S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Dissetate Eluana.

Faccio mio l’appello dell’Associazione Scienza e Vita per salvare Eluana Englaro dalla condanna a morte per sete e per fame:

“No alla prima esecuzione capitale della storia Repubblicana italiana. No alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro Eluana Englaro”.
In queste ore si può consumare un terribile dramma che potrebbe restare come una macchia indelebile sulla coscienza di tutto un popolo, quello italiano, che in tante occasioni ha invece manifestato un amore senza confini per la vita umana in ogni sua fase, dal concepimento e fino alla morte naturale. Fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale – peraltro sostenuta da alcuni settori minoritari dell’opinione pubblica e della medicina – è a questo punto un dovere insopprimibile per tutte le coscienze libere di questo Paese. E lo pretende il rispetto delle stesse leggi italiane che non ammettono l’eutanasia, tale essendo ciò che si sta per commettere.
Per questo ci rivolgiamo a tutta l’opinione pubblica, ai mondi della cultura e della scienza, del diritto e dell’economia, dell’informazione e del sociale perché con noi, e accanto a noi, sappiano pronunciare un grande “Sì” alla vita e un “No” insuperabile alla condanna a morte di Eluana.
Chiediamo di sottoscrivere questo nostro appello che contiamo possa essere recepito da quanti sono in grado, attraverso gli strumenti della giustizia e della politica, di fermare questa orribile escalation.
Invitiamo inoltre la famiglia di Eluana ad accogliere l’invito di chi ha dichiarato di voler continuare ad assisterla amorevolmente: altro non è che un affidamento di amore. Al tempo stesso ci impegniamo a sostenere tutti gli sforzi per garantire la vita di Eluana.

I presidenti

Maria Luisa Di Pietro         Bruno Dallapiccola

Chiunque voglia sottoscrivere questo appello può comunicarlo all’associazione tramite fax al numero 06/68195205 o mail.

C’è anche un’altra petizione che potete firmare qui.

Perché io, nella mia ignoranza della materia, posso anche sostenere queste iniziative erroneamente. Magari potrebbe trattarsi di accanimento terapeutico (ma dar da mangiare e da bere non mi pare proprio accanimento) ma di certo questi medici sanno chiaramente di cosa si sta parlando.

Ma se fin qui ho parlato di etica e di morale c’è anche un aspetto giuridico della vicenda. La sentenza scritta per consentire l’omicidio di Eluana non ha alcun fondamento giuridico. Il Senato ed il Presidente Emerito della Corte Costituzionale non hanno dubbi in proposito.

La normativa italiana non prevede il testamento biologico e se anche per similitudine lo si volesse regolamentare come il testamento normale in questo caso non sarebbe valido per vizio di forma, il testamento deve essere scritto ed Eluana non ha lasciato alcuno scritto in proposito. Dunque in nessun caso le eventuali richieste di Eluana fatte quando era ancora cosciente possono essere opposte alla normativa vigente.

Considerando che la legge punisce, giustamente, con il carcere fino ad un anno e mezzo chi uccide crudelmente o senza necessità un animale, non riesco a capire come si possa considerare legittimo far morire di stenti un essere umano solo perché incapace di nutrirsi da solo o di opporsi a tutto questo.

E chi è certo che tanto Eluana Englaro non sia più cosciente perché in stato vegetativo e quindi non possa soffrire ma provate a chiederlo a Salvatore Crisafulli quando dice:

Durante quegli interminabili due anni di prigionia nel mio corpo intubato e senza nervi, ero io il muto o eravate voi, uomini troppo sapienti e sani, i sordi?

Ecco, nel dubbio la scelta deve essere sempre prudente. Ed una volta che Eluana sarà morta non si potrà certo tornare indietro.

Neurothon.

Chi di tanto in tanto passa di qui sul sito e non solo via feed avrà notato che per un certo periodo c’è stato il banner di Neurothon, associazione guidata dal Prof. Angelo Vescovi salito agli onore delle cronache alla portata di tutti con il referendum sulla legge 40 mentre era già più che noto a livello planetario per le ricerche (e le scoperte effettive) sugli utilizzi terapeutici delle cellule staminali adulte.

Ora l’associazione sta cercando dei volontari per il 21 giugno (come iniziare meglio l’estate) con questo appello:

NEUROTHON organizza,

con il Patrocinio di A.N.C.I.

(Associazione Nazionale Comuni Italiani)

nella giornata di SABATO 21 GIUGNO,

dei gazebo nei Comuni italiani per raccogliere fondi a favore del progetto scientifico condotto dal Prof. Angelo Vescovi: “L’Officina del Cervello”

per l’avvio della sperimentazione, con utilizzo di cellule staminali cerebrali,

per le malattie neurodegenerative

e le lesioni midollari.

Chi fosse interessato può prelevare questo file, compilarlo e faxarlo allo 02-58.01.84.71 o mandarlo via mail a info@neurothon.it.

Ovviamente, visto che siamo in tempi di denuncia dei redditi, Neurothon accetta volentieri anche il 5 per mille.

Incidenza.

Sabato mattina verso le 12 ero qui in negozio quando sento uno strano rumore di lamiere. Guardando fuori vedo solo il camion dei vicini che stava rientrando ed ho pensato che fossero loro ad aver urtato qualcosa.

Poi li vedo scendere di corsa dal camion e correre verso il negozio, esco e vedo l’incidente: una donna stesa a terra accanto alla sua bici ed all’auto con cui si è scontrata.

Fortunatamente c’erano loro che hanno chiamato l’ambulanza (arrivata in 2 minuti netti, se l’avessi chiamata io come per un altro incidente ci avrebbe messo 15 minuti) e si sono occupati di tutto.

Ieri sera ero in casa all’ora di cena con suoceri e genitori. Finito di mangiare mi affaccio alla finestra e vedo tante auto rallentare. Capisco che si tratta di un incidente ed esco di casa mosso forse più dalla curiosità che altro.

Altre auto ferme hanno già chiamato sia il 112 che il 118 e dunque non mi preoccupo di chiamare, in compenso come già in altra occasione ho preso il giubbottino al limone ad alta visibilità e mi sono messo a dirigere il traffico.

Sono stato a fare protezione civile (la protezione civile sei anche tu, recita lo spot) per quasi due ora su mandato della Polizia che non aveva una seconda auto per bloccare il traffico da entrambe le direzioni. Poi alla fine hanno recuperato un’auto dei Carabinieri per bloccare l’incrocio. Ironia della sorte i lampioni di quel tratto di strada ieri sera non funzionavano e tutte le operazioni di soccorso, rilievo e rimozione sono stati fatti con le fotoelettriche dei Vigili del Fuoco.

Ecco, avrei potuto tranquillamente e legittimamente guardarmi NCIS in poltrona mentre le FFOO si arrangiavano mentre mi sono sentito di dare una mano nel mio piccolo (ed a mio rischio visto che diverse auto non rallentavano neppure con la serie di lampeggianti blu), forse è dovuta a qualche reminescenza di scoutismo o forse ad un sentimento di dovere civico.

Di certo se tutti facessero il possibile, senza fare gli eroi che spesso producono più danni che benefici (mi sono ben guardato dall’avvicinarmi ai feriti sulle auto prima che sopraggiungessero le ambulanze), forse l’Italia sarebbe un posto un po’ migliore.

Ho aspettato un po’ per scrivere questo post. Dopo due incidenti in due giorni non vorrei che…

UPDATE: uno dei due automobilisti è morto.

Pensare prima.

Un medico di guardia siciliano è stato aggredito perché ha rifiutato, per obiezione di coscienza, la prescrizione della cosidetta pillola del giorno dopo.

A questo punto i radicali di Milano vanno contro al medico dicendo:

Nel sottolineare ancora una volta che la pillola del giorno dopo non è un farmaco abortivo ma contraccettivo (fa chimicamente quello che accadrebbe con l’utilizzo della spirale)

Wikipedia non sarà l’enciclopedia britannica della medicina ma quando parla di spirale dice fra l’altro:

Questo è determinato dal fatto che con un oggetto esterno l’utero tende a alterare la sua normale acidità per proteggersi da eventuali infezioni, venendosi a creare anche un ambiente inadatto per gli spermatozoi e, nel’eventualità di avvenuta fecondazione, per l’impianto dell’embrione.

Dunque ci sono casi in cui non si impedisce la fecondazione ma si uccide l’ovulo già fecondato.

In ogni caso il Comitato Nazionale di Biotetica ritiene comunque legittima l’obiezione di coscienza nella prescrizione del Norlevo come si può leggere sul sito del governo. Invito pertanto i radicali, che fanno parte della maggioranza di governo, ad adeguarsi.