Giornata mondiale contro l’AIDS: ripartiamo dall’ABC.

Prima di accusare il Vaticano delle peggio cose come maggior untore planetario perché non permette ai fedeli l’uso del preservativo prova a leggere un po’ a leggere ciò che è accaduto in Uganda in particolare:

Diverse ricerche mostrano che il calo della diffusione di AIDS in Uganda è dovuto ad astinenza e monogamia piuttosto che all’uso di preservativi. Secondo Dr. Edward Gree, un antropologo dell’Università di Harvard, e un esperto sul programma ugandese contro l’AIDS, la fedeltà al proprio partner è il fattore più importante del programma, ed è ciò che lo ha reso di successo, seguita dall’astinenza. Nel 2004 uno studio scientifico raggiunse le stesse conclusioni, trovando che l’astinenza tra i giovani adulti e la monogamia e non l’uso di preservativi erano responsabili per il declino dell’AIDS in Uganda.

Resta comunque ciò che dicevo 2 anni fa.

Stefano Dell’Orto | VanityBlog

Se vuoi sapere cosa possono essere certe macchioline rosse sulla pelle non usare (solo) internet. Potresti credere che tuo figlio ha una rarissima malattia tropicale quando erano solo spruzzi di ketchup!

via Decalogo semiserio per godersi il congedo parentale.

In effetti internet è spesso dannoso.

Ed i genitori apprensivi ed i medici idioti (penso ad un caso recente capitato ad un mio amico) fanno il resto.

Da leggere tutto il decalogo ma non necessariamente mettere tutto in pratica.

Princìpi non negoziabili.

Esistono, da sempre, per la Chiesa Cattolica dei princìpi non negoziabili (d’ora innanzi accettate anche principi senza accento evidenziato allo stesso modo).

Sono quelli che il magistero identifica come essenziali per il bene dell’uomo. Ovvero, come ci ricordano anche in questi giorni i vescovi liguri, i seguenti:

  • rispetto della vita umana, dal concepimento alla morta naturale;
  • tutela e promozione della famiglia formata da un uomo ed una donna uniti in matrimonio;
  • difesa della libertà individuale religiosa, culturale ed educativa.

Per la Chiesa quindi è naturale (nel senso che fa parte della sua stessa natura) battersi affinché la politica, che la Chiesa ha potuto smettere di fare in prima persona grazie a Garibaldi, tenga in considerazione questi princìpi. Ed è naturale che la Chiesa pretenda dai politici che si dichiarano cattolici una fedeltà al magistero ed ai principi non negoziabili affiché li tutelino nei loro provvedimenti una volta eletti.

Io non ho alcuna intenzione di dare indicazioni di voto né per i nostri né tantomeno per gli altri. E neppure il Card. Bagnasco in questi giorni accesamete attaccato per la sua prolusione che indicava di votare politici attenti ai principi non negoziabili ha dato indicazioni di voto sulle singole forze politiche.

Chi vuole una normativa, o anche solo la sua applicazione visto che ora le regioni hanno molto potere in merito, differente rispetto ai principi sopra esposti deve dunque dare il voto ad un politico né ad un partito che non si rifaccia, almeno in parte, a questa visione antropologica.

Mi si potrà obiettare che la visione di un gruppo, per quanto ampio sia, non dovrebbe influenzare le scelte di tutti. Intanto cerchiamo di determinare l’ampiezza di questo gruppo di elettori, perché si sa che in democrazia vince la maggioranza ed è la maggioranza a scrivere le regole per tutti, che ci piaccia o meno.

In seconda analisi poi possiamo fare l’esempio del cesto di mele, ne basta una bacata per corrompere tutte le altre. Così, dal punto di vista della Chiesa, basta una crepa nella diga dei valori morali per far crollare tutta la società civile. Se si supera la linea gialla quale è il margine di sicurezza per non essere trascinati via dal treno in corsa che sopraggiunge?

Ed infine, se ci rendiamo conto che una persona sta per gettarsi da un ponte ci avviciniamo per dargli una pacca su una spalla, lo ignoriamo tranquillamente o piuttosto cerchiamo di dissuaderlo dalla sua intenzione? Perché dunque la Chiesa non dovrebbe perseguire il bene di tutti invitando i politici che vi si riconoscono a farlo?

Non sto poi ad addentrarmi nelle questioni di ingerenza. La CEI, Conferenza Episcopale Italiana, è un organo italiano formato e gestito da cittadini italiani. Il suo presidente fra l’altro è anche un Generale di Corpo d’Armata in congedo (grado che spetta all’Ordinario militare). Quindi non si può assolutamente parlare di ingerenza.

I commenti sono aperti a tutti nella misura in cui portano argomentazioni costruttive e non banali offese.

Ikea ritira il seggiolone “Leopard” – Corriere della Sera

Ikea ritira il seggiolone “Leopard”

via Ikea ritira il seggiolone “Leopard” – Corriere della Sera.

È stato riscontrato un problema, a volte si mangiava i bambini.

Già pronta una nuova versione dal nome “Snow Leopard”.

Per gli amanti della letteratura la nuova versione si chiamerà invece “Pascol”.

Certo che non poteva funzionare, l’Ikea non ha mai usato nomi comprensibili.

ABC.

Oggi, come leggo da .mau. è la giornata mondiale per la lotta all’AIDS.

Personalmente ritengo che la soluzione migliore (da noi ma soprattutto nei Paesi in via di sviluppo) sia l’ABC: Abstinence, Being faithful, Condom = Astinenza, Fedeltà (nei confronti del partner abituale), Preservativo.

Ogni programma che ignori l’educazione alle responsabilità dell’individuo è strumentalmente demagogico, un po’ come se in una pubblicità di auto dicessero che puoi bere a volontà, tanto hai l’airbag che ti protegge.

Metilparaben: L’aborto degli altri

La contrarietà all’aborto è una posizione assolutamente legittima.

Essa, tuttavia, può essere praticata senza alcuna necessità di scendere in piazza adottando un accorgimento assai semplice: quello di non abortire.

Ne consegue che gli spagnoli di cui il Corriere dà conto non hanno manifestato contro l’aborto, ma contro la possibilità che gli altri abortiscano.

Mi pare che siano due cose sostanzialmente diverse.

E mi pare anche che sarebbe il caso di iniziare a dirlo con una certa chiarezza.

via Metilparaben: L’aborto degli altri.

Ci sto, facciamo una certa chiarezza.

Allora aboliamo anche il reato di omicidio, perché chi non vuole uccidere non ha mica bisogno che sia lo stato a dirgli di non farlo. Finché non sono io ad uccidere a posto, e se viene ucciso qualcuno che poi non si lamenta (perché sono pochi i morti che si lamentano) ancora meglio. Invece qualcuno che si lamenta in vece di un morto assassinato è scomodo e deve tacere.

Perché manifestare in pubblico il proprio dissenso, perché gli operai in sciopero scendono in piazza con i loro cortei ad importunare gli altri? Se ne stiano a casa e risolvano privatamente fra loro ed i loro padroni i problemi. Noi cosa centriamo?

Ma perché gli alleati nel ’43-’45 sono venuti a liberarci? Non andavamo bene succubi del regime nazi-fascista? Chi li ha invitati?

Se vedo qualcuno su un ponte che pensa di suicidarsi posso tirare dritto pensando che fa male ma sono affari suoi, oppure posso cercare di dissuaderlo. Oppure posso prendere la telecamera ed iniziare a fare il tifo perché si butti per poter rivendermi il filmato a qualche TV.

Un aborto non è un fatto privato ed una manifestazione contro l’aborto non è parimenti un fatto privato. Fa strano che gli stessi che vogliono mettere a tacere le manifestazioni in tal senso poi siano quelli che ritengono che sia stato violato l’Art. 21 della Costituzione.

Voltaire diceva: “Non condivido la tua opinione, ma darei la vita perché tu la possa esprimere.” e molti ne hanno fatto uno slogan, salvo poi fare molti distinguo sulla definizione di “opinione”. Perché poi magari ritengono che chi voglia evitare un aborto non abbia opinione, sia un idiota e basta.

Manifestare pubblicamente contro ciò che si ritiene sbagliato (ed a favore di ciò che si ritiene giusto) è corretto. Altrimenti aspetto un altro post in cui si manifesti dissenso dalle manifestazioni omosessuali, che facciano le loro cose a casa loro anziché portarle in piazza!

A presto.

No, tranquilli, non è il mio coccodrillo (non l’ho scritto e probabilmente non lo farò mai).

Volevo solo dirvi che quando questo post sarà pubblico io sarò in zona ospedale e ne avrò per alcuni giorni. Dubito che mi facciano tenere a portata di mano il BlackBerry per rimanere almeno in parte in contatto con il mondo.

Ma non rallegratevi troppo, se tutto va bene prima della fine della settimana tornerò accuratamente a stressarvi.

Influenza suina.

Ormai tutti i telegiornali si aprono con le informazioni sull’influenza suina, come qualche anno fa con quelle dell’influenza aviaria e pochi anni prima ancora con la SARS.

Sta di fatto che questa è una influenza, né più né meno di quella che tutti gli inverni arriva mettendo a letto una marea di persone ed uccidendone fra lo 0,25 e 0,96%.

Quindi ovviamente non è da prendere sottogamba, come non si prende sottogamba l’altra ma non c’è da farsi prendere dal panico.

Sarebbe da pazzi andarsi a buttare a capofitto in un viaggio in Messico a mo di sport estremo, ma stando tranquilli in Italia le possibilità di ammalarsi sono estremamente ridotte e quelle di lasciarci le penne ancora meno.

Come già dicevo a titolo autobiografico su FriendFeed: Meglio morire con la voglia di vivere che vivere con la paura di morire.

Per dire che farsi prendere dal panico nuoce alla salute certamente più che il rischio remoto di contagio.

Ora vi lascio qualche link dove informarvi in tempo reale sulla diffusione di questa presunta pandemia (che poi Luca Conti non ha mai ucciso nessuno).

Se siete dei pessimisti impenitenti il sito che fa per voi è Do You Have Swine Flu? (hai l’influenza suina?)

Se siete inguaribili ottimisti visitate Do I have Pig Flu? (Ho l’influenza dei maiali?)

Ma magari una mappa con la situazione aggiornata è più efficace per rendersi conto della situazione reale. Ad oggi non c’è in Italia alcun caso conclamato, solo alcune persone che ne avevano i sintomi e che erano stati in zone dove l’influenza è fortemente distribuita.

In ogni caso non vedo alcun motivo per cui il nostro Paese dovrebbe nasconderci la situazione reale, anche perché sarebbero tutti elettori in meno, come per il sindaco di New York in Ghostbusters.