Faccio mio l’appello dell’Associazione Scienza e Vita per salvare Eluana Englaro dalla condanna a morte per sete e per fame:
“No alla prima esecuzione capitale della storia Repubblicana italiana. No alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro Eluana Englaro”.
In queste ore si può consumare un terribile dramma che potrebbe restare come una macchia indelebile sulla coscienza di tutto un popolo, quello italiano, che in tante occasioni ha invece manifestato un amore senza confini per la vita umana in ogni sua fase, dal concepimento e fino alla morte naturale. Fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale – peraltro sostenuta da alcuni settori minoritari dell’opinione pubblica e della medicina – è a questo punto un dovere insopprimibile per tutte le coscienze libere di questo Paese. E lo pretende il rispetto delle stesse leggi italiane che non ammettono l’eutanasia, tale essendo ciò che si sta per commettere.
Per questo ci rivolgiamo a tutta l’opinione pubblica, ai mondi della cultura e della scienza, del diritto e dell’economia, dell’informazione e del sociale perché con noi, e accanto a noi, sappiano pronunciare un grande “Sì” alla vita e un “No” insuperabile alla condanna a morte di Eluana.
Chiediamo di sottoscrivere questo nostro appello che contiamo possa essere recepito da quanti sono in grado, attraverso gli strumenti della giustizia e della politica, di fermare questa orribile escalation.
Invitiamo inoltre la famiglia di Eluana ad accogliere l’invito di chi ha dichiarato di voler continuare ad assisterla amorevolmente: altro non è che un affidamento di amore. Al tempo stesso ci impegniamo a sostenere tutti gli sforzi per garantire la vita di Eluana.I presidenti
Maria Luisa Di Pietro Bruno Dallapiccola
Chiunque voglia sottoscrivere questo appello può comunicarlo all’associazione tramite fax al numero 06/68195205 o mail.
C’è anche un’altra petizione che potete firmare qui.
Perché io, nella mia ignoranza della materia, posso anche sostenere queste iniziative erroneamente. Magari potrebbe trattarsi di accanimento terapeutico (ma dar da mangiare e da bere non mi pare proprio accanimento) ma di certo questi medici sanno chiaramente di cosa si sta parlando.
Ma se fin qui ho parlato di etica e di morale c’è anche un aspetto giuridico della vicenda. La sentenza scritta per consentire l’omicidio di Eluana non ha alcun fondamento giuridico. Il Senato ed il Presidente Emerito della Corte Costituzionale non hanno dubbi in proposito.
La normativa italiana non prevede il testamento biologico e se anche per similitudine lo si volesse regolamentare come il testamento normale in questo caso non sarebbe valido per vizio di forma, il testamento deve essere scritto ed Eluana non ha lasciato alcuno scritto in proposito. Dunque in nessun caso le eventuali richieste di Eluana fatte quando era ancora cosciente possono essere opposte alla normativa vigente.
Considerando che la legge punisce, giustamente, con il carcere fino ad un anno e mezzo chi uccide crudelmente o senza necessità un animale, non riesco a capire come si possa considerare legittimo far morire di stenti un essere umano solo perché incapace di nutrirsi da solo o di opporsi a tutto questo.
E chi è certo che tanto Eluana Englaro non sia più cosciente perché in stato vegetativo e quindi non possa soffrire ma provate a chiederlo a Salvatore Crisafulli quando dice:
Durante quegli interminabili due anni di prigionia nel mio corpo intubato e senza nervi, ero io il muto o eravate voi, uomini troppo sapienti e sani, i sordi?
Ecco, nel dubbio la scelta deve essere sempre prudente. Ed una volta che Eluana sarà morta non si potrà certo tornare indietro.
Segnalo questo