BASTA!

Non ne posso più di vedere tutta una lunga serie di reparti ospedalieri.

Non ne posso più di programmare l’agenda sincronizzandola con il CUP.

Non ne posso più, soprattutto, di veder soffrire le persone che amo.

Gesù figlio di Davide abbi pietà di me che sono peccatore.

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Esistono, da sempre, per la Chiesa Cattolica dei princìpi non negoziabili (d’ora innanzi accettate anche principi senza accento evidenziato allo stesso modo).

Sono quelli che il magistero identifica come essenziali per il bene dell’uomo. Ovvero, come ci ricordano anche in questi giorni i vescovi liguri, i seguenti:

  • rispetto della vita umana, dal concepimento alla morta naturale;
  • tutela e promozione della famiglia formata da un uomo ed una donna uniti in matrimonio;
  • difesa della libertà individuale religiosa, culturale ed educativa.

Per la Chiesa quindi è naturale (nel senso che fa parte della sua stessa natura) battersi affinché la politica, che la Chiesa ha potuto smettere di fare in prima persona grazie a Garibaldi, tenga in considerazione questi princìpi. Ed è naturale che la Chiesa pretenda dai politici che si dichiarano cattolici una fedeltà al magistero ed ai principi non negoziabili affiché li tutelino nei loro provvedimenti una volta eletti.

Io non ho alcuna intenzione di dare indicazioni di voto né per i nostri né tantomeno per gli altri. E neppure il Card. Bagnasco in questi giorni accesamete attaccato per la sua prolusione che indicava di votare politici attenti ai principi non negoziabili ha dato indicazioni di voto sulle singole forze politiche.

Chi vuole una normativa, o anche solo la sua applicazione visto che ora le regioni hanno molto potere in merito, differente rispetto ai principi sopra esposti deve dunque dare il voto ad un politico né ad un partito che non si rifaccia, almeno in parte, a questa visione antropologica.

Mi si potrà obiettare che la visione di un gruppo, per quanto ampio sia, non dovrebbe influenzare le scelte di tutti. Intanto cerchiamo di determinare l’ampiezza di questo gruppo di elettori, perché si sa che in democrazia vince la maggioranza ed è la maggioranza a scrivere le regole per tutti, che ci piaccia o meno.

In seconda analisi poi possiamo fare l’esempio del cesto di mele, ne basta una bacata per corrompere tutte le altre. Così, dal punto di vista della Chiesa, basta una crepa nella diga dei valori morali per far crollare tutta la società civile. Se si supera la linea gialla quale è il margine di sicurezza per non essere trascinati via dal treno in corsa che sopraggiunge?

Ed infine, se ci rendiamo conto che una persona sta per gettarsi da un ponte ci avviciniamo per dargli una pacca su una spalla, lo ignoriamo tranquillamente o piuttosto cerchiamo di dissuaderlo dalla sua intenzione? Perché dunque la Chiesa non dovrebbe perseguire il bene di tutti invitando i politici che vi si riconoscono a farlo?

Non sto poi ad addentrarmi nelle questioni di ingerenza. La CEI, Conferenza Episcopale Italiana, è un organo italiano formato e gestito da cittadini italiani. Il suo presidente fra l’altro è anche un Generale di Corpo d’Armata in congedo (grado che spetta all’Ordinario militare). Quindi non si può assolutamente parlare di ingerenza.

I commenti sono aperti a tutti nella misura in cui portano argomentazioni costruttive e non banali offese.

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Ikea ritira il seggiolone “Leopard”

via Ikea ritira il seggiolone “Leopard” – Corriere della Sera.

È stato riscontrato un problema, a volte si mangiava i bambini.

Già pronta una nuova versione dal nome “Snow Leopard”.

Per gli amanti della letteratura la nuova versione si chiamerà invece “Pascol”.

Certo che non poteva funzionare, l’Ikea non ha mai usato nomi comprensibili.

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Oggi, come leggo da .mau. è la giornata mondiale per la lotta all’AIDS.

Personalmente ritengo che la soluzione migliore (da noi ma soprattutto nei Paesi in via di sviluppo) sia l’ABC: Abstinence, Being faithful, Condom = Astinenza, Fedeltà (nei confronti del partner abituale), Preservativo.

Ogni programma che ignori l’educazione alle responsabilità dell’individuo è strumentalmente demagogico, un po’ come se in una pubblicità di auto dicessero che puoi bere a volontà, tanto hai l’airbag che ti protegge.

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La contrarietà all’aborto è una posizione assolutamente legittima.

Essa, tuttavia, può essere praticata senza alcuna necessità di scendere in piazza adottando un accorgimento assai semplice: quello di non abortire.

Ne consegue che gli spagnoli di cui il Corriere dà conto non hanno manifestato contro l’aborto, ma contro la possibilità che gli altri abortiscano.

Mi pare che siano due cose sostanzialmente diverse.

E mi pare anche che sarebbe il caso di iniziare a dirlo con una certa chiarezza.

via Metilparaben: L’aborto degli altri.

Ci sto, facciamo una certa chiarezza.

Allora aboliamo anche il reato di omicidio, perché chi non vuole uccidere non ha mica bisogno che sia lo stato a dirgli di non farlo. Finché non sono io ad uccidere a posto, e se viene ucciso qualcuno che poi non si lamenta (perché sono pochi i morti che si lamentano) ancora meglio. Invece qualcuno che si lamenta in vece di un morto assassinato è scomodo e deve tacere.

Perché manifestare in pubblico il proprio dissenso, perché gli operai in sciopero scendono in piazza con i loro cortei ad importunare gli altri? Se ne stiano a casa e risolvano privatamente fra loro ed i loro padroni i problemi. Noi cosa centriamo?

Ma perché gli alleati nel ’43-’45 sono venuti a liberarci? Non andavamo bene succubi del regime nazi-fascista? Chi li ha invitati?

Se vedo qualcuno su un ponte che pensa di suicidarsi posso tirare dritto pensando che fa male ma sono affari suoi, oppure posso cercare di dissuaderlo. Oppure posso prendere la telecamera ed iniziare a fare il tifo perché si butti per poter rivendermi il filmato a qualche TV.

Un aborto non è un fatto privato ed una manifestazione contro l’aborto non è parimenti un fatto privato. Fa strano che gli stessi che vogliono mettere a tacere le manifestazioni in tal senso poi siano quelli che ritengono che sia stato violato l’Art. 21 della Costituzione.

Voltaire diceva: “Non condivido la tua opinione, ma darei la vita perché tu la possa esprimere.” e molti ne hanno fatto uno slogan, salvo poi fare molti distinguo sulla definizione di “opinione”. Perché poi magari ritengono che chi voglia evitare un aborto non abbia opinione, sia un idiota e basta.

Manifestare pubblicamente contro ciò che si ritiene sbagliato (ed a favore di ciò che si ritiene giusto) è corretto. Altrimenti aspetto un altro post in cui si manifesti dissenso dalle manifestazioni omosessuali, che facciano le loro cose a casa loro anziché portarle in piazza!

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No, tranquilli, non è il mio coccodrillo (non l’ho scritto e probabilmente non lo farò mai).

Volevo solo dirvi che quando questo post sarà pubblico io sarò in zona ospedale e ne avrò per alcuni giorni. Dubito che mi facciano tenere a portata di mano il BlackBerry per rimanere almeno in parte in contatto con il mondo.

Ma non rallegratevi troppo, se tutto va bene prima della fine della settimana tornerò accuratamente a stressarvi.

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Ormai tutti i telegiornali si aprono con le informazioni sull’influenza suina, come qualche anno fa con quelle dell’influenza aviaria e pochi anni prima ancora con la SARS.

Sta di fatto che questa è una influenza, né più né meno di quella che tutti gli inverni arriva mettendo a letto una marea di persone ed uccidendone fra lo 0,25 e 0,96%.

Quindi ovviamente non è da prendere sottogamba, come non si prende sottogamba l’altra ma non c’è da farsi prendere dal panico.

Sarebbe da pazzi andarsi a buttare a capofitto in un viaggio in Messico a mo di sport estremo, ma stando tranquilli in Italia le possibilità di ammalarsi sono estremamente ridotte e quelle di lasciarci le penne ancora meno.

Come già dicevo a titolo autobiografico su FriendFeed: Meglio morire con la voglia di vivere che vivere con la paura di morire.

Per dire che farsi prendere dal panico nuoce alla salute certamente più che il rischio remoto di contagio.

Ora vi lascio qualche link dove informarvi in tempo reale sulla diffusione di questa presunta pandemia (che poi Luca Conti non ha mai ucciso nessuno).

Se siete dei pessimisti impenitenti il sito che fa per voi è Do You Have Swine Flu? (hai l’influenza suina?)

Se siete inguaribili ottimisti visitate Do I have Pig Flu? (Ho l’influenza dei maiali?)

Ma magari una mappa con la situazione aggiornata è più efficace per rendersi conto della situazione reale. Ad oggi non c’è in Italia alcun caso conclamato, solo alcune persone che ne avevano i sintomi e che erano stati in zone dove l’influenza è fortemente distribuita.

In ogni caso non vedo alcun motivo per cui il nostro Paese dovrebbe nasconderci la situazione reale, anche perché sarebbero tutti elettori in meno, come per il sindaco di New York in Ghostbusters.

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Sono due settimane che non scrivo nulla sul blog.

Potrei facilmente dare la colpa agli altri canali di comunicazione molto più immediati. Ed in effetti in questo periodo tendo ad abusarne.

Ma la causa principe è un’altra.

Forse qualcuno ricorderà quel che accadde l’anno scorso. Io lo ricordo benissimo.

Ebbene la situazione non è migliorata se non per il fatto che hanno finalmente riscontrato oggettivamente i miei sintomi, scritti nero su bianco in un Holter.

Ebbene sono stato messo a riposo, non posso fare sforzi e mi hanno vivamente sconsigliato di allontanarmi troppo da casa fino a che non mi sistemano.

Tutto questo ha prodotto una dose di ansia che mi da sintomi anche se non c’è nulla di nuovo e questo è poco piacevole. Perché se li segnalo a lungo andare passo per chi grida al lupo al lupo. Se invece faccio finta di nulla ho il timore di non segnalare la volta giusta.

Questo sarà di fatto un anno sabbatico, perché anche dopo la riparazione ci sarà un periodo di nuovo rodaggio o convalescenza che dir si voglia.

Spero che questo non faccia saltare anche le ferie familiari dopo la rinuncia al viaggio a Roma.

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Parto da questo articolo (non lo linko, potete cercarlo):

Per la stragrande maggioranza delle coppie italiane (77,4%), la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita (Pma) ha ridotto le loro possibilità di diventare genitori. [...]

Lo studio è stato condotto su oltre 600 coppie in trattamento presso 20 centri riconosciuti dal Registro italiano Pma.

Basta già questa affermazione per far capire la disinformazione assoluta che c’è in questo argomento.

Come fanno 600 coppie con problemi di fertilità (altrimenti non sarebbero seguite presso un centro per la fecondazione assistita) a rappresentare la totalità degli italiani? Mai sentito parlare di campione statistico?

Se si vuole rappresentare la totalità degli italiani allora il referendum sulla legge 40 è stato certamente un campione valido.

Al contrario se si vuole tirare l’acqua al proprio mulino si prende un campione assolutamente non rappresentativo della generalità della popolazione e lo si presenta come se fosse un campione universale.

Ok, volendo essere buoni potrebbe essersi trattato di omissione colposa, infatti mi è stato fatto notare che sarebbe bastato aggiungere alla frase di apertura un “con problemi di procreazione” per cambiare il discorso:

Per la stragrande maggioranza delle coppie italiane con problemi di procreazione [...]

In effetti in questo modo il campione usato sarebbe corrisposto alla globalità rappresentata. Peccato che l’articolo abbia omesso quelle quattro semplici parole di chiarimento.

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Scrivevo due anni fa:

La seconda lenzuolata di liberalizzazioni sui generis Bersani contiene all’articlo 1 l’abolizione dei costi di ricarica.

Decreto legge, ergo di massima urgenza ai sensi della Costituzione che recita all’Art. 77: “Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere.”

Ora pare che la maggioranza stessa stia pensando di rinviare l’applicazione di questa norma almeno fino a giugno.

Alla faccia della straordinarieta’ e dell’urgenza.

Ecco, lo stesso presidente della repubblica che all’epoca considerò costituzionalmente legittimo vietare i costi di ricarica con decreto legge ora non ritiene altrettanto validamente urgente salvare una vita umana.

Che all’epoca il cellulare di Clio avesse poco credito e dovesse passare dal tabaccaio?

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