S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Nozze e gay.

La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcune coppie gay che chiedevano la correzione del Codice Civile che pretende che a sposarsi siano un uomo ed una donna.

La Corte ha giustamente ricordato che l’Art. 29 della Costituzione parla di matrimonio e certamente a nessuno dei membri dell’Assemblea Costituente è mai passato per l’anticamera del cervello l’ipotesi di un matrimonio differente dai canoni classici.

Poi assurda l’ipotesi che questo limite sia incostituzionale per discriminazione. Come se io pretendessi di far rallentare tutti i corridori perché non riesco a stare al passo con loro.

AngliFOCA.

Uno scisma ha colpito in Inghilterra la Chiesa Anglicana (dopo l’ordinazione di donne e gay effettivamente fra i tradizionalisti c’era da aspettarselo), è nata la FOCA.

Io invece mi sarei aspettato che dall’anglicana sarebbe uscita l’angligatta.

Scusate lo humor, è inglese pure quello.

Pari opportunismo.

Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità ha rifiutato il proprio patrocinio al gay pride.

Vorrei innanzitutto rassicurare Repubblica, non è vero che sono tutti contro la Carfagna, io condivido pienamente le sue scelte.

Perché se dobbiamo dare a tutti pari opportunità allora le famiglie sono ancora in credito di un riconoscimento istituzionale negato al Family Day ed invece concesso dal precedente governo al gay pride.

Il problema principale poi del gay pride o, più specificamente, della rappresentazione che ne danno i media, è la carnevalata che l’accompagna che nulla ha a che vedere con i problemi e le discriminazioni dei gay.

Non starò a dire che i miei amici omosessuali non hanno problemi, perché non ho amici apertamente omosessuali né cerco la loro amicizia. Chiamatemi pure omofobo, per me si tratta semplicemente di una condizione di vita diversa dalla loro tale da non farmi ricercare la loro amicizia.

Tornando al folklore che accompagna di norma il gay pride spesso viene condito di frasi contro gli altri, spesso contro la Chiesa. Dunque i gay sono cattofobi?

Ecco, basta con questi omosessuali cattofobi!

Forse se da parte degli omosessuali ci fossero richieste per una manifestazione in cui si discutesse della loro discriminazione come diversi penso che il ministero potrebbe, anzi dovrebbe, dare il proprio patrocinio. Ma finché la manifestazione avrà il proprio culmine nel vanto della propria diversità allora nessuno potrà lamentarsi per il fatto di venir trattato da diverso né tantomeno il ministero -che ha come compito istituzionale appunto la rimozione delle diversità di trattamento fra le persone- potrà dare il patrocinio.

È stupefacente la frase di Mancuso, presidente Arcigay:

In due anni ci sono stati omicidi e 50 atti gravi di violenza denunciati mentre migliaia sono gli episodi di discriminazione.

Quanti omicidi in due anni? Perché ricordiamo che non molti giorni fa uno è stato ucciso perché non fumava, anche lui vittima di una discriminazione?

Ogni giorno le coppie di coniugi che perseverano nel proprio matrimonio al posto di simulare una separazione legale ed un divorzio pagano più tasse degli altri, non è questa una discriminazione perpetrata dallo stato ai danni dei propri cittadini? Che ne dice signor Mancuso?

La polemica montata artatamente ha più a che vedere con l’opportunismo che con le pari opportunità.

sCUSate.

Si Salvi chi può.

Dopo i PACS (PAtti Civili di Solidarietà),
dopo i DICO (DIritti e doveri delle persone stabilmente COnviventi, mi sono sempre chiesto come mai i doveri non comparissero nella sigla),
dopo il CUP (Centro Unico di Prenotazione),
dopo il CUD (Certificato Unico Dipendente),
dopo il CUM (omiss per l’inglese, “con” per il latino),
dopo il CUT (per chi ci vuole dare un taglio),
ecco arrivare il CUS, Contratto di Unione Solidale.

Nulla di nuovo sotto il sole e soprattutto nulla di meglio.

L’unica è che dovrei cambiare il tag, ma non lo faccio.

Per fortuna non ho registrato a suo tempo i domini relativi. Non dico.it che già appartiene ai discount di proprietà della Coop, guarda caso vicini al governo, ma altri due.

Natura.

Non so dove ne ho sentito parlare di recente, comunque da qualche parte deve essere successo.

Mi riferisco al documentario Out in Nature che altro non è che la ricerca fra i comportamenti animali la giustificazione dell’omosessualità umana.

Allora visto che ci sono animali che uccidono i cuccioli della loro stessa razza o che si mangiano il coniuge perché questi comportamenti sono considerati reati (e non mi pare che in Italia qualcuno voglia depenalizzarli) per la razza umana?

Senza parole.

Dal Corriere:

Australia: pub gay potra’ vietare ingresso a etero

SYDNEY – Un pub gay ha ottenuto il permesso di vietare l’ingresso a eterosessuali. Succede a Melbourne, in Australia. Il Peel Hotel aveva chiesto di essere esentato dalla legge sulle pari opportunita’ per preservare gli omosessuali da “insulti e violenze”. Tom McFeely, direttore del locale, ha citato in particolare le “hen’s nights” (le notti della gallina, quando la futura sposa festeggia con le amiche la vigilia delle nozze), quando gruppi di donne scelgono il Peel Hotel per guardare i gay “come animali da zoo”. Il vice presidente dell’ente per le liberta’ civili Liberty Victoria, Michael Pearce, ha definito ”sensata” la decisione. ”Credo che il significato del verdetto sia che non vi sono molti locali dove i gay possano andare ed incontrarsi senza il rischio di essere infastiditi, e che hanno di diritto ad avere i loro spazi”, ha detto. (Agr)

Analisi.

Titolo: “Una famiglia su quattro è una coppia di fatto“.

Dunque 3 famiglie su 4 sono “normali”. Quindi perché fare prima una legge per 1 che una per 3?

Poi sarebbe utile sapere quante coppie di fatto sarebbero interessate ad un sistema normativo a loro dedicato. Infatti la maggior parte delle coppie di fatto non si sposa per scelta, non per necessità.

E la legge sui DICO come attualmente formulata comunque non consentirebbe a coloro che non si sposano per necessità (ad esempio perché il coniuge non concede il divorzio) di sottoscrivere questo negozio giuridico.

Se la legge sui DICO (o come li chiameranno) sarà permissiva verrà sottoscritto da molti, ma di fatto non avrà un gran valore e nessuna tutela per chi si trova nella necessità, ad esempio perché abbandonato dal convivente magari con figli a carico e debiti da pagare. Per contro una legge troppo simile al matrimonio, con vincoli specifici, verrebbe rifiutata come oggi viene rifiutato dalle stesse persone il matrimonio.

Che tutto sia fatto in prospettiva delle coppie omosessuali?

Dico.

Avevo lasciato il portatile in ufficio, non avevo alcuna intenzione di rimettermi davanti al monitor. Figuratevi che stavo guardando Chi trova un amico trova un tesoro quando dal TGCom apprendo che il Governo ha approvato il disegno di legge per i DICO.

Ma dico, un nome decente no? No, perche’ DICO sta per diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi. Ma nella sigla trovo solo i DIritti dei COnviventi, ed io doveri dove si sono persi?

Come da sua abitudine il Governo ha mandato avanti un comunicato stampa ma del testo del provvedimento in questo momento ancora nessuna traccia.

Il provvedimento e’ stato votato all’unanimita’ dei presenti, visto che Mastella ha confermato il suo NO sia nell’esecutivo che in Parlamento.

Prodi non ha potuto trovare soluzione migliore, stasera l’ha approvato e poi parte per farsi qualche giorno di ferie in India.

La Bindi (mi vengono i brividi al solo nominarla) parla di prova di laicita’, come se ci fosse stata la gara fra i bambini dell’asilo su chi e’ piu’ laico senza peraltro facendolo intendere come ateo, strano per una che si vanta di essere stata vicepresidente nazionale dell’Azione Cattolica.

Addirittura Di Pietro dice che questa legge e’ un’opera da buon cristiano.

Dal centrodestra arriva compatto un secco “io dico no” dalla Bartolini, ma anche da chi dovrebbe gioire la reazione e’ tutt’altro che positiva, arcigay dichiara “la montagna ha partorito un topastro“.

Con questo chiudo per stasera, vado a dormire sperando di svegliarmi domattina ed accorgermi che era stato solo un incubo.

Onore e morale.

Un vice sovraintendente della Polizia Postale di Venezia e’ stato espulso perche’ fuori dall’orario di servizio si vestiva da donna e cio’ era “oltremodo riprovevole e assolutamente inconciliabile con le funzioni proprie di un operatore di polizia” ed inoltre si ravvisa “l’assoluta mancanza del senso dell’onore e della morale”.

Nello stesso tempo c’e’ un uomo alla Camera che si spaccia per donna fino a pretendere di usare i servizi sanitari del gentil sesso. In questo caso invece e’ tutto onorevole (bhe, Onorevole almeno di titolo e’) e moralmente irreprensibile?

Ingerenze.

Piu’ volte forze politiche della sinistra hanno gridato allo scandalo per l’ingerenza vaticana nella politica nazionale.

Spesso e volentieri si e’ confuso il Vaticano (stato estero) con alti prelati anche italiani come il Card. Ruini, ma questa e’ un’altra storia.

Altra storia ancora e’ che altrettanto spesso poi si sono presi uomini di chiesa per avvalorare le proprie tesi.

La storia di oggi invece riguarda il presepe allestito alla Camera dove hanno fatto la loro apparizione due coppie omosessuali.

E’ stato scelto uno dei simboli religiosi piu’ amati dagli italiani (anche se alcune catene commerciali dicono che sia in crisi) per portare avanti una propria battaglia con strumenti certamente impropri.

Se e’ vero che c’e’ una maggioranza che vuole riconoscere diritti agli individui facenti parte di unioni non matrimoniali in base al proprio programma elettorare non riesco a capire come mai si arrivi a mortificare un simbolo delle nostre radici per una polemica sterile che va contro la maggioranza stessa di cui gli autori fanno parte.