Democrazia successiva.

Avendo ormai superato la democrazia parlamentare che ci accompagna dal referendum del 2 giugno 1946 (quello sì un gran risultato democratico avendo concesso per la prima volta il voto alle donne), siamo arrivati alla democrazia dei successi democratici.

Il comico (quello nuovo di Genova, non il vecchio lombardo) ha chiesto con voto diretto a tutto il corpo elettorale avente le caratteristiche necessarie di scegliere una rosa di dieci candidati (al primo turno) fra cui scegliere (al secondo turno) il candidato alla presidenza della repubblica che i suoi portavoce voteranno.

Il corpo elettorale avente le caratteristiche necessarie era composto da ben 48.282 elettori ed elettrici che al confronto dei 46.905.154 fanno un’incidenza dello 0,103%. C’era una canzone che diceva “uno su mille ce la fa” a significare un numero molto basso.

Quello che però il sito non riporta è l’affluenza effettiva alle votazioni, quanti di quei 48.282 elettori ed elettrici ha effettivamente sfidato la minaccia degli hacker ed espresso il proprio voto per uno dei dieci che ha superato il primo turno (o anche uno degli esclusi)? La trasparenza tanto sbandierata dal movimento non arriva a tal punto.

Mi si può obiettare che sia comunque un punto di partenza, certamente sì, diciamo che nella corsa dei 100 metri piani nessuno dei due piedi avrebbe ancora neppure lontanamente superato la linea di avvio. Contando i tempi invece sarebbe una falsa partenza.

Cultura 2.0.

Cultura 2.0Così, giusto per stuzzicare i grillini (pardon, gli iscritti del M5S) con la loro hastgag ho chiesto se fossero al corrente che non potevano proporre nella votazione (pardon, sondaggio politico elettorale, ché l’Italia è una democrazia parlamentare) un candidato che non avesse compiuto i 50 anni di età.

Ho ricevuto prontamente una risposta piccata da un grillino che diceva che lo sapeva benissimo, mica perché conoscesse la Costituzione ma semplicemente perché c’è scritto sul blog del capo.

Lega Nerd – Germania.

Il successo ottenuto dal  Partito Pirata alle elezioni amministrative in Germania secondo me non è una vittoria per la Germania stessa.

A mio avviso il programma politico del Partito Pirata non mi pare dissimile (dal punto di vista dell’ampiezza degli argomenti trattati) da quello della Lega Nord.

Pochi punti programmatici che riguardano un territorio (reale o virtuale) abbastanza ristretto ed un peso sproporzionato grazie al movimento di protesta che li ha portati al potere.

Il rischio di andare al governo e di essere accomodanti sui tanti punti non programmatici al fine di raggiungere qualche pallido risultato per il proprio programma politico è concreto. E dal mio punto di vista non è buono.

Salvate il soldato quorum.

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 75 comma C.

In tanti in questo periodo, come già altre volte in passato, vorrebbero abrogare questo comma della nostra Costituzione.

Perché?

Perché ci si è resi conto che coloro che sono contrari al referendum per l’argomento trattato (spesso troppo tecnico per essere dato in pasto ai comuni cittadini) o per come viene trattato (perché spesso non si tratta di deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge quanto di fare macelleria normativa eliminando singole parole sparse lungo la normativa per stravolgerne il significato. Ed anche perché se i promotori del referendum sono avversari politici con la mancanza del quorum viene direttamente a mancare il rimborso elettorale ai promotori stessi indebolendoli così economicamente per le elezioni successive. Infine perché, appoggiandosi sulla massa dei non elettori e sulla comodità di disertare le urne, è più facile ottenere il risultato.

Ma perché i Padri Costituenti misero questo guardiano a tutela del referendum?

Certamente perché volevano evitare che una minoranza organizzata potesse decidere al posto della maggioranza della popolazione anche perché la legge stessa è stata approvata comunque da una maggioranza di rappresentanti e dunque non parrebbe corretto. Alla fine basterebbe non dare troppa visibilità al referendum per mandarlo quasi deserto e pilotare così il risultato. E chi dice che non è possibile tenere nascosto un referendum si decida, perché proprio questa è l’accusa che viene mossa al Governo, alla Rai ed a Mediaset accusati di non parlare abbastanza dei prossimi referendum.

Io sono dell’idea che il referendum sia corretto così, semmai si potrebbe aumentare il numero di firme necessario per promuoverlo (se non altro perché per la Costituente gli elettori erano 28.005.449 mentre per la Camera alle ultime politiche erano 50.066.615 con un aumento complessivo del 79%) in modo poi da non far spendere allo stato fior di quattrini senza risultati.

Per contro invece, senza bisogno di andare a modificare la Costituzione, sarei per correggere il sistema del rimborso elettorale alle forze in campo. Anziché rimborsare solo i promotori sia nel caso vincano i sì, sia nel caso vincano i no purché si raggiunga il quorum la mia idea propone, sempre a quorum raggiunto, la ripartizione del rimborso in modo proporzionale al risultato ottenuto.

A questo punto non si avrebbe più la promozione dell’astensione solo per impedire all’avversario di ottenere il rimborso, entrambi gli schieramenti si troverebbero a promuovere il voto, chi favorevole, chi contrario, in base ad una discussione effettiva argomentando le scelte e non solo per partito preso.

Ma forse essendo in Italia anche in questo caso si tratterebbe di una partita persa con politici più impegnati ad attaccare l’avversario che non a dare ragione del valore propria scelta.

Sarebbe comunque un primo tentativo per ravvivare un po’ uno strumento di democrazia diretta un po’ bistrattato e certamente abusato nella storia repubblicana.

Fantaelezioni.

Daw suggerisce l’ipotesi che Berlusconi possa avere la fiducia dal Senato e la sfiducia dalla Camera. A quel punto secondo lui Berlusconi andrebbe da Napolitano a chiedere di sciogliere solo la Camera ai sensi dell’Art. 88 della Costituzione.

Pietro Raffa dice che quell’articolo è superato.

Io (che comunque sono un signor nessuno) dico che Napolitano non si farà portare in questa avventura al buio. Perché comunque con un mezzo Parlamento la politica italiana sarebbe paralizzata fino a dopo le elezioni e nell’ipotesi che la maggioranza della nuova Camera fosse contraria a Berlusconi a Palazzo Chigi che farebbe? Scioglierebbe il solo Senato venendo accusato di aver prolungato la paralisi del Paese e fatto lievitare inutilmente i costi della politica?

Poi ci troveremmo comunque con i due rami del Parlamento con elezioni sfalsate e quindi un periodo di vuoto ogni 2 anni e ½ anziché ogni 5 come prassi.

Un’ultima cosa, quelli che pensano che si possa fare un governo senza Berlusconi e duraturo oggi sono, purtroppo, degli inguaribili ottimisti.

(via notapolitica.it)

l’Unità

Proprio per questo bisogna provare a batterli su un altro terreno: con la promessa di una rifondazione, in assoluta discontinuità col passato.

via l’Unità.

Cara Concita,

in effetti in Campania dopo 16 e rotti anni di Bassolino c’è stata una netta discontinuità col passato.

Chissà perché la discontinuità, la rifondazione, la novità devono essere sempre della vostra parte.

Due campani su tre hanno votato, in linea con il resto della nazione. Non hanno votato solo i Casalesi, hanno votato i cittadini, come ovunque.

Quando voi intellettualmente superiori imparete a rispettare tutti i voti, e non solo quelli a vostro favore, avrete capito cos’è la democrazia, sarete pronti a vincere ed a governare seriamente un Paese importante come l’Italia.

Sì, l’Italia è un Paese importante e merita di essere governato da chi ne è convinto, io i disfattisti per partito preso non li voglio.

Cara Concita, da una giornalista professionale come te mi aspetterei un’analisi del voto, non un gran giro di parole per dire che il centrodestra ha vinto nelle regioni dove non meritavano il governo di centrosinistra. Quello lascialo fare alla volpe che non è all’altezza per conquistare l’uva.

Elezioni regionali 2010 – live blogging.

Questo post è dedicato al mio personale live blogging sulle elezioni regionali che si svolgeranno questo fine settimana. Qui sotto inserirò gli aggiornamenti in ordine inverso (in alto gli ultimi) che riterrò più interessanti. La pagina non si aggiorna automaticamente, premete F5.

30/03 – 01.00: Qui si chiude questa diretta, continuo un po’ a chiacchierare su FriendFeed e nei prossimi giorni farò un’analisi più completa.

30/03 – 00.00: Se ad un certo punto non mi sentite più è perché mi sono addormentato sulla tastiera davanti a Vespa. Scena macabra ma che ci volete fare.

29/03 – 23.50: Rutelli parla di un simbolo che nessuno conosce, in effetti devono averci fatto la croce sopra pensando che fosse il “trova l’intruso” della settimana enigmistica anziché la scheda elettorale.

29/03 – 23.48: Rutelli con la cravatta verde Lega, la Polverini con il simbolo rosso PCI. Ma usare ognuno i suoi colori pareva così brutto?

29/03 – 23.45: Ma alla Bindi è morto il gatto? Perché ha una faccia ed una voce da lutto ma si vanta che sono riusciti ad avere 7 regioni (rispetto alle 11 di partenza).

29/03 – 23.36: Alla Polverini hanno regalato le rose rosse. Le avevano preparate per la Bonino che però non ne avrà bisogno.

29/03 – 23.24: In effetti la Polverini sta allungando e forse le proiezioni erano correte. Ribadisco però che più cautela sarebbe stata produttiva. Soprattutto se fosse la Bonino a riconoscere la sconfitta.

29/03 – 23.22: La Polverini dichiara di aver vinto, io sarei stato molto più prudente.

29/03 – 23.20: Ma RAI1 a quale Quirinale è? Come fanno a dire che per la prima volta la Polverini passa in vantaggio quando è dalle 16 che si alternano.

29/03 – 23.15: Polverini e Bonino ad oltre un milione di preferenze ciascune separate da meno di 300 voti!

29/03 – 23.06: Si sta delineando il risultato che avevo già scritto tre giorni fa. E la cosa onestamente non mi rallegra.

29/03 – 23.02: Secondo le ultime proiezioni RAI sul Lazio la Polverini vincerebbe con il 50,5%.

29/03 – 23.00: Purtroppo la Bindi non è né bella né intelligente.

29/03 – 22.55: La Campania è stata assegnata al centrodestra. Bassolino cede il feudo dopo 16 anni e 4 mesi.

29/03 – 22.45: Riprendo solo ora contatto con le informazioni. Che succede di nuovo?

29/03 – 19.00: La mia sezione elettorale non ha ancora chiuso. Sono in attesa di vedere il mio voto contabilizzato.

29/03 – 18.50: Anche le proieizioni RAI su Repubblica nel Lazio continuano a dare la parità per i due volti contrapposti dell’Italia.

29/03 – 18.45: Le elezioni del Lazio saranno veramente un testa a testa fino alla fine. Seguitele sul sito del ministero. Ora c’è un minuscolo vantaggio della Bonino sulla Polverini.

29/03 – 18.30: Per non saper né leggere né scrivere SkyTG24 ha saltato sia gli exit-poll (ed ha fatto bene) che le proiezioni. I dati presentati ora dunque sono ancora tutt’altro che attendibili ed i dati ufficiali li trovo tranquillamente dal ministero e su altre fonti come Repubblica.

29/03 – 18.20: Albano Laziale, Bracciano, Montelanico e Rocca Santo Stefano. C’è nessuno che sappia il motivo per cui questi quattro comuni non hanno ancora comunicato i dati definitivi dell’affluenza?

29/03 – 18.08: Non riesco a capire dove SkyTG24 riesca a recuperare un 20% di vantaggio del centrodestra nel Lazio.

29/03 – 18.02: Per l’Ansa nel Lazio: Bonino 49,8 + Polverini 49,8 + Marzoli 0,6 = 100,2%.

29/03 – 18.00: Le situazioni sono abbastanza stazionarie, fino alla prima serata non ci saranno grosse rivoluzioni né dati effettivi attendibili. Poi inizieranno gli speciali elettorali con i calibri da 90 a commentare.

29/03 – 17.35: I quattro comuni di cui mancano ancora i dati di affluenza sono tutti in provincia di Roma.

29/03 – 17.30: Repubblica ed Ansa usano gli stessi dati RAI ma per la prima la Puglia è al centrosinistra, per la seconda al centrodestra. La confusione regna sovrana.

29/03 – 17.26: Anche Ansa ora assegna la Puglia al centrodestra.

29/03 – 17.16: Per Repubblica anche la Liguria sul filo di lana con uno 0,2% di margine a favore del centrosinistra.

29/03 – 17.14: Sky completamente nel pallone rende il Piemonte al centrosinistra ma assegna la Puglia al centrodestra.

29/03 – 17.08: Testa a testa nel Lazio. Bonino e Polverini entrambe al 49,7% per Repubblica.

29/03 – 17.06: Ampliate le prioiezioni. Piemonte al centrodestra sia per Ansa che per Repubblica. Lazio al centrosinistra per Ansa.

29/03 – 17.04: Non so se sia dovuto alla scarsità di dati o di interesse o piuttosto al rafforzamento delle strutture ma i siti informativi a questa tornata stanno reggendo molto meglio il carico.

29/03 – 17.02: Interessanti i dati di affluenza delle provinciali e comunali. Il calo è del 5% sulle prime e solo del 3% sulle seconde. Evidentemente la politica locale ha provocato meno disaffezione di quella nazionale.

29/03 – 17.00: Al momento l’unica regione in cui il terzo incomodo è accreditato di superare il 10% è la Puglia con la Poli Bortone.

29/03 – 16.50: A quasi due ore dalla chiusura dei seggi mancano ancora i dati di affluenza di 10 comuni.

29/03 – 16.45: Proiezioni SkyTG24: Piemonte e Lazio al centrodestra.

29/03 – 16.30: Ansa con i primi scrutini assegna Liguria e Basilicata al centrodestra ed Emilia Romagna ad “altre coalizioni”!

29/03 – 16.22: Prime proiezioni Repubblica su due regioni senza sorprese.

29/03 – 16.20: I dati definitivi di affluenza parlano di un calo del 7,69%. In recupero dunque sul -9% di ieri sera.

29/03 – 16.10: Stanno arrivando i dati definitivi prima delle prime proiezioni “ufficiali”. Nessuno ancora si sbilancia sui risultati, vuol dire che sono troppo in bilico quasi ovunque.

29/03 – 16.00: Dell’Utri verrà ascoltato sulla morte di Pasolini nel 1975. Dopo 35 anni!

29/03 – 15.55: Qui a Lugo (Emilia Romagna) con due sezioni scrutinate la Lega avrebbe il triplo dei voti del PDL.

29/03 – 15.50: L’unica cosa certa è che non ci sono dati certi. Al Viminale sono ancora a 0 sezioni su 37.896.

29/03 – 15.40: Nessun utente che sia arrivato sul blog cercando questa diretta. Potrei forse chiuderla prima del previsto.

29/03 – 15.22: Tutti alla finestra, anche Repubblica non indica ancora nulla.

29/03 – 15.20: I primi dati (30%) sull’affluenza definitiva parlano di un recuperto dei voti. Il calo ora si attesta attorno al 7,5%.

29/03 – 15.15: I numeri che si leggono in giro vogliono dire tutto ed il contrario di tutto, soprattutto i margini sono talmente risicati (nel lazio 0,2% fra le due coalizioni) che non si può certamente dare nulla per scontato.

29/03 – 15.10: Grossi dati nessuno ne fornisce (troppo costosi e falsati), se passate da FriendFeed potete partecipare alla discussione sulle elezioni.

29/03 – 15.00: Incomincia l’avventura che ci accompagnerà per i prossimi cinque anni. Vinca ci ci potrà amministrare meglio!

29/03 – 14.50: Ancora pochi minuti, qui l’infografica di SkyTG24.

29/03 – 14.30: Pagina infografica anche da Ansa.

29/03 – 14:20: Live blogging anche su notapolitica.

29/03 – 14.00: Ancora un’ora di pazienza per i dati di affluenza finali, diverse ore prima di aver dati su cui ragionare.

29/03 – 12.45: Mettiamoci comodi con patatine e birra perché partendo fra poche ore e fino a tarda serata ne vedremo (e sentiremo) delle belle. Chi sarà il primo a cantare vittoria pur avendo avuto meno voti? Chi sarà il primo ad ammettere una sconfitta? I commenti sono aperti per tutti.

29/03 – 12.00: Commento interessante e condivisibile:

Domani [oggi, n.d.S.] pomeriggio il primo dato disponibile sarà quello relativo all’affluenza alle urne, e scommetto che tutti commenteranno la percentuale di astenuti. Occorrerà, invece, prestare attenzione a quella di quanti sono andati a votare, che sarà altissima, perché si tratta di cittadini chiamati a decidere per assemblee dei cui compiti quasi non si è neanche discusso. Eppure a votare ci sono andati. Perché lo sentono come un dovere democratico, perché hanno colto la necessità di schierarsi, perché hanno avuto l’impressione che fossero in ballo questioni importanti, perché sono di parte e vogliono farlo sentire. In tutti i casi meritano rispetto. Meritano eletti che sappiano rappresentarli, non comparse con idee meno chiare di chi le ha votate.

29/03 – 09.30: Dati aggiornati sugli ippodromi. Qui si accredita il cavallo blu di 4 vittorie ed il cavallo rosso di 9 di cui due entro un secondo di scarto e dunque ancora apertissimi. Sempre più mi convinco di aver fatto la scelta migliore.

29/03 – 09.00: Quando mancano ancora 6 ore alla chiusura dei seggi, non avendo altro di megli di cui parlare, vediamo meglio i dati di affluenza di ieri regione per regione. Per ragioni pratiche di rilevamento dei dati evito le quattro regioni che gestiscono autonomamente le elezioni (Toscana, Marche, Calabria e Puglia) i cui dati non sono rilevati dal Ministero dell’Interno come del resto hanno fatto assolutamente tutti i grandi media.

Regione Affluenza attuale Affluenza precedente Variazione
Piemonte 47,60 55,48 -7,88
Lombardia 49,31 58,68 -9,37
Veneto 49,21 56,28 -7,07
Liguria 43,50 52,52 -9,02
Emilia Romagna 51,50 61,03 -9,53
Umbria 46,32 56,20 -9,88
Lazio 43,39 55,82 -12,43
Campania 43,27 49,85 -6,58
Basilicata 45,28 50,80 -5,52

Appare subito che il calo dell’affluenza non è omogeneo, come del resto non omogenea era anche l’affluenza delle passate tornate elettorali.

Il primo fattore che salta agli occhi è il tracollo del Lazio, unica regione con il calo in doppia cifra. Da una parte si potrà anche ritenere (e penso non mancherà la polemica su questo) che gli elettori del PDL non avevano la loro lista in provincia di Roma ma dall’altra il calo è stato omogeneo in tutte le province della regione, anche dove il PDL era rappresentato. Che l’astensione allora dipenda da una sorta di “nessuno dei suddetti” vedremo?

Non è che nelle regioni con maggior fedeltà alle urne si possa identificare uno schieramento avvantaggiato. La Campania è accreditata di vittoria al cavallo blu, la Basilicata al cavallo Rosso.

Quindi tutto è ancora aperto, più avvincente di una finale di Sanremo con la vittoria del realityshowista di turno.

28/03 – 23.00: Confermato anche alla chiusura del primo giorno di voto il calo dell’affluenza che si attesta a -9 punti percentuali che scende sotto la soglia psicologica della metà degli aventi diritto.

28/03 – 19.25: Con circa il 90% dei dati raccolti il calo nell’affluenza si assesta al 7% netto raggiungendo la soglia del 35,8% dei votanti. Sarà tutto da vedere chi effettivamente ha perso elettori. Se la destra (storicamente meno ligia al diritto-dovere delle urne) o la sinistra (come già successo alle ultime elezioni europee).

28/03 – 19.00: E così siamo giunti alla seconda rilevazione dell’affluenza, posso immaginare un calo del 5% circa rispetto alle precedenti elezioni, fra poco comunque i dati ufficiali.

28/03 – 17.10: Dovere personale compiuto. Non sto ad illustrarvi tutti i ragionamenti di politica geoelettiva sottostanti.

28/03 – 16.00: Scusate il ritardo, lunga pausa pranzo. Comunue i dati definitivi dell’affluenza alle ore 12 parlano di un 10,19% dei votanti contro il 13,05 delle precedenti.

28/03 – 12.10: I primi dati (su meno di 1/4 dei comuni) parlano di affluenza sotto al 10%, in calo di 3 punti rispetto alle elezioni precedenti. Ovviamente i primi a comunicare i dati sono i comuni con meno votanti e meno affluenza che quindi hanno fatto prima a conteggiarli. Il dato definitivo dunque sarà probabilmente più alto.

28/03 – 08.00: Seggi aperti.

27/03 – 20.30: Mettetevi comodi, i primi dati di affluenza ci saranno domani alle 12.00 (e ricordatevi di spostare avanti le lancette di un ora questa notte).

27/03 – 20.00: Finalmente online la consueta pagina dedicata alle elezioni del Ministero dell’Interno.

26/03 – 18.00: Una mia personale visione del risultato che si potrebbe delineare.

26/03 – 10.15: Su The Right Nation potete sempre seguire le corse clandestine in attesa dei risultati di quelle ufficiali da lunedì pomeriggio.

26/03 – 08.45: Per un quadro della situazione di partenza si può visitare la pagina apposita di Wikipedia con le indicazioni delle candidature per ogni regione e lo stato attuale. Su notapolitica.it c’è la mappa riepilogativa di tutte le corse

25/03 – 12.20: Inizio col ricordare che le elezioni si svolgeranno domenica 28 dalle 8 alle 22 ora legale (perché domenica cambia anche l’orario) e lunedì dalle 7 alle 15.

Appena chiusi i seggi si partirà dallo scrutinio delle schede per le elezioni regionali. Sono 13 le regioni in cui si rinnovano i consigli regionali e dove si elegge il nuovo presidente o governatore che dir si voglia.

Scommessa sulle corse delle regioni.

Se i dati cronometrici attuali delle corse hanno lo stesso errore di tutte le ultime galoppate ufficiali (e non ho motivo di pensare che l’errore possa essersi ridotto, al più potrei pensare ad un incremento ulteriore) si preannuncia una vittoria schiacciante del cavallo blu in tanti ippodromi.

Queste sono le mie ipotesi spannometriche, non sono un sondaggio sulle elezioni, sono scommesse non giocate su corse di cavalli.

  • Piemonte: blu
  • Lombardia: blu
  • Veneto: blu
  • Liguria: rosso (probabile)
  • Emilia Romagna: rosso
  • Toscana: rosso
  • Marche: rosso
  • Umbria: rosso
  • Lazio: blu
  • Campania: blu
  • Puglia: rosso (probabile)
  • Basilicata: rosso
  • Calabria: blu

Se per caso fosse vero quanto qui previsto (6 blu contro 7 rosso) si tratterebbe di una caporetto per il fantino bolognese sia nei confronti della situazione attuale (2 contro 11) quanto nella gestione politica nazionale.

Il fantino di Arcore si troverebbe accreditato di un potere mai visto in epoca repubblicana.

Il problema non è comunque il troppo potere del del cavallo blu quanto l’impotenza di quello rosso.

Della presentazione delle liste.

Non entro nel dettaglio della questione. C’è stata negligenza in chi doveva raccogliere e consegnare le firme come c’è stata approssimazione da parte degli uffici preposti presso il tribunale (perché la legge non prevede che i radicali potessero ricorrere contro la lista di Formigoni ad esempio).

Faccio un esempio piccolo piccolo, nelle elezioni del consiglio d’istituto di cui sono presidente.

La norma prevedere che il numero di presentatori sia di 10 unità fino a 100 studenti fino a 20 sottoscrittori per gli istituti con oltre 200 allievi. Essendo il nostro un istituto comprensivo con circa 1000 studenti servono 20 firme per ogni lista.

Succede però che una piccola scuola elementare di paese facente capo all’istituto comprensivo raccolga solo 10 firme perché in quella scuola ci sono meno di 100 allievi. Ebbene quella lista a rigor di norma sarebbe da cassare.

Siccome i candidati non hanno rispettato pedissequamente le regole i genitori (che si recano alle urne con percentuali più che bulgare) non hanno diritto di eleggere un loro rappresentante.

Era questo per voi lo spirito della legge? Non era forse più un sistema per limitare il numero di liste e simboli sulla scheda?

Se non servissero firme potrei tranquillamente presentarmi usando il logo della mia azienda, così avrei una bella pubblicità a costo zero.

Se in Lombardia Formigoni fosse rimasto fuori dalla competizione elettorale per degli errori più formali che sostanziali la situazione sarebbe stata migliore? Se poi a quel punto anche Penati, con una situazione di irregolarità molto simile fosse stato escluso? Si sarebbe arrivati alle urne con l’80%, a stare scarsi, di elettorato senza propri rappresentanti.

C’è chi chiede il rispetto delle regole (ed anche io lo farò sempre), ma le regole – per chi ha studiato diritto – non sono solo le parole che le compongono, hanno uno spirito. E le leggi di presentazione delle liste hanno come fine il miglior svolgimento possibile del voto.

Se serviva un decreto legge che interpretasse in maniera autentica lo spirito della legge al fine di non traviare lo scopo ultimo del diritto di voto sia attivo che passivo, ben venga questo decreto e ben venga che il Capo dello Stato l’abbia autorizzato.

E ben venga che in una scuola di provincia ci sia un consiglio d’istituto (che mi vanto di presiedere da oltre un lustro) in cui sono rappresentati tutti e non solo i bigottoni legalisti come me.