S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

HTC Tattoo: da costoso soprammobile a smartphone

HTC Tattoo meets Android 2.3

Come qualcuno avrà già letto in “HTC Tattoo: mai più“, l’esperienza con il terminale di casa HTC non è stata certo delle migliori. Di recente il terminale è stato rispedito in assistenza (con 2 pagine di crashlog allegate) ed è tornato intonso, come spedito, e sempre bacato.

La mia ultima chiamata all’assistenza tecnica è iniziata bene: l’operatrice mi risponde “Il signor Alex non lavora più qui”. Il signor Alex era stata la persona dall’idioma quanto più simile all’italiano, e che mi aveva richiesto un video e il log del problema. Alla prospettiva di dover ricominciare a spedire il telefono in assistenza, ho abbandonato l’idea di risolvere il problema tramite loro.

Questa miniguida nasce per chi, come me, è stato preso in giro da un’azienda senza alcuna attenzione al cliente, che ha messo in commercio un terminale (più di uno in verità) di qualità mediocre senza essere in grado di offrire supporto al software che ha sviluppato al proprio interno.

Disclaimer: la procedura riportata invalida la garanzia del terminale. Inoltre non siamo responsabili di eventuali problemi derivanti dall’aggiornamento, che può causare malfunzionamenti o addirittura rendere definitivamente inutilizzabile telefono.

Ottenere i permessi di Root

Attenzione: prima di eseguire queste operazioni è necessario un backup; i dati personali (sms, email, contatti, calendari) non verranno conservati. Se avete i vostri dati sui server Google, è sufficiente una sincronizzazione completa.

Per poter modificare il software di un terminale Android, è necessario ottenere i permessi di root. Questo perché le politiche di sicurezza di un qualsiasi sistema unix-like non permettono agli utenti regolari di effettuare modifiche sostanziali al sistema.

Il modo più veloce di ottenere questi permessi è la 1Click Recovery, disponibile per chi usa Windows. Questo sistema installa anche un’immagine di recovery (Amon.Ra) la cui funzione sarà più chiara a breve.

Per chi invece non ha a disposizione una macchina Windows, può seguire i punti Rooting the HTC Tattoo e Installing the ClockworkMod Recovery della guida HTC Tattoo: Full Update Guide sul wiki di Cyanogenmod.

Già fatto? Bravissimi! Riavviate il terminale tenendo premuto Home.

Recovery, ovvero la Porta del Paradiso

Schermata della recovery "Clockwork Mod"

Potete immaginare la Recovery come una sorta di bootloader, che vi permette di effettuare una serie di operazioni sul vostro telefono. La prima e più importante è il backup.

Scorrete fino a “backup and restore” e scegliete la modalità di backup che preferite. Consiglio un full backup, almeno per la prima volta. Personalmente, utilizzando la recovery Amon.Ra (inclusa con la procedura 1Click Recovery) non sono riuscito a fare il backup da li, ma ho dovuto utilizzare adb e fare qualche capriola da linea di comando. Invece con la Clockwork Mod (presa dalla guida Cyanogenmod) è andato tutto liscio.

Fatto questo, dovete fare wipe data/factory reset e wipe cache partition. Quindi, una volta che siete pronti, scegliete “install zip from sdcard”. Il file che dovete scegliere è quello della ROM che avete deciso di installare. Se non l’avete fatto, potete montare il dispositivo come unità USB direttamente dalla recovery: basta trovare la voce di menu corretta.

The Gingerbread man comes

Le ROM funzionanti a disposizione degli utenti dell’HTC Tattoo non sono molte. Su xda-developers c’è una ROM (che stiamo usando attualmente sia io che Stefano) chiamata “nFinityGB”, basata su CyanogenMod 0.7, e quindi con Gingerbread: http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=892401

I ragazzi di Cyanogenmod inoltre stanno sviluppando il loro firmware anche per il Tattoo. Tutti i link alle build sono disponibili a questo URL: http://www.cyanogenmod.com/devices/htc-click-tattoo (se vi sentite abbastanza temerari, potete installare una nightly, o aspettare una versione più stabile nei prossimi giorni).

Un po’ di pulizia

Avviato il vostro terminale, una volta ripresi dalla meraviglia di trovarsi fra le mani un telefono accettabile, sarete un poco spiazzati dal launcher. Tranquilli, non è l’abitudine alla Sense (che passa dopo circa 2 minuti dall’accensione): è adw.launcher che fa abbastanza schifo. Correte ad installare Launcher Pro e godetevi il vostro nuovo giocattolo.

Calibrare la batteria del Desire.

Traduco questo post principalmente ad uso di promemoria.  Alcuni dicono che funziona anche su altri terminali, altri invece dicono che non funziona affatto.

I seguenti passaggi dovrebbero aumentare significativamente la vita della batteria del telefono.

  1. Collegare il telefono acceso al caricabatteria ed attendere che sia completamente carico (led verde acceso).
  2. Scollegare il telefono dal caricabatteria e spegnerlo.
  3. Riconnettere il telefono spento al caricabatteria ed aspettare fino a quando il led verde si accende.
  4. Scollegare il telefono dal caricabatteria ed accenderlo.
  5. Quando completamente avviato spegnerlo nuovamente e collegarlo al caricabatteria finché il led verde si accende un’altra volta.
  6. Scollegare il telefono, accenderlo e riprendere ad usarlo tranquillamente.

Seguire questa sequenza una sola volta. Se i problemi continuano contattare il rivenditore o l’assistenza tecnica.

HTC, Tattoo, mai più.

Questo è un guest post scritto da un nuovo acquisto del blog: Davide. Potete sottoscrivere il feed dei suoi soli post a questo indirizzo.

Premessa

Possiedo un HTC Tattoo, acquistato poco dopo l’uscita del terminale. Ai tempi era l’unico Android in commercio adatto alle mie tasche: abbastanza piccolo (2,8’’) ed economico (299€). Si aggiunga a tutto questo le ovvie aspettative di aggiornamento (Android 2.1 era già stato presentato) ed ecco pronto il device perfetto.

HTC Tattoo

HTC Tattoo

Test drive

I pregi e i difetti del device si fanno subito sentire. La sincronizzazione con i servizi Google è ai limiti del fantascientifico, il valore aggiunto da HTC Sense è notevole. Di contro il market è semivuoto (scoprirò dopo che gli sviluppatori dichiaravano le loro applicazioni non compatibili con i dispositivi QVGA), il Bluetooth non trasferisce dati e la memoria interna inizia a stare un po’ stretta.

Dopo circa 6 mesi di utilizzo la batteria inizia a durare sensibilmente meno (siamo sulle 36 ore, contro le 72 degli inizi). I tasti metallici si danneggiano e iniziano a strapparsi (sono fatti con un lamierino troncato molto sottile e gli spigoli si agganciano molto facilmente ai tessuti).

HCT Tattoo danneggiato

HTC Tattoo danneggiato

Le promesse di aggiornamento si susseguono sui vari forum, per poi essere smentite puntualmente. Arrivano alcune ROM custom basate su 2.1, tutte con un piccolo difetto: non va la radio e non va la fotocamera. Non avranno fortuna nemmeno le ROM basate su Cyanogen 6 (ad esempio, la SPQRom).

L’assistenza clienti HTC

Non sono stato ospitato qui per parlare solo del telefono. La verità è che ho avuto un’esperienza pessima, sotto molti punti di vista.

Episodio 1: la Sim fantasma

flickr/groovenite

Il primo episodio risale ad una settimana dall’acquisto. Fin da subito mi rendo conto che il telefono, durante l’avvio, emette un suono a volume molto alto. Le opzioni del volume non lo influenzano e non sembra esistere un’opzione per disabilitarlo (come invece era possibile sul mio buon Nokia 5000). Inoltre ad ogni avvio la sim Vodafone viene riconosciuta come nuova, e il telefono vuole ogni volta reimpostare le impostazioni dell’operatore. Scrivo al supporto online HTC, e ricevo risposta in circa 48 ore:

Gentilissimo cliente HTC,

Grazie per aver contattato il nostro supporto tecnico.
Il nostro obiettivo e’ offrirle un servizio di alta qualita’ e rispondere a tutte le sue domande.
Recentemente lei ci ha scritto riguardo ai problemi menzionati, La preghiamo di controllare i programmi installati dal Market che potrebbero’ fare dei guasti al software.

Prova un altra scheda SIM

Salva i dati con HTC sync & esegua hard reset

Inorridito dalla grammatica trattengo le lacrime. Provo un’altra SIM Vodafone ma il problema persiste. Con una SIM Wind (che sarebbe di li a poco diventato il mio operatore principale) tutto ok, per cui lascio perdere.

Il lettore attento avrà però notato che non ho avuto alcuna risposta per quanto riguarda il suono all’avvio; mi armo di pazienza e riformulo la domanda. La risposta arriva dopo pochi giorni:

Gentilissimo Cliente HTC,

[“customer care” copypaste blah blah], La ringraziamo per le risposta & vorrei dire che il suono in avvio e’ limite da Android.

Per la SIM , sara’ contattato appena avremo avuto la clarificazione dai nostri tecnici.

Ovviamente non ho mai avuto la clarificazione dai loro tecnici (che inizio già a sospettare non esistano affatto) & ho chiuso il ticket, lasciando un feeedback molto negativo durante il sondaggio che mi viene proposto.

Episodio 2: la vendetta della QWERTY

qwerty

flickr/ipalatin

Fast forward di alcuni mesi. Noto che spesso la tastiera touch QWERTY crasha, apparentemente senza alcun motivo. Dopo qualche tentativo e un po’ di fortuna, scopro il problema: scrivendo due lettere, cancellandone una e premendo “spazio” per accettare il suggerimento del correttore automatico, compare “null” e la tastiera crasha.

Riprovo la procedura, contattando altre persone (tra cui il gentile essepunto, che sta ospitando i miei deliri) e confermo il problema. Copio diligentemente il messaggio di errore e lo spedisco all’assistenza HTC, assieme alla procedura per riprodurre il problema.

Gentilissimo cliente HTC,
[“fried air” copypaste blah blah], La invitiamo gentilmente, ad eseguire le seguenti procedure:

- Disinstallare eventuali applicazioni di 3′ Parte
- [soft reset procedure copypaste]
- [hard reset procedure copypaste]

Se i passaggi riportati qui sopra non Le hanno risolto il problema, [scaricabarile all'assistenza telefonica copypaste]

Come era prevedibile, il reset non risolve il problema e le applicazioni cattive non avevano alcuna colpa. Faccio presente, ma non ricevo risposta per due mesi e 7 giorni. Rimando il messaggio, e in 3 giorni il gentilissimo Fred marca il ticket come close pending e risponde:

Gentile cliente HTC,
[“ormai non lo leggo neanche più” copypaste], La prego di contattare il supporto tecnico per la riparazione.

Riparazione, per un problema software. Immagino che l’amico non abbia capito e rispiego, dopo 3 settimane ricevo risposta:

Per la riparazione La preghiamo di comunicarci la Sua citta’o di contattare il support telefonico su 0236003221.

Chiudo il ticket segnalando che il problema non è stato risolto e chiamo il support telefonico. Che mi dice le stesse cose, però a voce (ma con la stessa grammatica); vi risparmio volentieri le trascrizioni. L’operatore mi da l’indirizzo del centro assistenza che si occupa del ritiro dei terminali, dal quale circa una settimana dopo il mio Tattoo prende il volo.

Episodio 3: l’attacco dei cloni

flickr/tim_norris

Fast forward di una settimana. Vengo contattato dal centro assistenza che mi comunica la disponibilità del terminale presso di loro. Come prevedibile, l’errore era ancora presente, nonostante il bollettino di accompagnamento citasse “aggiornamento sw” e “taratura”. Lascio il terminale in negozio con un A4 di spiegazioni, scritto sul posto, e scrivo all’assistenza HTC un messaggio infuocato, che termina con:

Considerando dalle vostre risposte (sempre uguali e automatiche) che non leggete o faticate a comprendere i messaggi, riporto qui di seguito il messaggio tradotto in lingua inglese.

La risposta arriva subito (24 ore):

La informiamo che il Suo terminale ancora non e’ arrivato al centro assistenza ma appena l’ingegnere lo controllera’ tutte le individuazioni dei guasti verranno effetuate per migliorare la funzionalita’ del Suo dispositivo.

Faccio presente che il terminale è già arrivato al centro, nessun ingegnere l’ha controllato e il telefono è tornato al mittente, per poi venire rispedito. L’operatrice mi risponde:

La ringraziamo per la sua pazienza, E aspettiamo la riparazione questa volta.

Nel pomeriggio mi telefona un operatore del servizio clienti per farmi il sondaggio di gradimento. L’operatore legge passo passo i punti del sondaggio (identico a quello online) a cui rispondo sistematicamente “per nulla soddisfatto”. L’operatore chiude con “va bene la ringraziamo per il disturbo”. Ottimo, oltre a non leggere i messaggi del supporto tecnico, nemmeno le telefonate vengono ascoltate.

Il giorno successivo, come per magia, il terminale rientra. IMEI nuovo, scocca e batteria vecchie: sostituita la motherboard. Versione del software, identica. Il bug, identico.

Creo quindi un nuovo ticket. Mi arriva questa volta la telefonata di un gentile tecnico HTC che mi offre il suo aiuto. Su mia richiesta prende un terminale e, a sua detta, non riesce a riprodurre il problema. Ci accordiamo per l’invio di un filmato e lui in ogni caso mi propone due soluzioni:

  1. mi installo una tastiera alternativa, oppure
  2. riproviamo a riparare l’hardware, perché non può assolutamente essere il software (cito testuale).

Ho allegato al ticket il log del crash completo (in cui si vede chiaramente che il dizionario della HTCIME si mangia una lettera per ragioni sconosciute, da qui il null e il crash). Ad oggi, nessuna risposta.

Conclusioni

flickr/guerinjeanmarc

Ad incidente non ancora concluso (ma a mente fredda, dopo quasi un anno di possesso del terminale e di interazione con il supporto) mi sento di sconsigliare caldamente HTC a chiunque volesse affacciarsi al mondo Android.

I motivi sono semplici. L’assistenza è semplicemente terrificante: gli operatori del call-center hanno una padronanza della lingua inaccettabile per poter gestire una comunicazione di tipo tecnico, e il supporto via mail viene eseguito solamente tramite copia-incolla di frasi precostruite. Questo può andare bene per risolvere problemi di routine, ma non ho riscontrato nessun tipo di escalation dei problemi ai livelli superiori in caso di difficoltà.

Inoltre, il Tattoo è stato abbandonato senza aggiornamenti (nonostante le promesse) e la mia percezione è che venga visto dall’azienda come un terminale end-of-life. 300€ di terminale, senza possibilità di aggiornamento. La stessa cosa potrebbe accadere ad un terminale oggi nuovo, che potrebbe essere abbandonato da un momento all’altro, proprio come sta succedendo con il Wildfire. Non me la sento di sconsigliare del tutto Android, ma sicuramente HTC non merita nemmeno un centesimo dei vostri soldi. Dato che hanno già avuto i miei, siamo a posto così.

Vorrà dire che mi offrirete una pizza.

Sony Ericsson Xperia X10 Mini Pro – Prova su strada

Grazie a Euronics Italia (tramite il loro account su FriendFeed) ho avuto modo di provare il piccolo Android di casa Sony Ericsson. Da considerare le seguenti premesse:

  1. Il telefono mi è stato solo prestato, alla fine della prova l’ho restituito;
  2. Questa recensione è assolutamente libera, nulla è stato concordato in precedenza né con Euronics né con Sony Ericsson;
  3. Conosco già il mondo Android usando abitualmente un Tattoo ed un tablet ed ovviamente in molti punti sarà un confronto fra prodotti.

Questo post è un riassunto giorno per giorno delle impressioni di utilizzo come terminale unico (il Tattoo è spento e chiuso in un cassetto e dentro all’X10 Mini Pro c’è la mia SIM principale).

Giorno 1 – 29 Settembre

Ben prima del previsto a metà mattina mi arriva una busta dal corriere contente il telefono, il cavo USB di alimentazione e sincronizzazione e una micro-SD da 2 GB (nessuna scatola né altro materiale). A differenza del Tattoo infatti non ha il connettore mini-USB (per cui si hanno cavi a iosa) ma il micro-USB. La batteria è completamente scarica ed il telefono rifiuta di accendersi. Collego il telefono al PC ed il led inizia a lampeggiare con molta flemma. Dopo circa un ora lo disconnetto, metto la SIM e lo accendo. Pur essendo stato usato da altri per le prove lo trovo allo stato di fabbrica, mi chiede di inserire il mio account Google e tutto procede al meglio. La tastiera estraibile lateralmente lascia un po’ perplessi, forse perché abituato alla tastiera virtuale, forse perché lasciandola aperta si perde usabilità nelle altre funzioni. Alla fine con la Slide It sul Tattoo scrivo più velocemente, soprattutto nei testi brevi. La prima impressione positiva è che in 30 secondi o poco più tutti i miei contatti sono sincronizzati e pronti all’utilizzo. Magia di Google. Lo schermo è enormemente più sensibile di quello del Tattoo su cui sono abituato a dover spingere molto (magari più consono a me) per farmi capire. Per contro i 3 tasti hardware frontali sono decisamente duri creando un discreto contrasto. Non ho trovato il modo di aggiungere più account di posta oltre a quello Gmail di base ed uno nel client interno. A me per dire ne servirebbero 4 sempre aggiornati. La prima app installata è stata ovviamente appbrain, da quello grazie alle liste per dispositivo mi sono portato dietro le app del Tattoo che mi servivano. L’interfaccia utente della Sony è enormemente personalizzata che al confronto la HTC Sense sembra nulla. Probabilmente si tratta comunque di una scelta indispensabile date le ridotti dimensioni dello schermo. Si rischierebbe di schiacciare 4 tasti alla volta se non fossero stati così sparsi. Ha però il grosso inconveniente di prevedere un solo spazio widget per pagina e neppure di dimensioni piene (nulla oltre il 4×2 moduli può essere mostrato). La lettura dei feed con Greed fornisce un’esperienza tutto sommato positiva, direi anche meglio del Tattoo. Scomoda secondo me anche la riduzione a silenzioso del telefono, ogni volta ridurre del tutto il volume ed ogni volta ripristinarlo del tutto.

Giorno 2 – 30 Settembre

La buona notizia è che la batteria del telefono ha passato la notte (senza nessun provvedimento quella del Tattoo alla mattina è morta e sepolta), la cattiva è che comunque non ci arriverei a pranzo.

L'autore visto dall'occhio della SE Xperia X10 Mini Pro

Alcune prove fotografiche indoor hanno dato risultati non esaltanti, forse anche a causa del soggetto non eccellente, forse anche a causa del dover prenderci la mano. Vedremo nei prossimi giorni se foto fatte in altre situazioni e ad altri soggetti riescono meglio. Non so per quale sadico motivo l’inserimento degli appuntamenti in agenda è quasi peggiore del Tattoo che già mi aveva lasciato enormemente perplesso. Possibile che solo a me interessi in fase di inserimento, e soprattutto di modifica, sapere di che giorno della settimana si parla? Possibile che non si possa usare un tastierino numerico per inserire una data e si debbano usare scomodissimi rulli virtuali? Una cosa che ho notato è stata la necessità più volte di ricorrere al manuale d’uso, cosa che non sono abituato a fare molto spesso per nessun prodotto.

Sony Ericsson Xperia X10 Mini Pro vs. HTC Tattoo

Vediamo un po’ il confronto fisico diretto fra X10 Mini Pro ed il Tattoo. Una foto rende più di mille parole. L’X10 Mini è proprio mini, anche al confronto del piccolo (rispetto alla media dei terminali Android) Tattoo. Anche lo schermo è leggermente più piccolo, per questo come dicevo ieri è indispensabile un’interfaccia con meno comandi per non dare ordini sbagliati. Sento molto l’assenza, sia nei tasti esterni che nella tastiera scorrevole, dei 4 tasti cursore (puoi scorrere solo verso i lati) che consentono spostamenti ridotti del cursore ad esempio in una finestra di inserimento del testo senza bisogno di arrivarci con il touch. Per non si sa quale motivo alle 10 ha smesso di dire (tramite icona batteria) che si stava ricaricando pur dicendo di essere connesso via USB e pur avendo il led arancione acceso. Ad un certo punto si è spento del tutto senza avvisare. Lasciato in carica e riavviato dopo un po’. Nessun problema dopo.

Giorno 3 – 1 Ottobre

Anche questa notte è passata con connessione operatore attiva (niente wifi ho preferito non collegarla, in effetti è più veloce nell’accesso alla rete del Tattoo), direi che l’autonomia si è dimostrata comunque migliore. Installando un Juice Defender o analogo penso che la durata complessiva migliori notevolmente consentendo con un uso normale di passare la giornata senza pensieri. Ho provato a collegarlo al vivavoce dell’auto con il bluetooth, la connessione si fa senza problemi, sincronizza rubrica (una voce per ogni numero di ogni contatto) ed elenchi chiamate ma anche questo come il Tattoo nulla a che vedere con la sincronizzazione del BlackBerry 8100 e la relativa chiamata vocale. Tutto sommato, forse perché so che non è mio e quindi non l’ho ridotto a mia immagine e somiglianza con decine di app extra installate, non mi ha preso molto come telefono. Diciamo che mi sembra più un telefono con (poche?) funzioni da palmare piuttosto che un palmare che telefona anche. La troppa personalizzazione data da Sony Ericsson, lo schermo decisamente ridotto, l’insieme insomma rendono poco versatile questo apparato che pur avendo a disposizione il market android appare più come un walled garden che può e vuole bastare a sé stesso. La mia prova finisce qui, pur avendo la possibilità di tenerlo ancora qualche giorno. Lo faccio usare un po’ a mia moglie, meno “prevenuta” non avendo esperienza di Android né di smartphone, magari come telefono evoluto è un capolavoro ed io ignorante non lo comprendo.

Giorno 4 – 2 Ottobre e seguenti

Nuovo reset allo stato di fabbrica, inserita SIM Vodafone e disabilitata la connessione 3G (per evitare di farsi pelare il credito non avendo un contratto specifico) il telefono è partito in automatico trasferendo tutti i contatti dalla SIM alla memoria interna. La cosa si è rivelata veramente pessima, perché mai il telefono deve prendersi la briga di cancellarmi i contatti dalla SIM?

Anche mia moglie ha trovato decisamente troppo sensibile il touch al punto che ad un comando un po’ troppo deciso il telefono rifiuta di rispondere, è necessario ripeterlo con un semplice sfioramento.

Se mia moglie non ha familiarità con gli smartphone ne ha comunque con i touch screen, quello del webbi in casa, del navigatore in auto, della cassa e della stampante multifunzione in negozio che richiedono tutti un tocco deciso essendo tutti di tipo resistivo piuttosto che una carezza come vuole questo capacitivo.

Complessivamente l’uso da parte di mia moglie è stato di circa 10 giorni, senza che sia migliorato molto il feeling. Probabilmente anche per lei il non sentirlo “suo” ha ridotto anche la volontà di adattamento.

Ripartenza

Alla fine con un altro factory reset, che ha cancellato definitivamente la rubrica di mia moglie anche dal telefono dopo appunto che il telefono stesso l’aveva fatto (l’ho scoperto solo rimettendo la SIM al suo posto) dalla SIM e meno male che la previdente Google se ne è fatta una copia nel cloud, ho reimpacchettato tutto e l’ho rispedito ad Euronics che ringrazio ancora per l’opportunità.

La cosa buffa è che mentre io stavo chiudendo il pacchetto per la ripartenza è arrivato mio fratello che aveva appena comprato un… Sony Ericsson Xperia X10 Mini Pro! Evidentemente pur avendolo toccato solo un paio di volte durante la mia prova ha avuto abbastanza tempo per innamorarsene.

Sullo stesso terminale suggerisco anche le recensioni di Armando e Selene e di Alex (che fra l’altro ha provato lo stesso telefono che ho avuto in mano io).

HTC Tattoo: valutazione.

Sono da qualche tempo possessore di un HTC Tattoo, uno smartphone con sistema operativo Android 1.6.

La mia scelta è caduta sul Tattoo principalmente per il prezzo, cercavo un prodotto entry level. L’alternativa al momento dell’acquisto era l’LG LinkMe scartato perché era il primo modello commercializzato da LG con Android e perché aveva la versione 1.5.

L’esterno.

Appena preso in mano da subito l’idea di un prodotto solido, del resto HTC produce smartphone da tanti anni, suo è anche il Qtek 2020 che mi accompagnava prima dell’arrivo del BlackBerry 8100.

Le dimensioni sono veramente minuscole (secondo mia moglie è troppo piccolo per me) e questo ne fa un telefono adatto a qualunque tasca, anche se evito di metterlo in quella dei jeans con le chiavi di casa.

Rimanendo all’aspetto esterno in un primo momento mi aveva allarmato il connettore USB di una strana forma, in realtà può accogliere qualunque cavo USB sia per l’alimentazione che per la sincronizzazione ed accesso alla microSD interna (in dotazione una scheda da 2 GB). L’unico altro connettore presente è il jack da 3,5 mm per le cuffie e l’auricolare (che non ho ancora provato).

Rispetto ad altri apparati del genere il Tattoo è pieno di tasti: 13 in tutto che si occupano delle varie funzioni. Non è comunque ipotizzabile l’uso senza touch visto che non c’è tastiera numerica né tantomeno alfabetica.

L’alimentatore ha l’uscita USB normale e dunque può essere molto versatile anche per altri apparati (a parte il fatto che ormai siamo tutti pieni di prese USB forse più che quelle tradizionali da parete).

L’interno.

A questo punto è giunto il momento di accendere il Tattoo ed iniziare a vedere cosa sa fare.

Lo schermo non è dei più luminosi, questo da qualche problema in pieno sole ma fa dignitosamente il suo dovere in ambienti normali. Il problema principale però è la risoluzione, una quantità enorme di programmi non è taggata per funzionare sugli schermi piccoli e questo limita di molto le possibilità di espansione e personalizzazione.

Il touch screen è un po’ rigido, i comandi bisogna farglieli capire bene. Non per forza è un male, è più difficile dare ordini erronei.

La macchina fotografica integrata è abbastanza inutile mancando di autofocus e di flash. La carenza dell’autofocus poi rende anche difficile la lettura dei QR-Code, cosa non del tutto superflua come vedremo dopo.

La risposta ai comandi non è sempre immediata. Forse io, da smanettone quale sono, ho già abbondato nel carico del processore. Del resto anche il BB Pearl soffriva spesso di questo.

La batteria non è affatto paragonabile a quella del BlackBerry 8100 che mi faceva anche 3 giorni. Certamente quella del Tattoo dura meno, ma forse è anche perché essendo nuovo il Tattoo ci gioco di più. Devo ancora provare con la connessione dati mobile e BT sempre attivi e spento WI-FI e GPS per un raffronto diretto ma dubito di poter superare le 36 ore.

Produttività.

Ho già accennato che a volte, poche ad essere sinceri, il sistema tentenna prima di rispondere. Per il resto fa dignitosamente il suo lavoro.

Il sistema operativo Android 1.6 e le applicazioni in dotazione in questa personalizzazione con HTC Sense sono però molto scoordinate, sintomo di immaturità. Ogni gruppo di sviluppatori ha risolto in maniera differente le singole situazioni che poi non sono state uniformate.

Se prendo le tre applicazioni di base, almeno per il mio utilizzo, che sono: agenda, rubrica e mail ho tre sistemi completamente disguinti nei procedimenti per ottenere lo stesso risultato.

Menu contestuale nelle mail.

Menu della rubrica.

Se vado nelle mail con una pressione lunga su un messaggio mi appare un menu contestuale con le principali funzioni, lo stesso accade in persone (la rubrica), al contrario in agenda non esiste questa possibilità. È necessario aprire l’appuntamento e poi con il tasto menu si può scegliere se modificare o cancellare l’appuntamento.

Se opto per cancellare un appuntamento mi viene richiesta conferma, se cancello una mail nessuna domanda. Se pensi che si possa dare un comando erroneo chiedimi sempre conferma, altrimenti non farlo mai.

Comandi agenda.

Se modifico un contatto e premo il tasto back il contatto viene aggiornato (senza chiedere conferma), se premo il tasto back dopo aver modificato un appuntamento le modifiche vengono cancellate (senza chiedere conferma), devo per forza di cose usare i pulsanti in fondo all’evento e quindi scorrere tutte le impostazioni, anche le meno usate.

Sono tutte situazioni in cui l’utente normale può trovarsi. Ed essendo un dispositivo mobile potrebbe essere necessario dedicare poca attenzione al telefono e molta di più a ciò che ci circonda, dunque richiedere all’utente uno sforzo aggiuntivo per far mente locale sulla procedura da seguire nella singola applicazione è male.

Impostazione data appuntamento.

Nell’agenda poi sarà pure simpatico l’inserimento della data con le rotelline modello sicura della valigia, ma non sempre ci si deve spostare di poco. Metti che ti chiami un tuo contatto che ha chiede di spostare l’appuntamento a martedì prossimo. Per poter correggere la data è necessario sapere in anticipo che numero di giorno sarà martedì prossimo perché nella finestra di inserimento non viene visualizzato. Senza considerare se si passa dalla fine di un mese all’inizio del successivo per cui bisogna riavvolgere tutti i giorni. Chi ha messo a punto questo sistema evidentemente non è abituato a tenere un’agenda elettronica.

Cronometro.

Un altro lampante esempio di immaturità organzizzativa del prodotto viene dall’orologio integrato (penso sia parte dell’interfaccia HTC Sense piuttosto che di Android) con funzionalità di cronometro e conto alla rovescia.

Conto alla rovescia.

Mentre il primo ha il display in stile digitale il secondo, all’interno del medesimo programma, si presenta nuovamente con le rotelline della valigia. Anche in questo caso si sono attuate soluzioni differenti per funzioni analoghe in contrasto l’una con l’altra.

La schermata organizzata per rimanere in contatto.

Altra cosa che mi manca, rispetto ai miei trascorsi con il BlackBerry, è una schermata unica con tutti i messaggi ricevuti insieme. Che siano SMS o mail di diversi account. Ma qui ammetto che forse sono io che non l’ho trovato. L’unica soluzione che sono riuscito ad implementare è l’uso di una delle sette schermate configurabili con tutti gli account affiancati.

Mi viene da dire che è una bella fortuna che non abbiano usato la rotellona dei vecchi telefoni SIP per la composizione del numero al posto della tastiera virtuale.

Gadget.

Ovviamente il Tattoo non fa solo queste cose, altrimenti sarei rimasto al Pearl. Ci sono tanti gadget che lo rendono migliore di quanto io l’abbia descritto fino ad ora.

Ad esempio un elemento estremamente positivo è il navigatore satellitare interno che prende la posizione in pochissimi secondi dopo l’attivazione. Questo perché si integra con la rete dati e con la bussola interna. La posizione si può ovviamente vedere sul Google Maps integrato (consiglio di aggiornarlo all’ultima versione).

L’accelerometro serve per ruotare in automatico lo schermo in base alla posizione, c’è anche il programma per la livella che useremo più per farla vedere agli amici che per appendere un quadro al muro o per mettere in piano un tavolo da biliardo.

Il browser web è dignitoso, ma non strepitoso. Volendo ci sono altri browser da affiancargli.

Il market è comodissimo per installare i programmi e soprattutto per mantenerli aggiornati. Non si può usare il market dignitosamente se non affiancandogli lo scanner di barcode e QR-Code.

Io ho già un’ampia selezione di software installato. Non sto ad elencarlo dettagliatamente qui visto che c’è una pagina costantemente aggiornata per quello.

Conclusioni.

Alla fine di questo lunghissimo (almeno per i miei standard) post non potevo che giungere a delle conclusioni.

Non posso, dopo due anni e mezzo di utilizzo, prescindere da un confronto fratto fra il Tattoo ed il BlackBerry Pearl 8100 che mi ha servito fino a qualche giorno fa con cui mi ero tanto affiatato (ma che ormai dava i primi segni di cedimento e che comunque non avrei potuto usare su rete 3 dove sono migrato ora).

E come già detto il Tattoo non regge il confronto per la maturità del software, non è stata studiata al meglio l’usabilità per un dispositivo mobile da usarsi in mobilità e questo limite si sente tutto. Sarebbe stato un bene, dal mio punto di vista, se Google avesse usato la parolina che tanto ama: Beta.

Dico di non comprarlo? No, non lo dico. È il modello più economico di Android in commercio e dunque parte dei limiti, soprattutto della macchina come schermo e fotocamera, sono ammissibili. L’alternativa per il prezzo è l’LG LinkMe (che non ho provato e dunque non posso raffrontaro anche se spero di poterlo fare a breve) che ha la tastiera estesa ma che ha Android 1.5, dunque ancora più beta del Tattoo.

Collaudo dell’HTC Tattoo.

Ho digitato questo post direttamente sulla minuscola tastiera virtuale dell’HTC Tattoo.

Devo dire che prendendoci un po’ la mano e con l’aiuto del correttore automatico integrato si ottengono dei risultati comunque discreti e sufficientemente rapidi, ben oltre la tastiera fisica del BlackBerry 8100 che mi ha accompagnato fino ad ora.