Proprio per questo bisogna provare a batterli su un altro terreno: con la promessa di una rifondazione, in assoluta discontinuità col passato.

via l’Unità.

Cara Concita,

in effetti in Campania dopo 16 e rotti anni di Bassolino c’è stata una netta discontinuità col passato.

Chissà perché la discontinuità, la rifondazione, la novità devono essere sempre della vostra parte.

Due campani su tre hanno votato, in linea con il resto della nazione. Non hanno votato solo i Casalesi, hanno votato i cittadini, come ovunque.

Quando voi intellettualmente superiori imparete a rispettare tutti i voti, e non solo quelli a vostro favore, avrete capito cos’è la democrazia, sarete pronti a vincere ed a governare seriamente un Paese importante come l’Italia.

Sì, l’Italia è un Paese importante e merita di essere governato da chi ne è convinto, io i disfattisti per partito preso non li voglio.

Cara Concita, da una giornalista professionale come te mi aspetterei un’analisi del voto, non un gran giro di parole per dire che il centrodestra ha vinto nelle regioni dove non meritavano il governo di centrosinistra. Quello lascialo fare alla volpe che non è all’altezza per conquistare l’uva.

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Questo post è dedicato al mio personale live blogging sulle elezioni regionali che si svolgeranno questo fine settimana. Qui sotto inserirò gli aggiornamenti in ordine inverso (in alto gli ultimi) che riterrò più interessanti. La pagina non si aggiorna automaticamente, premete F5.

30/03 – 01.00: Qui si chiude questa diretta, continuo un po’ a chiacchierare su FriendFeed e nei prossimi giorni farò un’analisi più completa.

30/03 – 00.00: Se ad un certo punto non mi sentite più è perché mi sono addormentato sulla tastiera davanti a Vespa. Scena macabra ma che ci volete fare.

29/03 – 23.50: Rutelli parla di un simbolo che nessuno conosce, in effetti devono averci fatto la croce sopra pensando che fosse il “trova l’intruso” della settimana enigmistica anziché la scheda elettorale.

29/03 – 23.48: Rutelli con la cravatta verde Lega, la Polverini con il simbolo rosso PCI. Ma usare ognuno i suoi colori pareva così brutto?

29/03 – 23.45: Ma alla Bindi è morto il gatto? Perché ha una faccia ed una voce da lutto ma si vanta che sono riusciti ad avere 7 regioni (rispetto alle 11 di partenza).

29/03 – 23.36: Alla Polverini hanno regalato le rose rosse. Le avevano preparate per la Bonino che però non ne avrà bisogno.

29/03 – 23.24: In effetti la Polverini sta allungando e forse le proiezioni erano correte. Ribadisco però che più cautela sarebbe stata produttiva. Soprattutto se fosse la Bonino a riconoscere la sconfitta.

29/03 – 23.22: La Polverini dichiara di aver vinto, io sarei stato molto più prudente.

29/03 – 23.20: Ma RAI1 a quale Quirinale è? Come fanno a dire che per la prima volta la Polverini passa in vantaggio quando è dalle 16 che si alternano.

29/03 – 23.15: Polverini e Bonino ad oltre un milione di preferenze ciascune separate da meno di 300 voti!

29/03 – 23.06: Si sta delineando il risultato che avevo già scritto tre giorni fa. E la cosa onestamente non mi rallegra.

29/03 – 23.02: Secondo le ultime proiezioni RAI sul Lazio la Polverini vincerebbe con il 50,5%.

29/03 – 23.00: Purtroppo la Bindi non è né bella né intelligente.

29/03 – 22.55: La Campania è stata assegnata al centrodestra. Bassolino cede il feudo dopo 16 anni e 4 mesi.

29/03 – 22.45: Riprendo solo ora contatto con le informazioni. Che succede di nuovo?

29/03 – 19.00: La mia sezione elettorale non ha ancora chiuso. Sono in attesa di vedere il mio voto contabilizzato.

29/03 – 18.50: Anche le proieizioni RAI su Repubblica nel Lazio continuano a dare la parità per i due volti contrapposti dell’Italia.

29/03 – 18.45: Le elezioni del Lazio saranno veramente un testa a testa fino alla fine. Seguitele sul sito del ministero. Ora c’è un minuscolo vantaggio della Bonino sulla Polverini.

29/03 – 18.30: Per non saper né leggere né scrivere SkyTG24 ha saltato sia gli exit-poll (ed ha fatto bene) che le proiezioni. I dati presentati ora dunque sono ancora tutt’altro che attendibili ed i dati ufficiali li trovo tranquillamente dal ministero e su altre fonti come Repubblica.

29/03 – 18.20: Albano Laziale, Bracciano, Montelanico e Rocca Santo Stefano. C’è nessuno che sappia il motivo per cui questi quattro comuni non hanno ancora comunicato i dati definitivi dell’affluenza?

29/03 – 18.08: Non riesco a capire dove SkyTG24 riesca a recuperare un 20% di vantaggio del centrodestra nel Lazio.

29/03 – 18.02: Per l’Ansa nel Lazio: Bonino 49,8 + Polverini 49,8 + Marzoli 0,6 = 100,2%.

29/03 – 18.00: Le situazioni sono abbastanza stazionarie, fino alla prima serata non ci saranno grosse rivoluzioni né dati effettivi attendibili. Poi inizieranno gli speciali elettorali con i calibri da 90 a commentare.

29/03 – 17.35: I quattro comuni di cui mancano ancora i dati di affluenza sono tutti in provincia di Roma.

29/03 – 17.30: Repubblica ed Ansa usano gli stessi dati RAI ma per la prima la Puglia è al centrosinistra, per la seconda al centrodestra. La confusione regna sovrana.

29/03 – 17.26: Anche Ansa ora assegna la Puglia al centrodestra.

29/03 – 17.16: Per Repubblica anche la Liguria sul filo di lana con uno 0,2% di margine a favore del centrosinistra.

29/03 – 17.14: Sky completamente nel pallone rende il Piemonte al centrosinistra ma assegna la Puglia al centrodestra.

29/03 – 17.08: Testa a testa nel Lazio. Bonino e Polverini entrambe al 49,7% per Repubblica.

29/03 – 17.06: Ampliate le prioiezioni. Piemonte al centrodestra sia per Ansa che per Repubblica. Lazio al centrosinistra per Ansa.

29/03 – 17.04: Non so se sia dovuto alla scarsità di dati o di interesse o piuttosto al rafforzamento delle strutture ma i siti informativi a questa tornata stanno reggendo molto meglio il carico.

29/03 – 17.02: Interessanti i dati di affluenza delle provinciali e comunali. Il calo è del 5% sulle prime e solo del 3% sulle seconde. Evidentemente la politica locale ha provocato meno disaffezione di quella nazionale.

29/03 – 17.00: Al momento l’unica regione in cui il terzo incomodo è accreditato di superare il 10% è la Puglia con la Poli Bortone.

29/03 – 16.50: A quasi due ore dalla chiusura dei seggi mancano ancora i dati di affluenza di 10 comuni.

29/03 – 16.45: Proiezioni SkyTG24: Piemonte e Lazio al centrodestra.

29/03 – 16.30: Ansa con i primi scrutini assegna Liguria e Basilicata al centrodestra ed Emilia Romagna ad “altre coalizioni”!

29/03 – 16.22: Prime proiezioni Repubblica su due regioni senza sorprese.

29/03 – 16.20: I dati definitivi di affluenza parlano di un calo del 7,69%. In recupero dunque sul -9% di ieri sera.

29/03 – 16.10: Stanno arrivando i dati definitivi prima delle prime proiezioni “ufficiali”. Nessuno ancora si sbilancia sui risultati, vuol dire che sono troppo in bilico quasi ovunque.

29/03 – 16.00: Dell’Utri verrà ascoltato sulla morte di Pasolini nel 1975. Dopo 35 anni!

29/03 – 15.55: Qui a Lugo (Emilia Romagna) con due sezioni scrutinate la Lega avrebbe il triplo dei voti del PDL.

29/03 – 15.50: L’unica cosa certa è che non ci sono dati certi. Al Viminale sono ancora a 0 sezioni su 37.896.

29/03 – 15.40: Nessun utente che sia arrivato sul blog cercando questa diretta. Potrei forse chiuderla prima del previsto.

29/03 – 15.22: Tutti alla finestra, anche Repubblica non indica ancora nulla.

29/03 – 15.20: I primi dati (30%) sull’affluenza definitiva parlano di un recuperto dei voti. Il calo ora si attesta attorno al 7,5%.

29/03 – 15.15: I numeri che si leggono in giro vogliono dire tutto ed il contrario di tutto, soprattutto i margini sono talmente risicati (nel lazio 0,2% fra le due coalizioni) che non si può certamente dare nulla per scontato.

29/03 – 15.10: Grossi dati nessuno ne fornisce (troppo costosi e falsati), se passate da FriendFeed potete partecipare alla discussione sulle elezioni.

29/03 – 15.00: Incomincia l’avventura che ci accompagnerà per i prossimi cinque anni. Vinca ci ci potrà amministrare meglio!

29/03 – 14.50: Ancora pochi minuti, qui l’infografica di SkyTG24.

29/03 – 14.30: Pagina infografica anche da Ansa.

29/03 – 14:20: Live blogging anche su notapolitica.

29/03 – 14.00: Ancora un’ora di pazienza per i dati di affluenza finali, diverse ore prima di aver dati su cui ragionare.

29/03 – 12.45: Mettiamoci comodi con patatine e birra perché partendo fra poche ore e fino a tarda serata ne vedremo (e sentiremo) delle belle. Chi sarà il primo a cantare vittoria pur avendo avuto meno voti? Chi sarà il primo ad ammettere una sconfitta? I commenti sono aperti per tutti.

29/03 – 12.00: Commento interessante e condivisibile:

Domani [oggi, n.d.S.] pomeriggio il primo dato disponibile sarà quello relativo all’affluenza alle urne, e scommetto che tutti commenteranno la percentuale di astenuti. Occorrerà, invece, prestare attenzione a quella di quanti sono andati a votare, che sarà altissima, perché si tratta di cittadini chiamati a decidere per assemblee dei cui compiti quasi non si è neanche discusso. Eppure a votare ci sono andati. Perché lo sentono come un dovere democratico, perché hanno colto la necessità di schierarsi, perché hanno avuto l’impressione che fossero in ballo questioni importanti, perché sono di parte e vogliono farlo sentire. In tutti i casi meritano rispetto. Meritano eletti che sappiano rappresentarli, non comparse con idee meno chiare di chi le ha votate.

29/03 – 09.30: Dati aggiornati sugli ippodromi. Qui si accredita il cavallo blu di 4 vittorie ed il cavallo rosso di 9 di cui due entro un secondo di scarto e dunque ancora apertissimi. Sempre più mi convinco di aver fatto la scelta migliore.

29/03 – 09.00: Quando mancano ancora 6 ore alla chiusura dei seggi, non avendo altro di megli di cui parlare, vediamo meglio i dati di affluenza di ieri regione per regione. Per ragioni pratiche di rilevamento dei dati evito le quattro regioni che gestiscono autonomamente le elezioni (Toscana, Marche, Calabria e Puglia) i cui dati non sono rilevati dal Ministero dell’Interno come del resto hanno fatto assolutamente tutti i grandi media.

Regione Affluenza attuale Affluenza precedente Variazione
Piemonte 47,60 55,48 -7,88
Lombardia 49,31 58,68 -9,37
Veneto 49,21 56,28 -7,07
Liguria 43,50 52,52 -9,02
Emilia Romagna 51,50 61,03 -9,53
Umbria 46,32 56,20 -9,88
Lazio 43,39 55,82 -12,43
Campania 43,27 49,85 -6,58
Basilicata 45,28 50,80 -5,52

Appare subito che il calo dell’affluenza non è omogeneo, come del resto non omogenea era anche l’affluenza delle passate tornate elettorali.

Il primo fattore che salta agli occhi è il tracollo del Lazio, unica regione con il calo in doppia cifra. Da una parte si potrà anche ritenere (e penso non mancherà la polemica su questo) che gli elettori del PDL non avevano la loro lista in provincia di Roma ma dall’altra il calo è stato omogeneo in tutte le province della regione, anche dove il PDL era rappresentato. Che l’astensione allora dipenda da una sorta di “nessuno dei suddetti” vedremo?

Non è che nelle regioni con maggior fedeltà alle urne si possa identificare uno schieramento avvantaggiato. La Campania è accreditata di vittoria al cavallo blu, la Basilicata al cavallo Rosso.

Quindi tutto è ancora aperto, più avvincente di una finale di Sanremo con la vittoria del realityshowista di turno.

28/03 – 23.00: Confermato anche alla chiusura del primo giorno di voto il calo dell’affluenza che si attesta a -9 punti percentuali che scende sotto la soglia psicologica della metà degli aventi diritto.

28/03 – 19.25: Con circa il 90% dei dati raccolti il calo nell’affluenza si assesta al 7% netto raggiungendo la soglia del 35,8% dei votanti. Sarà tutto da vedere chi effettivamente ha perso elettori. Se la destra (storicamente meno ligia al diritto-dovere delle urne) o la sinistra (come già successo alle ultime elezioni europee).

28/03 – 19.00: E così siamo giunti alla seconda rilevazione dell’affluenza, posso immaginare un calo del 5% circa rispetto alle precedenti elezioni, fra poco comunque i dati ufficiali.

28/03 – 17.10: Dovere personale compiuto. Non sto ad illustrarvi tutti i ragionamenti di politica geoelettiva sottostanti.

28/03 – 16.00: Scusate il ritardo, lunga pausa pranzo. Comunue i dati definitivi dell’affluenza alle ore 12 parlano di un 10,19% dei votanti contro il 13,05 delle precedenti.

28/03 – 12.10: I primi dati (su meno di 1/4 dei comuni) parlano di affluenza sotto al 10%, in calo di 3 punti rispetto alle elezioni precedenti. Ovviamente i primi a comunicare i dati sono i comuni con meno votanti e meno affluenza che quindi hanno fatto prima a conteggiarli. Il dato definitivo dunque sarà probabilmente più alto.

28/03 – 08.00: Seggi aperti.

27/03 – 20.30: Mettetevi comodi, i primi dati di affluenza ci saranno domani alle 12.00 (e ricordatevi di spostare avanti le lancette di un ora questa notte).

27/03 – 20.00: Finalmente online la consueta pagina dedicata alle elezioni del Ministero dell’Interno.

26/03 – 18.00: Una mia personale visione del risultato che si potrebbe delineare.

26/03 – 10.15: Su The Right Nation potete sempre seguire le corse clandestine in attesa dei risultati di quelle ufficiali da lunedì pomeriggio.

26/03 – 08.45: Per un quadro della situazione di partenza si può visitare la pagina apposita di Wikipedia con le indicazioni delle candidature per ogni regione e lo stato attuale. Su notapolitica.it c’è la mappa riepilogativa di tutte le corse

25/03 – 12.20: Inizio col ricordare che le elezioni si svolgeranno domenica 28 dalle 8 alle 22 ora legale (perché domenica cambia anche l’orario) e lunedì dalle 7 alle 15.

Appena chiusi i seggi si partirà dallo scrutinio delle schede per le elezioni regionali. Sono 13 le regioni in cui si rinnovano i consigli regionali e dove si elegge il nuovo presidente o governatore che dir si voglia.

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Se i dati cronometrici attuali delle corse hanno lo stesso errore di tutte le ultime galoppate ufficiali (e non ho motivo di pensare che l’errore possa essersi ridotto, al più potrei pensare ad un incremento ulteriore) si preannuncia una vittoria schiacciante del cavallo blu in tanti ippodromi.

Queste sono le mie ipotesi spannometriche, non sono un sondaggio sulle elezioni, sono scommesse non giocate su corse di cavalli.

  • Piemonte: blu
  • Lombardia: blu
  • Veneto: blu
  • Liguria: rosso (probabile)
  • Emilia Romagna: rosso
  • Toscana: rosso
  • Marche: rosso
  • Umbria: rosso
  • Lazio: blu
  • Campania: blu
  • Puglia: rosso (probabile)
  • Basilicata: rosso
  • Calabria: blu

Se per caso fosse vero quanto qui previsto (6 blu contro 7 rosso) si tratterebbe di una caporetto per il fantino bolognese sia nei confronti della situazione attuale (2 contro 11) quanto nella gestione politica nazionale.

Il fantino di Arcore si troverebbe accreditato di un potere mai visto in epoca repubblicana.

Il problema non è comunque il troppo potere del del cavallo blu quanto l’impotenza di quello rosso.

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Questo post spiega decisamente meglio il mio pensiero di quanto ho scritto io ieri.

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Non entro nel dettaglio della questione. C’è stata negligenza in chi doveva raccogliere e consegnare le firme come c’è stata approssimazione da parte degli uffici preposti presso il tribunale (perché la legge non prevede che i radicali potessero ricorrere contro la lista di Formigoni ad esempio).

Faccio un esempio piccolo piccolo, nelle elezioni del consiglio d’istituto di cui sono presidente.

La norma prevedere che il numero di presentatori sia di 10 unità fino a 100 studenti fino a 20 sottoscrittori per gli istituti con oltre 200 allievi. Essendo il nostro un istituto comprensivo con circa 1000 studenti servono 20 firme per ogni lista.

Succede però che una piccola scuola elementare di paese facente capo all’istituto comprensivo raccolga solo 10 firme perché in quella scuola ci sono meno di 100 allievi. Ebbene quella lista a rigor di norma sarebbe da cassare.

Siccome i candidati non hanno rispettato pedissequamente le regole i genitori (che si recano alle urne con percentuali più che bulgare) non hanno diritto di eleggere un loro rappresentante.

Era questo per voi lo spirito della legge? Non era forse più un sistema per limitare il numero di liste e simboli sulla scheda?

Se non servissero firme potrei tranquillamente presentarmi usando il logo della mia azienda, così avrei una bella pubblicità a costo zero.

Se in Lombardia Formigoni fosse rimasto fuori dalla competizione elettorale per degli errori più formali che sostanziali la situazione sarebbe stata migliore? Se poi a quel punto anche Penati, con una situazione di irregolarità molto simile fosse stato escluso? Si sarebbe arrivati alle urne con l’80%, a stare scarsi, di elettorato senza propri rappresentanti.

C’è chi chiede il rispetto delle regole (ed anche io lo farò sempre), ma le regole – per chi ha studiato diritto – non sono solo le parole che le compongono, hanno uno spirito. E le leggi di presentazione delle liste hanno come fine il miglior svolgimento possibile del voto.

Se serviva un decreto legge che interpretasse in maniera autentica lo spirito della legge al fine di non traviare lo scopo ultimo del diritto di voto sia attivo che passivo, ben venga questo decreto e ben venga che il Capo dello Stato l’abbia autorizzato.

E ben venga che in una scuola di provincia ci sia un consiglio d’istituto (che mi vanto di presiedere da oltre un lustro) in cui sono rappresentati tutti e non solo i bigottoni legalisti come me.

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Referendum, affluenza scarsissima: milioni di schede inutilizzate. Crollano le azioni della Foxy.

via Spinoza » Blog Archive » Citizen cane.

Quelle della Scottex erano già crollate un anno fa dopo le elezioni per la concorrenza dei programmi elettorali di tutti gli schieramenti.

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Come ormai tutti sappiamo domenica 21 e lunedì 22 giugno si voterà per i referendum elettorali per i quali a suo tempo avevo firmato.

Quelli che ci costerebbero forse 400 milioni di Euro (contando anche 1/2 ora di baby sitter per andare a votare).

Quello che però non viene detto con chiarezza (o perlomeno non l’ho sentito io) è in parole povere per cosa si vota.

Essere chiari è probabilmente più impossibile che difficile perché il testo dei primi due quesiti è un lavoro di taglio e cucito (in Italia i referendum ai sensi dell’Art. 75 della Costituzione sono solo abrogativi, in poche parole possono cancellare una legge od una sua parte ma non aggiungere o spostare neppure una virgola) che neppure un buon sarto riuscirebbe a fare.

Visto che non sono sadico non vi riporto il testo integrale che comparirà sulle singole schede (lo potete trovare comunque qui) seguito da un mio commento (per chi lo volesse leggere).

1° quesito – Scheda VIOLA – Premio di maggioranza alla lista più votata – Camera

Avete letto tutto il testo? Basta in realtà leggere le ultime due righe per rendersi conto che è stato fatto un lavoro da certosino per trasformare il Porcellum da legge elettorale che assegna un premio di maggioranza alla coalizione in una che da un premio di maggioranza ad una lista.

Cosa comporta tutto questo? Che le coalizioni saranno costrette a presentare delle liste uniche. Non ci sarebbe più la lista del PD e quella di IDV da una parte e PDL e Lega dall’altra. Verrebbero presentate probabilmente due liste uniche per centrosinistra e centrodestra riducendo ulteriormente la libertà di voto. Se già ora non c’è la preferenza nelle politiche (anche se io non trovo il voto di preferenza in un’elezione con territorio ampio un effettivo vantaggio) si perderebbe anche la possibilità di decidere a quale forza politica nell’ambito della coalizione dare più forza.

Quello che i promotori oggi presentano come semplificazione (riduzione dei gruppi parlamentari) in realtà si tratterebbe di un’ulteriore ingessatura del sistema. E non si otterrebbe l’effetto desiderato perché i gruppi parlamentari potrebbero ben presto replicarsi. Già oggi alla Camera ci sono gruppi parlamentari di 3 persone.

Quindi il voto a mio avviso più corretto è NO. Si può anche non ritirare la scheda cercando di far venire meno il quorum per il singolo quesito. Il vantaggio è che se non si raggiunge il quorum non scatta il rimborso elettorale per i promotori, lo svantaggio è che così facendo si rallentano di molto le operazioni di voto con conseguenti file più lunghe.

2° quesito – Scheda BEIGE SCURO – Premio di maggioranza alla lista più votata – Senato

Questo secondo quesito è sostanzialmente identico al primo solo che si applica al Senato anziché alla Camera. Vale dunque anche per questo il mio NO o possibilità di non ritirare la scheda.

3° quesito – Scheda VERDE CHIARO – Abrogazione delle candidature multiple

Questo quesito è molto più breve. Ed anche molto più sensato per diversi motivi. In buona sostanza con questo referendum si abolisce la possibilità per un candidato di presentarsi in diverse (se non tutte) le circoscrizioni. Si sceglie la propria, dove correre, e ci si mette in gioco.

In questo caso il mio voto è per il . Netto e convinto.

Innanzitutto verrebbero meno i candidati di bandiera, quelli che sono in tutte le circoscrizioni per attirare voti alla lista piuttosto che per farsi eleggere.

In secondo luogo si potrebbe ridurre la distanza dell’elettore dall’eletto, il candidato sarebbe più facilmente uno del territorio e non qualcuno calato dall’alto.

Terzo, ma forse più importante, si toglierebbe agli eletti in più circoscrizioni il potere di decidere chi deve essere deputato e chi non lo deve essere sostituendosi in toto all’elettore. Infatti ora chi viene eletto più volte nel momento in cui fa la scelta della circoscrizione automaticamente fa entrare in parlamento il primo non eletto della circoscrizione a cui ha rinunciato. Quindi può scegliere un parlamentare a scapito di un altro solo perché a lui più congeniale.

Detto tutto questo, dubito comunque che per questi referendum si possa raggiungere il quorum anche considerando coloro che andranno a votare per il ballottaggio delle amministrative. Personalmente mi riserverò l’ipotesi di andare a votare lunedì mattina in base ai dati di affluenza della domenica sera.

Indicativamente sulle stesse posizioni (anche se spiegate molto meglio) trovate .mau..

Dimenticavo, in ogni caso qualunque sia il risultato del referendum elettorale (ovvero che rimarrà com’è ora) non verrà più modificata per via parlamentare perché si dirà che gli elettori questo avevano chiesto. Figuratevi che dopo 20 anni ancora in Italia non si può parlare di nucleare perché c’è stato un referendum. Se invece dovesse cambiare qualcosa sarebbe corretto andare ad elezioni anticipate, perché le leggi elettorali si modificano e poi si vota subito (si diceva ai tempi dell’approvazione del Porcellum).

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Riprendo la tabella di ieri per un nuovo calcolo: come si sono modificati i rapporti di forza all’interno delle due coalizioni?

 

2008

2009

 
PDL

13.629.069

10.807.327

 

Lega

3.024.758

3.126.915

 

 

4,51

3,46

30,4%

PD

12.092.969

8.007.854

 

IDV

1.593.532

2.452.569

 

7,59

3,27

132,4%

L’equilibrio interno delle coalizioni appare evidentemente modificato.

Se in fatti nel 2008 il rapporto fra PDL e Lega era di 4,51:1 quest’anno questo rapporto è sceso a 3,46:1. La Lega dunque ha aumentato il suo potere del 30% facendo gridare all’opposizione che ora la Lega ha uno strapotere all’interno del governo.

Se però guardiamo agli stessi rapporti di forza all’interno della coalizione di opposizione vediamo che si passa da un rapporto fra PD ed IDV di 7,59:1 dello scorso anno ad un 3,27:1 di quest’anno. Non solo IDV all’interno della coalizione di centrosinistra oggi conta di più che la Lega nel centrodestra ma il suo incremento è stato addirittura del 132,4%.

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Questo post è un mero foglio di calcolo che analizza i voti assoluti.

Può essere considerato un mero esercizio stilistico ma serve a me per raccogliere i dati degli spostamenti reali in termini di elettori veri, quelli che hanno messo la scheda compilata dentro l’urna.

Le fonti dei dati sono del Ministero degli Interni sia per la Camera che per le europee.

Il lavoro è piuttosto facile in considerazione del ridotto numero di forze politiche presenti nel parlamento nazionale e della quasi perfetta sovrapposizione con i dati delle europee.

Lista

Politiche 2008 Camera

Europee 2009

Variazione

Var. %

PDL

13.629.069

10.807.327

- 2.821.742

-20,7%

Lega

3.024.758

3.126.915

102.157

3,4%

Totale CD

16.653.827

13.934.242

- 2.719.585

-16,3%

UDC

2.050.309

1.996.901

- 53.408

-2,6%

PD

12.092.969

8.007.854

- 4.085.115

-33,8%

IDV

1.593.532

2.452.569

859.037

53,9%

Totale CS

13.686.501

10.460.423

- 3.226.078

-23,6%

Totale

32.390.637

26.391.566

- 5.999.071

-18,5%

Dunque appare subito evidente l’ottimo risultato dell’IDV che ha incrementato di oltre il 53% il suo elettorato con un aumento di oltre 850mila elettori.

L’altro risultato positivo, anche se decisamente più modesto, è quello della Lega che recupera oltre 100mila voti con un incremento del 3,4%.

Modesto il calo dell’UDC che perde circa 55mila voti. Ovvio che di fronte al calo elettorale hanno più che tenuto ma resta il fatto che il 2,7% di coloro che li ha votati l’anno scorso non si è presentato quest’anno al seggio.

Perdono entrami i partiti di testa, con risultati comunque diversi.

Se da una parte il PDL ha una perdita secca di 2,8 milioni di elettori, dall’altra il PD ha un vero e proprio tracollo con una pedita di superiore ai 4 milioni di voti. Un elettore su 3 del PD ha deciso di disertare le urne per queste elezioni.

A livello di coalizioni si ha un netto incremento del centrodestra che raggiunge quasi il 53% (rispetto al 51,4% delle elezioni per la Camera del 2008) della rappresentanza politica a scapito del centrosinistra che scende sotto al 40% (dal 42,3% delle politiche).

Secondo me questi sono dati, il resto sono chiacchire (e distintivo (cit.)). E se il PD parla di calo netto del PDL è né più né meno del bue che da del cornuto all’asino.

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Da Avvenire di oggi prendo questo editoriale ovviamente scritto ieri quando le carte non erano ancora state scoperte (i neretti sono miei):

Ci sono atti politici che qualificano in modo indelebile chi li compie. Quello che starebbe per compiere il ministro dimissionario della Salute Livia Turco è indubbiamente, e gravemente, un gesto di questo tipo. Il condizionale è d’obbligo, ma le voci sono insistenti e circostanziate.
Il ministro uscente della Salute, come ogni altro membro del governo senza fiducia di cui fa parte, è tenuto ad agire solo per l’ordinaria amministrazione. E, invece, avrebbe deciso di emanare linee guida per l’applicazione di una normativa. E non di una normativa qualunque, ma di quella importantissima legge 40 sulla fecondazione artificiale che ha posto fine all’era di ‘provetta selvaggia’, che lei – Livia Turco – aveva apertamente avversato ripromettendosi di riscriverla, ma che poi – a governo ancora nei suoi pieni poteri – non aveva potuto permettersi di manomettere o di aggirare. Si sarebbe impegnata a farlo adesso: fuori tempo massimo. E fuori da ogni regola, sia sul piano della responsabilità politica sia su quello, delicatissimo, della deontologia ministeriale. Ma c’è di più. Risulterebbe, infatti, che il testo delle linee guida sarebbe stato firmato già da qualche giorno; e non in un momento qualsiasi, ma l’11 aprile scorso, data di chiusura della campagna elettorale per il nuovo Parlamento e il nuovo Governo. Mentre la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale sarebbe stata disposta per le prossime ore, evidentemente all’indomani dell’esaurimento del secondo turno di ballottaggio a Roma e nelle altre realtà amministrative locali. Voci assai dettagliate, come si vede. E circostanze che parlano da sole. Anzi gridano.
Oggi, probabilmente, ne sapremo di più. E osiamo ancora sperare – per amore alle istituzioni e alla buona politica – che si tratti di boatos senza fondamento.

La speranza è stata vana, questa mattina sulla Gazzetta Ufficiale sono state pubblicate le nuove linee guida.

E come si legge chiaramente in questo editoriale, si è trattata di una violenza inaudita alla legge ed alla prassi consolidata per cui un governo non può compiere simili atti quando deve occuparsi della sola ordinaria amministrazione.

Il gioco delle date poi ha fatto il resto, firmate in chiusura della campagna elettorale ma pubblicate solo dopo il secondo turno di elezioni per non rischiare di perdere una bella fetta dell’elettorato cattolico che non avrebbe mai accettato che la legge 40, preservata nel referendum, venisse alterata tramite un atto amministrativo di un singolo ministro.

C’è poi un secondo atto compiuto da questo governo in violazione del proprio mandato ed anche delle regole generali.

Il viceministro delle finanze Vincenzo Visco ha reso pubblico sul sito dell’Agenzia delle Entrate (ora collassato per le troppe richieste con conseguente danno di chi quel sito doveva usarlo per lavoro e non solo per curiosità morbosa) le dichiarazioni dei redditi 2006 (percepiti nel 2005) di tutti i sudditi cittadini. Anche in questo caso si è aspettato la fine della tornata elettorale per renderlo pubblico.

Basta leggere un po’ questo articolo del corriere per vedere come tutto sia stato fatto in barba alla legge (il garante della privacy ha già presentato le proprie rimostranze) ed ai cittadini (a cui è stato volutamente tenuto nascosto in campagna elettorale).

Questi sono coloro che ci hanno governato in questi due anni e che si ostinano a compiere atti al di fuori delle loro possibilità giuridiche ed in violazione alla volontà dei cittadini in generale ed anche ad una parte dei loro stessi elettori, tenuti allo scuro di tutto per evitare che fuggissero.

Questi sono i moralmente superiori, i si può fare, i ma anche.

Non ne sentirò la mancanza.

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