S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Root + recovery LG Optimus One aggiornato a Gingerbread 2.3.3

L’attesissimo aggiornamento dell’Optimus One ad Android Gingerbread 2.3.3 ufficiale da parte di LG ha portato molte novità: schermo più reattivo, interfaccia rinnovata e impossibilità di rootare il terminale con i tool tradizionali (faccina diabolica).

Questa guida illustra un metodo un poco più complicato per installare una recovery e ottenere i permessi di root.

Non siamo responsabili di qualunque danno che possiate fare al vostro terminale seguendo queste istruzioni – anche se a chi scrive ha funzionato.

Clockwork mod recovery

Questa volta bisogna partire dalla recovery. Scaricate il file P500-CWM-3.1.0.0.zip dalla guida su XDA e spacchettate lo zip.

Cliccate su Download (nel menu in alto) – Select port, scegliete il vostro terminale dall’elenco e cliccate Connect. Premete il pulsante Image Folder e selezionate la cartella dove avete scompattato lo zip; ignorate gli avvisi, chiudete la finestra e premete il pulsante Download.

Andate a prendere un caffè e dite al vostro collega / donna delle pulizie / fratello di non scollegare il telefono per nessuna ragione al mondo.

Finito il vostro caffè dovrebbe comparire la scritta “download complete”. Fatto. Spegnete il telefono e riaccendetelo tenendo premuto Home, Volume giù e Power, facendo attenzione a non farvi male. Nel caso non vi bastassero le dita potete farvi aiutare da un amico.

Permessi di Root

Dalla schermata di Clockwork Mod, selezionate mounts and storage (ci si muove con i tasti del volume, si conferma con il primo tasto a sinistra) e mount usb. Dal PC, mettete nella scheda SD il file su-2.3.6.3-efgh-signed.zip che trovate sempre nella guida su XDA. Smontate la scheda, selezionate install update from sdcard e scegliete il file .zip che avete appena caricato.

Fatto?

Fatto. L’applicazione superuser si trova automaticamente fra quelle installate, e potete iniziare a pasticciare in libertà.

Due chef al prezzo di uno.

Grazie all’opportunità offerta da LG ho provato il forno a microonde DuoChef MC8180HC.

Sembrerà strano vedere su questo blog una prova così particolare. Probabilmente la scelta è caduta su di me (oltre che su bimbylandia, blog più avvezzo alla cucina in casa) per via della famiglia numerosa.

La prima differenza fra provare un cellulare e provare un forno a microonde è la logistica. Non si tratta di una scatolina da pochi etti. Questo forno a microonde è molto grande e solido, i suoi 29 kili di peso lo dimostrano chiaramente. Anche la maniglia a ribalta verticale ed i comandi superiori lo rendono più simile ad un forno tradizionale che ad un microonde di fascia mediobassa.

Se poi aggiungiamo anche che il vano è stracolmo di accessori (guardate l’unboxing di bimbylandia per rendervene conto di persona) per ogni possibile uso diventa estremamente versatile.

A questo punto non mi resta che posizionarlo in casa e lasciare comandi e parola a chi di solito cucina.

Sono abituata a cucinare per tante persone e quindi capita spesso di preparare teglie e teglie di pizza che con il forno tradizionale faccio prima, è decisamente vantaggioso anche nei tempi di preparazione complessivi oltre che di cottura scaldandolo una sola volta per cuocere molto.

Al contrario per una preparazione particolare per un numero ristretto di persone (diciamo fino a 4 senza problemi) allora la soluzione del Duo Chef diventa probabilmente più pratica.

Ho trovato molto comoda la funzione di scongelamento rapido come anche le funzioni preprogrammate che con un uso un po’ costante si riesce anche a ricordarle senza doverle cercare di volta in volta nel manuale.

Realizzando la ricetta dei pomodori gratinati presentata sull’interessante ricettario allegato (che mi sarebbe certamente piaciuto tenere) ho visto che il risultato è più che buono, anche se la procedura di preparazione non è semplice come con un forno tradizionale.

In conclusione ritengo che questo forno sia più adeguato ad un single / giovane coppia che ad una famiglia numerosa. Ideale per chi ha poco spazio e non riuscirebbe a far stare nella stessa cucina sia il forno tradizionale che quello a microonde ma non vuole rinunciare alla passione per la cucina per cui con questo forno, magari con gli appositi supporti opzionali che consentono di installarlo esattamente come un forno tradizionale, può assolvere sia alle funzioni di un forno a microonde sia a quelle di un forno ventilato.

Sempre da bimbylandia la preparazione delle polpette, del tortino e della crostata.

LG Optimus One.

Ci ho messo abbastanza tempo per scrivere questa recensione dell’LG Optimus One, la versione intermedia fra gli smartphone della serie LG Optmimus dotati di Android, a metà strada fra l’Optimus GT e l’Optimus Chic (almeno a livello di prezzo).

Il motivo è che pur partecipando alla prova di questo terminale tramite il blog di LG ho avuto un po’ di disinnamoramento con il sistema operativo di Google. Stato d’animo non dovuto certamente a questo terminale che fa egregiamente il suo lavoro.

Veniamo comunque alla sostanza.

L’LG Optimus One non è uno smartphone entry level (soprattutto considerando gli ultimi usciti che hanno prezzi a cavallo dei 100 euro) né un top di gamma. Questo lo rende una buona soluzione per chi ha bisogno di un telefono solido ed affidabile ma non vuole spendere un milione del vecchio conio per comunicare.

Ritengo molto positiva la scelta che LG ha fatto di limitare la personalizzazione del sistema operativo a differenza di HTC e Sony Ericsson. Dovrebbe (purtroppo il condizionale è d’obbligo) semplificare notevolmente le operazioni di aggiornamento dell’OS e di conseguenza rendere più probabilmente e più rapidamente disponibile l’upgrade del sistema operativo che al momento dell’acquisto è comunque la 2.2, che ha le funzioni molto utili che sentivo mancare nelle precedenti.

La prima delle funzioni che desideravo era la gestione nativa di più caselle di posta GMail/GApp (quelle aziendali) disponibile dalla versione 2.1 di Android. L’altra funzione nativa secondo me molto utile è il tethering wi-fi che, se l’operatore lo consente, permette di eliminare la bolletta della chiavetta 3G e di connettere anche i terminali che non accettano la chiavetta come ad esempio un iPad wi-fi only o il mio tablet.

Non mi risulta sia stato promesso e tantomeno garantito l’upgrade alla 2.3 (le esperienze precedenti di LG nel mondo Android si sono limitate al Link-Me mai aggiornato dalla 1.5 iniziale) ma il fatto che sia uscito with Google fa ben presagire. Anche LG, come la maggior parte dei produttori, rifiuta di riparare in garanzia apparati in cui sia stata installata una ROM cucinata (quelle realizzate dall’ampia community che ruota attorno al mondo Android e che mi ha fatto riappacificare con questo sistema operativo) anche se il problema è indipendente dal software.

IMG_1629Come formato è un po’ più lungo del Tattoo (sostanzialmente uguali invece larghezza e spessore) il che lo rende un terminale che si tiene comodamente in tasca. Il fatto di avere meno tasti fisici consente, a parità di ingombro, di avere un display più grande (3,2 pollici) cosa che non guasta soprattutto per chi non ha le dita minuscole. In aggiunta il touch-screen capacitivo aiuta molto nell’uso. Diciamo che nel confronto l’unica carenza degna di nota è l’assenza dei tasti cursore utili soprattutto per spostarsi all’interno dei testi.

Il case appare comunque robusto (non ho provato a farlo cadere per terra per sapere se reggeva) senza strani scricchiolii o giochi fra le componenti, l’impugnatura è sempre sicura, non si ha mai il timore che debba scappare dalle mani. Su questo LG ha sempre fatto bene il suo lavoro.

L’autonomia non è straordinaria, anche se a fine giornata ci arriva comunque senza problemi, ma questo è, secondo me, un problema di Android visto che comunque il telefono è equipaggiato con una batteria da 1500 mAh. Per dire, l’LG Optimus 7 con una batteria della stessa potenza (non uguale comunque) arriva a sera… ma del giorno dopo.

In conclusione ritengo che l’LG Optimus One abbia un rapporto prezzo/prestazioni buono per chi abbia bisogno subito di un terminale. In alternativa aspettando la primavera sbocceranno, anche dalla stessa casa coreana, nuovi modelli più performanti che porteranno anche ad un calo di prezzo di questo che comunque è uscito da quasi sei mesi.

16 GB e poterli sfruttare.

Domani sarò da Microsoft a riconsegnare l’LG Optimus 7 che ho provato in questo periodo e del quale in conclusione sono rimasto più che soddisfatto.

Una delle poche cose che mi lasciava piuttosto perplesso era l’avere 16 GB di chiavetta sempre a disposizione e non poterla sfruttare.

Così oggi prima di formattarlo per la riconsegna ho chiesto a Gioxx se non ci fosse un modo per vedere la memoria interna per intero e non filtrata da Zune in modo da recuperare serenamente i pezzi unici (sostanzialmente le foto) evitandone la perdita.

Ebbene il buon Giovanni mi ha dato la soluzione che cercavo. Con un’operazione da fare solo se sapete cosa significa chiaramente modificare il registry potete andare su questa pagina e seguire le istruzioni alla lettera.

lg-usbDa questo momento avrete, oltre ad un buon telefono ad un prezzo alto ma non troppo (secondo me), anche una chiavetta da 16 GB con la scomodità che dovrete modificare l’impostazione ad ogni PC che utilizzerete. Non so se collegandolo ad altri PC o altri dispositivi che accettano periferiche USB (mediacenter, tv) verrà visto come archivio dati.

LG Optimus 7: applicazioni e marketplace.

Ho mantenuto nel titolo LG Optimus 7 anche se questo post è più orientato al sistema operativo Windows Phone 7 in generale.

Oltre alle applicazioni per telefono e posta di cui ho già parlato vorrei parlare delle altre che ci sono e soprattutto di quelle che (ancora) mancano.

Molto ben realizzata ad esempio è l’agenda che da parecchi punti di distanza a quella di Android ed ancora di più a quella di HTC Sense.

Il browser Internet Explorer è senza infamia e senza lode, supporta agevolmente i tab ma non gode ancora di una corsia preferenziale come browser mobile. Ad esempio il plugin per WordPress WPtouch ancora lo ignora facendo mostrare la versione standard del blog che però non viene visualizzato correttamente.

La suite Office dovrebbe essere un plus essenziale per il rilancio di questo OS ma nasce castrata dalla mancanza del copia/incolla (che Jobs diceva che non serviva ma poi l’ha aggiunto pure lui). Ad esempio ieri sera, per sfizio, volevo fare il classico quadro di tabelline. La formula prevede di mettere in A2 ed in B1 il valore 1. A seguire in orizzontale mettere =B1+1 e copiare orizzontalmente fino a K1. Analogamente in verticale inserire in A3 la formula =A2+1 e copiare fino ad A11. E questo si può fare anche a mano, non è possibile invece mettersi a mano a scrivere le chiamate di tutte le combinazioni. Si mette in B2 il valore =$B1*A$2 per vincolare in un caso la riga, nell’altro la colonna e con un copia/incolla metterlo da B2 A K11. Ecco, mancando il copia/incolla l’operazione è stata impossibile.

Il copia/incolla pare uscirà a breve, assieme ad altre migliorie. Ma non è più la stagione di uscire con un sistema operativo così incompleto.

Ed a breve si spera che verrà anche maggiormente popolato il marketplace che lascia decisamente a desiderare. Capisco che sia la concorrenza, ma ad oggi di Google c’è solo l’app per la ricerca, niente maps, niente groups, niente.

E questo penso sia un’altra nota dolente di Windows Phone 7 (ma anche dei suoi predecessori): il continuo taglio dei ponti con il passato. Io usavo Windows Mobile 2003 sul Qtek 2020 da allora ci sono state diverse discontinuità.

Basta guardare anche solo la diversità di aspetto fra Windows Mobile 6.5 e Windows Phone 7 per rendersi conto che tutte le applicazioni che funzionavano sul primo con estrema difficoltà saranno ancora funzionali e funzionanti sul secondo.

A margine è da notare come con WP7 siano scomparse del tutto gli home screen personalizzati dai produttori dei dispositivi.

Per questo qualche giorno fa dicevo a Cristiano Fino “Ho dei dubbi sul sine die e lo scriverò nel prossimo post” (che poi è questo che state leggendo) perché il mio timore è che alla prossima versione di Windows per terminali portatili (prima era Mobile, ora Phone) tutto il lavoro fatto dai programmatori ed acquistato dagli utenti vada perduto. Probabilmente non è e non sarà così, ma il timore c’è a differenza di Android e iOS che hanno avuto una crescita più lineare (e diciamolo anche una storia molto più breve).

Ovviamente non installo applicazioni a pagamento su un telefono che fra qualche giorno dovrò rendere sapendo di tornare ad Android (e tornare al Tattoo sarà una vera pena) ma anche se dovesse rimanere mio sarei molto restio a farlo proprio per questo timore.

Alla fine mi sono limitato ad installare poche applicazioni dal market anche per la difficoltà di ricerca. La ricerca c’è ma produce un’unica lista di risultati che comprende applicazioni e brani musicali (forse per nascondere la scarsità numerica delle prime?) da acquistare sulla falsariga di Zune, suo compagno di sincronizzazione.

Nello specifico ho installato:

  • Corriere della Sera: un’app che fornisce i contenuti del quotidiano gratuitamente per i primi tre mesi. Abbastanza insipida ed il meteo mostra con le icone informazioni completamente diverse da quelle riportate nel testo sottostante (sarebbe stato utile uno screenshot ma non è possibile farlo né c’è un’app installabile in compenso ci sono decine di brani musicali con quel titolo).
  • Foursquare: i miei check-in degli ultimi giorni li ho fatti tutti da lì.
  • Google Search: come dicevo l’unica app di BigG per questa piattaforma.
  • InfoSoglie: bella applicazione per sapere il dati del contratto 3.
  • Rai.tv: consente di vedere in diretta o rivedere i programmi degli ultimi giorni. Funziona anche in 3G anche a seconda del segnale a volte va a scatti.
  • ToolBox: il coltellino svizzero per WP7.
  • Twitter: non ha bisogno di presentazioni.
  • WordPress: lascia molto a desiderare, ancora immatura.

Non tutte queste applicazioni possono essere gratis per chiunque, alcune sono indirizzate ai clienti LG.

Una mancanza non da poco (e si spera solo per poco) per uno smartphone del genere è la mancanza di un programma per la navigazione stradale. C’è un software di mappe integrato ma non ha le indicazioni turn-by-turn né guida vocale. La ricerca della destinazione poi è assolutamente approssimativa. Cercando una via qui vicino mi ha proposto un percorso di 2.031,14 km!

Per fare un’analisi più corretta però penso che potrebbe essere utile aspettare almeno un paio di mesi quando gli sviluppatori avranno estratto dal cilindro qualcosa di più significativo (lo stesso Cristiano Fino ha rilasciato alcune applicazioni ed a breve dovrebbe far uscire anche quella per FriendFeed).

Diciamo che il lavoro da parte di Microsoft c’è stato (anche se ancora incompleto) ed è andato nella direzione giusta, resta da capire quanto verrà ancora seguito.

A breve l’ultimo capitolo (molto stringato non essendo di mia competenza) su Zune ed Xbox.

LG Optimus 7: telefono e posta.

LG Optimus 7

Continua la mia esperienza con l’LG Optimus 7. Dopo la prima occhiata sto continundo ad usarlo come telefono principale, malgrado i problemi con la rubrica (continuo a non avere disponibile immediatamente quella su Gmail ma solo ad importarla una voce alla volta e solo con connessione ad internet come dicevo nel post linkato).

Come smartphone è globalmente valido per le mie prove di pochi giorni.

Il terminale pur godendo di uno schermo ampio 3,8″ risulta molto maneggevole. L’impugnatura è sempre sicura, non si ha la sensazione che i 400 € che si tengono in mano possano cadere rovinosamente a terra. La scocca appare molto robusta ed il dorso che racchiude la batteria e la sede per la SIM è in alluminio (non in vetro come altri smartphone alla moda).

La gestione della posta è rapida pur sincronizzando di default ogni 30 minuti (si può cambiare questo valore), il mio account personale (GMail) e quelli aziendali (GApps) sono partiti subito perfettamente, è restio a cancellare le mail rimosse da altre applicazioni (se cancello da Thunderbird non viene rimossa sul telefono, ma forse è un problema di configurazione del client sul PC) ma non è un problema. Più scomodo invece che non si possa mettere un tono di avviso differenziato per casella di posta. Sarò venale, ma in tutta onesta preferirei sentire un trillo per la casella dove arrivano gli ordini piuttosto che sulla personale. Per par condicio avvisa per tutte le mail o per nessuna.

Come telefono è molto valido, si sente la mancanza di pulsanti hardware dedicati solo per rispondere ad una chiamata. È infatti un po’ macchinoso prima scorrere in alto con il dito e poi scegliere a schermo se rispondere o meno. La sensibilità del touch screen capacitivo è molto buona ed alla fine non si danno comandi involontari. L’audio è pulito. Un po’ scomoda la ricerca nella rubrica ma si può ovviare facilmente usando direttamente i comandi vocali.

WP7 è dotato di un sistema di riconoscimento vocale interno (sostanzialmente diverso da quello di Android, più simile a quello del BlackBerry 8100) per impartire comandi al telefono. Premendo a lungo il tasto Windows è possibile dettare con voce normale l’ordine di effettuare una chiamata o di avviare una applicazione. Con “chiama essepunto cellulare” ad esempio lo smartphone aprirà l’applicazione del telefono e comporrà direttamente il numero chiamato, questo funziona anche con il vivavoce bluetooth dell’auto. Non funziona invece per dettare testi in sostituzione della tastiera e neppure ha bisogno di connettersi alla rete per capire cosa è stato detto.

La tastiera peraltro, come dicevo prima per la sensibilità e precisione del touchscreen, è molto rapida e funzionale, difficilmente si digita qualcosa di sbagliato ed il suggerimento automatico delle parole rende ancora più rapida l’operazione.

L’autonomia è eccezionale. Con l’uso che ne faccio di solito sono a metà del secondo giorno dalla ricarica (staccato ieri mattina alle 8) con connessione dati accesa (non è possibile disabilitare la connettività 3G se non in roaming) (si può comunque disabilitare la connessione 3G o forzarla sul 2G con un ulteriore incremento dell’autonomia) ed anche il bluetooth attivo per il vivavoce dell’auto ed ho ancora metà batteria! Sono così sicuri che difficilmente si rimarrà a piedi che l’indicatore di carica fa capolino sullo schermo solo se chiamato scorrendo in basso il dito sullo schermo dal bordo superiore. Con lo stesso comando appare anche l’indicazione del segnale e del tipo di connessione.

Nella prossima puntata parlerò delle altre applicazioni interne e di quelle presenti nel marketplace, qui non saranno tutte rose e fiori.

LG Optimus 7: prima occhiata.

Non molto tempo fa Gioxx cercava in giro qualche volontario (fortunatamente la staffetta è stata prima chiusa e poi riaperta per le numerose richieste) per provare un LG Optimus 7.

Ho accennato a questo apparecchio l’altro giorno con il post dedicato alla linea LG Optimus, non mi aspettavo sinceramente che la prova su strada arrivasse così presto, credevo che avrei avuto tra le mani prima l’LG Optimus One.

LG Optimus 7

Sabato pomeriggio invece Giovanni è arrivato in negozio con una sportina di carta Windows Phone 7 in mano e… sorpresa, dentro c’era la scatola (piena) dell’LG Optimus 7.

Svolta la parte burocratica del passaggio di consegne abbiamo estratto il telefono dalla scatola ed acceso visto che dentro c’era già in dotazione una SIM Vodafone (poi sostituita con la mia 3, preferisco provare un telefono in tutto e per tutto). Per l’attivazione è necessario un account Windows Live (la vecchia casella Hotmail è stata accettata subito).

La seconda operazione è stato dargli in pasto la casella Google affinché sincronizzasse rubrica ed agenda (oltre ovviamente alla posta). Se l’agenda non ha avuto alcun problema un po’ più di difficoltà ci sono con la rubrica. L’apparecchio preferisce usare la rubrica di Hotmail e gli amici di Facebook, per fargli trovare un contatto Google devi dirgli di cercarlo nella rubrica esterna, aprirla e poi salvarlo nella rubrica interna. Non c’è (o forse o ben nascosta, ed in uno smartphone che insegue la concorrenza anche sul piano dell’usabilità la cosa non fa differenza) la possibilità di far importare tutti i contatti della rubrica Gmail che non vengono neppure salvati in locale. Ieri mi trovavo in roaming e dovendo chiamare un numero dalla mia rubrica ho dovuto rimandare la chiamata a copertura migliore. Non ho ancora provato ad aggiungere o modificare un contatto per vedere se lo aggiorna anche su Google, speriamo di sì. Mi pare un po’ un limite, almeno per me che sono su Android e che sono abituato ad essere completamente operativo dopo aver inserito SIM, batteria ed account Gmail.

La nuova interfaccia caratteristica di Windows Phone 7 è più funzionale di quanto ci si possa aspettare in un primo momento, meno personalizzabile di Android ma più di iPhone. Non è possibile invece impostare una propria suoneria, neppure prendendola dai brani caricati in Zune. Considerando che avevo una suoneria personalizzata 10 anni fa mi pare questo un limite assurdo.

Per ora mi fermo qui, non mancheranno altre occhiate riferite all’esperienza web, al marketplace ed all’hardware che si presenta molto affidabile.

Più che bonus: Optimus!

LG Optimus è la linea di smartphone LG per ogni necessità.

È composta da tre terminali (a coprire tutti i segmenti di mercato) dotati del sistema operativo Android di Google ed uno con il nuovissimo Windows Phone 7.

A differenza della serie di smartphone precedenti dunque LG si è lanciata sull’uso di sistemi operativi ad ampia diffusione il che rende molto più personalizzabile l’apparecchio con programmi di terze parti.

Elementi comuni a tutti e quattro i terminali sono quelli ormai essenziali per qualunque smartphone che si rispetti, quindi: GPS, WI-FI e HSDPA 7.2.

Andiamo invece ad analizzare i singoli terminali.

LG Optimus GT

LG Optimus GT è il modello entry della gamma, adatta ad un pubblico giovane che vuole un dispositivo robusto ed economico che non rinunci a nulla, in particolare alla connettività ai social network che è già integrata con la rubrica del telefono stesso. La versione di Android non è la più recente, si basa infatti sulla 2.1 (comunque un netto passo avanti considerando che il precedente LinkMe usava ancora la 1.5). Come dicevo prima questo terminale può accedere al market per installare altre applicazioni ma la memoria interna limitata e la versione del sistema operativo non offrono comunque troppe personalizzazioni. Prezzo: 199,00 €.

LG Optimus One

LG Optimus One è il modello che sta avendo più successo grazie al suo ottimo rapporto prezzo prestazioni. In questo apparecchio è già installata la versione 2.2 di Android (considerando che la 2.3 è appena stata mostrata e che si avrà sui primi terminali sostanzialmente ad inizio anno possiamo dire che è la più recente) che consente di installare anche le applicazioni sulla scheda micro SD (in dotazione una da 2 GB). Altra prerogativa della 2.2 mantenuta da LG è la possibilità di usare il telefono per creare una bolla wi-fi per condividere la connessione 3G con il computer o il tablet che abbiano la possibilità di connettersi al wi-fi (praticamente tutti ad oggi). A breve avrò modo di provare il terminale e maggiori informazioni potrete trovarle nei post dedicati. Prezzo: 229,00 €.

LG Optimus Chic

LG Optimus Chic è il modello di punta (ma comunque con un prezzo più che abbordabile) della serie con OS Android. Anche in questo caso si tratta della versione 2.2. Peculiarità di questo smartphone sono il supporto DLNA (standard per la condivisione di contenuti multimediali) e On screen phone che personalmente trovo molto utile dal momento che consente di controllare tutto il telefono dal PC. Ad esempio se vi arriva un SMS non avete bisogno di estrarre il telefono dalla tasca, aprite una finestra sul PC e leggete e rispondete al messaggio. La fotocamera integrata è da 5 MB, un onesto compromesso. Prezzo: 299,00 €.

LG Optimus 7

Infine c’è LG Optimus 7 che, come dice il nome stesso, monta l’ultimo sistema operativo mobile della microsoft. Questo consente anche di gestire nativamente la connessione alla community Xbox Live ed al sistema di instant messaging Windows Live Messenger. L’interfaccia utente è certamente innovativa (come si vede dalla foto qui accanto) ed i commenti in merito sono stati abbastanza variegati. Spero in futuro di poter testare anche questo apparecchio, nell’eventualità i post relativi saranno raggruppati a questo indirizzo. Anche questo dispositivo ha DLNA e fotocamera 5 MP. Completano la dotazione l’ampio display da 3,8″, il processore da 1GHz e 16 GB di memoria interna. Non scrivo altre indicazioni ignorando completamente questo nuovo sistema operativo. Prezzo: 399,00 €.

Conclusione

Insomma, una gran bella serie di prodotti fra cui scegliere il proprio regalo di Natale. La mai scelta ricadrebbe comunque sul secondo o sul terzo. E voi?

Questo è un post sponsorizzato (il ricavato andrà a contribuire al fondo cassa per la sostituzione del mio telefono attuale del quale sono insoddisfatto, del resto non è un LG).

La vita comincia a 1080p.

Grazie al blog di LG ho avuto la possibilità di provare (essì, l’hanno voluto indietro) il loro nuovissimo hard disk multimediale HXF2 (dovrebbe comparire fra i prodotti in questa pagina ma c’è solo il suo predecessore XF1 del quale ricalca forma e capacità e prezzo).

Sia chiaro che non ho percepito alcun compenso, se non il piacere di provare un nuovo prodotto in famiglia, per questo post (come dico quando li prendo dico anche quando non li prendo ma potrebbe sorgere il dubbio).

Partiamo allora con le varie impressioni avute, tenendo in considerazione che l’HXF2 non rientra nei canoni di casa mia per cui cerco un mediacenter completo di tante funzioni piuttosto che un hard disk multimediale.

Confezione

La confezione dell’HXF2 è assolutamente completa, non ci servirà nulla in più di ciò che c’è dentro la scatola per metterlo all’opera.

Oltre allo scatolotto c’è un cavetto USB (che non ho usato visto che è standard e quindi in casa se ne hanno già a decine). Già questo assolve alla parte harddisk portatile. Ovvero portarsi appresso tutti i file che ci servono altrove o che vogliamo vedere/ascoltare come mediaplayer: 500 GB sono una bella quantità.

Appunto per poter collegarci al TV abbiamo l’alimentatore (che come di consueto non serve quando si usa solo come disco attaccato al PC), il cavo video analogico con connettori RCA, l’adattatore RCA-SCART ed anche il cavo HDMI (cosa non consueta) ed ovviamente il telecomando. Come dicevo sopra non serve assolutamente altro.

Dentro la confezione c’erano anche un CD da 8 cm che non so cosa contenga dal momento che tutto ha funzionato perfettamente anche senza ed un opuscoletto di istruzioni anch’esso rimasto dentro la scatola perché il sistema è di una semplicità estrema, forse anche troppo.

Hard Disk

Come hard disk nulla da eccepire, il trasferimento dei file anche di ampie dimensioni mi è sembrata molto veloce rispetto ad altri dischi utilizzati di recente. Non ho fatto altre prove specifiche né ho aperto lo scatolotto per sapere marca e caratteristiche del disco.

Dubito però che ci siano persone che lo acquisteranno per usarlo solo come disco, se ne trovano a meno della metà del prezzo (che vi rivelerò alla fine).

Stazione multimediale portatile

Il meglio di sé l’HXF2 lo da ovviamente come mediacenter grazie all’uscita HDMI fullHD 1080p che è il massimo oggi disponibile.

Le prove sono state fatte collegando con il cavo HDMI l’harddisk alla TV 42″ anch’essa fullHD che ho in casa. Non ho fatto le prove con vecchia TV e SCART per eccessiva scomodità, l’ha fatta però Felter che era uno degli altri collaudatori.

Per capire la differenza nella qualità dell’immagine basta prendere un cartone animato recente. Avendo molti bambini in casa è ovvio che se ne guardino in quantità industriale.

La scelta per questo test è caduto su tre cartoni animati dei quali non vi dirò il titolo: il primo con una serie di animali preistorici che si sono trovati sotto al ghiaccio in un mondo pieno di dinosauri, il secondo è la storia di un topo che diventa un cuoco famoso mentre il terzo ha come protagonista un’auto da corsa rossa.

Perché penso che i cartoni siano meglio dei film per capire la qualità dei dettagli? Semplicemente perché un disegno è più spigoloso, meno fluido di un’immagine ripresa dalla telecamera. Almeno IMHO.

Ebbene vedere i dettagli della pelliccia di un mammut potendo contare i singoli peli o i riflessi perfettamente dettagliati sul cofano brillante dell’auto da corsa è una bella impressione.

Ovviamente ho fatto le prove anche con dei film, il primo è di un agente segreto interpretato da un attore che si chiama Crociera nella sua terza interpretazione del ruolo. Anche qui nulla da eccepire sulla qualità delle immagini fin nei minimi particolari, merita molto anche la fluidità della riproduzione, mai nessuno scatto o l’impressione che si sia perso qualcosa per strada.

Il secondo è stato in realtà il primo di una lunga serie di film sulle navi spaziali dove però non c’erano cavalieri di alcun genere. Al contrario c’era una sonda spaziale terrestre di ritorno, ma questa è un’altra storia. In questo caso ovviamente l’età dell’originale si percepisce tutta ed è evidente che i dettagli mancanti non si possono creare ex-novo. Però ho scoperto una funzione che non avevo mai visto in altri prodotti (magari è solo ignoranza mia): nell’avanzamento veloce 2x, non oltre, continua anche la riproduzione del suono e nelle scene interminabili di spostamenti dentro la sovrastruttura della sonda era comodo per passare da un dialogo all’altro.

Il terzo narra di corse automobilistiche in Giappone che però non ho seguito bene anche per una trama inesistente, diciamo che se il film non è granché anche a 1080p non risolvi la situazione.

Al contrario se il film merita ma si trova su un file inadeguato (fino ad ora parlavo comunque di MKV da 5 a 15 GB) in ogni caso viene reso al meglio.

È il caso dell’ultimo film visto, un file AVI da 700 MB frutto del trasferimento probabilmente da una videocassetta. Considerando che il file aveva le proporzioni di 4:3 mentre il filmato sopra era 21:9 capitava di vederlo in un modesto riquadro al centro dello schermo. In questo caso mi è venuto in aiuto lo zoom che ha ridotto le bande vuote sopra e sotto e consentito al mediaplayer di ampliare lateralmente fino ai bordi. Lo stesso film di astronavi che si ritrovano vicino ad un monte negli Stati Uniti l’avevo visto sul mediacenter attuale tramite la connessione Component 720p ma c’erano diverse scene, magari un po’ buie, in cui gli artifizi della compressione disturbavano assurdamente la vista. Ebbene questi artifizi tanto evidenti nella prova fatta con HXF2 sono stati notevolmente affievoliti.

Non fa comunque i miracoli, un file preso da youtube con risoluzione standard è rimasto a quadrettoni anche se riprodotto comunque meglio rispetto alla connessione diretta della chiavetta alla porta USB della TV.

Conclusioni

È giunto il momento di rivelarvi il prezzo, indicativamente 169,00 Euro. Dico subito che non è a buon mercato, ci sono prodotti analoghi a prezzi inferiori. Questo certamente è di una qualità molto elevata. Per dire, sotto c’è una ventolina di raffreddamento (perché sopra i pop-corn ci si riuscirebbero a fare facilmente visto quanto scalda) ma non si sente neppure come lontano ronzio.

Altro fattore importante è la possibilità di riprodurre la maggioranza (o la totalità) dei formati attualmente disponibili compreso, come dicevo, l’MKV che è il più diffuso ora sull’alta definizione e c’è da ritenere che LG rilascerà firmware aggionati perché l’investimento non perda valore. Non so se sarà compatibile anche con i film 3D prossimi venturi che io eviterò come la peste, almeno a casa mi piace parlare con chi mi circonda durante un film, l’hardware ha già una buona potenza di calcolo per gestire il 1080p ma dubito basti anche per il 3D.

Lo sfruttamento migliore per questo apparecchio è portarsi in giro i video. Penso ad esempio ad una serata a casa di amici, si arriva, si collegano due cavi (alimentazione ed uno fra HDMI o SCART a seconda degli ingressi del TV) e tramite un’interfaccia così semplice, al limite del minimalista, che potrebbe usarla senza difficoltà anche mia madre si parte. Un altro ambito è quello che diveva anche Felter delle fiere, però manca la possibilità di assicurare l’apparecchio e quindi il rischio che vada a ruba è concreto.

Sì può usare comunque anche semifisso, ad esempio io avevo messo in posizione fissa i cavi di alimentazione ed HDMI (perché malgrado il tempo breve della prova volevo evitare che potessero essere tirati accidentalmente da uno dei piccoli), basta staccare due connettori per portarsi via lo scatolotto per collegarlo al PC e caricare i file necessari.

Io non lo comprerei, perché appunto non mi capita spesso di andare a casa di amici, non tutti possono accogliere una famiglia di 11 persone, preferisco invitarli da me. Dal mio prossimo mediacenter vorrei poi molte funzioni che ovviamente non sono stata inserire in questo prodotto perché lo scopo era differente, ma certamente vorrei un mediacenter della stessa qualità di questo hard disk multimediale HXF2 di LG.