Novità.

Gli editori italiani sono indignati per il fatto che Google continui ad arricchirsi con le loro notizie e pretendono fior di quattrini.

Qualcosa del genere è capitato anche in Germania, e Google ha vinto.

Se fossi Google scriverei una bella lettera a tutti gli editori:

Se volete che i vostri contenuti rimangano indicizzati gratuitamente su Google News dovete sottoscrivere un apposito contratto. In assenza di ciò dal 1° dicembre i vostri contenuti non saranno più in alcun modo indicizzati.

Dopo il 1° dicembre le nuove attività editoriali che non saranno mai state indicizzate da Google News potranno fare domanda con le stesse modalità di cui sopra.

I siti che fino al 30 novembre sono stati indicizzati gratuitamente e quelli che in seguito scegliessero di non essere più indicizzati potranno rientrare nell’indice di Google News solo a seguito di sottoscrizione di apposito contratto AdWords in quanto non sarà più consentita l’indicizzazione gratuita.

Distinti Saluti.

Google.

Alla sera del 30 novembre tutti i siti che non abbiano sottoscritto il contratto vengono tagliati fuori. E li sarà pianto e stridore di denti. (cit.)

Secondo me ribaltando il paradigma Google risolverebbe di colpo tutti i problemi, perché facile contestare se non ti costa nulla farlo. C’era un’espressione abbastanza colorita per dirlo.

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità. (cit.)

Esperimento R184RU14.

Mi scuso di questo post, è un banale esperimento di Google War. In buona sostanza R184RU14 è il codice da inserire in Google per cercare un determinato immobile in vendita (maggiori informazioni in questo post di Gianluca) e mi domandavo se fosse possibile per un’agenzia immobiliare concorrente hackerare il codice originale per portare traffico alla propria agenzia.

Fra qualche giorno verificherò il risultato dell’esperimento R184RU14 ed aggiornerò questo post.

Grazie per la pazienza.

Aggiornamento (molto prima del previsto)

Dopo appena 2 minuti dalla pubblicazione questo post ha scavalcato l’annuncio originale.

Gigaset SL930 A.

Ammettete che almeno una volta è capitato anche a voi che, a casa o al lavoro, avreste voluto avere sul telefono collegato alla linea fissa un numero di telefono di un vostro contatto sul cellulare.

A me è successo, perché non mi va di usare il mio smartphone personale per le chiamate di lavoro, se non altro per non spargere a destra e a manca il mio numero mobile.

E visto che la mia rubrica è sincronizzata con GMail cosa di meglio di un telefono fisso cordless con Android a bordo?

Il Gigaset SL930 A (io che son vecchio sono portato a scriverci Siemens davanti, ma ormai il marchio cammina con i propri piedi) è un cordless con standard DECT che quindi può funzionare con la sua base come anche con le molte infrastrutture che sfruttano la medesima tecnologia. Nel mio caso ho comunque installato la base in dotazione.

Dopo qualche giorno di utilizzo vediamo un po’ più nel dettaglio di cosa si tratta.

Visto da fuori

gigaset_sl930Il Gigaset SL930 è un telefono abbastanza ingombrante. Con 177 grammi di peso (più del mio Nexus 4 con Ringle Fusion) e 16 mm di spessore si sente. Ovviamente essendo un cordless e non un cellulare questi elementi sono meno influenti nella scelta.

Le parti cromate (molto più appariscenti che nella foto qui accanto) sono abbastanza pacchiane e un po’ di disturbo.

Tutto il terminale sembra notevolmente solido, con la sola eccezione dei 5 pulsanti fisici sotto il display che tendono un po’ a scricchiolare. Utili comunque i tasti fisici per rispondere e riagganciare.

Il telefono può essere ricaricato tramite la sua base (anch’essa notevolmente cromata) o tramite l’ormai classico cavetto microUBS il cui connettore è posto sulla base del telefono.

Non capisco invece la scelta di mettere anche il jack per la cuffia con microfono (non in dotazione) sotto al telefono che impedisce di mantenere la cuffia connessa mentre il telefono è nella sua base di carica. Avrebbe avuto più senso metterla sul lato o sopra.

Visto da dentro

Il telefono monta un Android 4.0.4 abbastanza puro. Ovviamente ci sono molte applicazioni proprietarie (in primis quella del telefono). Essendo presente il play store ufficiale Google la versatilità del telefono ne giova notevolmente. Ad esempio non apprezzando le icone arancioni sono passato a Nova ed al set di icone che uso anche sullo smartphone.

La CPU da 1 GHz che lo muove pare piuttosto scarsa e tutto il sistema sembra poco reattivo. La dotazione di memoria è di 4 GB espandibile tramite microSD.

Un po’ piccolo lo schermo da 3,5″ e non eccelsa la risoluzione di 320×480. La luminosità dello schermo in  modalità automatica è molto reattiva (camminando in un corridoio continuava a cambiare per la presenza dei punti luce).

L’insieme di queste prerogative fa sì che l’uso ideale sia limitato alla telefonia o poco di più.

Non l’ho ancora detto, forse perché lo considero abbastanza ovvio, che oltre alla connessione DECT per la telefonia il Gigaset SL930 è dotato anche di connessione wi-fi (dunque servirà un access point) per poter usare tutte le parti smart a partire appunto dalla sincronizzazione della rubrica con GMail.

Visto con l’uso

Ho già detto che lo schermo piccolo (e quindi anche la tastiera piccola) ed il sistema abbastanza lento difficilmente ci consentiranno di rispondere alle mail che comunque potremo leggere anche mentre non siamo davanti al PC e magari il nostro smartphone è in carica. Lo stesso ovviamente con le altre notifiche, appuntamenti compresi.

Visto che la sezione audio è sempre stato un punto di forza di Siemens (e quindi ora di Gigaset) l’audio delle telefonate è molto chiaro ed altrettanto chiaro e forte è anche l’altoparlante posteriore da cui potremo ad esempio ascoltare la musica da Google Play Music mentre ci muoviamo in casa o in azienda, pronta ovviamente ad interrompersi alla prima chiamata che ci giungerà.

Purtroppo non sono riuscito a configurare Whatsapp su questo telefono in quanto non considera validi i numeri fissi, l’app di per sé si installa e potrei attivarla con un numero di cellulare su cui non sia già attivo il servizio di messaggistica.

Al contrario Skype funziona bene, se non fosse che quando hanno costruito questo terminale hanno dimenticato di mettere almeno una fotocamera frontale e quindi non si possono effettuare videochiamate.

L’ultima analisi riguarda l’autonomia. Non ho termini di paragone (non si può paragonare un cellulare con un cordless) ma devo dire che è veramente più che soddisfacente, con la prima carica malgrado le molteplici prove ha fatto ben più di 2 giorni di uso. Sapendo che lo userò per lavoro e che la sera tornerà sotto carica fino al mattino successivo immagino che non avrò problemi a rispondere a tutte le chiamate senza difficoltà.

Conclusioni

Il Gigaset SL930 assolve pienamente i compiti prefissati (poter usare la rubrica GMail anche sulla linea aziendale sincronizzata con il PC e con lo smartphone). L’unico dubbio che avevo era legato alla selezione della linea uscente per cui non avevo trovato alcuna informazione in giro. Lo si può impostare e quindi il telefono in automatico comporrà lo zero (nel mio caso, ma è appunto personalizzabile) per occupare la linea urbana ed effettuare la chiamata ed al contrario sarà in grado di identificare correttamente anche le chiamate in entrata che si presentano con lo zero aggiuntivo davanti.

Solidità, autonomia e copertura (grazie anche al fatto che la base di ricarica è separata dalla base radio DECT e che quindi la prima si mette dove è comoda mentre la seconda in una posizione ottimale) consentono di avere il telefono sempre con sé dimenticandosi di aver bisogno di un telefono fisso.

Sinceramente speravo di poter utilizzare anche Whatsapp (ma qui il problema non è del telefono ma del fatto che Whatsapp non accetta numeri fissi).

La lentezza e le ridotte dimensioni del display fanno sì che lo userò per leggere le notifiche ma non per rispondere.

Diciamo che al prezzo di circa 175 euro (nel momento in cui scrivo) non si trova nessun altro prodotto in grado di soddisfare le medesime necessità. Considerando che al primo avvio ha comunque aggiornato il firmware fa pensare che non si tratti di un prodotto spot che verrà abbandonato. Credo al contrario che presto si potrà ampliare la famiglia di telefoni cordless Android proprio partendo da questo primo modello.

Quindi se anche voi sentite la necessità che ho avuto io posso certamente consigliarvi questo prodotto, se avete altre domande in merito scrivetela pure nei commenti, farò il possibile per rispondervi.

Samsung paga un miliardo di Dollari ad Apple in monete da 5 cent.

Sta girando la rete la notizia del titolo, ma anche ad orecchio mi suonava piuttosto male. Così, vestiti i panni di un matematico più bravo di me, ho preso carta e penna per fare due conti (in realtà ho usato la calcolatrice di Google). Partiamo dal miliardo di dollari: 1.000.000.000 $ Convertiamolo in monete da 5 cent che sono 20.000.000.000 (venti miliardi) di monete, già questo mi farebbe dubitare che ci siano così tante monete circolanti negli USA, in pratica sarebbero oltre 60 monete per ogni abitante degli Stati Uniti, abbastanza assurdo.

Sapendo che ciascuna di queste monete pesa 5 grammi avremmo una massa complessiva di 100.000 tonnellate. Sapendo che la portata massima di un TIR è di circa 30 tonnellate (ma facciamo pure 50) non sarebbero 30 TIR ma 2000.

Quindi l’asino è già cascato, facciamo comunque anche il calcolo del volume. Con un diametro di 21,21 mm ed uno spessore di 1,95 avremmo complessivamente 55.000 metri cubi di metallo (senza considerare lo spazio fra le monete): praticamente uno spessore di 11 metri di metallo sopra un campo da calcio.

Sarebbe simpatico lo scherzo da parte di Samsung, ma non è praticabile.

E sarebbe simpatico anche che chi riporta le notizie faccia una botta di conti.

Xperia Arc S: impressioni, ICS e rooting.

Possiedo un Arc S da qualche mese perché Vodafone non sa contare.

La risposta di Vodafone a chi pensava di ricevere un Nexus S (cliccate sull'immagine per accedere alla storia completa)

Dopo qualche tempo il terminale conferma le mie impressioni iniziali: il display è veramente molto bello, ma il telefono è in molte occasioni poco reattivo, si surriscalda in maniera preoccupante e la memoria si rivela subito stretta. Brutto difetto inoltre è la totale impossibilità di connettersi a internet via wifi al mio router (difetto riconosciuto da Sony Ericsson, ma che rimbalza la colpa su Netgear).

Aggiornamento a ICS

Decido di aspettare l’aggiornamento ad Android 4.0, che prontamente arriva. Ma (vi anticipo) l’aggiornamento non corregge i problemi al wifi e l’effetto friggitrice.

L’aggiornamento è molto semplice, e vi rimando alle istruzioni ufficiali di Sony Ericsson: http://www.sonymobile.com/global-en/software/phones/xperia-arc-s/ – di fatto bisogna installare il software sul PC, collegare il telefono e aspettare. Unica nota, dopo l’installazione consiglio un reset alle impostazioni di fabbrica per evitare alcuni problemi di prestazioni.

L’aggiornamento porta il terminale ad un altro livello. L’interfaccia Sony Ericsson è di fatto la stessa (bruttina) di prima, ma ICS elimina una serie di personalizzazioni della casa che rendevano il tutto poco curato.

Altro neo della UI è la mancanza di un pannello nella barra delle notifiche per disattivare la connessione dati, la wifi e compagnia. SE offre dei widget orrendi  e male organizzati, rimuovendo dal sistema quelli nativi. Seriamente: perché lo switch per il roaming e non quello per il 3g?

Widget 3x2 (!?) per la gestione dei controlli di Sony Ericsson

Anche la grafica delle cartelle è terribile:

L'interfaccia delle cartelle di Sony Ericsson. Perché?


La memoria scarseggia, come con la vecchia versione. Questo mi porta a optare per una soluzione drastica: rootare il telefono.

Root Arc S Ice Cream Sandwitch

Attenzione: da questo punto in poi la vostra garanzia non esiste più. Non ci assumiamo responsabilità per danni, incendi, perdite di denaro o social media manager Vodafone che vi bussano alla porta al mattino presto.

I passi sono pochi:

  1. installare i driver ADB da http://forum.xda-developers.com/showthread.php?p=24883071#post24883071
  2. scaricare il Rooting Toolkit da http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=1601038

Una volta ottenuti i permessi di root la prima cosa da fare è rimuovere tutte le applicazioni non necessarie. Veramente, ragazzi, sembra di essere tornati a quando le aziende imbottivano i PC di programmi malfatti per affermare la loro supremazia sul sistema operativo. Come dite? Lo fanno anche ora? Ah.

(no, seriamente, come vi sentireste se il vostro iPad / iPhone venisse riempito di applicazioni del produttore che non potete disinstallare?)

Dicevamo: una volta preso possesso del vostro dispositivo, è ora di rimuovere applicazioni. L’Arc S ha una memoria interna piccola, e un po’ di spazio libero non guasta. Per farlo potete installare il fidato Titanium Backup (https://play.google.com/store/apps/details?id=com.keramidas.TitaniumBackup) e potete aiutarvi con la lista di applicazioni su XDA: http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=1089470

Ora il vostro Arc S è quanto di più vicino alla normalità possibile, con il firmware originale Sony. Se invece vi sentite particolarmente avventurosi, potete provare la CM9 di FreeXperia qui: http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=1356685

Ci sono altre possibilità per migliorare le cose, tra cui installare la nuova home di Sony Ericsson (http://www.xperiablog.net/2012/02/25/xperia-s-home-launcher-and-widgets-leaked/), il power manager widget originale Android e la possibilità di ricompilarvi interamente i sorgenti o di riscrivere Android in C# (ah, lo stanno già facendo!), ma questo è lasciato come esercizio al lettore.