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WOLFSTEP®: Beni pubblici.

Questo post spiega decisamente meglio il mio pensiero di quanto ho scritto io ieri.

Della presentazione delle liste.

Non entro nel dettaglio della questione. C’è stata negligenza in chi doveva raccogliere e consegnare le firme come c’è stata approssimazione da parte degli uffici preposti presso il tribunale (perché la legge non prevede che i radicali potessero ricorrere contro la lista di Formigoni ad esempio).

Faccio un esempio piccolo piccolo, nelle elezioni del consiglio d’istituto di cui sono presidente.

La norma prevedere che il numero di presentatori sia di 10 unità fino a 100 studenti fino a 20 sottoscrittori per gli istituti con oltre 200 allievi. Essendo il nostro un istituto comprensivo con circa 1000 studenti servono 20 firme per ogni lista.

Succede però che una piccola scuola elementare di paese facente capo all’istituto comprensivo raccolga solo 10 firme perché in quella scuola ci sono meno di 100 allievi. Ebbene quella lista a rigor di norma sarebbe da cassare.

Siccome i candidati non hanno rispettato pedissequamente le regole i genitori (che si recano alle urne con percentuali più che bulgare) non hanno diritto di eleggere un loro rappresentante.

Era questo per voi lo spirito della legge? Non era forse più un sistema per limitare il numero di liste e simboli sulla scheda?

Se non servissero firme potrei tranquillamente presentarmi usando il logo della mia azienda, così avrei una bella pubblicità a costo zero.

Se in Lombardia Formigoni fosse rimasto fuori dalla competizione elettorale per degli errori più formali che sostanziali la situazione sarebbe stata migliore? Se poi a quel punto anche Penati, con una situazione di irregolarità molto simile fosse stato escluso? Si sarebbe arrivati alle urne con l’80%, a stare scarsi, di elettorato senza propri rappresentanti.

C’è chi chiede il rispetto delle regole (ed anche io lo farò sempre), ma le regole – per chi ha studiato diritto – non sono solo le parole che le compongono, hanno uno spirito. E le leggi di presentazione delle liste hanno come fine il miglior svolgimento possibile del voto.

Se serviva un decreto legge che interpretasse in maniera autentica lo spirito della legge al fine di non traviare lo scopo ultimo del diritto di voto sia attivo che passivo, ben venga questo decreto e ben venga che il Capo dello Stato l’abbia autorizzato.

E ben venga che in una scuola di provincia ci sia un consiglio d’istituto (che mi vanto di presiedere da oltre un lustro) in cui sono rappresentati tutti e non solo i bigottoni legalisti come me.

Spinoza » Blog Archive » Citizen cane

Referendum, affluenza scarsissima: milioni di schede inutilizzate. Crollano le azioni della Foxy.

via Spinoza » Blog Archive » Citizen cane.

Quelle della Scottex erano già crollate un anno fa dopo le elezioni per la concorrenza dei programmi elettorali di tutti gli schieramenti.

Taglio e cucito ovvero i rererendum elettorali.

Come ormai tutti sappiamo domenica 21 e lunedì 22 giugno si voterà per i referendum elettorali per i quali a suo tempo avevo firmato.

Quelli che ci costerebbero forse 400 milioni di Euro (contando anche 1/2 ora di baby sitter per andare a votare).

Quello che però non viene detto con chiarezza (o perlomeno non l’ho sentito io) è in parole povere per cosa si vota.

Essere chiari è probabilmente più impossibile che difficile perché il testo dei primi due quesiti è un lavoro di taglio e cucito (in Italia i referendum ai sensi dell’Art. 75 della Costituzione sono solo abrogativi, in poche parole possono cancellare una legge od una sua parte ma non aggiungere o spostare neppure una virgola) che neppure un buon sarto riuscirebbe a fare.

Visto che non sono sadico non vi riporto il testo integrale che comparirà sulle singole schede (lo potete trovare comunque qui) seguito da un mio commento (per chi lo volesse leggere).

1° quesito – Scheda VIOLA – Premio di maggioranza alla lista più votata – Camera

Avete letto tutto il testo? Basta in realtà leggere le ultime due righe per rendersi conto che è stato fatto un lavoro da certosino per trasformare il Porcellum da legge elettorale che assegna un premio di maggioranza alla coalizione in una che da un premio di maggioranza ad una lista.

Cosa comporta tutto questo? Che le coalizioni saranno costrette a presentare delle liste uniche. Non ci sarebbe più la lista del PD e quella di IDV da una parte e PDL e Lega dall’altra. Verrebbero presentate probabilmente due liste uniche per centrosinistra e centrodestra riducendo ulteriormente la libertà di voto. Se già ora non c’è la preferenza nelle politiche (anche se io non trovo il voto di preferenza in un’elezione con territorio ampio un effettivo vantaggio) si perderebbe anche la possibilità di decidere a quale forza politica nell’ambito della coalizione dare più forza.

Quello che i promotori oggi presentano come semplificazione (riduzione dei gruppi parlamentari) in realtà si tratterebbe di un’ulteriore ingessatura del sistema. E non si otterrebbe l’effetto desiderato perché i gruppi parlamentari potrebbero ben presto replicarsi. Già oggi alla Camera ci sono gruppi parlamentari di 3 persone.

Quindi il voto a mio avviso più corretto è NO. Si può anche non ritirare la scheda cercando di far venire meno il quorum per il singolo quesito. Il vantaggio è che se non si raggiunge il quorum non scatta il rimborso elettorale per i promotori, lo svantaggio è che così facendo si rallentano di molto le operazioni di voto con conseguenti file più lunghe.

2° quesito – Scheda BEIGE SCURO – Premio di maggioranza alla lista più votata – Senato

Questo secondo quesito è sostanzialmente identico al primo solo che si applica al Senato anziché alla Camera. Vale dunque anche per questo il mio NO o possibilità di non ritirare la scheda.

3° quesito – Scheda VERDE CHIARO – Abrogazione delle candidature multiple

Questo quesito è molto più breve. Ed anche molto più sensato per diversi motivi. In buona sostanza con questo referendum si abolisce la possibilità per un candidato di presentarsi in diverse (se non tutte) le circoscrizioni. Si sceglie la propria, dove correre, e ci si mette in gioco.

In questo caso il mio voto è per il . Netto e convinto.

Innanzitutto verrebbero meno i candidati di bandiera, quelli che sono in tutte le circoscrizioni per attirare voti alla lista piuttosto che per farsi eleggere.

In secondo luogo si potrebbe ridurre la distanza dell’elettore dall’eletto, il candidato sarebbe più facilmente uno del territorio e non qualcuno calato dall’alto.

Terzo, ma forse più importante, si toglierebbe agli eletti in più circoscrizioni il potere di decidere chi deve essere deputato e chi non lo deve essere sostituendosi in toto all’elettore. Infatti ora chi viene eletto più volte nel momento in cui fa la scelta della circoscrizione automaticamente fa entrare in parlamento il primo non eletto della circoscrizione a cui ha rinunciato. Quindi può scegliere un parlamentare a scapito di un altro solo perché a lui più congeniale.

Detto tutto questo, dubito comunque che per questi referendum si possa raggiungere il quorum anche considerando coloro che andranno a votare per il ballottaggio delle amministrative. Personalmente mi riserverò l’ipotesi di andare a votare lunedì mattina in base ai dati di affluenza della domenica sera.

Indicativamente sulle stesse posizioni (anche se spiegate molto meglio) trovate .mau..

Dimenticavo, in ogni caso qualunque sia il risultato del referendum elettorale (ovvero che rimarrà com’è ora) non verrà più modificata per via parlamentare perché si dirà che gli elettori questo avevano chiesto. Figuratevi che dopo 20 anni ancora in Italia non si può parlare di nucleare perché c’è stato un referendum. Se invece dovesse cambiare qualcosa sarebbe corretto andare ad elezioni anticipate, perché le leggi elettorali si modificano e poi si vota subito (si diceva ai tempi dell’approvazione del Porcellum).

Elezioni europee – bilancio di coalizione.

Riprendo la tabella di ieri per un nuovo calcolo: come si sono modificati i rapporti di forza all’interno delle due coalizioni?

 

2008

2009

 
PDL

13.629.069

10.807.327

 

Lega

3.024.758

3.126.915

 

 

4,51

3,46

30,4%

PD

12.092.969

8.007.854

 

IDV

1.593.532

2.452.569

 

7,59

3,27

132,4%

L’equilibrio interno delle coalizioni appare evidentemente modificato.

Se in fatti nel 2008 il rapporto fra PDL e Lega era di 4,51:1 quest’anno questo rapporto è sceso a 3,46:1. La Lega dunque ha aumentato il suo potere del 30% facendo gridare all’opposizione che ora la Lega ha uno strapotere all’interno del governo.

Se però guardiamo agli stessi rapporti di forza all’interno della coalizione di opposizione vediamo che si passa da un rapporto fra PD ed IDV di 7,59:1 dello scorso anno ad un 3,27:1 di quest’anno. Non solo IDV all’interno della coalizione di centrosinistra oggi conta di più che la Lega nel centrodestra ma il suo incremento è stato addirittura del 132,4%.

Elezioni europee – solo numeri.

Questo post è un mero foglio di calcolo che analizza i voti assoluti.

Può essere considerato un mero esercizio stilistico ma serve a me per raccogliere i dati degli spostamenti reali in termini di elettori veri, quelli che hanno messo la scheda compilata dentro l’urna.

Le fonti dei dati sono del Ministero degli Interni sia per la Camera che per le europee.

Il lavoro è piuttosto facile in considerazione del ridotto numero di forze politiche presenti nel parlamento nazionale e della quasi perfetta sovrapposizione con i dati delle europee.

Lista

Politiche 2008 Camera

Europee 2009

Variazione

Var. %

PDL

13.629.069

10.807.327

- 2.821.742

-20,7%

Lega

3.024.758

3.126.915

102.157

3,4%

Totale CD

16.653.827

13.934.242

- 2.719.585

-16,3%

UDC

2.050.309

1.996.901

- 53.408

-2,6%

PD

12.092.969

8.007.854

- 4.085.115

-33,8%

IDV

1.593.532

2.452.569

859.037

53,9%

Totale CS

13.686.501

10.460.423

- 3.226.078

-23,6%

Totale

32.390.637

26.391.566

- 5.999.071

-18,5%

Dunque appare subito evidente l’ottimo risultato dell’IDV che ha incrementato di oltre il 53% il suo elettorato con un aumento di oltre 850mila elettori.

L’altro risultato positivo, anche se decisamente più modesto, è quello della Lega che recupera oltre 100mila voti con un incremento del 3,4%.

Modesto il calo dell’UDC che perde circa 55mila voti. Ovvio che di fronte al calo elettorale hanno più che tenuto ma resta il fatto che il 2,7% di coloro che li ha votati l’anno scorso non si è presentato quest’anno al seggio.

Perdono entrami i partiti di testa, con risultati comunque diversi.

Se da una parte il PDL ha una perdita secca di 2,8 milioni di elettori, dall’altra il PD ha un vero e proprio tracollo con una pedita di superiore ai 4 milioni di voti. Un elettore su 3 del PD ha deciso di disertare le urne per queste elezioni.

A livello di coalizioni si ha un netto incremento del centrodestra che raggiunge quasi il 53% (rispetto al 51,4% delle elezioni per la Camera del 2008) della rappresentanza politica a scapito del centrosinistra che scende sotto al 40% (dal 42,3% delle politiche).

Secondo me questi sono dati, il resto sono chiacchire (e distintivo (cit.)). E se il PD parla di calo netto del PDL è né più né meno del bue che da del cornuto all’asino.

Chi non rispetta le regole?

Da Avvenire di oggi prendo questo editoriale ovviamente scritto ieri quando le carte non erano ancora state scoperte (i neretti sono miei):

Ci sono atti politici che qualificano in modo indelebile chi li compie. Quello che starebbe per compiere il ministro dimissionario della Salute Livia Turco è indubbiamente, e gravemente, un gesto di questo tipo. Il condizionale è d’obbligo, ma le voci sono insistenti e circostanziate.
Il ministro uscente della Salute, come ogni altro membro del governo senza fiducia di cui fa parte, è tenuto ad agire solo per l’ordinaria amministrazione. E, invece, avrebbe deciso di emanare linee guida per l’applicazione di una normativa. E non di una normativa qualunque, ma di quella importantissima legge 40 sulla fecondazione artificiale che ha posto fine all’era di ‘provetta selvaggia’, che lei – Livia Turco – aveva apertamente avversato ripromettendosi di riscriverla, ma che poi – a governo ancora nei suoi pieni poteri – non aveva potuto permettersi di manomettere o di aggirare. Si sarebbe impegnata a farlo adesso: fuori tempo massimo. E fuori da ogni regola, sia sul piano della responsabilità politica sia su quello, delicatissimo, della deontologia ministeriale. Ma c’è di più. Risulterebbe, infatti, che il testo delle linee guida sarebbe stato firmato già da qualche giorno; e non in un momento qualsiasi, ma l’11 aprile scorso, data di chiusura della campagna elettorale per il nuovo Parlamento e il nuovo Governo. Mentre la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale sarebbe stata disposta per le prossime ore, evidentemente all’indomani dell’esaurimento del secondo turno di ballottaggio a Roma e nelle altre realtà amministrative locali. Voci assai dettagliate, come si vede. E circostanze che parlano da sole. Anzi gridano.
Oggi, probabilmente, ne sapremo di più. E osiamo ancora sperare – per amore alle istituzioni e alla buona politica – che si tratti di boatos senza fondamento.

La speranza è stata vana, questa mattina sulla Gazzetta Ufficiale sono state pubblicate le nuove linee guida.

E come si legge chiaramente in questo editoriale, si è trattata di una violenza inaudita alla legge ed alla prassi consolidata per cui un governo non può compiere simili atti quando deve occuparsi della sola ordinaria amministrazione.

Il gioco delle date poi ha fatto il resto, firmate in chiusura della campagna elettorale ma pubblicate solo dopo il secondo turno di elezioni per non rischiare di perdere una bella fetta dell’elettorato cattolico che non avrebbe mai accettato che la legge 40, preservata nel referendum, venisse alterata tramite un atto amministrativo di un singolo ministro.

C’è poi un secondo atto compiuto da questo governo in violazione del proprio mandato ed anche delle regole generali.

Il viceministro delle finanze Vincenzo Visco ha reso pubblico sul sito dell’Agenzia delle Entrate (ora collassato per le troppe richieste con conseguente danno di chi quel sito doveva usarlo per lavoro e non solo per curiosità morbosa) le dichiarazioni dei redditi 2006 (percepiti nel 2005) di tutti i sudditi cittadini. Anche in questo caso si è aspettato la fine della tornata elettorale per renderlo pubblico.

Basta leggere un po’ questo articolo del corriere per vedere come tutto sia stato fatto in barba alla legge (il garante della privacy ha già presentato le proprie rimostranze) ed ai cittadini (a cui è stato volutamente tenuto nascosto in campagna elettorale).

Questi sono coloro che ci hanno governato in questi due anni e che si ostinano a compiere atti al di fuori delle loro possibilità giuridiche ed in violazione alla volontà dei cittadini in generale ed anche ad una parte dei loro stessi elettori, tenuti allo scuro di tutto per evitare che fuggissero.

Questi sono i moralmente superiori, i si può fare, i ma anche.

Non ne sentirò la mancanza.

Roma caput mundi.

Rutelli kaput a Roma.

Non faccio liveblogging visto che Roma comunque è lontana dalla mia vita di tutti i giorni.

Ma a vedere i dati che si stanno materializzando (1567 sezioni su 2600) ovvero:

  I° Turno II° Turno Differenza
Rutelli 455.718 406.962 -48.756
Alemanno 393.128 456.191 +63.063

Che gli elettori di Rutelli fossero troppo certi della vittoria ed abbiano disertato le urne?

Che il risultato delle politiche abbia fatto tirare a molti elettori i remi in barca?

Che Alemanno sia riuscito a recuperare tutto lo svantaggio finanche a rubare voti all’avversario?

Io non lo so, ma la debacle del centrosinitra nella capitale si sta evidenziando con numeri inimmaginabili alla vigilia.

Ansa da prestazioni.

Leggo:

(ANSA) – Sono solo 5 i partiti che comporranno la Camera. Il Pdl avra’ 272 deputati, la Lega 60 e il Mpa 28. Il Pd avra’ 211 deputati, Di Pietro 28 e l’Udc 36.Il centrodestra ha avuto in totale oltre 17 milioni di voti (13,628 mln al Pdl, 3,024 mln alla Lega e 410 mila al MpA).Il centrosinistra ha 13,686 mln di voti (12,092 mln al Pd, 1,593 mln Di Pietro). L’Udc ha 2,050 mln di voti. Due seggi alla Svp e uno all’Aut.Lib. Democratie. Nessun seggio alla SA e La Destra. Mancano i voti all’estero.

Elenchiamoli:

  1. PDL
  2. Lega
  3. MPA
  4. PD
  5. IDV
  6. UDC
  7. SVP
  8. Aut.Lib.

Totale 8 partiti (non i 5 dichiarati) più altri 12 deputati eletti all’estero.

Forse voleva dire 5 gruppi parlamentari? Comunque difficile che siano solo 5.

Anche perché SVP e Aut.Lib. con 3 eletti in totale non dovrebbero fare gruppo (misto) che alla camera, come mi segnala .mau., dovrebbe essere formato da un minimo di 20 deputati.

Pannella non da per scontata l’adesione al gruppo del PD (alla faccia dell’unità del PD che doveva fare gruppo unico anche con gli eletti di IDV) ma con 9 deputati non dovrebbe andare per conto suo salvo deleghe deroghe.

Risultato netto.

Penso che oggi tutti gli italiani dovrebbero essere sereni. Non dico felici, perché magari la propria coalizione ha mancato il risultato sperato.

L’Italia, rispetto a 2 anni fa, ha una coalizione vincitrice con il supporto degli elettori. 15,5 milioni di voti al Senato, oltre 17 milioni alla Camera. Non quell’enorme astensionismo paventato alla vigilia, siamo comunque oltre la soglia del 2001. 3 milioni di distacco dal diretto inseguitore.

Quindi ora Berlusconi e la sua coalizione non hanno alcun alibi, neppure la spina nel fianco rappresentata da Casini, per non portare l’Italia al livello europeo. Certo, uscirà la polvere da sotto il tappeto e le pulizie potranno richiedere un po’ di tempo, ma con questa squadra non può cincischiare.

Dall’altra parte c’è un’opposizione non strumentale ma programmatica rappresentata da UCD e PD, tutti gli estremisti sono fuori dal parlamento, dalla Santanché (che non glie la dava) a Vladimiro Guadagno. Ora che l’opposizione non ha più le decine di anime diverse al suo interno non ha attenuanti ed è costretta a fare l’opposizione per il bene del Paese e non per puro e semplice spirito di contraddizione.

Entrambi (maggioranza di governo ed opposizione) dunque non hanno più alcun paravento, sono nudi come il re di fronte ai cittadini per essere giudicati su ogni passaggio. E questo è bene.

Vorrei spendere anche due parole sulla mia visione della sconfitta di Bertinotti e sul successo di Bossi. La casalinga di Voghera non si preoccupa tutti i giorni del testamento biologico né tantomeno delle unioni omosessuali. Il suo problema è poter fare la spesa tutti i giorni e tornare a casa senza trovarla svaligiata. Sono i temi di tutti i giorni, affrontati nelle piazze e nei mercati, che hanno consentito alla Lega di essere un partito di popolo scalzando la Sinistra Arcobaleno che appariva come un partito da salotto radical chic con i maglioni di chachemire del presidente uscente della Camera. Ovviamente è solo il mio punto di vista ed io non sono un analista politico.

ArcobalenoNon sono neppure un bravo live blogger, la mia diretta ha subito numerose interruzioni per motivi diversi, fra cui andare dal dentista con un paio di figli. Proprio dall’ambulatorio, mentre leggevo le informazioni concitate, ho scattato questa foto dell’arcobaleno che non è per nulla sinistro.