffale digitale, sul divanetto magari sorseggiando un caffè. Alla fine della pausa si ripongono i libri che non ci interessano e si trattengono quelli che si intende acquistare. Si va alla cassa e si pagano i soli testi desiderati.

La miglior esperienza d’acquisto tradizionale con la miglior tecnologia disponibile per portare sempre con sé i propri libri preferiti.

Una sinergia che con la cessione dei punti vendita non sarebbe più implementabile.

Per assurdo ritengo che Bezos sarebbe il miglior potenziale cliente per l’acquisto della catena BN proprio per i motivi qui sopra (ovviamente sostituendo il nook con il Kindle), se fossi in lui avrei solo un dubbio sull’eccessiva liquidità che si fornisce al concorrente.

Non moriranno le librerie i negozi che sapranno approfittare del proprio vantaggio competitivo nell’esperienza di acquisto tradizionale se al contempo saranno in grado di offrire vantaggi competitivi.

Per aumentare il valore delle azioni di un’azienda (ammesso che sia indispensabile) meglio un buon investimento che una pessima liquidazione. Nel primo caso si attirano investitori convinti del progetto, nel secondo solo speculatori pronti ad abbandonarti al primo cambio di vento.

Voi cosa ne pensate?

francescaonline » Blog Archive » ACCIDERBOLI QUANTI SIETE!

Queste sono caratteristiche tipiche dei pionieri della Rete.

via francescaonline » Blog Archive » ACCIDERBOLI QUANTI SIETE!.

Una giornalista, che evidentemente non conosceva la rete fino a poco tempo fa, ha deciso di acquistare tutto e solo online per poi farne un reportage.

Ecco, però nel 2010 non parliamo più di pionieri della rete come a dire che siccome io ho scoperto solo oggi questa meraviglia, tutti quelli che c’erano fino a ieri non possono che essere pionieri.

Onestamente con la mia esperienza di commerciante ed e.commerciante pioniere (nel senso proprio del termine, dal 1997 quando in Italia eravamo veramente in pochi a farlo) ritengo che il solo e.commerce non sia la soluzione, come non lo è il rifiuto dell’e.commerce.

Ed, a margine, un altro grande errore che ho riscontrato spesso è stato quello di confondere l’e.commerce con l’e.commerciante. Gente che è stata fregata da un bottegaio online che dice che il canale non è sicuro. Un po’ come smettere di comprare al supermercato perché si è acquistato un paio di scarpe scadenti dal calzolaio.

Ma è possibile fare il pieno all’auto tramite l’e.commerce? Perché ad esempio comprare i biglietti del treno è possibile, ma molto difficile. Però in effetti se non ci si può fermare al bar con amici (a meno che il progetto non verta tutto sull’idea di scroccare le colazioni :-P ) che senso ha uscire di casa?