Fourteen Days.

Scusate la parafrasi numerica del titolo di un film, ma quanto accaduto nelle ultime due settimane di scuola è qualcosa di analogo, anche se molto più in piccolo, dal punto di vista dello stress.

Questa è la mia narrazione dei fatti, ognuna delle centinaia di persone coinvolte potrebbe raccontarli in un modo diverso, questo è il mio e quelle espresse qui sono mie personali opinioni. Non è mia intenzione offendere nessuno con le mie opinioni. Ometto il nome dei protagonisti anche se chiunque conosca la vicenda potrà facilmente identificarli.

La storia vissuta da me è iniziata venerdì 21 maggio, poco prima dell’ora di pranzo ricevo una telefonata dalla scuola che mi comunica che alcuni genitori di Faenza sono lì per invitarci ad un incontro per la sera perché pare che le classi prime del tempo musicale siano state soppresse dall’organico di diritto. All’improvviso si apre la porta di un universo pararello, una sorta di sliding door (giusto per citare un secondo film) dove i programmi già impegnativi di fine anno scolastico si ritrovano stravolti con impegni aggiunti, tolti, spostati, stravolti.

La sera la riunione è più che partecipata e la sala parrocchiale straripa, a dimostrazione (se ce ne fosse stato bisogno) che il corso musicale non è un’elite come qualcuno vorrebbe far credere ma qualcosa di sentito e partecipato dalle famiglie.

Mentre i faentini erano già pronti e partiti la sera stessa, a mio parere forse con anche troppo impeto, noi lughesi abbiamo avuto bisogno di qualche momento in più di rodaggio e affinamento. Meno male che abbiamo avuto la direttrice del coro ad unire in modo armonioso le voci di tutti. In ogni caso il pomeriggio successivo, sabato 22, con lo spettacolo alla Chiesa del Ghetto è partita la raccolta di firme che alla fine saranno circa 1200.

Lunedì 24 alla sera ero alla riunione per i presidenti dei consigli d’istituto mentre i dirigenti delle scuole con indirizzo musicale erano all’USP la mattina senza peraltro avere nessuna risposta che facesse intravvedere una soluzione.

Così la sera dopo, quella di martedì 25 è stata fatta una riunione nell’aula magna della scuola (da ricordare che comunque sono stati i genitori a portare avanti principalmente il discorso). Qui sono stati chiariti per tutti termini che in pochi conoscevano. Voi tutti sapete la differenza fra organico di diritto ed organico di fatto? Bene, qualunque genitore di studenti e futuri tali del corso musicale ora lo sa. Mi avevano chiamato anche al tavolo istituzionale, fortunatamente sono riuscito ad evitare figuracce, avete presente “meglio tacere…”

Continui scambi di informazioni con telefono e soprattutto tramite mail sono continuati nei giorni successivi fino alla riunione successiva a Faenza di venerdì 28 dove non sono andato perché c’era la cena di classe. Sì, alla fine dei conti per il bene dei ragazzi (ed anche mia) che stavano soffrendo per questa situazione sia direttamente sia tramite la palpabile senzazione di tensione che si respirava, era meglio andare a mangiare una pizza.

Circolano voci sempre poco rassicuranti, seppur con qualche speranza in più, anche nei saggi di fine anno di lunedì 31 e di martedì 1 giugno.

Ottenuto un appuntamento per il 4 giugno (poi rivelatosi fantasma) all’USP si decide di incontrarci il pomeriggio di mercoledì 2, malgrado la bella giornata festiva eravamo comunque discretamente numerosi, per fare il punto della situazione. Di carne al fuoco ce n’era molta, soprattutto a Faenza ed anche in parte a Ravenna. Lugo (accusata da una parte ed apprezzata dall’altra) era ancora molto pacata. Qualcuno l’ha definito immobilismo, io l’ho definita fermezza. Perché non c’è un solo modo di essere fermi. Si prospettava anche un ingestibile concerto estemporaneo da fare tutte e tre le scuole insieme in piazza a Ravenna la sera del 7 giugno. Anche qui io ho proposto e l’assemblea accettato che la nostra partecipazione fosse soggetta al fatto che si trattasse solo di musica, perché già dall’una e dall’altra parte politica si giocava a scaricabarile per il taglio. E non mi andava che i nostri (o perlomeno i miei) figli fossero sfruttati per questo. Dunque Lugo avrebbe partecipato al concerto con il vincolo che nessuno parlasse dal palco e che nessuno stricione parlasse di persone, nella fattispecie del direttore dell’USP che aveva disposto la soppressione del corso contrariamente a quanto stabilito dalla circolare ministeriale.

Giovedì 3 aspettavamo in trepidante attesa le notizie da Faenza che doveva avere una risposta dall’USP, risposta che non è arrivata.

Così venerdì 4 alle 10.30, un po’ titubanti, ci presentiamo in 8 genitori di Lugo al provveditorato per l’appuntamento e per consegnare le circa 1200 firme raccolte. Con grande sorpresa nostra e della dirigente non c’è traccia del nostro appuntamento. Ci accoglie comunque in modo abbastanza freddo e frettoloso. Però arriva la risposta tanto sperata il corso musicale ci sarà!

Sono state due lunghe settimane, estenuanti, ma sono state anche entusiasmanti perché ci hanno dimostrato che di fronte alla possibilità di perdere questo valore siamo riusciti per una volta a coalizzarci, a mettere da parte il nostro quieto vivere, le nostre comodità, le nostre posizioni per allearci ed uniti andare alla ricerca di una soluzione positiva.

C’è stato chi ha avuto il sospetto che il nostro (di genitori delle tre scuole) fosse un ruolo da utile idiota, al fine di ripristinare assieme ai corsi musicali regolarmente normati anche il tempo prolungato che invece sarebbe stato cassato del tutto.

Penso di poter chiudere qui questa lunga pagina di diario (se qualche produttore cinematografico volesse farne un film può contattarmi, i diritti di sfruttamento economico li cederei alla scuola per potenziare il corso musicale) riservando i commenti per altre coprotagonisti ad un altro post più sedimentato.

Lo incontrai lungo le scale – manteblog

E oggi quel signore alto e barbuto compie settantanni.

via Lo incontrai lungo le scale – manteblog.

Ecco, diciamo, io non sono mai stato un suo fan. Avrei potuto tranquillamente arrivare alla soglia dei quaranta anni senza conoscerlo se non fosse stato per Sergio, mio commilitone emiliano ai tempi del servizio alla Patria in quel di Bologna.

Conosceva a memoria tutti i suoi brani e li ricantava con la medesima inflessione.

Fu così che una sera andammo a cena da Vito (non quello figo su a San Luca, quello originale) fermandoci prima a suonare il campanello di casa sua, che è due vie più in là. Facile trovarla, è il titolo di un album. Lui non c’era, c’era in compenso la moglie che ci ha detto che probabilmente più tardi sarebbe passato da Vito.

Andammo a cena ma ad una certa ora, forse troppo presto, la Patria ci richiamò in caserma e così lasciammo una bottiglia di vino per lui, accompagnata da alcuni versi di Keaton.

Non ho mai capito se regalare una bottiglia di vino con su scritto “alla faccia della cirrosi epatica” fosse un buon augurio, fatto sta che sono passati 20 anni da allora e quel signore c’è ancora.

Tagli alla scuola, il prossimo anno quasi 1200 insegnanti in meno

Nella scuola media si ridurrà il tempo prolungato e la sperimentazione musicale.

via Tagli alla scuola, il prossimo anno quasi 1200 insegnanti in meno.

Come si fa a scrivere una frase del genere quattro ore dopo il rientrato allarme?

Come si fa dopo due settimane due di battaglia mediatica sull’indirizzo musicale e dopo oltre 10 anni dalla legge che lo istituisce ufficialmente a chiamare il corso musicale sperimentazione?

La musica è salva.

Vi ho parlato più volte (ed a bocce ferme, quando la risposta verbale ricevuta oggi sarà scritta, lo farò ancora per cavarmi qualche sassolino dalle scarpe) della situazione dei corsi di inidirizzo musicale delle scuole medie della provincia di Ravenna.

Ebbene, come si evince già dal titolo, i corsi sono stati salvati.

Ad un incontro un paio d’ore fa presso l’ufficio scolastico provinciale di otto genitori di studenti di Lugo (fra cui il sottoscritto), ci è stato comunicato che i corsi ad indirizzo musicale saranno ripristinati correttamente come prevedeva la circolare ministeriale 37/2010 ed in aggiunta saranno attivati anche i corsi a tempo prolungato.

E visto che questa di suo è già una buona notizia non vado oltre in attesa di vedere i provvedimenti ufficiali e di lasciar sedimentare certe senzazioni sorte in queste due settimane piene di incontri.

Non privateci della MUSICA!

Non privateci della MUSICA!

Noi ragazzi, per tutti questi anni, siamo cresciuti con il conforto della musica. Ed ora qualcuno, dall’alto, senza preavviso taglia non gli sprechi, ma la parte migliore della scuola. Da 20 anni la scuola media Gherardi offre ai suoi alunni la possibilità dei corsi musicali, che ci permettono di stare insieme e di divertirci imparando. Facciamo in modo che questa esperienza non finisca!

FACCIAMOCI SENTIRE!

Gli alunni del corso musicale

Questo è l’appello scritto dagli studenti del corso ad inidirizzo musicale della scuola Gherardi. Un corso che consente a ragazzi e famiglie di studiare musica ad un buon livello senza spendere una fortuna in lezioni private.

Succede però che un’erronea interpretazione di una circolare ministeriale produce la soppressione del corso in tutta la provincia di Ravenna. Oltre alla Gherardi di Lugo vittime sono anche la Carchidio Strocchi di Faenza, la Damiano Novello e la San Biagio di Ravenna. Le prime tre scuole hanno corsi musicali da oltre 20 anni, da prima che ci fosse la normativa che trasformava il corso da sperimentale ad effettivo.

Tutte le scuole coinvolte si stanno muovendo ed anche le tre amministrazioni locali (come riferito anche dall’Assessore all’Istruzione di Lugo nell’incontro di ieri sera). Sono tanti anche i cittadini che sostengono questa battaglia per salvare dal taglio non ciò che in tempi di tagli generalizzati era finito sotto la scure, bensì ciò che in uno sprazzo di lucidità l’amministrazione centrale aveva voluto preservare e che la burocrazia periferica sta operando per sopprimere in un impeto di risparmio. Che poi non si capisce dove possa essere il risparmio a pagare lo stipendio ad insegnanti di ruolo (che quindi non rimarrebbero a casa) senza fargli insegnare la loro materia e mandando in rovina gli strumenti e le attrezzature di proprietà della scuola.

Le modalità scelte dalle singole scuole (o meglio dai comitati di genitori, visto che le istituzioni scolastiche non possono manifestare direttamente anche in base ad una circolare regionale riservata) sono le più varie, oggi pomeriggio a Faenza ci sarà una manifestazione seguita da un concerto in piazza per dirne una. Però tutti si sono mobilitati sulla raccolta di firme su documenti analoghi redatti dai singoli comitati.

A Lugo le firme vengono raccolte presso la scuola tutti i giorni fino a sabato (che poi saranno inviate a chi di dovere) ed anche questa mattina (mercoledì 26) al mercato in un banchetto sotto al pavaglione presso la pasticceria Santina. Chi andasse presso la scuola si accorgerebbe anche di tutta la mobilitazione spontanea degli studenti stessi che hanno preparato anche il volantino riportato qui sopra oltre ad una lunga serie di striscioni e cartelloni.

È evidente che il taglio al corso musicale non ha avuto gli effetti di tutti gli altri tagli alle spese, passati un po’ inosservati dalle famiglie mentre ben conosciuti da chi la scuola la gestisce. La perdita in questo caso non sarebbe solo economica, sarebbe culturale ed identitaria, perché l’orchestra unisce è più di una squadra e chi ha ascoltato almeno una volta l’orchestra di uno di questi corsi musicali lo sa bene.

Il 4 giugno al teatro Rossini di Lugo ci sarà il concerto di fine anno della scuola, per chi non conosce questa realtà è un’opportunità unica, forse l’ultima, per capire di cosa stiamo parlando.

Facciamoci sentire! concludevano i ragazzi nel loro appello, ma la loro affermazione non è violenta, è un invito a sentire la loro musica per rendersi conto del valore del loro corso. Valore per le centinaia di ragazzi che l’hanno seguito, per i compagni delle altre sezioni senza indirizzo musicale e per tutta la collettività.