S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Tasse occulte.

L’altro giorno ho detto a Fastweb che sono una tassa.

E purtroppo non sono l’unica.

10 minuti fa mi telefona un ragazzo con un’offerta Vodafone, gli rispondo cortesemente che sono legato fino a settembre con TIM (e non ho intenzione di recedere anticipatamente a meno che non vi vengano dati 1000 euro cash, non in credito telefonico). Mi chiede 2 minuti per presentarmi la sua offerta, cortesemente declino, non ho due minuti da perdere, se vengo a lavorare 1 ora prima dell’orario e non sono masochista un valido motivo l’avrò.

8 minuti fa mi telefona TIM, per presentarmi le sue offerte. Ho perso la pazienza, ho detto che comunque sono già abbonato TIM e che avevo appena risposto a Vodafone.

Non sto a contare lo spam, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, ma il tempo che perdo ogni giorno a rispondere a telefonate di operatori telefonici fissi e mobili nonché ad operatori energetici di vario genere, ai medesimi che anziché per telefono si presentano in loco, a prendere tutti i fax (spesso in molteplice copia) dei medesimi più molti altri sta diventando una vera e propria tassa sulla produttività.

Senza contare le infrastrutture occupate (se ricevo un fax di spam non posso in contemporanea ricevere un ordine) ed il nervoso che poi mi porta ad impiegare il mio tempo a scrivere questo post di sfogo anziché lavorare.

Insomma… BASTA!

Fastweb, un passo indietro.

Nulla da fare, Fastweb continua imperterrito ad importunarmi.

Ennesima telefonata oggi, violando pure la legge visto che in elenco telefonico non ci sono i simbolini che li autorizzano a farlo.

Ogni giorno 1-2 chiamate per propormi le loro fantasmagoriche offerte.

La gentile signorina odierna che probabilmente aveva le sue cose alle mie rimostranze ha detto che era colpa mia che insisto a voler pagare le tasse!*

Al che le ho risposto con voce alterata che la tassa erano loro, salutato e chiuso la conversazione.

* Evidentemente non ha ben chiara la differenza fra una tassa ed un canone, ma non è compito mio illuminarla sulla faccenda. Anche perché con simile faccia tosta sarebbe stato tempo sprecato.

Spamchising.

Sapete cos’è il webchising? È una specie di franchising sul web come ci spiega meglio Andrea.

E lo stesso Andrea fa una buona analisi quando scrive che senza investimento non si può avere ritorno economico.

Il problema ora è che oggi mi è arrivato il primo messaggio di spam da parte in un webchisee.

Una mail indirizzata al responsabile marketing (non ho capito il motivo) che mi invitava a visitare uno store con indirizzo *.shop.it dove avrei trovato oltre un milione di prodotti con sconti fino al 70%.

Ovviamente viene fuori uno store non molto diverso dal mio creato e abbandonato che non ha mai venduto un prodotto (meno male che l’e.commerce professionalmente lo faccio in altri modi).

La mail poi si conclude con un’informativa privacy farlocca in quanto viola le norme vigenti. Non è ammesso in Italia l’opt-out.

Ecco, la domanda che facevo anche ad Andrea è questa: quale è oggi il rischio che decine, centinaia di persone pensino di poter entrare nell’e.commerce con questa scorciatoia per poi iniziare a spammare a pioggia?

C’è poi la domanda anche sulla responsabilità dello spam. Perché il link porta ad un sito gestito in tutto e per tutto da shop.it anche se il mittente con ogni probabilità non sono loro. Si può ravvisare un concorso di colpe nello spam? Non ho sottomano il contratto con shop.it, immagino che preveda espressamente il divieto di spam, ora ho segnalato loro quanto accaduto ed aspetto di vedere se il negozio verrà bloccato per violazione contrattuale o se continuerà imperterrito il suo lavoro.

Sono importante.

さてどれから食べようか...

Image via Wikipedia

Vi comunico che oggi, con una notevole progressione negli ultimi tempi, i commenti di spam bloccati da Akismet hanno superato i commenti reali approvati.

Questo non può voler dire altro che i mio blog è importante e quindi appetibile da orde di spammer di tutti i generi.

Ieri dicevo:

Nessuno mi caga, ergo non sono uno stronzo.

Ecco, gli spammer mi prendono in considerazione. Ma loro vogliono solo il mio PR, non gli importa molto di quello che dico.

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Spam di m.rd.

Risparmia il -40% con la carta igienica prodotta da ******, per la 1° vota in Italia direttamente dal produttore al consumatore.

Appena ricevuta in due veli duplice copia.

Poi è da capire chi sia il produttore, se l’industria o chi si ritira nella ritirata a per il PIL (Prodotto Interno Lordo).

Orecchi aperti.

Mi ha chiamato in questo istante una operatrice di pagine.it dal numero 0585 230*** (al posto di *** togli ai giorni di un anno non bisestile 7 settimane e poi ancora un giorno*) chiedendomi di verificare i dati fiscali per l’emissione di una fattura.

Io non avendo nulla a che spartire con questa società già molto nota ho gentilmente declinato l’invito alla fornitura dei dati e l’impiegata ha cortesemente abbozzato.

Pertanto orecchi ben aperti prima di alzare la cornetta e verifica se effettivamente certe aziende devono emettere fattura nei vostri confronti. Istruite anche tutti i collaboratori che poi contestare un documento fiscale è più difficile che impedirgli di emetterlo.

* = 365 – 49 – 1 = 315

Caduta del potere.

Dopo la caduta del potere 09/09/2008 uno dei nostri computer non funzionano più correttamente.Carta Postepay e il codice dispositivo di sei mila clienti memorizzati sul computer di backup sono stati persi.

BancoPosta ha temporaneamente sospeso il tuo conto. Taluni restrizioni sono applicate fino a quando non ripristinare il tuo conto.

Vi preghiamo di cliccare sul link qui sotto per avviare il processo di restauro.

Quando un tentativo di phishing brutale a danno delle Poste ti mette di buon umore in un brutto pomeriggio di fine estate bisognerebbe dargli un premio.

Peccato che non abbia una postepay da sacrificare per fargli prendere 2 euri.

Associated Depress.

Apprendo da Luca che Associated Press (che non linko visto che non lo merita) ha fissato un listino prezzi per coloro che vogliono utilizzare i propri contenuti.

Mi sembra giusto che chi produce contenuti riceva il giusto compenso. Ma qui si esagera!

Se vuoi citare 5 parole di un contenuto AP devi pagare la modica cifra di 12,50$.

Vorrei sapere dai signori di AP se è consentito copiare liberamente i virgolettati ovvero ciò che loro stessi citano o se al contrario parte dei loro introiti saranno versati agli autori originali di quelle frasi.

Ho un paio di suggerimenti per usare legittimamente i contenuti AP senza bisogno di pagare i balzelli, basta che le cinque parole citate non siano le medesime o nello stesso ordine.

La prima soluzione può essere quella di intercalare il testo citato con tante belle altre parole cancellate.

Esempio: Sempre poco cara mi fu siccome immobile quest’ernia strozzata al colon.

In questo caso AP non può vantare alcun diritto sulle diciture in quanto non sono riportate fedelmente ma con modifiche evidenti che cambiano il significato della frase. Se AP avesse il copiright su tutte le parole usate direi che per il linguaggio comune ne rimarrebbero ben poche.

Una seconda soluzione potrebbe essere nello scrambling dei testi. Grazie a .mau. per il link.

Esempio: Smerpe craa mi fu quset’enira al cooln.

Come dice anche .mau. questa è una soluzione usata anche molto dagli spammer per ingannare i filtri automatici che però si presenta all’utente finale in modo abbastanza leggibile proprio perché il nostro cervello tenta di interpretare rapidamente la parola scritta anziché esaminarla dettagliatamente.

Infine se il testo da citare è molto lungo si può sempre ricorrere alle righe alternate.

Come la morte e le tasse.

Come la morte e le tasse anche quest’anno sono arrivate le lettere del Registro Italiano in Internet.

Leggete bene i post linkati perché la situazione non è affatto cambiata.

Dunque leggete bene prima di firmare sapendo che la spesa per questa registrazione truffaldina (perché mettono sempre qualche errore nel modulo per invogliare a rettificarlo ed a firmare erroneamente) ammonta a 958 euro annui per un contratto valido tre anni.

Potrebbe sembrare inutile un altro avvertimento, ma visto che siamo già a diversi anni di attività di questa azienda tedesca appare evidente che coloro che cadono nel tranello e pagano sono un numero abbastanza elevato tale da consentire il pagamento dei milioni di lettere inviate e mantenere comunque un buon utile.

Sara (non rompere il) C.

Da ieri sera mi sono arrivate ormai ben oltre 20 copie di questo messaggio inviato da Sara C.

Buongiorno,

come indicatomi sono a inviarLe la lista delle soluzioni in offerta per tutto il mese di maggio.

CHRON: dalla Rilevazione Presenze del Personale alla stampa dei Rapporti INAIL
[URL]

JOB COST: dalla Gestione delle Commesse al controllo dell’avanzamento dei lavori
[URL]

EASY AZIENDA: dal magazzino alla fatturazione
[URL]

Per qualsiasi chiarimento puo` rivolgersi direttamente a me.

Cordiali Saluti,

Sara C. ([MAIL])

Ho provato anche a mandarle una mail chiedendo di smetterla, ma anche oggi pomeriggio ne sono arrivati altri, fra l’altro tutti alla medesima casella di posta da cui certamente non ho richiesto quelle informazioni.