Il nome sul bicchiere (a proposito di vaccini).

Avete presente alle feste quando tutti scrivono il loro nome sul bicchiere di carta per poterlo identificare facilmente ed evitare di usarne uno nuovo ad ogni sorso ed allo stesso tempo di bere da un bicchiere dove già diverse persone hanno bevuto?

Io odio scrivere il mio nome sul bicchiere, non l’ho mai sopportato e quindi non l’ho mai fatto. Piuttosto cerco un angolino dove posarlo, solo il mio per recuperarlo sempre da lì quando ne ho bisogno.

La cosa, evidentemente, funziona (salvo che qualcuno nel frattempo non identifichi un bicchiere anonimo in un angolino e lo getti costringendomi a prendere un nuovo bicchiere). Posso tranquillamente evitare di scrivere il mio nome sul bicchiere perché lo fanno già tutti gli altri.

Cosa accadrebbe se un bel giorno tutti (o comunque un numero crescente di persone) avesse in odio lo scrivere il nome sul bicchiere? Tutti gli angolini verrebbero occupati da un numero crescente di bicchieri anonimi e di conseguenza anche il rischio per me di bere in un bicchiere dove altri hanno già bevuto.

Lo stesso accade pari pari con i vaccini. Quando tutti scrivono il vaccino sul corpo la possibilità di uno scambio di virus è pressoché impossibile, man mano che la vaccinazione diminuisce aumenta enormemente il rischio di circolazione della malattia.

È la famosa immunità di gregge che tanti preferiscono, non so per quale motivo, ignorare.

Se aumenteranno le persone che non scrivono il nome andrò solo a feste in luoghi con sufficienti angolini, ma nella vita di tutti i giorni non ci sono angolini in cui essere sicuri di non venire a contatto con malattie molto gravi, anche letali a volte.

Giornata mondiale contro l’AIDS: ripartiamo dall’ABC.

Prima di accusare il Vaticano delle peggio cose come maggior untore planetario perché non permette ai fedeli l’uso del preservativo prova a leggere un po’ a leggere ciò che è accaduto in Uganda in particolare:

Diverse ricerche mostrano che il calo della diffusione di AIDS in Uganda è dovuto ad astinenza e monogamia piuttosto che all’uso di preservativi. Secondo Dr. Edward Gree, un antropologo dell’Università di Harvard, e un esperto sul programma ugandese contro l’AIDS, la fedeltà al proprio partner è il fattore più importante del programma, ed è ciò che lo ha reso di successo, seguita dall’astinenza. Nel 2004 uno studio scientifico raggiunse le stesse conclusioni, trovando che l’astinenza tra i giovani adulti e la monogamia e non l’uso di preservativi erano responsabili per il declino dell’AIDS in Uganda.

Resta comunque ciò che dicevo 2 anni fa.

Stefano Dell’Orto | VanityBlog

Se vuoi sapere cosa possono essere certe macchioline rosse sulla pelle non usare (solo) internet. Potresti credere che tuo figlio ha una rarissima malattia tropicale quando erano solo spruzzi di ketchup!

via Decalogo semiserio per godersi il congedo parentale.

In effetti internet è spesso dannoso.

Ed i genitori apprensivi ed i medici idioti (penso ad un caso recente capitato ad un mio amico) fanno il resto.

Da leggere tutto il decalogo ma non necessariamente mettere tutto in pratica.