S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Meno mail.

Immagino di non essere stato l’unico a ricevere la mail qui accanto in cui Facebook mi comunica che da ora in poi riceverò dai loro server molte meno mail.

“Meno mail, meno male!” potrà pensare qualcuno.

A mio avviso invece il primo obiettivo di Facebook non è quello di non intasarci la casella bensì quello di farci passare più tempo sul social network tramite l’interfaccia web o tramite le app per piattaforme mobili (sperando che rilascino presto anche la versione per iPad).

In buona sostanza per chi non ha uno smartphone o un tablet in modo da ricevere le notifiche direttamente nell’app dedicata la comunicazione rarefatta porta a non avere più le informazioni via mail in un formato quasi push tornando ad una modalità pull, siamo noi che dobbiamo andare a cercarcele sul sito aumentando ulteriormente le pagine visualizzate ed il tempo di permanenza.

Sì, è vero che puoi andare a ripristinare tutte le notifiche che vuoi, ma in quanti lo faranno davvero?

Complimenti a Facebook che facendo credere di pensare ai suoi utenti tira l’acqua al suo mulino.

Voi cosa ne pensate?

RomagnaCamp 2011.

Potrei raccontare tutto il RomagnaCamp 2011 con questo tweet:

Il #romagnacamp 2011 è molto più produttivo di quello 2007 senza comunque perdere nell'informalità e nella socialità.
@scardovi
Stefano Scardovi

Ma non posso scrivere un post con un solo tweet e così approfondisco un po’ i concetti. Partendo dal post-camp.

Domenica ho lasciato sedimentare l’enorme mole di informazioni assimilate durante l’evento del sabato ed il preambolo del venerdì sera. Perché veramente la qualità e quantità di informazioni ricevuta era straordinaria, frutto non solo di grande competenza dei presenti (oratori o meno) ma anche di tanta volontà di condivisione.

Quindi torniamo a sabato, il giorno centrale del RomagnaCamp.

Gli speech, che come formato preferisco agli ignite (comunque interessanti), erano di alto livello, decisamente utili anche sul piano professionale oltre che sociale.

Io, come tantissimi altri, siamo rimasti incollati alle sedie malgrado il caldo afoso all’intero e alla stupenda giornata assolata in riva al mare all’esterno.

Ci sono state presentazioni che mi hanno affascinato, come quella di Alessandra, molto interessante anche quella di Lorenzo nella mattina. Alcune mi hanno lasciato con un sorriso ma senza grossi “scossoni” come quella di Rudy (no, non cambierò religione e comunque facile diventare ricchi con una margherita e senza pagare i fornitori).

Le più utili sul lavoro sono state certamente quelle di Piero e di Nicola. Quella con cui sono stato più in disaccordo è stata certamente quella di Gino, poi ampiamente chiarita.

@ volentieri, io sono a destra del palco, vicino alla finestra. Ma possiamo fare anche più tardi, prima o durante la cena.
@scardovi
Stefano Scardovi

Fra gli ignite ovviamente la mia preferenza è andata a Gluca.

Non me ne vogliano gli altri, questo è quanto emerso appunto dopo un giorno di decantazione extra-rete.

Spero che tutti abbiate apprezzato la mia compagnia, io certamente ho apprezzato la vostra e mi sono un po’ più lanciato nelle chiacchiere a differenza di altre occasioni.

Insomma, difficile descrivere bene come è stato il RomagnaCamp, diciamo che io ci sono stato veramente molto bene. E questo in fondo è quello che conta.

Grazie ancora a tutti, in particolare ad Alessandra per l’organizzazione e per lo speech ed a Stefigno per la foto.

Ma quanto mi costi?

Il titolo qui sopra rappresenta le parole chiave di una pubblicità sulla teleselezione (roba d’epoca) quando chiamare in un distretto telefonico diverso non costava un rene ma poco meno.

Ora se per chiamare dall’Italia all’Italia questo costo si è notevolmente ridotto se non addirittura annullato grazie alle tariffe flat dall’estero le tariffe sono ancora tutt’altro che abbordabili, soprattutto con le nostre SIM in roaming. Per non parlare del costo del traffico dati, salvo poche eccezioni.

Così quanto TUI.it ha chiesto, come sponsor del RomagnaCamp, un’idea per attirare più visibilità sul fronte social la mia risposta è stata immediatamente questa:

Fornire in uso uno smartphone (e/o SIM con dati inclusi) per twittare di voi e con voi durante la vacanza? #regalaunidea @
@scardovi
Stefano Scardovi

Purtroppo il limite dei 140 caratteri non mi ha consentito di esprimere al meglio il discorso e così lo amplio e motivo in questo post.

Il servizio aggiuntivo da dare al cliente, ovviamente non a tutti per motivi di costo e di opportunità, consisterebbe in uno smartphone, sempre che il ricevente non ne abbia già uno, ed una SIM “ottimizzata” per la destinazione in modo da avere traffico dati incluso a carico dell’operatore turistico e traffico voce nazionale ma soprattutto verso l’Italia a carico del cliente ma a tariffe non sproporzionate.

Questo consentirebbe molti vantaggi:

  1. Il cliente potrebbe usare i proprio account sui social network per parlare in tempo reale della sua vacanza che è sempre meglio di un resoconto successivo, con un adeguato hashtag l’agenzia potrebbe raggruppare sulla propria pagina tutte le esperienze dal vivo magari aggiungendo anche qualche ulteriore dettaglio sul programma del viaggio.
  2. Il cliente potrebbe facilmente comunicare con l’agente di viaggio a mezzo mail/twitter/IM riguardo a situazioni particolari o difficoltà, perché succedono anche gli imprevisti e prima si riesce a risolverli e più facilmente si salva la vacanza e l’esperienza (e l’opinione) del cliente.
  3. Il cliente comunque potrebbe telefonare a parenti e conoscenti senza svenarsi. Anche questo fa parte del complesso dell’offerta in un mercato dove la competizione fatica a trovare sbocchi diversi dal solo aspetto economico.

Ovvio che questa è solo la mia idea che in un primo momento potrebbe essere anche non troppo dispendiosa e che chiunque ha tempo una settimana per suggerire la propria.

E vinca il migliore!

Gettare la rete in rete*.

bxvi

Confesso di essere in notevole ritardo nella lettura del messaggio del Papa per la XLV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

Tanti altri ne hanno già parlato, generalmente più che bene anche fra i detrattori del Papa e della Chiesa, ma solo oggi sono riuscito a leggerne il testo integrale.

Visto la brevità e la chiarezza che racchiude al suo interno, vista la condivisibilità anche da parte dei non cattolici invito tutti a leggerlo.

Da parte mia volevo scriverne un commento, poi ho pensato che fosse già bello così.

Poi volevo ricopiare qui le parti più meritevoli, ma non sapevo quali tagliare.

Alla fine volevo copiarlo tutto ed evidenziare le parti più degne, ma avrei evidenziato tutto. Ed avrei pure violato il copyright.

Dunque il link è in alto, se volete leggete.

* Da tempo immemorabile mi piacerebbe organizzare un barcamp con questo titolo (e l’ovvio argomento), se qualcuno vuole collaborare ci possiamo provare.

Social is the King.

Su Rai2 (al sabato e alla domenica mattina alle 9.20) e su Rai Gulp (dal lunedì al venerdì alle 20.10) sta per partire il primo gioco che coinvolge direttamente i social network ed i relativi utenti, la gente della rete insomma.

SocialKingCondotto da Metis di Meo e da Livio Beshir il programma Social King è stato ideato in Italia (qualche volta succede, non ci limitiamo sempre ad importare format stranieri spesso anche abbastanza insulsi) da RAI Ragazzi.

Il programma/gioco a premi vedrà come concorrenti gli uomini e le donne della rete, coloro con cui quotidianamente vi incontrate sui vari social network. Non per nulla è possibile trovare Social King oltre che sulla pagina ufficiale già segnalata anche su YouTube, Facebook e Twitter.

Non posso ancora esprimere un’opinione chiara sul programma non essendo andato ancora in onda, posso però dire che scegliere il sabato mattina per la puntata principale della settimana (quella dove veramente si interagisce con il programma stesso) mi lascia un po’ perplesso. Probabilmente i vertici Rai comunque vogliono capire bene come può funzionare un programma così innovativo prima di affidargli un time slot più prestigioso, ci sta e si può certamente capire la scelta.

Meno comprensibile, almeno secondo me, è l’autocandidatura per partecipare. Perché non essere un po’ più proattivi ed andare a cercare i personaggi migliori? Perché non proporli, dopo aver ottenuto un’accettazione di massima, con i tanti canali scelti e far scaturire i concorrenti delle varie sfide? Perché affidarsi a post pagati per la promozione del programma anziché utilizzare i social network per radunare un gruppo di blogger da invitare alla sede Rai per la puntata 0 e lasciare fare a loro?

Anche qui, come sopra, forse un po’ troppo timore di perdere le briglie dei social network, di farsi condurre dalle persone e dagli eventi. Auguro agli autori Andrea Materia e Michele Bertocchi di riuscire a calarsi nel profondo della rete e di giungere, fino al 3 luglio quando il programma terminerà, ad una impostazione più aperta e collaborativa. Spero che il programma, soprattutto nell’edizione preserale sulla TV dei ragazzi, possa anche insegnare ai giovani (ed ai loro genitori) l’uso di questi potenti strumenti che sono la rete ed i social network perché si possa unire l’utile al dilettevole.

Articolo sponsorizzato

Gmail non funziona.

We’re aware of a problem with Gmail affecting a number of users. This problem occurred at approximately 1.30AM Pacific Time [le 10.30 in Italia, n.d.S.]. We’re working hard to resolve this problem and will post updates as we have them. We apologize for any inconvenience that this has caused.

È quanto compare in questo istante sulla pagina dell’assistenza di Gmail in inglese.

In queste due ore di down, ed il problema non è ancora risolto, sono centinaia i messaggi su tutti i social media in cui si cercano soluzioni al problema.

La sola ricerca twitter aumenta di diverse centinaia di messaggi al minuto dimostrando di essere un sistema eccezionale per la condivisione di informazioni in tempi rapidissimi.

Purtroppo però non si trova molto aiuto, Gmail è down.

Anzi, ad essere corretti è la webmail di Google a non funzionare infatti l’accesso tramite i protocolli POP3 ed IMAP (da un client di posta) funzionano regolarmente sia per i vecchi messaggi che per quelli spediti durante il problema.

La notizia, fra i media tradizionali italiani, è al momento riportato solo da La Stampa che ha anche notato la massa di messaggi in proposito su Twitter. Complimenti.

Considerazioni varie sul caso Tiscali.

Busta tiscaliVenerdì pomeriggio Tiscali ha avuto un grosso problema, tutti i sistemi centrali di Cagliari Sa Illetta sono andati in tilt.

Il sito web del provider alle 15.30 circa è andato giù, come anche tutti i siti hostati ed anche le ADSL in massima parte non funzionavano, solo chi era già autenticato prima del blackout ed al contempo utilizzava DNS non Tiscali poteva viaggiare in rete. Questo per tutti i clienti europei dell’azienda sarda.

In breve su Twitter sono partite le prime segnalazioni, non solo italiane, di richiesta. Soprattutto per sapere se si trattava di un problema della propria connessione o generalizzato.

Io ho mandato questo a cui mi ha risposto Luca prima in privato poi via FriendFeed in questo thread dove ha partecipato anche Giorgio che lavora per Tiscali.

Si è trattato della prima comunicazione ufficiosa del provider durante il guasto, comunicazione ripresa quasi identica anche dal Sole 24 Ore e poi rimossa. Rimane invece una notizia ANSA riportata da l’Unità che, ironia della sorte, è stata giù proprio perché ospitata nei server Tiscali.

Di notizie ufficiali nella serata di venerdì non ce ne sono state, anche la pagina dedicate alla segnalazione dei guasti non dava alcuna indicazione riguardo a questo enorme black out.

Probabilmente non c’è alcun collegamento, ma venerdì Tiscali ha perso il 6,5% in borsa.

Sorte analoga è accaduta sabato con i continui defacement del sito.

Tutto questo preambolo l’ho scritto per buttare giù queste tre idee tre che mi sono balzate in testa.

I social network arrivano sempre prima e le aziende che lo capiscono sono avvantaggiate

Oramai non c’è storia, ben prima dei giornalisti (che poi cancellano pure quello che hanno scritto). Prima che Google news riportasse qualche informazione su quanto accaduto su Twitter e FriendFeed se ne parlava già da un paio d’ore.

Ma soprattutto la verifica delle fonti si è fatta in tempo reale, io non conoscevo Giorgio ma Luca subito ha garantito per lui (che l’abbia conosciuto in questo evento?).

Il fatto che ci fosse qualcuno nel momento di massimo caos a parlare come voce, anche se non ufficiale, dell’azienda ha comunque fatto sentire le persone che ne discutevano meno abbandonate, comunque seguite e comprese.

Perché i problemi ci sono, non si possono eliminare. Ma saperli affrontare nel modo giusto può trasformare un evento avverso in una risorsa. Ad esempio io non penso di abbandonare Tiscali dopo questo fatto come invece farò con il provider USA. La differenza è che mentre il primo ha comunicato nel problema il secondo ha comunicato in modo pessimo (e non solo per l’idioma).

Condividere per sentirsi vicini

Su un asciugamano che regalarono a Lusia per l’addio al nubilato c’era scritto “Condividere l’asciugamano per sentirsi più vicini”.

In parte collegato a quanto sopra, oltre a postare su Twitter e FriendFeed ho fatto anche un post sul mio blog in cui inserivo progressivamente quello che trovavo (tempo permettendo, alla fine dovevo comunque traslocare un po’ di siti di e.com)

Linkare fuori sempre e comunque pare assurdo, mandi via gli utenti, ma visto che il blog non mi fa campare posso permettermelo senza problemi. Però le persone arrivano, e se trovano utile quello che hai scritto tornano (purtroppo commentano con molta parsimonia, però se dovessi avere uno di quei blog dove fanno a gara a commentare per primi non apprezzerei).

Quindi nessun problema a fare post pieni di link verso l’esterno non ricambiati, gli utenti apprezzano.

Il telefono la tua vcroce

Infine riprendo un tema che mi sta tanto a cuore, la telefonia tradizionale ed il VoIP.

Veramente non riesco a capire quelle aziende che per risparmiare qualche centinaio di euro di canone annuo hanno abbandonato la telefonia tradizionale rimanendo solo con il VoIP. Davvero.

In questo periodo per un’azienda tedesca, fra le altre cose, gestisco il servizio di call center. Una linea VoIP per forza di cose perché il numero da gestire ha un prefisso diverso dal mio. Oltre al telefono VoIP però ho impostato anche l’inoltro di chiamata ad un numero fisico in caso di problemi. In questo modo oggi ho potuto continuare ad offrire il servizio ad un cliente che altrimenti sarebbe stato insoddisfatto. E sapete come sono i tedeschi.

Pertanto sapete fin d’ora che il giorno che vi suggerirò il VoIP in azienda (a casa se anche rimani un po’ senza telefono secondo me non è così grave) le possibilità saranno solo tre:

  1. La tecnologia VoIP sarà, secondo il mio personale punto di vista, diventata finalmente affidabile;
  2. Sarò diventato completamente matto;
  3. Sarò stato profumatamente pagato per dirlo.

Considerando che la terza ipotesi è potenzialmente impossibile, che la prima decisamente improbabile per come vedo ora l’evolversi della tecnologia e dell’economia telefonica, considerate pure di chiamare la neuro quando vi suggerirò il VoIP.