In alternativa: Collegare il cervello prima di alzare la cornetta.
È un titolo un po’ lungo, ma penso che lo attaccherò a tutte le cornette dell’azienda e di casa.
Ieri: mi telefona un commerciale* Telecom Italia per informarmi che la settimana prossima avrei ricevuto gratuitamente un computer portatile per due settimane senza alcun impegno. Se non fossi stato ben pronto a stopparlo mi avrebbe fatto sottoscrivere un contratto di non so quanti mesi (non l’ho trovato sul sito) al quale avrei dovuto dare disdetta in modalità originali (su questo i legali delle grandi aziende sono molto fantasiosi) o magari con la banale raccomandata A.R. e spedizione a mio carico del reso.
Oggi: mi telefona un’operatrice di 1240 Seat per chiedere conferma dei miei dati anagrafici. Le rispondo che sono correttissimi quelli che hanno già in base ai miei contatti recenti con il loro commerciale. È a questo punto che esce il motivo reale della chiamata: vendermi servizi aggiuntivi. Se avessi accettato di ripetere i dati mi sarei trovato con un’ulteriore fattura da pagare.
Vi è mai capitata una telefonata in cui chiedessero solo di confermare la Partita IVA? Occhio che non arrivi una fattura sconosciuta.
Oramai ho implementato un sistema di filtri mentali su più livelli:
- Numero in rubrica: livello minimo, sono persone note e fidate
- Numero locale: livello basso, si tratta perlopiù di clienti
- Numero cellulare: livello basso, difficilmente i piazzisti usano un cellulare
- Numero fisso: livello medio, possono essere clienti o fornitori, qualche volta anche piazzisti come una venditrice di vino proprio oggi
- Numero nascosto: livello massimo, salvo ridurlo quando si identificano come clienti o fornitori (ma perché lo nascondono?). Spesso e volentieri pochi istanti di disattenzione possono portare a perdite di tempo immani per contestare fatture per prodotti o servizi non volontariamente richiesti.
Piuttosto che rispondere sovrappensiero piuttosto lasciate la cornetta dove sta. Se non avete tempo dite subito che richiamino in un altro momento. Non rispondete mai alle domande dell’operatore di turno facendo un altro lavoro.
* Sono ben cosciente del fatto che con ogni probabilità non si tratta di dipendenti diretti ma più probabilmente operatori a cottimo di rivenditori a cottimo dell’azienda.
aziende, informatica, spam, telefonia
Altra variante di quello di ieri.
995 euro l’anno per 3 anni per comparire in un fantomatico elenco europeo.
editoria, internet, normativa, pagine.it, phishing, spam
Avete presente tutti il sito del titolo vero? No?!?
Molti imprenditori ne leggeranno a breve nelle loro caselle email e cercheranno informazioni.
Ebbene si tratta di qualcosa di estremamente simile nel modus operandi alla Guida europea per città, leggete per avere tutti i dettagli visto che è proprio in fotocopia. L’unica differenza è che in tempi di crisi i moduli non si mandano più con lettera ordinaria ma tramite email in formato PDF.
Ovviamente tutte le condizioni non sono riportate nel PDF ma disponibili ad un URL ancora più improbabile di quello della guida stessa.
Ovviamente le condizioni sono formalmente corrette, possono anche cambiare dominio se lo ritengono necessario purché venga mantenuto lo stesso confort ed effetto pubblicitario. Ecco, mi piacerebbe sapere quale è il confort (la N è loro) di una pubblicità, mentre l’effetto pubblicitario direi che si può attestare ad un livello molto prossimo allo zero.
Ma tutto questo confort ha, ovviamente, un prezzo. Appena 65 euro al mese. Per due anni.
Anche qui la globalizzazione si fa sentire: il foro competente è quello di Praga (Repubblica Ceca) mentre la sede legale dell’azienda è alle Seychelles.
Come sempre meglio tenere occhi ed orecchi ben aperti prima di qualsiasi risposta.
editoria, internet, normativa, pagine.it, phishing, spam
È vero che vi è bastato il titolo di questo post per farvi venire in mente di cosa si stesse parlando?
Se non altro perché la coppia Cevoli&Rossi ce la sorbiamo costantemente mentre ribadisce che Fastweb è internet, telefono fisso, cellulare e TV. Non fanno altro che questo.
Così quando pochi minuti fa mi ha chiamato una scortese signorina a nome di Fastweb (con un audio che a definire infimo è fargli un complimento) l’ho subito interrotta dicendo che non siamo interessati.
Al che la signorina tranquillamente mi domanda come faccio a sapere di non essere interessato se non mi ha ancora presentato quello che deve dire.
La mia risposta è stata calma: “Visto che vendete telefonia e collegamenti ad internet non siamo interessati perché siamo già soddisfatti dei nostri operatori attuali. Se vendeste filati o tessuti potremmo anche parlarne, ma visto che vendete telefonia ed internet non mi interessa quello che ha da dire e così risparmiamo tempo io e lei”.
Risposta piccata della signorina: “Spiacente ma non facciamo ancora consulenza psichiatrica” ed ha buttato giù il telefono senza neppure salutare.
Capisco che lavorino per pochi spiccioli, ma davvero pensano che il mio tempo sia così inutile da ritenersi in diritto di prenderselo contro la mia volontà? Che poi per non farmi venire il nervoso devo anche sfogarmi qui sul blog impiegando altro tempo.
fastweb, spam, telefonia
Ecco, ieri mi sono arrivate oltre 50 mail di spam, quasi tutto fra mezzanotte e le 7 di mattina.
Ecco, per il 2009 mi piacerebbe non trovarmi le caselle infestate a questo modo, perché se il buongiorno si vede da mattino…
Almeno i servizi automatici dal volto umano si sono risparmiati di inondarmi di auguri come invece fanno regolarmente per il compleanno.
P.S.: Buon anno a tutti, pieno di tante belle cose e vuoto di spam.
internet, personale, spam
L’altro giorno ho detto a Fastweb che sono una tassa.
E purtroppo non sono l’unica.
10 minuti fa mi telefona un ragazzo con un’offerta Vodafone, gli rispondo cortesemente che sono legato fino a settembre con TIM (e non ho intenzione di recedere anticipatamente a meno che non vi vengano dati 1000 euro cash, non in credito telefonico). Mi chiede 2 minuti per presentarmi la sua offerta, cortesemente declino, non ho due minuti da perdere, se vengo a lavorare 1 ora prima dell’orario e non sono masochista un valido motivo l’avrò.
8 minuti fa mi telefona TIM, per presentarmi le sue offerte. Ho perso la pazienza, ho detto che comunque sono già abbonato TIM e che avevo appena risposto a Vodafone.
Non sto a contare lo spam, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, ma il tempo che perdo ogni giorno a rispondere a telefonate di operatori telefonici fissi e mobili nonché ad operatori energetici di vario genere, ai medesimi che anziché per telefono si presentano in loco, a prendere tutti i fax (spesso in molteplice copia) dei medesimi più molti altri sta diventando una vera e propria tassa sulla produttività.
Senza contare le infrastrutture occupate (se ricevo un fax di spam non posso in contemporanea ricevere un ordine) ed il nervoso che poi mi porta ad impiegare il mio tempo a scrivere questo post di sfogo anziché lavorare.
Insomma… BASTA!
personale, spam, telefonia, tim, vodafone
Nulla da fare, Fastweb continua imperterrito ad importunarmi.
Ennesima telefonata oggi, violando pure la legge visto che in elenco telefonico non ci sono i simbolini che li autorizzano a farlo.
Ogni giorno 1-2 chiamate per propormi le loro fantasmagoriche offerte.
La gentile signorina odierna che probabilmente aveva le sue cose alle mie rimostranze ha detto che era colpa mia che insisto a voler pagare le tasse!*
Al che le ho risposto con voce alterata che la tassa erano loro, salutato e chiuso la conversazione.
* Evidentemente non ha ben chiara la differenza fra una tassa ed un canone, ma non è compito mio illuminarla sulla faccenda. Anche perché con simile faccia tosta sarebbe stato tempo sprecato.
fastweb, spam, telefonia
Sapete cos’è il webchising? È una specie di franchising sul web come ci spiega meglio Andrea.
E lo stesso Andrea fa una buona analisi quando scrive che senza investimento non si può avere ritorno economico.
Il problema ora è che oggi mi è arrivato il primo messaggio di spam da parte in un webchisee.
Una mail indirizzata al responsabile marketing (non ho capito il motivo) che mi invitava a visitare uno store con indirizzo *.shop.it dove avrei trovato oltre un milione di prodotti con sconti fino al 70%.
Ovviamente viene fuori uno store non molto diverso dal mio creato e abbandonato che non ha mai venduto un prodotto (meno male che l’e.commerce professionalmente lo faccio in altri modi).
La mail poi si conclude con un’informativa privacy farlocca in quanto viola le norme vigenti. Non è ammesso in Italia l’opt-out.
Ecco, la domanda che facevo anche ad Andrea è questa: quale è oggi il rischio che decine, centinaia di persone pensino di poter entrare nell’e.commerce con questa scorciatoia per poi iniziare a spammare a pioggia?
C’è poi la domanda anche sulla responsabilità dello spam. Perché il link porta ad un sito gestito in tutto e per tutto da shop.it anche se il mittente con ogni probabilità non sono loro. Si può ravvisare un concorso di colpe nello spam? Non ho sottomano il contratto con shop.it, immagino che preveda espressamente il divieto di spam, ora ho segnalato loro quanto accaduto ed aspetto di vedere se il negozio verrà bloccato per violazione contrattuale o se continuerà imperterrito il suo lavoro.
e.commerce, personale, spam

Image via Wikipedia
Vi comunico che oggi, con una notevole progressione negli ultimi tempi, i commenti di spam bloccati da Akismet hanno superato i commenti reali approvati.
Questo non può voler dire altro che i mio blog è importante e quindi appetibile da orde di spammer di tutti i generi.
Ieri dicevo:
Nessuno mi caga, ergo non sono uno stronzo.
Ecco, gli spammer mi prendono in considerazione. Ma loro vogliono solo il mio PR, non gli importa molto di quello che dico.
akismet, blog, personale, spam, wordpress
Risparmia il -40% con la carta igienica prodotta da ******, per la 1° vota in Italia direttamente dal produttore al consumatore.
Appena ricevuta in due veli duplice copia.
Poi è da capire chi sia il produttore, se l’industria o chi si ritira nella ritirata a per il PIL (Prodotto Interno Lordo).
assurdità, spam