Economia sanitaria.

Questa mattina, dovendo passare parecchio tempo in una sala d’attesa, ho avuto un colpo di genio.

Sappiamo tutti che ci sono medici liberi professionisti che hanno qualche remora, quasi fosse una violazione del giuramento di Ippocrate, a rilasciare la fattura al termine delle proprie prestazioni.

Per contro il servizio sanitario nazionale ha difficoltà a smaltire le lunghe liste d’attesa di coloro che preferiscono (o non possono fare altro che) rivolgersi al servizio pubblico.

L’idea geniale è questa: un medico che in un mese fattura solo 10-20 visite significa che ha qualche difficoltà a trovare pazienti, che ha una un’agenda piuttosto vuota. Si può dunque venirgli incontro, affidandogli (ovviamente a tariffe standard) i pazienti che il SSN non riesce a soddisfare internamente.

Alla fine di ogni mese il medico comunicherà quante visite ha eseguito in libera professione, in base a parametri standard l’ASL calcolerà quante ne avrebbe ragionevolmente potute eseguire e, sempre con questi parametri, inizierà a riempirgli l’agenda di appuntamenti tramite il CUP fino al 90% (per consentirgli comunque di crescere in libera professione) del tempo libero.

I medici che effettivamente avevano poco lavoro avranno modo di integrare il reddito e di farsi conoscere professionalmente (una sorta di Groupon sanitario), al contrario i medici che facevano i furbi dovranno scegliere se prendere i pochi dallo stato in regola o smettere di accettare clienti neropaganti e fatturare tutto dimostrando il reale riempimento dell’agenda e del portafogli.

Voi cosa ne pensate? E’ fattibile?

Esercizio acrobatico provvisorio.

Con tempi record è stato inserito nella nostra Costituzione l’obbligo di pareggio di bilancio (o quanto in burocratichese ci va più vicino).

Quello che però nell’estensione del nuovo articolo 81 della nostra Carta più mi preoccupa è la normativa sull’esercizio provvisorio ovvero:

Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.

Per chi non ricordasse (o non avesse mai sentito questa definizione) l’esercizio provvisorio si ha quando non si è riusciti ad approvare la legge finanziaria entro il 31/12 e decorre dal 1° gennaio fino al massimo al 30 aprile consentendo in automatico al governo di spendere 1/12 al mese del bilancio previsto. Negli ultimi anni non siamo mai arrivati a tanto (l’esercizio provvisorio è comunque una notevole difficoltà per il governo e di conseguenza per la relativa maggioranza) ma la nuova norma introduce un sistema di non automatismo.

Veniamo dunque all’ipotesi pratica. Il parlamento, per volontà o per impossibilità, non approva la legge finanziaria sul finire dell’anno (tante volte la legge finanziaria riporta una data fra Natale e Capodanno, più vicino alla seconda che non al primo), cosa si fa?

Con il vecchio articolo 81 si metteva la polvere sotto al tappeto il tempo di fare i botti e poi si ripartiva a discutere per arrivare a conclusione al più presto e comunque entro e non oltre il 30 aprile.

Con la nuova formulazione invece il parlamento che non è riuscito ad approvare la finanziaria deve approvare una legge in cui consente al governo di spendere i soldi indicati nella medesima legge finanziaria non approvata.

Capite l’assurdo? Non c’è accordo sulla legge finanziaria ma dovrebbe esserci comunque sulla possibilità di spendere 1/12 al mese per quattro mesi?

E se per caso non si facesse questa legge per l’esercizio provvisorio?

Avreste già ben chiaro cosa scrivere nella letterina per i Re Magi (o per la Befana se preferite): un biglietto per l’estero sola andata, perché all’Epifania l’Italia non esisterebbe più.

(via .mau.)

Sempre un po’ a disagio: la schizofrenia della gelmini e i voti in pagella

È grave? Sì, secondo me è un po’ grave. Perché i due provvedimenti del ministro a proposito di voti, incrociandosi, hanno determinato questa situazione: che si alza il voto di quelli che raggiungono il 6 con fatica e calci nel sedere (grazie al voto di condotta), mentre si impedisce fin dalla terza a ragazzi bravi e studiosi di poter uscire con il massimo dei voti alla maturità.

via Sempre un po’ a disagio: la schizofrenia della gelmini e i voti in pagella.

Già il Governo Prodi a suo tempo cercò di far promuovere anche i somari con una sorta di condono. Ma in questo caso tutta l’operazione è stata decisamente più semplice (e di questo va dato atto al burocrate che l’ha ideata), più trasparente (nel senso di difficilmente visibile) e porta ad un doppio risparmio: sia dal basso (con le promozioni più facili) sia dall’alto (con risparmio sulle borse di studio).

Chissà che studi avrà fatto il solerte burocrate per aver ideato un sistema così efficace e semplice, chissà se i prossimi diplomati potranno avere la stessa flessibilità mentale che è stata data alle generazioni precedenti di studenti.

The European Central Bank: The Italian’s job | The Economist

For on any objective assessment of who has the relevant experience and right temperament to be Europe’s leading central banker, one candidate stands out: Mario Draghi, the head of Italy’s central bank.

via The European Central Bank: The Italian’s job | The Economist.

Non tutta l’Italia è da buttare. Per fortuna.

Henry Ford and the faster horse – Alberto Mucignat

Fare ricerca non è una perdita di tempo, consente di navigare con una direzione molto più precisa di quella che possiamo immaginare timonando a caso senza una bussola, pensando di essere dei moderni Colombo (che peraltro credeva di andare in India).

via Henry Ford and the faster horse – Alberto Mucignat.

Non basta avere intuizioni geniali per fare la cosa giusta, ed oggi come oggi non è facile neppure scoprire una nuova America.

Ho sempre avuto in mente di scrivere un post sull’intelligenza collettiva senza mai trovarne lo spunto giusto.

Ci sono in giro persone che asseriscono che una persona normale usa il 10% del cervello mentre un genio ne usa anche il 15. Dunque due persone normali sono molto più intelligenti di un genio? No, perché quelle storie di percentuali di cervello sono solo storie.

Più verosimile è invece la frase:

Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità; poca osservazione e molto ragionamento portano all’errore.

del premio Nobel Alexis Carrel.

Per questo è importante ascoltare gli altri anche e soprattutto in ambito aziendale, per evitare di fare voli pindarici salvo poi scontrarsi rovinosamente con la dura realtà.

La scuola è una botte forata.

Ho usato questa metafora l’altra sera per descrivere la scuola e non solo quella di oggi.

Nella scuola gli sprechi sono enormi, forse anche più alti che nella sanità. Ci sono insegnanti del tutto inadeguati. Magari non incompetenti, ma incapaci di insegnare, di governare un gruppo-classe.

Così (ne ho conoscenza diretta) ci sono persone che prendono lo stipendio per un anno rimanendo in aula 1-2 giorni, maturando punteggio e passando così avanti a tanti altri volenterosi. Ci sono insegnanti che arrivano in aula senza aver preparato alcuna lezione, che si trascinano fino alla sedia nella speranza che la partita a carte degli alunni sia la meno rumorosa possibile per poter continuare a leggere tranquillamente il giornale, prendendo lo stesso stipendio di coloro che si gettano anima e corpo nella missione di educare.

Ecco, la scuola è una enorme botte dove lo stato continua a buttar dentro acqua e da cui le scuole prendono fuori per dissetare i propri allievi. Questa enorme botte però ha un problema che solo un miope non vede, è piena di buchi da cui l’acqua esce per mille rivoli.

Da una parte si è scelto di ridurre la portata in entrata, affinché le perdite si riducano. Questo però provoca anche la diminuzione della quantità d’acqua disponibile per gli studenti.

Dall’altra parte invece si vorrebbe (non si sa ben dove prenderla) aumentare l’acqua da mettere dentro la botte in modo che ogni studente abbia di che dissetarsi. Questo però provoca anche l’aumento degli sprechi ed il rischio che le falle si ingigantiscano andando ancor più fuori controllo.

La scuola non ha bisogno né di tagliare né tanto meno di ingrossare il flusso d’acqua in entrata quanto quello di chiudere le falle, ma in questa botte ormai è un’impresa.

Serve dunque che tutte le persone di buona volontà coinvolte, dalle famiglie agli insegnanti, dai bidelli al ministro, si siedano attorno ad un tavolo a costruire una nuova botte, robusta perché ognuno fornisce il meglio che ha per realizzarla.

Per conto mio sono disponibile a mettere in campo la mia esperienza di genitore e di presidente per più mandati di un consiglio d’istituto e soprattutto che rimarrebbe comunque nella scuola anche fino alla fine di una riforma di ampissimo respiro.

Le altre parti sono disposte a rinunciare ad un po’ del loro corporativismo da orticello personale per partire nella nuova impresa?

La rete delle reti.

Non c’è bisogno di ritornare sulla figuraccia dell’Italia, non ne vale la pena.

Però ieri ho pensato di andare a dare un’occhiata al traffico gestito dal MIX, il più grande punto di interconnessione italiano delle reti degli operatori telefonici, per vedere l’effetto della partita della Nazionale sul traffico di rete.

Si può notare (cliccando sull’immagine viene aperta una versione più grande) come alle 16, ora di inizio della partita, ci sia stato un crollo del traffico di rete, come questo traffico sia ripreso nell’intervallo e sia tornato alla normalità alla fine del secondo tempo.

Se questo fosse un indice di produttività potremmo dire che spannometricamente si è perso per strada un buon 25% di traffico “umano”. Se poi consideriamo anche il traffico di rete dovuto alla diretta online che ha impedito un ulteriore abbassamento della curva possiamo dire che almeno 1/3 delle persone che a quell’ora sono su internet per traffico abitudinario si sono sedute a guardare il pallone rotolare inesorabilmente nella porta dell’Italia.

Diciamo che il prosieguo del mondiale avrebbe migliorato le sorti del settore alimentare dopo il calo del 2% di aprile, ma forse non avrebbe salvato la nazione da un ulteriore crollo di produttività per la partita degli ottavi che si sarebbe in ogni caso giocata nuovamente alle 16.

E possiamo dire anche che la rete non è in grado di gestire come si deve lo streaming, non è una questione di banda ma di mera organizzazione tecnica. Diceva .mau. alla mia precedente asserzione analoga in occasione della partita inaugurale che si potrebbe risolvere il problema utilizzando il broadcast su IP cosa che fino ad oggi non è mai stato fatto perché prevede maggior collaborazione fra fornitori di connettività.

UPDATE: L’ufficio stampa RAI ha comunicato i dati di pubblico online.

Oltre un milione di utenti unici hanno seguito Italia-Slovacchia sul web della Rai (RaiSport e Rai.tv). Si tratta del miglior risultato di sempre nella storia dello streaming web in Italia. Il dato equivale infatti a circa il quintuplo rispetto ai picchi precedenti, registrati nel corso delle Olimpiadi di Pechino e in occasione di altri eventi. La punta di traffico è stata raggiunta nel secondo tempo, con 1,4 milioni di pagine viste e 500mila utenti unici connessi in contemporanea.

Spinoza » La voce del padrone [parte seconda]

Esordio disastroso per la Grecia, che ora rischia di trascinare a zero punti tutte le squadre europee.

via Spinoza » La voce del padrone [parte seconda].

In effetti per la Grecia una vittoria ai mondiali sarebbe stata utile per risollevare l’economia, considerando quando crescono i prezzi per ogni vittoria della nostra nazionale.

Ad esempio i mondiali sono sempre stati l’occasione migliore per aumentare i prezzi di carburanti e tabacchi. Per quanto riguarda i carburanti ora seguono l’andamento dell’Inter, ma per i tabacchi c’è ancora margine di manovra.

Siamo tutti grandi fratelli.

Non c’è altra parola che possa usare: genio. Essì, prendetermi per matto ma devo dire che Berlusconi è un genio.

Dieci anni fa ha portato anche in Italia (perché mica sono nati qui i reality) il Grande Fratello, quella spazzatura che tutti dicono di non guardare ma che si perpetua perché al fin fine qualcuno che paga il conto c’è sempre. Un po’ come la vecchia DC.

E ci siamo così abituati ad infilarci nella vita degli altri che ora che una legge sacrosanta cerca di mettere un freno a questo abuso tutto italiano c’è si scandalizza di non avere più a disposizione un Truman Show in vasta scala.

Non perché sia giusto conoscere morbosamente certi fatti che nulla hanno a che vedere con noi individualmente né come collettività, molto spesso infatti non si tratta di fatti penalmente rilevanti. Ed anche se lo fossero non sta a noi in prima persona giudicarli, c’è infatti un potere, stabilito dalla Costituzione che tutti vogliono difendere pur ingnorandola, che ha il compito di giudicare e comminare le pene.

Che poi i tempi della giustizia siano un’altro caso italiano qui poco importa, non si può accelerare il processo portandolo su un giornale anziché in un’aula giudiziaria.

Ma perché dicevo che Berlusconi è un genio?

Perché oggi che lo stato viene nelle nostre tasche pesantemente ed indistintamente portandoci via 24.000.000.000,00 (ventiquattromiliardi/00) la domanda della signora Lucia non è sapere se si rimarrà i soldi per andare a comprare la verdura. No, lei vuole sapere se potrà ancora leggere su un qualunque gionale di gossip, come Repubblica 3000, se dui idioti avvoltoi si sono messi a ridere per una disgrazia da cui poi non hanno ricevuto un centesimo. Perché penalmente rilevante sarebbe stato se avessero ottenuto appalti per la ricostruzione imbrogliando, perché per quanto cinici se li avessero avuti onestamente non ci sarebbe comunque stato nulla di illegale. Per l’idiozia e per il cinismo non ci sono articoli del codice penale. Purtroppo.

Dieci anni di grande fratello e compari ci hanno fatto diventare così morbosi che ci impicciamo così tanto degli affari degli altri che dimentichiamo i nostri.

È un genio perché mentre ti fa guardare il dito che indica la luna con l’altra mano ti sfila il portafogli.

I numeri del 2009 di Coop Adriatica – The Retailer

Una considerazione: il valore del prestito sociale praticamente identico al fatturato generato dalle vendite di prodotti. Coop Adriatica è ancora un retailer?

via I numeri del 2009 di Coop Adriatica – The Retailer.

Io farei una seconda domanda: se il totale del finanziamento è pari al volume d’affari e Coop Adriatica non ha patrimonio (gli immobili sono di IGD) con cosa garantiscono il prestito? Solo sulla fiducia rischiano la fine della Coop Costruttori Argenta.