Il blog di Stefano Scardovi & C.
Articoli taggati normativa
30 seconds to Tambu · hate mail
feb 25
Se si iniziano a condannare i mezzi e non i responsabili, si arriverà a condannare il macellaio, che uccise il toro, che bevve l’acqua, che spense il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.
via 30 seconds to Tambu · hate mail.
Direi la miglior analisi sulla sentenza contro i tre manager di Google.
Viva la RAI.
gen 28
Non la canzone di Renato Zero, ma proprio l’azienda, mamma RAI.
L’anno scorso, a maggio, è morta mia nonna Guerrina (l’avevo scritto su twitter ma non è così facile recuperare il permalink, che in ogni caso non avrebbe valore aggiunto nel post odierno) storica abbonata RAI, avrebbe pagato il canone anche una volta alla settimana e quando si avvicinava la fine dell’anno era frenetica non volendo capire che il pagamento si faceva comunque a gennaio.
Ora però è evidente che non lo possa (né debba) più pagare. Spesso però le cose evidentemente ovvie stridono amaramente con la burocrazia.
Fatto sta che una decina di giorni fa è arrivata la letterina della mamma che chiedeva l’obolo annuale. 109 euro.
Allora sono andato sul sito indicato nella lettera fino alla pagina delle comunicazioni, ho completato il modulo ed ho specificato che la nonna era morta e quindi non doveva più pagare il canone. L’apparecchio TV l’ha preso un altro abbonato che quindi già paga il suo canone.
Mi è arrivata una mail “manoscritta” (non una risposta automatica) in cui mi si informava che l’abbonamento era sospeso in attesa della comunicazione della data del decesso.
Sono tornato sul sito (l’unico punto negativo è che non si poteva rispondere direttamente alla mail) ed ho mandato l’informazione su luogo e data del decesso dicendomi disponibile a mandare loro copia dell’atto tramite mail o fax.
Stamattina mi è arrivata una seconda mail in cui mi informano che l’abbonamento è stato annullato senza problemi e senza aumento di burocrazia.
In tutta onestà si è trattato di una gradevole sorpresa, poter interagire con una pubblica amministrazione (gli abbonamenti fanno capo comunque all’Agenzia delle Entrate) senza dover perdere una marea di tempo e soprattutto senza doversi spostare.
Che sia l’inizio di una nuova era? Non so, nel frattempo… Viva la RAI.
Una maestra-suora nella scuola pubblica di mio figlio – UAAR Ultimissime
gen 7
Io e la mia compagna non siamo sposati e a causa dell’intromissione vaticana nella politica dello Stato non possiamo avere i PACS come avviene in altri paesi d’Europa.
via Una maestra-suora nella scuola pubblica di mio figlio – UAAR Ultimissime.
Qualcuno spieghi a Roberto e Patrizia che esiste il matrimonio civile che non ha alcun effetto sulla sfera religiosa e che quindi da aspiranti sbattezzati possono fare in tutta tranquillità.
Mi piacerebbe poi sapere se accetterebbero di buon grado un insegnante che “ostentasse” un cappellino della Ferrari, una sciarpa del Milan o, perché no, una maglietta dell’UAAR.
Nova24 Ora!: Dieci luoghi comuni sui diritti musicali
set 26
Inoltre è possibile che in presenza di determinate categorie merceologiche o marchi commerciali gli aventi diritto non rilascino le liberatorie in quanto esistano problemi di diritto morale (ad esempio prodotti petroliferi, alcolici, partiti politici, prodotti igienico-sanitari…)
via Nova24 Ora!: Dieci luoghi comuni sui diritti musicali.
Non vedo il nesso fra diritto morale e prodotti igienico-sanitari. Ci sarebbe il rischio che i presenti pensino che si tratti di un brano che fa cagare?
Sospensione attività Zopa.
lug 13
Tutti gli zopiani hanno ricevuto oggi una comunicazione dalla società che segnalava che tutte le attività erano sospese.
Oltre a quanto si legge sul sito di Zopa che da subito ha mantenuto la massima chiarezza su quanto stava accadendo, sto intrattenendo uno scambio di mail con Carlo che sempre è stato gentilissimo anche in occasione dei post precedenti (anche quelli non del tutto positivi).
In buona sostanza la sospensione dell’attività non è dovuta alla fuga all’estero dei gestori o ad operazioni finanziarie allegre.
Il problema è sorto per il fatto che il denaro che i prestatori versano a Zopa per il successivo impiego è raccolto in un conto corrente e questo affianca all’attività di intermediazione finanziaria (che era regolarmente autorizzata e che ora è stata sospesa) anche quella di raccolta di risparmi. Dal mio punto di vista si tratta di un errore di interpretazione eccessivamente restrittiva e letterale della norma. Ad esempio visto il diverso modo di agire Boober non dovrebbe avere un problema analogo.
Cosa succede ora.
Nell’immediato Zopa ha correttamente sospeso tutte le attività di valutazione dei prestiti e l’accettazione di nuovi zopiani. Nulla cambia invece per i prestiti già erogati ed in corso. Zopa sta anche comunicando in continuazione con ministero e Banca d’Italia per ripartire.
Nel breve periodo Zopa continuerà a gestire i prestiti in corso con incasso delle rate (anche con le eventuali operazioni nei confronti dei ritardatari) e messa a disposizione dei soldi ai prestatori, non c’è attività di riprestito automatico. Non ci sono rischi per i prestatori in questa fase.
Nel medio e lungo periodo qualora questa situazione dovesse protrarsi per diverso tempo Zopa subirà un danno molto marcato, se non ci sono prestiti non ci sono ricavi per Zopa e questo produrrà difficoltà amministrative.
Mi auguro che chi ha sempre lavorato onestamente ed alla luce del sole non subisca danni irrimediabili e che tutto questo sia dovuto ad un impiegato troppo zelante e non ci siano sotto manovre atte a danneggiare Zopa ed il social lending in generale.
Taglio e cucito ovvero i rererendum elettorali.
giu 12
Come ormai tutti sappiamo domenica 21 e lunedì 22 giugno si voterà per i referendum elettorali per i quali a suo tempo avevo firmato.
Quelli che ci costerebbero forse 400 milioni di Euro (contando anche 1/2 ora di baby sitter per andare a votare).
Quello che però non viene detto con chiarezza (o perlomeno non l’ho sentito io) è in parole povere per cosa si vota.
Essere chiari è probabilmente più impossibile che difficile perché il testo dei primi due quesiti è un lavoro di taglio e cucito (in Italia i referendum ai sensi dell’Art. 75 della Costituzione sono solo abrogativi, in poche parole possono cancellare una legge od una sua parte ma non aggiungere o spostare neppure una virgola) che neppure un buon sarto riuscirebbe a fare.
Visto che non sono sadico non vi riporto il testo integrale che comparirà sulle singole schede (lo potete trovare comunque qui) seguito da un mio commento (per chi lo volesse leggere).
1° quesito – Scheda VIOLA – Premio di maggioranza alla lista più votata – Camera
Avete letto tutto il testo? Basta in realtà leggere le ultime due righe per rendersi conto che è stato fatto un lavoro da certosino per trasformare il Porcellum da legge elettorale che assegna un premio di maggioranza alla coalizione in una che da un premio di maggioranza ad una lista.
Cosa comporta tutto questo? Che le coalizioni saranno costrette a presentare delle liste uniche. Non ci sarebbe più la lista del PD e quella di IDV da una parte e PDL e Lega dall’altra. Verrebbero presentate probabilmente due liste uniche per centrosinistra e centrodestra riducendo ulteriormente la libertà di voto. Se già ora non c’è la preferenza nelle politiche (anche se io non trovo il voto di preferenza in un’elezione con territorio ampio un effettivo vantaggio) si perderebbe anche la possibilità di decidere a quale forza politica nell’ambito della coalizione dare più forza.
Quello che i promotori oggi presentano come semplificazione (riduzione dei gruppi parlamentari) in realtà si tratterebbe di un’ulteriore ingessatura del sistema. E non si otterrebbe l’effetto desiderato perché i gruppi parlamentari potrebbero ben presto replicarsi. Già oggi alla Camera ci sono gruppi parlamentari di 3 persone.
Quindi il voto a mio avviso più corretto è NO. Si può anche non ritirare la scheda cercando di far venire meno il quorum per il singolo quesito. Il vantaggio è che se non si raggiunge il quorum non scatta il rimborso elettorale per i promotori, lo svantaggio è che così facendo si rallentano di molto le operazioni di voto con conseguenti file più lunghe.
2° quesito – Scheda BEIGE SCURO – Premio di maggioranza alla lista più votata – Senato
Questo secondo quesito è sostanzialmente identico al primo solo che si applica al Senato anziché alla Camera. Vale dunque anche per questo il mio NO o possibilità di non ritirare la scheda.
3° quesito – Scheda VERDE CHIARO – Abrogazione delle candidature multiple
Questo quesito è molto più breve. Ed anche molto più sensato per diversi motivi. In buona sostanza con questo referendum si abolisce la possibilità per un candidato di presentarsi in diverse (se non tutte) le circoscrizioni. Si sceglie la propria, dove correre, e ci si mette in gioco.
In questo caso il mio voto è per il SÌ. Netto e convinto.
Innanzitutto verrebbero meno i candidati di bandiera, quelli che sono in tutte le circoscrizioni per attirare voti alla lista piuttosto che per farsi eleggere.
In secondo luogo si potrebbe ridurre la distanza dell’elettore dall’eletto, il candidato sarebbe più facilmente uno del territorio e non qualcuno calato dall’alto.
Terzo, ma forse più importante, si toglierebbe agli eletti in più circoscrizioni il potere di decidere chi deve essere deputato e chi non lo deve essere sostituendosi in toto all’elettore. Infatti ora chi viene eletto più volte nel momento in cui fa la scelta della circoscrizione automaticamente fa entrare in parlamento il primo non eletto della circoscrizione a cui ha rinunciato. Quindi può scegliere un parlamentare a scapito di un altro solo perché a lui più congeniale.
Detto tutto questo, dubito comunque che per questi referendum si possa raggiungere il quorum anche considerando coloro che andranno a votare per il ballottaggio delle amministrative. Personalmente mi riserverò l’ipotesi di andare a votare lunedì mattina in base ai dati di affluenza della domenica sera.
Indicativamente sulle stesse posizioni (anche se spiegate molto meglio) trovate .mau..
Dimenticavo, in ogni caso qualunque sia il risultato del referendum elettorale (ovvero che rimarrà com’è ora) non verrà più modificata per via parlamentare perché si dirà che gli elettori questo avevano chiesto. Figuratevi che dopo 20 anni ancora in Italia non si può parlare di nucleare perché c’è stato un referendum. Se invece dovesse cambiare qualcosa sarebbe corretto andare ad elezioni anticipate, perché le leggi elettorali si modificano e poi si vota subito (si diceva ai tempi dell’approvazione del Porcellum).
EU Company Directory.
apr 1
Altra variante di quello di ieri.
995 euro l’anno per 3 anni per comparire in un fantomatico elenco europeo.
Elencom Commerciale.
mar 31
Avete presente tutti il sito del titolo vero? No?!?
Molti imprenditori ne leggeranno a breve nelle loro caselle email e cercheranno informazioni.
Ebbene si tratta di qualcosa di estremamente simile nel modus operandi alla Guida europea per città, leggete per avere tutti i dettagli visto che è proprio in fotocopia. L’unica differenza è che in tempi di crisi i moduli non si mandano più con lettera ordinaria ma tramite email in formato PDF.
Ovviamente tutte le condizioni non sono riportate nel PDF ma disponibili ad un URL ancora più improbabile di quello della guida stessa.
Ovviamente le condizioni sono formalmente corrette, possono anche cambiare dominio se lo ritengono necessario purché venga mantenuto lo stesso confort ed effetto pubblicitario. Ecco, mi piacerebbe sapere quale è il confort (la N è loro) di una pubblicità, mentre l’effetto pubblicitario direi che si può attestare ad un livello molto prossimo allo zero.
Ma tutto questo confort ha, ovviamente, un prezzo. Appena 65 euro al mese. Per due anni.
Anche qui la globalizzazione si fa sentire: il foro competente è quello di Praga (Repubblica Ceca) mentre la sede legale dell’azienda è alle Seychelles.
Come sempre meglio tenere occhi ed orecchi ben aperti prima di qualsiasi risposta.
Mediaset Premium e IVA.
feb 14
Ho appena visto questa pubblicità in cui Mediaset Premium
In buona sostanza l’azienda si vanta di non aver adeguato il costo dell’abbonamento alla nuova normativa che ha portato l’IVA per gli abbonamenti PayTV dall’aliquota agevolata al 10% a quella ordinaria al 20%.
Ma quale è stato il governo cattivo che ha aumentato, forse, le tasse sull’abbonamento? Berlusconi? Quello di Mediset? Sì!
Ho comunque messo un forse per questo motivo. Non è certo che gli abbonamenti Mediaset Premium fossero soggetti ad aliquota agevolata, ma ci sarebbe da verificare cosa era stato fatto fino ad oggi.
Comunque a me sta pubblicità sembra quasi una presa per i fondelli. Quasi.
non leggere ad alta voce! – Notiziole di .mau.
feb 13
Per il momento, l’unico consiglio che posso dare è quello di stare molto attenti quando leggete la favola della buona notte ai vostri bambini: non sia mai che sotto il letto ci sia un solerte funzionario SIAE!
via non leggere ad alta voce! – Notiziole di .mau..
Non è che possano sorgere anche problemi in merito alle liturgie ecclesiastiche?
Magari non per le letture bibliche che sono sotto copyright della stessa CEI ma magari per le preghiere dei fedeli pubblicate nei foglietti della messa.

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