S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Vedere cammello, pagare moneta.

Ripensando stamattina con calma al fatto di ieri mi è sorto il classico dilemma amletico sul commercio elettronico.

Il problema principale del commercio elettronico è l’assenza di contatto. La fiducia è il centro stesso di ogni operazione di e.commerce, non c’è alternativa.

Così se io telefono al venditore, gli chiedo la disponibilità di un prodotto e questi me lo assicura io acquisto fiducia in quella persona, semplicemente perché mi ha risposto al telefono e mi ha dato l’informazione cercata.

Non ridete, pensate a quante volte avete chiamato un callcenter, parlato con una persona sconosciuta per qualunque richiesta di informazioni o per sottoscrivere un contratto e non avete minimamente pensato che quelle informazioni potessero essere false.

Un po’ quando i nostri clienti sprovvisti di fax o di scanner ci comunicano il pagamento con bollettino postale telefonicamente, noi ci siamo sempre fidati e ci fideremo finché qualcuno non ci tirerà una bidonata.

Ha ragione Andrea quando dice che non è il prezzo l’unico elemento che può portare a termine la transazione, molto conta la fiducia, la gamma di prodotti, la disponibilità di descrizioni o informazioni fornite con il sito e con altri canali. Quindi spesso si sceglie l’e.commerce per avere un prodotto che in un negozio a fronte strada potrebbe essere arduo da individuare (in internet di fianco al prodotto in negozio posso avere tutti i commenti sullo stesso come aiuto nella scelta) e magari anche da avere perché non disponibile immediatamente e quindi con un doppio viaggio per ritirarlo poi all’effettiva disponibilità.

Però è vero anche il contrario, che mentre un prodotto in negozio posso toccarlo con mano e se voglio prenderlo su e portarlo a casa questo su internet non accade, torna sempre in gioco la fiducia. Anche qui Andrea dice giusto. Per questo stamattina ho parafrasato un vecchio detto ed oggi andrò con ogni probabilità ad acquistare l’ellittica in un bel negozio di articoli sportivi.

C’è però un però. Mentre si considera un problema di un negozio qualsiasi solo suo, si tende a generalizzare le colpe degli e.commercianti.

Nessuno si sognerebbe mai, dopo aver avuto una fregatura delusione da un macellaio del centro, di smettere di comprare da tutti i macellai o di non andare più in centro a fare acquisti. Perché allora tante volte, dopo essere rimasti insoddisfatti dell’operato di uno store online, si tende a dire che non si acquisterà mai più in rete?

Errare umanum est, ma come dicevo ieri è proprio nella gestione del problema che l’e.venditore può dare il meglio di sè e trasformare un (ex-)cliente arrabbiato in un cliente soddisfatto che parli bene del negozio. Ovviamente non creiamo artificiosamente problemi per poi risolverli, quelli casuali bastano e avanzano :-P

Ma se io che sono un e.commerciante della prim’ora non ci penso neppure lontanamente adesso di andare a telefonare ad un altro venditore per chiedere la disponibilità del prodotto (temendo una nuova promessa non mantenuta) che faranno i comuni utenti della rete di fronte a simili problemi?

Magari rivolgerò questa domanda durante la presentazione dei risultati (cliccate tranquillamente, non c’è il codice di identificazione per vincere il coltello trinciante, su suggerimento di Francesco. Non tanto per il coltello ma per meri fini statistici.) di Maisazi Compra a cui spero di riuscire ad andare.

Sport365.it: brutta esperienza.

Questo post vuole rappresentare solo quanto oggettivamente accaduto, non vuole essere né offensivo né rappresentare il normale modo di operare dell’azienda che non conosco.

Volevo comprare una ellittica per casa, dopo varie ricerche avevo posto la mia attenzione sulla HighPower EP 939 Ergometro che presentava caratteristiche buone ad un prezzo accessibile. La trovo da Sport365.it che hanno sede a Ravenna e non hanno spese di trasporto.

Visto che sul sito risultava ordinabile (ora invece l’hanno messa solo su prenotazione) ho pensato di telefonare, anche per avere qualche dettaglio in più. Mi viene mandata una mail con la scheda tecnica (che conferma la mia idea che possa essere adatta alle mie necessità) e mi viene detto che riceverò informazioni sulla disponibilità al più presto.

Passa qualche giorno e riscrivo, senza risposta. A volte capita.

Richiamo ed un signore mi assicura la disponibilità immediata a magazzino. Faccio immediatamente l’ordine sul sito con pagamento con carta di credito.

Ricevo mail di conferma dell’ordine e del pagamento.

Ieri mi arriva una mail da Sport365 con questo testo:

Buongiorno Stefano Scardovi,
la informiamo che l’ordine numero: 2008090318**********
è stato evaso e preparato per la spedizione.

Cordiali saluti

Sport365.it

Oggi pomeriggio una telefonata di un’operatrice del sito mi comunica che il prodotto non è disponibile e che lo sarà solo dopo il 10 ottobre. Penso che faccia riferimento alla mia richiesta di disponibilità, avendomi spedita l’ultima disponibile non ne hanno più per un mese, può capitare.

No, faceva riferimento proprio al mio ordine. Mi altero non poco, ben oltre il necessario, avvisandola che avrei scritto questo post, che volevo annullare l’ordine e che volevo lo storno dell’addebito.

L’operatrice mi chiede di inviare una mail con i dati per avere l’accredito della somma, io esigo che venga stornato l’addebito sulla carta (qualora fosse stato fatto, non ho avuto modo di verificare ancora). L’operatrice dice che non sa se sia possibile e che chiederà in amministrazione, in caso contrario provvederò io a chiedere un chargeback che per un e.commerciante è sempre un problema perché se diventano molti rischia di perdere la convenzione con la banca, Bankpass in questo caso.

Come dicevo la mia reazione è stata eccessiva, anche perché già a casa l’aspettativa per l’arrivo del corriere e del nuovo attrezzo era partita. In poche parole si è trattato di una doccia fredda mentre mi occupavo di altre cose delicate.

Ora io non glie l’ho detto al telefono, ma se loro volessero fare i brillanti ed offrirmi un prodotto di qualità non inferiore al medesimo prezzo e con pronta consegna penso proprio che accetterei.

In ogni caso ora provo a contattarli via mail per essere sicuro di quanto detto telefonicamente e che stornino correttamente l’addebito della carta. Poi magari gli faccio leggere questo post e si rendono conto che non tutto è perduto, io con qualche cliente l’ho fatto e l’ho recuperato. Perché un errore può sempre capitare, tutto sta in come lo si risolve.

Serio e importante.

La RAI continua la sua mirabolante gestione delle Olimpiadi come se fossero i giochi senza frontiere della sagra rionale. Forse speravano che con le polemiche in corso per il Tibet, per i diritti umani violati, per i Grandi della Terra con i vado/non vado.

E così hanno demolito le dirette video sulla TV analogica, sul digitale terrestre ed anche sul web.

Non contenti hanno gestito anche il blog dell’evento con un’approssimazione che ha dell’incredibile. Hanno preso un incompetente andato a Pechino per prendersi cura del sito di Rai Sport, gli hanno dato in mano l’interfaccia di amministrazione del blog senza spiegargli cosa sia un blog (non si spiegherebbe altrimenti perché chiama post i commenti) e lo hanno mandato allo sbaraglio.

Certamente in condizioni simili chiunque può avere qualche difficoltà, ma la frase:

Quindi vi saluto e mi astengo definitivamente da qualsiasi ulteriore post. So bene che anche questo sarà per alcuni ulteriore motivo di polemica, ma in tutta franchezza ho impegni più seri e importanti ad assolvere.

è perlomeno antipatica.

Ecco, io penso che Deluise sapesse già prima di partire dall’Italia quali fossero i suoi impegni seri ed importanti da assolvere, ma questo non gli ha impedito di assumere anche quello (che a quel punto diventa altrettanto serio ed importante come ogni altra sua mansione) di gestire la comunicazione tramite il blog istituzionale dell’evento.

Dichiarare che lo strumento blog non sia serio né importante perché non lo conosci è una gravissima mancanza di rispetto nei confronti degli utenti che hanno deciso di dedicare il loro tempo a commentare, a farti sapere la loro opinione (magari in modo un po’ troppo colorito) ad aiutarti a migliorare un servizio pubblico di qualità ben inferiore alle aspettative.

Il problema qui non sono le offese rivolte allo staff RAI impegnato a Pechino ma la delusione che questo staff (pagato con il mio canone) ha prodotto in tutti coloro che le olimpiadi le avrebbero volute seguire in maniera adeguata quanto l’importanza dell’evento avrebbe richiesto.

De tassare.

I nostri campioni olimpici non hanno ancora finito di gloriarsi delle loro belle medaglie che iniziano a lamentarsi delle tasse che ci dovranno pagare sopra.

Per quel che mi riguarda se proprio vogliono evitare di pagare possono anche evitare di vincere, però oggi sono magnanimo e voglio proporre una soluzione intermedia.

Anziché tassarli come premi al 50% (così dicono i vincitori olimpionici, non so cosa reciti esattamente la norma) proporrei di tassarli alla stregua di lavoro dipendente (ovviamente del CONI).

Darei anche la possibilità agli atleti di scegliere se intascarli tutti nell’anno della vittoria (pagando tutte le tasse nel medesimo anno con aliquota marginale più alta) oppure suddividerli in quattro rate uguali ed incassarle nell’anno bisestile della vittoria e nei tre anni intercalari successivi abbattendo così anche l’aliquota marginale delle tasse da versare.

Mi pare un buon compromesso, se loro dichiarano di lavorare duro per quattro anni per quel premio perché non considerare il premio stesso proprio come quattro anni di lavoro? Ovviamente anche per altre ricompense analoghe si può agire alla stessa maniera.

Perché in fin dei conti considerare che quegli stipendi (a detta degli atleti) sono pagati con le mie tasse sul mio lavoro e sugli stessi non vengano versate tasse a loro volta le tasse mi pare qualcosa di antipatico.

PersevereRAI.

So che si suol dire non c’è due senza tre, ma qui si sta esagerando di brutto.

Quello qui accanto è uno screenshot di questa pagina dal sito del televideo.

In base a quanto letto stamattina ho scritto un post con un mea culpa ritenendo di essere io in errore dal momento che mamma RAI ha una redazione sportiva che gestisce due canali due e che stasera trasmetterà in diretta l’incontro.

Non è come dicevo stamattina che il nome della squadra sia Tampere o Artmedia ma, come credevo in origine, sono due squadre distinte che si sono già scontrate e dunque questa sera la partita sarà Juventus-Artmedia mentre il Tampere andrà a giocare la coppa UEFA anziché la Champions.

Così alla fine ci ho rimediato pure una brutta figura ricredendomi su qualcosa che era giusta.

Grazie RAI, almeno ora so che non fidarsi è male, ma perseverare nella fiducia nella TV di stato che riscuote pure il canone è diabolico.

Non se la cava comunque meglio la Gazzetta che dice che la partita era ieri sera martedì 12 agosto.

Tampere o Artmedia?

Devo ammettere la mia profonderrima carenza nel calcio europeo.

Fin dal giorno dei sorteggi ero convinto che la Juventus avrebbe dovuto sfidare la vincente fra Tampere ed Artmedia che evidentemente, secondo la mia supposizione, si sarebbero affrontate a loro volta in una partita precedente.

Ed anche stamattina quando guardavo i programmi TV della serata continuavo a non capire. Se la partita della Juve è questa sera quando viene decisa la sfidante?

Solo un improvviso colpo di fulmine mi ha fatto capire che con ogni probabilità Tampere o Artmedia è il nome di un’unica squadra e che la o in mezzo non è uno xor logico.

RAI ahi.

Continuano le Olimpiadi e continuano gli strafalcioni sul sito della RAI dedicato ai giochi.

Oggi ho scoperto che cliccando nella freccia verso destra accanto ad un atleta compare la sua scheda personale. Ottima cosa di per se, soprattutto per conoscere i nostri campioni in specialità tutt’altro che note.

Se però anziché cliccare sulla freccia accanto all’atleta clicco su quella vicino alla squadra (quella di Calcio nello screenshot qui a lato) compare un simpatico

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Ecco, nulla di tanto tragico quanto il BSOD alla cerimonia inaugurale delle medesime Olimpiadi, però un po’ di debugging su un sito tanto visitato (ed avrei anche qualcosa da dire riguardo la velocità del server stesso) per un evento tutto sommato molto breve sarebbe stato auspicabile.

Magari potrei offrirmi a quelli di Tetractis (che gestiscono il sito per conto della RAI) come beta-tester/debugger. Per referenze possono chiedere a Ludo in merito alla versione attuale di BlogBabel.

Medaglia di latta.

Al di la del fatto che le colonne di larghezza tanto astrusa già la prima volta che le ho viste mi sono apparse orripilanti.

Guardate un po’ la classifica, l’Italia è terza!

Dove è finita la Cina? In ottava posizione.

Questo perché il solerte programmatore/webmaster del sito della RAI dedicato alle Olimpiadi ha ritenuto opportuno usare un campo di testo per il numero di megaglie e non un più consono campo numerico.

A questo punto l’ordinamento discendente mette le 11 medaglie d’oro dei padroni di casa sotto le 2 della Repubblica Ceca e subito prima dell’1 dell’Olanda.

Bisogna proprio dargli una medaglia. Di latta.

UPDATE delle 16.10: Ora l’ordine della graduatoria è stato corretto e la Cina è tornata prima con i suoi 13 ori.