S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Patente, libretto e preservativi.

Potrebbe essere questa la richiesta fatta da una guardia doganale bielorussa quando si certa di entrare nel Paese.

Non importa chi tu sia, puoi essere anche un prete ma i preservativi li devi avere sempre appresso. Ordine del governo di Minsk.

Il motivo non si sa, visto che poi se entri in treno o in aereo non ti servono.

L’articolo comunque non spiega se anche le donne li devono avere, nè quale sia il limite minimo pro-capite.

Tira sempre.

Cosa? Il sesso ovviamente.

Leggevo via Pandemia i numeri nudi (nel senso che erano scritti sul corpo di una donna poco vestita) del porno online nel mondo. Onestamente mi aspettavo fossero addirittura più alti, ma poco importa.

Comunque è ovvio che il sesso tira sempre e comunque, da che mondo è mondo.

Basta dare un’occhiata su BlogBabel dove la ricerca per Tania Dervaux è al monento la più popolare.

Il mio post sull’argomento è schizzato in due giorni al secondo posto nelle visite mensili del sito, dietro solo a quello di un tentativo di spillare quattrini che però ha avuto visite per tutto il mese.

Sesso e potere.

Più sesso per tutti!“, potrebbe essere questa la trasposizione italica della promessa elettorale di Tania Dervaux del partito belga NEE. Sesso orale (dunque sesso improprio come direbbe Clinton) ai primi 40mila elettori che sottoscrivono l’apposito contratto sul sito del partito.

Bhe, che dire, nulla di nuovo sotto il sole. Anche noi abbiamo avuto in parlamento Cicciolina, non avrà fatto promesse sul sito dei Radicali (visto che all’epoca i siti non esistevano) ma di sesso è certamente una esperta.

E quante volte ci siamo sentiti [beep] dai nostri eletti? Forse meglio qualcosa di meno convenzionale dunque.

Non ci resta che dire in bocca al lupo. E se non è del lupo…

Gerbere.

Il titolo non c’entra nulla con l’argomento, diciamo che e’ un brutto indovinello.

Volevo in ralta’ parlare di cellulari a scuola.

A casa mia c’e’ un cellulare a disposizione dei figli per quando si muovono in bicicletta, nessuno ha ancora un cellulare suo. Sara’ il regalo per la Cresima.

Coloro che danno in consegna un cellulare a bambini di 8-9 anni senza spiegargli come si usa (non tecnicamente, lo sanno meglio di noi) dal mio punto di vista sono da bastonare. O almeno telefonargli mentre sono sotto la doccia.

E’ notizia di cronaca di pochi giorni fa che bambini delle elementari si scambiavano foto hard sui cellulari. 18 bambini su 21 di quella classe l’hanno (o l’avevano se qualche genitore intelligente c’e').

Poi arriviamo alle medie ed alle superiori dove anziche’ limitarsi a scambiare foto erotiche fanno direttamente in classe i filmini a luci rosse.

Da piu’ parti si e’ chiesto di vietare esplicitamente il cellulare in classe. Cosi’ il buon ministro Fioroni ha risposto

Durante l’ora di lezione una scuola seria e responsabile consente ai propri ragazzi di seguire con attenzione ciò che i docenti spiegano e di interagire con loro. Parlare al telefonino, filmare o giocare è espressamente vietato, si tratta solo di far applicare il divieto.

A questo punto chiederei al ministro quale sia questo divieto (norma specifica) e quali siano le sanzioni relative.

Perche’ mi pare (rimanendo nei fatti di cronaca degli ultimi mesi) sia anche vietato:

  • per gli insegnanti avere rapporti sessuali con gli studenti
  • per gli insegnanti legare con nastro adesivo i bambini alle sedie
  • per gli allievi menare i compagni
  • per gli allievi avere rapporti sessuali con compagni ed insegnanti

Eppure tutte queste cose sono accadute.

Penso che un invito serio del ministero alle scuole affinche’ facciano formazione sulle famiglie riguardo a come e quando dare in mano ai figli uno strumento tanto prezioso quanto facilmente abusabile.

Per quanto mi riguarda fino a quando non se lo pagheranno con i loro soldi cerchero’ sempre telefoni senza macchina fotografica integrata e senza bluetooth. Perche’ anche prestando la massima attenzione per la strada non si esclude la possibilita’ di essere coinvolti in un incidente.

Ed un’ultima cosa. Ci sono maree di ricerche contrastanti sugli effetti delle onde elettromagnetiche sugli individui. Come mai i genitori tanto apprensivi per le antenne a qualche kilometro da casa non lo sono altrettanto con quelle a pochi millimetri dalle orecchie dei figli?

Essere o avere.

La ministro Melandri propone di ridurre l’IVA sui preservativi al 10% per facilitarne l’acquisto (e si presume l’uso) fra i giovani.

Ancora una volta lo stato anziche’ premurarsi dell’educazione dei giovani anche nei confronti di una sessualita’ responsabile non solo dal punto di vista meccanico ma nel suo complesso (ad esempio educando alla fedelta’) preferisce svilire questi concetti obsoleti invitando tutti a trombare con chi vogliono, purche’ usino il preservativo (anche se sappiamo benissimo che nella prevenzione delle malattie trasmissibili sessualmente e’ tutt’altro che sicuro).

Condom.

Si parla tanto in questo periodo del fatto che la Chiesa sia in procinto di abbandonare pratiche ormai desuete come la fedelta’ coniugale e l’astinenza sessuale per far spazio al sesso sicuro.

Ebbene non e’ la prima volta che la Chiesa si interroga su questo argomento, basta cercare sul sito del Vaticano.

Ho trovato ad esempio questo documento dal titolo “I valori della famiglia e il cosidetto sesso sicuro” redatto nel 2003 dal Card. Alfonso López Trujillo.

In buona sostanza viene rimarcato che il preservativo e’ tutt’altro che sicuro (avendo un indice di fallosita’ dal 10 al 30%) nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

Quindi tutti gli organi, a partire dagli stati, che promuovono l’uso del preservativo nei rapporti a rischio, avallando gli stessi rapporti, commettono un grave atto riducendo ad un mero procedimento meccanico (per giunta insicuro) il rapporto sessuale.

Al contrario la fedelta’ aumenta a dismisura la sicurezza, l’astinenza poi la porta ai massimi livelli. Ed una educazione a questo sarebbe certamente lo strumento piu’ valido, anche se il meno facile e demagogico.

Per concludere, come ebbe modo di dire anche il Card. Carlo Maria Martini alcuni mesi fa, e’ ovvio che -non riuscendo ad evitare di peccare- e’ sempre meglio il peccato meno grave di quello piu’ dannoso.