Blog Day 2010Oggi è il BlogDay 2010, ma dalle prime edizioni di byte nelle reti ne sono passati ed ormai i blog stessi paiono più una reminescenza del passato.

La maggior parte dei miei impulsi celebrali in rete ormai passano da altri siti, da altri sistemi, da altri concetti.

La vita è veloce, non c’è più tempo di assimilare un concetto prima di manifestarlo in maniera ampia, si rincorre la notorietà in un tweet, in un messaggio su FriendFeed o su Facebook (quest’ultimo è riservato alle persone che conosco anche fuori dalla rete oppure da tanti anni online, non chiedetemi l’amicizia se non siete di quelle categorie).

Ebbene trovo inutile qui indicare 5 blog perché fra quelli più attivi sarebbero siti di informazioni che hanno scelto una piattaforma blog con feed RSS anziché altre modalità di pubblicazione.

Le persone, quelle che chiamo ancora blogger, le incontro più che altro su FF e tramite FF seguo spesso anche il loro feed RSS “vecchia maniera” anche se la discussione, i commenti, sono in tanti posti differenti e sempre più difficile da seguire.

La rete è sempre più liquida, sparsa in decine di rivoli non classificabili.

Attenzione a quando la rete sarà gassosa, potrebbe trattarsi di una scoreggia.

, , , , ,

E oggi quel signore alto e barbuto compie settantanni.

via Lo incontrai lungo le scale – manteblog.

Ecco, diciamo, io non sono mai stato un suo fan. Avrei potuto tranquillamente arrivare alla soglia dei quaranta anni senza conoscerlo se non fosse stato per Sergio, mio commilitone emiliano ai tempi del servizio alla Patria in quel di Bologna.

Conosceva a memoria tutti i suoi brani e li ricantava con la medesima inflessione.

Fu così che una sera andammo a cena da Vito (non quello figo su a San Luca, quello originale) fermandoci prima a suonare il campanello di casa sua, che è due vie più in là. Facile trovarla, è il titolo di un album. Lui non c’era, c’era in compenso la moglie che ci ha detto che probabilmente più tardi sarebbe passato da Vito.

Andammo a cena ma ad una certa ora, forse troppo presto, la Patria ci richiamò in caserma e così lasciammo una bottiglia di vino per lui, accompagnata da alcuni versi di Keaton.

Non ho mai capito se regalare una bottiglia di vino con su scritto “alla faccia della cirrosi epatica” fosse un buon augurio, fatto sta che sono passati 20 anni da allora e quel signore c’è ancora.

, ,

Vi ho parlato più volte (ed a bocce ferme, quando la risposta verbale ricevuta oggi sarà scritta, lo farò ancora per cavarmi qualche sassolino dalle scarpe) della situazione dei corsi di inidirizzo musicale delle scuole medie della provincia di Ravenna.

Ebbene, come si evince già dal titolo, i corsi sono stati salvati.

Ad un incontro un paio d’ore fa presso l’ufficio scolastico provinciale di otto genitori di studenti di Lugo (fra cui il sottoscritto), ci è stato comunicato che i corsi ad indirizzo musicale saranno ripristinati correttamente come prevedeva la circolare ministeriale 37/2010 ed in aggiunta saranno attivati anche i corsi a tempo prolungato.

E visto che questa di suo è già una buona notizia non vado oltre in attesa di vedere i provvedimenti ufficiali e di lasciar sedimentare certe senzazioni sorte in queste due settimane piene di incontri.

, , ,

Da qualche giorno ricevo periodicamente una visita da un URL strano: http://qq829.com/web_stat.asp?dn=essepunto.it che contiene solo un grafico di un sito di statistiche che WOT mi sconsiglia di visitare.

L’ho scirtto su twitter e dunque è comparso nella barra laterale del mio blog e già diverse persone sono arrivate con tale ricerca.

Diciamo che sono in tanti a domandarsi di chi si tratti e che nessuno abbia una risposta.

Il dominio appartiene ad un’azienda pechinese, la Beijing Innovative Linkage Technology ltd. e pur essendo stato registrato l’anno scorso sembra sia diventato operativo in queste operazioni da pochi giorni, le prime visite sono apparte per tutti dal 15 aprile.

Cinesi appaiono pure tutti i visitatori provenienti da questo URL.

Provando a tradurre la home di qq829.com con Google translate pare di capire che si tratti di una community vecchio stile, quasi un portale.

Potrebbe dunque trattarsi in buona sostanza di un plugin utilizzato dagli utenti per tracciare e registrare a fini statistici il traffico verso siti esterni.

A questo punto la domanda è: cosa ci fa un cinese ogni giorno sul mio blog?

Voi che leggete avete notato altri accessi da questo server? Vi siete fatti un’idea sul motivo di simile referer?

, , ,

BASTA!

Non ne posso più di vedere tutta una lunga serie di reparti ospedalieri.

Non ne posso più di programmare l’agenda sincronizzandola con il CUP.

Non ne posso più, soprattutto, di veder soffrire le persone che amo.

Gesù figlio di Davide abbi pietà di me che sono peccatore.

, , ,

Salvo imprevisti (ed in questo periodo sono quasi quotidiani) i prossimi appuntamenti pubblici saranno:

Se ci siete fatevi sentire, se possiamo fare una parte di strada insieme (soprattutto per l’ultimo) fatevi sentire più forte.

, , ,

Sono da qualche tempo possessore di un HTC Tattoo, uno smartphone con sistema operativo Android 1.6.

La mia scelta è caduta sul Tattoo principalmente per il prezzo, cercavo un prodotto entry level. L’alternativa al momento dell’acquisto era l’LG LinkMe scartato perché era il primo modello commercializzato da LG con Android e perché aveva la versione 1.5.

L’esterno.

Appena preso in mano da subito l’idea di un prodotto solido, del resto HTC produce smartphone da tanti anni, suo è anche il Qtek 2020 che mi accompagnava prima dell’arrivo del BlackBerry 8100.

Le dimensioni sono veramente minuscole (secondo mia moglie è troppo piccolo per me) e questo ne fa un telefono adatto a qualunque tasca, anche se evito di metterlo in quella dei jeans con le chiavi di casa.

Rimanendo all’aspetto esterno in un primo momento mi aveva allarmato il connettore USB di una strana forma, in realtà può accogliere qualunque cavo USB sia per l’alimentazione che per la sincronizzazione ed accesso alla microSD interna (in dotazione una scheda da 2 GB). L’unico altro connettore presente è il jack da 3,5 mm per le cuffie e l’auricolare (che non ho ancora provato).

Rispetto ad altri apparati del genere il Tattoo è pieno di tasti: 13 in tutto che si occupano delle varie funzioni. Non è comunque ipotizzabile l’uso senza touch visto che non c’è tastiera numerica né tantomeno alfabetica.

L’alimentatore ha l’uscita USB normale e dunque può essere molto versatile anche per altri apparati (a parte il fatto che ormai siamo tutti pieni di prese USB forse più che quelle tradizionali da parete).

L’interno.

A questo punto è giunto il momento di accendere il Tattoo ed iniziare a vedere cosa sa fare.

Lo schermo non è dei più luminosi, questo da qualche problema in pieno sole ma fa dignitosamente il suo dovere in ambienti normali. Il problema principale però è la risoluzione, una quantità enorme di programmi non è taggata per funzionare sugli schermi piccoli e questo limita di molto le possibilità di espansione e personalizzazione.

Il touch screen è un po’ rigido, i comandi bisogna farglieli capire bene. Non per forza è un male, è più difficile dare ordini erronei.

La macchina fotografica integrata è abbastanza inutile mancando di autofocus e di flash. La carenza dell’autofocus poi rende anche difficile la lettura dei QR-Code, cosa non del tutto superflua come vedremo dopo.

La risposta ai comandi non è sempre immediata. Forse io, da smanettone quale sono, ho già abbondato nel carico del processore. Del resto anche il BB Pearl soffriva spesso di questo.

La batteria non è affatto paragonabile a quella del BlackBerry 8100 che mi faceva anche 3 giorni. Certamente quella del Tattoo dura meno, ma forse è anche perché essendo nuovo il Tattoo ci gioco di più. Devo ancora provare con la connessione dati mobile e BT sempre attivi e spento WI-FI e GPS per un raffronto diretto ma dubito di poter superare le 36 ore.

Produttività.

Ho già accennato che a volte, poche ad essere sinceri, il sistema tentenna prima di rispondere. Per il resto fa dignitosamente il suo lavoro.

Il sistema operativo Android 1.6 e le applicazioni in dotazione in questa personalizzazione con HTC Sense sono però molto scoordinate, sintomo di immaturità. Ogni gruppo di sviluppatori ha risolto in maniera differente le singole situazioni che poi non sono state uniformate.

Se prendo le tre applicazioni di base, almeno per il mio utilizzo, che sono: agenda, rubrica e mail ho tre sistemi completamente disguinti nei procedimenti per ottenere lo stesso risultato.

Menu contestuale nelle mail.

Menu della rubrica.

Se vado nelle mail con una pressione lunga su un messaggio mi appare un menu contestuale con le principali funzioni, lo stesso accade in persone (la rubrica), al contrario in agenda non esiste questa possibilità. È necessario aprire l’appuntamento e poi con il tasto menu si può scegliere se modificare o cancellare l’appuntamento.

Se opto per cancellare un appuntamento mi viene richiesta conferma, se cancello una mail nessuna domanda. Se pensi che si possa dare un comando erroneo chiedimi sempre conferma, altrimenti non farlo mai.

Comandi agenda.

Se modifico un contatto e premo il tasto back il contatto viene aggiornato (senza chiedere conferma), se premo il tasto back dopo aver modificato un appuntamento le modifiche vengono cancellate (senza chiedere conferma), devo per forza di cose usare i pulsanti in fondo all’evento e quindi scorrere tutte le impostazioni, anche le meno usate.

Sono tutte situazioni in cui l’utente normale può trovarsi. Ed essendo un dispositivo mobile potrebbe essere necessario dedicare poca attenzione al telefono e molta di più a ciò che ci circonda, dunque richiedere all’utente uno sforzo aggiuntivo per far mente locale sulla procedura da seguire nella singola applicazione è male.

Impostazione data appuntamento.

Nell’agenda poi sarà pure simpatico l’inserimento della data con le rotelline modello sicura della valigia, ma non sempre ci si deve spostare di poco. Metti che ti chiami un tuo contatto che ha chiede di spostare l’appuntamento a martedì prossimo. Per poter correggere la data è necessario sapere in anticipo che numero di giorno sarà martedì prossimo perché nella finestra di inserimento non viene visualizzato. Senza considerare se si passa dalla fine di un mese all’inizio del successivo per cui bisogna riavvolgere tutti i giorni. Chi ha messo a punto questo sistema evidentemente non è abituato a tenere un’agenda elettronica.

Cronometro.

Un altro lampante esempio di immaturità organzizzativa del prodotto viene dall’orologio integrato (penso sia parte dell’interfaccia HTC Sense piuttosto che di Android) con funzionalità di cronometro e conto alla rovescia.

Conto alla rovescia.

Mentre il primo ha il display in stile digitale il secondo, all’interno del medesimo programma, si presenta nuovamente con le rotelline della valigia. Anche in questo caso si sono attuate soluzioni differenti per funzioni analoghe in contrasto l’una con l’altra.

La schermata organizzata per rimanere in contatto.

Altra cosa che mi manca, rispetto ai miei trascorsi con il BlackBerry, è una schermata unica con tutti i messaggi ricevuti insieme. Che siano SMS o mail di diversi account. Ma qui ammetto che forse sono io che non l’ho trovato. L’unica soluzione che sono riuscito ad implementare è l’uso di una delle sette schermate configurabili con tutti gli account affiancati.

Mi viene da dire che è una bella fortuna che non abbiano usato la rotellona dei vecchi telefoni SIP per la composizione del numero al posto della tastiera virtuale.

Gadget.

Ovviamente il Tattoo non fa solo queste cose, altrimenti sarei rimasto al Pearl. Ci sono tanti gadget che lo rendono migliore di quanto io l’abbia descritto fino ad ora.

Ad esempio un elemento estremamente positivo è il navigatore satellitare interno che prende la posizione in pochissimi secondi dopo l’attivazione. Questo perché si integra con la rete dati e con la bussola interna. La posizione si può ovviamente vedere sul Google Maps integrato (consiglio di aggiornarlo all’ultima versione).

L’accelerometro serve per ruotare in automatico lo schermo in base alla posizione, c’è anche il programma per la livella che useremo più per farla vedere agli amici che per appendere un quadro al muro o per mettere in piano un tavolo da biliardo.

Il browser web è dignitoso, ma non strepitoso. Volendo ci sono altri browser da affiancargli.

Il market è comodissimo per installare i programmi e soprattutto per mantenerli aggiornati. Non si può usare il market dignitosamente se non affiancandogli lo scanner di barcode e QR-Code.

Io ho già un’ampia selezione di software installato. Non sto ad elencarlo dettagliatamente qui visto che c’è una pagina costantemente aggiornata per quello.

Conclusioni.

Alla fine di questo lunghissimo (almeno per i miei standard) post non potevo che giungere a delle conclusioni.

Non posso, dopo due anni e mezzo di utilizzo, prescindere da un confronto fratto fra il Tattoo ed il BlackBerry Pearl 8100 che mi ha servito fino a qualche giorno fa con cui mi ero tanto affiatato (ma che ormai dava i primi segni di cedimento e che comunque non avrei potuto usare su rete 3 dove sono migrato ora).

E come già detto il Tattoo non regge il confronto per la maturità del software, non è stata studiata al meglio l’usabilità per un dispositivo mobile da usarsi in mobilità e questo limite si sente tutto. Sarebbe stato un bene, dal mio punto di vista, se Google avesse usato la parolina che tanto ama: Beta.

Dico di non comprarlo? No, non lo dico. È il modello più economico di Android in commercio e dunque parte dei limiti, soprattutto della macchina come schermo e fotocamera, sono ammissibili. L’alternativa per il prezzo è l’LG LinkMe (che non ho provato e dunque non posso raffrontaro anche se spero di poterlo fare a breve) che ha la tastiera estesa ma che ha Android 1.5, dunque ancora più beta del Tattoo.

, , , , , ,

«Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”»

Buona Pasqua a tutti coloro che mi seguono, di qualunque parrocchia essi siano.

, , ,


Ecco, il prossimo anno che andrò in vacanza in campeggio a Casalborsetti nulla sarà più come prima.

, , , , , , , , ,

Ho digitato questo post direttamente sulla minuscola tastiera virtuale dell’HTC Tattoo.

Devo dire che prendendoci un po’ la mano e con l’aiuto del correttore automatico integrato si ottengono dei risultati comunque discreti e sufficientemente rapidi, ben oltre la tastiera fisica del BlackBerry 8100 che mi ha accompagnato fino ad ora.

, , , , , ,