S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Buon viaggio Eluana.

Eluana è finalmente libera.

E qui so già che mi attirerò le contestazioni di molti. Fino a ieri ero contrario allo staccare la spina mentre oggi mi rallegro della sua dipartita.

La mia risposta può essere paragonata a quella di Davide in 2 Samuele 12, ma per coloro che non masticano la Parola faccio un esempio più prosaico.

Eluana nella sua vita era simile ad un bruco, ad un certo punto questo bruco è stato racchiuso in una crisalide.

La crisalide vista da fuori appare come qualcosa di inanimato, di sterile, di inutile.

E se se ne forza l’apertura effettivamente si giunge alla morte della creatura che vi è dentro.

C’è invece un tempo in cui la crisalide si apre da sola, e ne esce una splendida farfalla.

Eluana è ora al cospetto del Signore, sono certo che sia già in Paradiso perché l’eventuale Purgatorio che avesse dovuto scontare lo ha già fatto in questi lunghi anni racchiusa in una crisalide.

Ora Eluana può pregare per tutti noi, per entrambe le fazioni di questo scontro in cui lei era solo la bnaidera contesa, non l’oggetto del contendere.

Buon viaggio Eluana, e prega per noi.

Camillo » Archivio » Viva la muerte

L’altra cosa è che non c’è niente di male in una legge di questo tipo. Nulla. Non è una legge ad personam, perché vale per tutti, e in ogni caso non c’è niente di teocratico, fascista, autoritario in una legge che decide a favore della vita. Sarebbe stata teocratica, fascista, autoritaria una legge che avesse deciso che d’ora in poi alla persone in coma “si stacca la spina”. Se avesse deciso per la morte, non per la vita.

Io davvero non capisco cosa possa spingere qualcuno a fare battaglie ideologiche a favore della morte di una persona, a scendere in piazza, a titolare a tutta pagina “finalmente libera”, a pensare che l’Italia stia andando a rotoli perché il governo vuole varare un decreto per evitare che una persona muoia di fame e sete. A me sembra incredibile.

Barack Obama, nel 2005, votò al Senato americano (che approvò di notte, all’unanimità) il “Terri Schiavo Act”, la legge ad personissima (altro che il decreto erga omnes italiano) che concedeva ai genitori della ragazza americana in coma di superare la sentenza definitiva dei tribunali della Florida e di appellarsi alle corti federali. Un anno fa, in piena campagna delle primarie, Obama ha detto di essersi pentito di quella decisione, ma resta il fatto che quando ha avuto l’occasione di dire sì o no a una legge ad personam che superava le sentenze della magistratura e dava un’ulteriore speranza ai genitori della ragazza in coma ha scelto a favore della vita. Come è normale, a meno che non si sia teocratici, fascisti e autoritari come i falangisti spagnoli che durante la guerra civile gridavano “w la muerte” o i guerrasantieri di Allah che amano la morte così come noi, o almeno una parte di noi, ama la vita.

via Camillo » Archivio » Viva la muerte.

Salvatela se volete, ma con calma.

Scrivevo due anni fa:

La seconda lenzuolata di liberalizzazioni sui generis Bersani contiene all’articlo 1 l’abolizione dei costi di ricarica.

Decreto legge, ergo di massima urgenza ai sensi della Costituzione che recita all’Art. 77: “Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere.”

Ora pare che la maggioranza stessa stia pensando di rinviare l’applicazione di questa norma almeno fino a giugno.

Alla faccia della straordinarieta’ e dell’urgenza.

Ecco, lo stesso presidente della repubblica che all’epoca considerò costituzionalmente legittimo vietare i costi di ricarica con decreto legge ora non ritiene altrettanto validamente urgente salvare una vita umana.

Che all’epoca il cellulare di Clio avesse poco credito e dovesse passare dal tabaccaio?

Pruriti anticattolici.

Leggo dal decreto che autorizza la soppressione di Eluana:

In concreto, infatti, e con particolare riguardo all’ipotizzata “formazione cattolica” di Eluana, il Sig. Englaro ha posto in evidenza, ed alcune dichiarazioni testimoniali hanno confermato, che la scelta di Eluana di iscriversi ad una scuola media superiore gestita da suore cattoliche fu resa inevitabile e “costretta” dalla mancanza di un equivalente istituto scolastico pubblico, e ha soggiunto che anzi proprio l’esperienza presso tale scuola le procurò una reazione di insofferenza per quella che lei riteneva fosse un’oggettiva impossibilità di dialogo e confronto con il corpo docente.

Cioè per rispettare la sua presunta volontà la fai morire, ma non ci pensi due volte a lasciarla per anni in una casa di cura gestita dalle suore che lei apertamente contrastava?

Eluana ha mangiato troppo.

C’è chi afferma che la Chiesa stia andando contro il suo stesso insegnamento nel caso di Eluana.

E lo fa prendendo a sproposito il catechismo.

2278. L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. [...]

Cioè, davvero ritengono che nutrire una persona sia pericoloso o addirittura straordinario se non sproporzionato rispetto alla necessità di alimentazione di una persona?

2279. Anche se la morte è considerata imminente, le cure che d’ordinario sono dovute ad una persona ammalata non possono essere legittimamente interrotte. [...]

Per Eluana la morte non è considerabile imminente se non in dipendenza della sospensione di alimentazione ed idratazione. Datele da mangiare e da bere e non morirà. Però alla fine prendete una decisione, non era morta 17 anni fa? (Anche se oggi tossisce).

2267. L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani.

Questa poi è straordinaria, una che è morta (secondo alcuni) 17 anni fa ha commesso un crimine ed è talmente pericolosa che non c’è altro modo che ucciderla per evitare che possa nuocere ancora.

In effetti il pericolo che interroghi le coscienze fino alla morte ontologica c’è.

Non è ammessa la pena di morte.

Questo è il quarto comma dell’Art. 27 della nostra Costituzione.

Mi si potrà obiettare con il secondo comma dell’Art. 32:

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Ebbene si sappia che il mangiare ed il bere non sono trattamenti sanitari. Il rispetto della persona umana poi non può passare dalla condanna a morte per stenti. Non si fa neppure con il peggior criminale, lo si fa per un’innocente.

Napolux chiedeva lumi sulla condanna a vivere, chi può decidere per un altro (il magistrato in questo caso) se la sua vita sia una condanna? Nel dubbio, visto che Eluana non può dire la sua, dovrebbe essere la prudenza ad avere la meglio. In questo caso poi che non c’è modo di tornare indietro dopo averla uccisa ci sarebbe da averne ancora di più. Invece pare che alcune testimonianze non siano state prese in considerazione perché contrarie alla volontà paterna.

In ogni caso perché se si considera Eluana oramai come un corpo inanimato non è che si possa parlare di condanna a vivere perché la condanna la si infligge a qualcuno che possa provare un disagio dalla condanna stessa, e non c’è neppure bisogno di una sentenza di un magistrato perché la morte di un morto non ha bisogno di essere decretata da un giudice.

15 giorni per morire.

Sembra quasi il titolo di un film scadente tutto azione.

In realtà ci troviamo di fronte a ben altro, perché la protagonista di questa vicenda non ha la possibilità di muovere un dito. In nessuna direzione.

Altri stanno dicendo quello che lei avrebbe voluto se si fosse trovata in questa situazione, lo stanno dicendo perché Eluana Englaro (è di lei che si parla) non lo ha lasciato scritto da nessuna parte. Non esiste infatti il testamento biologico, soluzione che oggi in molti chiedono, di Eluana.

Appare quindi già da questo incomprensibile il fatto che, se per una decisione patrimoniale è richiesto un atto scritto, per decidere della morte di una persona sia sufficiente la dichiarazione di un terzo, seppur congiunto.

Poi non so proprio chi sia tanto masochista da chiedere di morire di fame e di sete, perché in tal caso dovrebbe intervenire il trattamento sanitario obbligatorio.

Comunque sia pare che tutto sia compiuto, una Via Crucis di circa 15 giorni.

C’è la clinica Città di Udine che, se verrà adeguatamente rassicurata che non perderà la convenzione con il pubblico, diverrà il primo braccio della morte dell’Italia repubblicana.

Ci sono già i volontari pronti ad assisterla in queste due settimane di agonia. Strano che chi ritenga Eluana già morta dentro un corpo malauguratamente vivo, pensi anche che ci sia bisogno di assisterla giorno e notte, di sedarla con una adeguata terapia del dolore. Un morto non prova dolore.

L’atto di condanna è redatto, le speranze di grazia (malgrado il tentativo di Sacconi) appaiono pressoché nulle.

E così persone che hanno giurato di proteggere la vita diventano carnefici.