Assistenza Asus: cronaca di una brutta esperienza

Premessa

Il fratello più giovane del mio VX1 - photo: Pierre Lecourt / Blogee.net

Possiedo da qualche anno un bellissimo Asus Lamborghini giallo. Un Core 2 duo con 2 GB di RAM, un onestissimo display da 15’’ 4:3 e tanti km sulle spalle. Sarebbe più giusto dire “possedevo”, ormai. Ma andiamo con ordine.

Settembre 2011: la sorpresa

Un giorno di fine settembre il display mi abbandona, senza preavviso. Dopo i primi momenti di panico ricordo di aver acquistato la garanzia estesa da Mediaworld, e scopro con piacere di essere nei tempi giusti, ad appena qualche giorno dalla fine del quarto anno. Avvio quindi la procedura di RMA con Asus, vengo messo in contatto con un centro autorizzato (sono un paio in Italia) e preparo come da indicazioni il pacco per il corriere.

Ottobre 2011: le stranezze

Dopo qualche giorno ricevo il preventivo, attorno ai 300€, per la sostituzione di display e inverter. Accetto, consapevole che la garanzia estesa mi avrebbe rimborsato circa l’80% della cifra.

E qui iniziano le prime stranezze: devo scegliere la modalità di pagamento. La procedura prevede la possibilità di pagamento online con carta di credito, ma il sistema non funziona, così come il sistema di tracciamento online dello stato della riparazione. Telefonicamente, il centro assistenza mi comunica che il sistema era in aggiornamento (a gennaio 2012 verificherò in realtà che l’aggiornamento non era mai avvenuto) e che inoltre non avrei potuto pagare con bonifico, ma solo in contrassegno.

Accetto e comunico un indirizzo di spedizione diverso da quello di fatturazione, indicando una persona di fiducia. Questa possibilità mi viene negata:

Gentile centro,
non è possibile eseguire quanto sotto,
Unico campo:
ci comunichi esatto indirizzo di consegna, la fattura riporterà tali dati, il sistema non accetta dati controversi.

Concordo quindi una modifica dell’intestazione fattura a posteriori per potermi rivalere della garanzia Mediaworld a mio nome.

Novembre 2011: l’attesa

A intervalli regolari contatto il centro assistenza che ha in carico il mio PC, ricevendo in risposta che stanno attendendo il pezzo da Asus, e che non hanno tempistiche. Dopo la quarta email vengo invitato a contattare Asus. Che mi risponde che non è in grado di fornirmi le tempistiche.

Dicembre 2011: lo rivuoi?

A inizio dicembre 2011 riscrivo abbastanza irritato, chiedendo le tempistiche. La risposta, non firmata (come tutte le comunicazioni con Asus Italia), mi propone reso non riparato. Ad ogni mia richiesta di chiarimento mi viene copiaincollata la stessa parte di email:

Gentile cliente,
la sua pratica è ancora in attesa delle parti di ricambio e non abbiamo una tempistica da poterle fornire, se lo desidera possiamo rendere il prodotto con una dichiarazione di non reperibilità delle parti.

Rifiuto il reso non riparato, chiedendo part number del componente e  chiedendo che la mia richiesta venga escalata ad un responsabile.

Gennaio 2012: le bugie

Passano le vacanze di Natale, arriva il 2012. A meta gennaio ricevo una mail dal centro assistenza che mi comunica un tracking number DHL, senza altre comunicazioni. Qualche giorno dopo ricevo il PC senza corrispondere nulla al corriere, chiaramente non riparato.

All’interno una bolla che cita “reso per preventivo rifiutato”.

Contatto subito il centro assistenza sottolineando che hanno dichiarato il falso e che la gestione dell’RMA non è stata assolutamente trasparente.

Buongiorno
per questa ed altre informazioni è necessario contattare l’help line Asus all’ 199.400.089
Cordiali Saluti

Febbraio 2012: i questionari

Vari impegni mi fanno dimenticare la faccenda, finché un giorno non ricevo un questionario sulla soddisfazione dal servizio clienti Asus, che valuto in maniera estremamente negativa. Dopo qualche giorno un operatore mi contatta telefonicamente per avere informazioni sul questionario, e per chiedermi delucidazioni sulla mia soddisfazione indipendentemente dal servizio di riparazione. Fatico un po’ a capire, spiego la situazione e l’operatore mi dice che riporterà la cosa nella sua relazione. Boh.

Qualche giorno dopo ricevo un altro questionario. Non mi trattengo più, e sfodero una delle migliori supercàzzole che abbia mai prodotto.

Spero vi piaccia.

Sono stato contattato da un vs. operatore in merito ad un feedback negativo su questo questionario; se questo questionario è un questionario relativo al contatto telefonico relativo al feedback negativo sul questionario precedente, vi prego di non chiamarmi di nuovo per un sondaggio relativo a questo questionario negativo, in quanto peggiorate solamente la mia percezione del vostro servizio clienti; vi prego di contattarmi solamente in caso di sviluppi relativi all’RMA XXXXXX riguardo la quale ho espresso il mio parere estremamente negativo nel sondaggio precedente (non in questo sondaggio). Grazie, saluti, a presto.

Conclusioni, ringraziamenti, riconoscimenti

Non acquisterò mai più Asus. Sono convinto che facciano dei buoni prodotti, ma fare un buon prodotto non è tutto. Quello che è mancato è la chiarezza nel dire subito che la parte non era reperibile per permettermi di organizzarmi diversamente con l’acquisto di un nuovo portatile, e l’onestà nell’avvisarmi della spedizione del reso non riparato. La dichiarazione falsa sulla bolla di accompagnamento è stato un gesto ancora più elegante.

p.s. questo post, il suo autore e il suo editore non sono affiliati in alcun modo con Asus o con il Centro Assistenza autorizzato.

Il buio in fondo al tunnel | Il Post

Pur con le cautele che il rigore scientifico impone di fronte a scoperte ed esperimenti che hanno bisogno di attente verifiche, il ministero e il governo non possono non constatare che laddove sono stati mantenuti investimenti sufficienti a consentire qualificate ricerche scientifiche, queste ricerche danno dei frutti e approfondiscono la comprensione del mondo e di ciò che è ancora oscuro, rendono lustro al lavoro delle istituzioni scientifiche italiane, e pongono le basi per il rinnovamento della crescita economica e scientifica nazionale.

Il ministero e il governo non possono che esserne fieri e trarne il giusto insegnamento per il futuro e per le valutazioni sugli investimenti necessari al nostro paese, che solo dalla solidità della sua scuola, università e ricerca scientifica potrà trarre i mezzi per tornare a essere competitivo culturalmente, scientificamente ed economicamente con il resto del mondo, come merita.

via Il buio in fondo al tunnel | Il Post.

Se mai un governo facesse un comunicato del genere non sarebbe in Italia.

Gettare la rete in rete*.

bxvi

Confesso di essere in notevole ritardo nella lettura del messaggio del Papa per la XLV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

Tanti altri ne hanno già parlato, generalmente più che bene anche fra i detrattori del Papa e della Chiesa, ma solo oggi sono riuscito a leggerne il testo integrale.

Visto la brevità e la chiarezza che racchiude al suo interno, vista la condivisibilità anche da parte dei non cattolici invito tutti a leggerlo.

Da parte mia volevo scriverne un commento, poi ho pensato che fosse già bello così.

Poi volevo ricopiare qui le parti più meritevoli, ma non sapevo quali tagliare.

Alla fine volevo copiarlo tutto ed evidenziare le parti più degne, ma avrei evidenziato tutto. Ed avrei pure violato il copyright.

Dunque il link è in alto, se volete leggete.

* Da tempo immemorabile mi piacerebbe organizzare un barcamp con questo titolo (e l’ovvio argomento), se qualcuno vuole collaborare ci possiamo provare.

Tron: Legacy, un 3D molto piatto.

Ci ho messo un buon mese per elaborare il lutto, non per la morte di Flynn (padre) e neppure per quella di Tron.

[Disclaimer: visto che ormai chi voleva vederlo l’ha visto e chi non voleva vederlo non lo vedrà grazie alla mia recensione, questo post potrà contenere descrizioni di parti del film che potrebbero rovinare la sorpresa a chi andasse in sala in seguito]

Tron-Legacy-Billboard-USA-04Premetto che attorno al secondo racconto della saga Tron avevo costruito molte aspettative, visto che l’originale rimane per me uno dei più bei ricordi di gioventù. Al suo tempo era un film veramente avveniristico, girato con tecnologie più che all’avanguardia.

Era un film costruito nell’universo informatico, non poteva essere spostato altrove.

Ero così fremente che ho pensato che fosse il primo film a meritare la visione in 3D da parte mia.

Ebbene Tron: Legacy è un qualunque film con una trama che preveda un universo parallelo (non necessariamente informatico) e la realizzazione parziale in 3D (buona comunque l’idea del gioco fra 2D nel mondo reale e 3D in quello virtuale ma allora potevano far pagare come un 2,5D) lascia abbastanza a desiderare. Nelle immagini completamente digitali il 3D c’è e si apprezza, in quelle dall’alto pare di poter dare uno scappellotto a chi passa. Nelle immagini frontali con gli attori invece pare di vedere un bel libro pop up con i personaggi piatti su piani differenti.

Nulla da eccepire invece sui mezzi di trasporto: la costruzione delle moto con tutti gli organi meccanici in movimento in 3D vero è spettacolare ma un film non si regge su un solo effetto speciale.

Il film scorre via nell’attesa dell’inizio, perché l’elemento definitivo non arriva mai. Di un’ovvietà scontata passata ad attingere a piene mani da una miriade di altri capolavori (più o meno) senza evidenziare la citazione. Perché se in L’apprendista stregone il cattivo copia pedissequamente la mossa di Obi Wan Kenobi all’inizio di Episodio IV e il suo assistente aggiunge: “Non sono i droidi che state cercando”, la citazione è lapalissiana e strappa anche un sorriso. Se invece qui si prende su, come dice anche Attivissimo, da una miriade di film (e manca, se non altro, la citazione di Top Gun)

Non mi è piaciuto (aggiungere elenco delle cose che non sono piaciute).

Sì, non mi è piaciuto.

E la cosa più grave è che manca il personaggio essenziale: Bit!

Pareri neutrali.

Parlavo su FriendFeed del nuovo tablet (decisamente interessante sulla carta) Adam che verrà commercializzato a breve in tutto il mondo ad un prezzo unico. Il modello di punta (con 3G, wi-fi e schermo transflective, transflettivo in italiano) costerà 550 dollari (circa 420 € al cambio odierno).

Tutto sommato per quel che promette è un prezzo assolutamente interessante, mooolto interessante!

Ma quante volte abbiamo sentito promesse poi non mantenute nei fatti? Quanti di voi conoscono la Notion Ink, l’azienda che produce questa meraviglia?

Si tratterebbe di un acquisto al buio. Io l’ho fatto per il mio tablet, ma quello costava comunque 1/3 di questa cifra e comunque avevo sul fornitore una garanzia da chi aveva già comprato da loro.

Tutto questo ampio preambolo per venire al testo del mio commento in cui dicevo

Facciamo una collettona, io lo compro e lo provo. Se mi ci trovo bene che ne valga la pena ne scrivo e a tutti coloro che lo comprano rimborso la loro parte. Se è una ciofeca lo scrivo, lo vendiamo su ebay e diamo il ricavato in beneficenza.

Ampliando un po’ la battuta viene fuori secondo me un concetto condivisibile (del resto non l’avrei detto se non fossi stato d’accordo con me :-P).

Il prodotto costa 420 €. In 21 tiriamo fuori 20 € a testa. Se manca qualcuno aumento la mia quota, del resto il collaudatore sono io.

Ordino il prodotto e lo provo.

Alla fine della prova (dove anche i finanziatori possono partecipare con domande di test specifici ma anche collaudare fisicamente il prodotto se geograficamente conveniente) redigo una serie di post con le opinioni in merito.

Se il prodotto è giudicato positivamente e suggerisco l’acquisto allora rimborserò a coloro che effettivamente compreranno la loro quota (e ringrazierò gli altri).

Se invece ritengo il prodotto non meritevole e ne sconsiglierò l’acquisto allora il prodotto stesso verrà messo in vendita su eBay e tutto il ricavato andrà in beneficenza.

Cosa comporta tutto questo?

Che a me non conviene fare una falsa recensione positiva perché poi devo rimborsare chi compra né mi conviene fare una falsa recensione negativa perché ci perdo il prodotto. Questo sistema dovrebbe essere una buona garanzia di obiettività nella recensione.

Perché per contro potrebbe essere sensato partecipare a questa operazione? Perché se il prodotto è valido non sborsate un € in più del dovuto (visto che i 20 € anticipati vi vengono rimborsati) quando acquistate. Se al contrario non è valido anziché 420 € ne avrete buttati solo 20 e per di più in parte andranno in beneficenza.

Cosa vi sembra come idea in generale (ad di la del tablet Adam)? Chi si finanzierebbe il mio esperimento? Quali altri prodotti vorreste veder provati (o provare direttamente) con questa modalità?

Come posizionarsi sui motori di ricerca.

Visto che l’incontro organizzato da RBC sul posizionamento tramite SEO si è tenuto il 7 aprile scorso e che giunto a casa dopo la cena con Sean Carlos e gli altri compari sono caduto in un vortice spaziotemporale che mi ha portato fino ad oggi senza scrivere una riga vi lascio direttamente alle slide dal titolo: La visibilità in Google: perché preoccuparsene (e cosa si dovrebbe fare)?

Finito questo eccovi qualche foto scattata dal sottoscritto in quella occasione:

La vita comincia a 1080p.

Grazie al blog di LG ho avuto la possibilità di provare (essì, l’hanno voluto indietro) il loro nuovissimo hard disk multimediale HXF2 (dovrebbe comparire fra i prodotti in questa pagina ma c’è solo il suo predecessore XF1 del quale ricalca forma e capacità e prezzo).

Sia chiaro che non ho percepito alcun compenso, se non il piacere di provare un nuovo prodotto in famiglia, per questo post (come dico quando li prendo dico anche quando non li prendo ma potrebbe sorgere il dubbio).

Partiamo allora con le varie impressioni avute, tenendo in considerazione che l’HXF2 non rientra nei canoni di casa mia per cui cerco un mediacenter completo di tante funzioni piuttosto che un hard disk multimediale.

Confezione

La confezione dell’HXF2 è assolutamente completa, non ci servirà nulla in più di ciò che c’è dentro la scatola per metterlo all’opera.

Oltre allo scatolotto c’è un cavetto USB (che non ho usato visto che è standard e quindi in casa se ne hanno già a decine). Già questo assolve alla parte harddisk portatile. Ovvero portarsi appresso tutti i file che ci servono altrove o che vogliamo vedere/ascoltare come mediaplayer: 500 GB sono una bella quantità.

Appunto per poter collegarci al TV abbiamo l’alimentatore (che come di consueto non serve quando si usa solo come disco attaccato al PC), il cavo video analogico con connettori RCA, l’adattatore RCA-SCART ed anche il cavo HDMI (cosa non consueta) ed ovviamente il telecomando. Come dicevo sopra non serve assolutamente altro.

Dentro la confezione c’erano anche un CD da 8 cm che non so cosa contenga dal momento che tutto ha funzionato perfettamente anche senza ed un opuscoletto di istruzioni anch’esso rimasto dentro la scatola perché il sistema è di una semplicità estrema, forse anche troppo.

Hard Disk

Come hard disk nulla da eccepire, il trasferimento dei file anche di ampie dimensioni mi è sembrata molto veloce rispetto ad altri dischi utilizzati di recente. Non ho fatto altre prove specifiche né ho aperto lo scatolotto per sapere marca e caratteristiche del disco.

Dubito però che ci siano persone che lo acquisteranno per usarlo solo come disco, se ne trovano a meno della metà del prezzo (che vi rivelerò alla fine).

Stazione multimediale portatile

Il meglio di sé l’HXF2 lo da ovviamente come mediacenter grazie all’uscita HDMI fullHD 1080p che è il massimo oggi disponibile.

Le prove sono state fatte collegando con il cavo HDMI l’harddisk alla TV 42″ anch’essa fullHD che ho in casa. Non ho fatto le prove con vecchia TV e SCART per eccessiva scomodità, l’ha fatta però Felter che era uno degli altri collaudatori.

Per capire la differenza nella qualità dell’immagine basta prendere un cartone animato recente. Avendo molti bambini in casa è ovvio che se ne guardino in quantità industriale.

La scelta per questo test è caduto su tre cartoni animati dei quali non vi dirò il titolo: il primo con una serie di animali preistorici che si sono trovati sotto al ghiaccio in un mondo pieno di dinosauri, il secondo è la storia di un topo che diventa un cuoco famoso mentre il terzo ha come protagonista un’auto da corsa rossa.

Perché penso che i cartoni siano meglio dei film per capire la qualità dei dettagli? Semplicemente perché un disegno è più spigoloso, meno fluido di un’immagine ripresa dalla telecamera. Almeno IMHO.

Ebbene vedere i dettagli della pelliccia di un mammut potendo contare i singoli peli o i riflessi perfettamente dettagliati sul cofano brillante dell’auto da corsa è una bella impressione.

Ovviamente ho fatto le prove anche con dei film, il primo è di un agente segreto interpretato da un attore che si chiama Crociera nella sua terza interpretazione del ruolo. Anche qui nulla da eccepire sulla qualità delle immagini fin nei minimi particolari, merita molto anche la fluidità della riproduzione, mai nessuno scatto o l’impressione che si sia perso qualcosa per strada.

Il secondo è stato in realtà il primo di una lunga serie di film sulle navi spaziali dove però non c’erano cavalieri di alcun genere. Al contrario c’era una sonda spaziale terrestre di ritorno, ma questa è un’altra storia. In questo caso ovviamente l’età dell’originale si percepisce tutta ed è evidente che i dettagli mancanti non si possono creare ex-novo. Però ho scoperto una funzione che non avevo mai visto in altri prodotti (magari è solo ignoranza mia): nell’avanzamento veloce 2x, non oltre, continua anche la riproduzione del suono e nelle scene interminabili di spostamenti dentro la sovrastruttura della sonda era comodo per passare da un dialogo all’altro.

Il terzo narra di corse automobilistiche in Giappone che però non ho seguito bene anche per una trama inesistente, diciamo che se il film non è granché anche a 1080p non risolvi la situazione.

Al contrario se il film merita ma si trova su un file inadeguato (fino ad ora parlavo comunque di MKV da 5 a 15 GB) in ogni caso viene reso al meglio.

È il caso dell’ultimo film visto, un file AVI da 700 MB frutto del trasferimento probabilmente da una videocassetta. Considerando che il file aveva le proporzioni di 4:3 mentre il filmato sopra era 21:9 capitava di vederlo in un modesto riquadro al centro dello schermo. In questo caso mi è venuto in aiuto lo zoom che ha ridotto le bande vuote sopra e sotto e consentito al mediaplayer di ampliare lateralmente fino ai bordi. Lo stesso film di astronavi che si ritrovano vicino ad un monte negli Stati Uniti l’avevo visto sul mediacenter attuale tramite la connessione Component 720p ma c’erano diverse scene, magari un po’ buie, in cui gli artifizi della compressione disturbavano assurdamente la vista. Ebbene questi artifizi tanto evidenti nella prova fatta con HXF2 sono stati notevolmente affievoliti.

Non fa comunque i miracoli, un file preso da youtube con risoluzione standard è rimasto a quadrettoni anche se riprodotto comunque meglio rispetto alla connessione diretta della chiavetta alla porta USB della TV.

Conclusioni

È giunto il momento di rivelarvi il prezzo, indicativamente 169,00 Euro. Dico subito che non è a buon mercato, ci sono prodotti analoghi a prezzi inferiori. Questo certamente è di una qualità molto elevata. Per dire, sotto c’è una ventolina di raffreddamento (perché sopra i pop-corn ci si riuscirebbero a fare facilmente visto quanto scalda) ma non si sente neppure come lontano ronzio.

Altro fattore importante è la possibilità di riprodurre la maggioranza (o la totalità) dei formati attualmente disponibili compreso, come dicevo, l’MKV che è il più diffuso ora sull’alta definizione e c’è da ritenere che LG rilascerà firmware aggionati perché l’investimento non perda valore. Non so se sarà compatibile anche con i film 3D prossimi venturi che io eviterò come la peste, almeno a casa mi piace parlare con chi mi circonda durante un film, l’hardware ha già una buona potenza di calcolo per gestire il 1080p ma dubito basti anche per il 3D.

Lo sfruttamento migliore per questo apparecchio è portarsi in giro i video. Penso ad esempio ad una serata a casa di amici, si arriva, si collegano due cavi (alimentazione ed uno fra HDMI o SCART a seconda degli ingressi del TV) e tramite un’interfaccia così semplice, al limite del minimalista, che potrebbe usarla senza difficoltà anche mia madre si parte. Un altro ambito è quello che diveva anche Felter delle fiere, però manca la possibilità di assicurare l’apparecchio e quindi il rischio che vada a ruba è concreto.

Sì può usare comunque anche semifisso, ad esempio io avevo messo in posizione fissa i cavi di alimentazione ed HDMI (perché malgrado il tempo breve della prova volevo evitare che potessero essere tirati accidentalmente da uno dei piccoli), basta staccare due connettori per portarsi via lo scatolotto per collegarlo al PC e caricare i file necessari.

Io non lo comprerei, perché appunto non mi capita spesso di andare a casa di amici, non tutti possono accogliere una famiglia di 11 persone, preferisco invitarli da me. Dal mio prossimo mediacenter vorrei poi molte funzioni che ovviamente non sono stata inserire in questo prodotto perché lo scopo era differente, ma certamente vorrei un mediacenter della stessa qualità di questo hard disk multimediale HXF2 di LG.

Ecco i recensori di LG XF-2 | Il blog di LG

Dopo la vostra partecipazione massiccia, annunciamo i nomi dei recensori che nei prossimi giorni riceveranno un hard disk multimediale LG XF-2 da recensire in anteprima:

Felter

Essepunto

Blaster

Luca

via Ecco i recensori di LG XF-2 | Il blog di LG.

Sono in lista, inizio a preparare la lista delle prove da fargli superare.

La mia definizione di geek e nerd.

Su FriendFeed ultimamente si è molto discusso fra la differenza fra geek e nerd. Se non avete mai sentito questi termini probabilmente non appartenete a nessuna delle due categorie e la vostra lettura può essere interrotta qui.

Se state ancora leggendo allora forse siete disponibili ad ascoltare le mie elucubrazioni notturne.

The Long Tail, as in use by the book of Chris ...
Image via Wikipedia

Secondo la mia visione notturna la definizione può essere strettamente collegata alla coda lunga, la famosa long-tail.

Usando il grafico tradizionale qui a lato lo si può suddividere sostanzialmente in 4 parti.

La prima parte sono le persone normali, quelle che non hanno grossi problemi perché rimangono alla superficie di tutto. Se fossero un obiettivo fotografico sarebbero un 28 mm f/2.8. Al cinema sceglie una commedia qualunque.

La seconda parte sono gli utenti evoluti, quelli che comunque si fanno alcune domande in più pur mantenendo una visione abbastanza globale. Sempre con l’esempio dell’obiettivo arriviamo ad un 50 mm f/4. Al cinema sceglie il film impegnato per darsi l’aria di uno che capisce.

Poi arrivano le categorie oggetto della mia dissertazione. Il terzo gruppo infatti è quello dei geek persone che sono affascinate da un numero ridotto di elementi ma per i quali sanno tutto, non per questo sono estranei dal mondo. Sarebbero come un obiettivo 300 mm f/5.6. Al cinema sceglie solo film di fantascienza e fantasy perché tutto il resto è banalmente ovvio.

Ed infine i nerd. Non si può discutere con un nerd su nessun argomento. Perché se è il suo tema non c’è nulla da fare, lui saprà ben più di tutto lo scibile umano sul medesimo ma appena si cambia argomento cadrà dalle nuvole, con ogni probabilità non saprà neppure il nome del Presidente, di qualunque presidente su questo pianeta. Corrisponde ad un 500 mm f/8. Al cinema non ci va, guarda solo Star Trek in lingua originale scaricato da bittorrent in HD sul suo impianto home cinema autocostruito ma è abbastanza scettico sull’ultimo uscito perché conoscendo a memoria ogni particolare costruttivo dell’Enterprise ed ogni membro dell’equipaggio più della propria madre si sente in diritto di contestare le scelte del nuovo regista che ne sa, ovviamente, meno di lui. Infatti sempre più spesso sui set cinematografici compaiono nerd ad aiutare sceneggiatori e registi.