S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Connessione mobile prossima ventura.

IMG_0228Qualche giorno fa ero a Milano per altri motivi (approfondimento sull’e.commerce presto su questo blog) e sono stato invitato da TIM (per il tramite di Hagakure) a scoprire la rete mobile prossima (veramente prossima, fine anno corrente per i primi fortunati e rapidamente per molti altri) ventura. La rete basata sul protocollo LTE o 4G (quarta generazione) che TIM chiama Ultra Internet Mobile assieme alla connessione a 42Mbps HSPA (che potremmo chiamare 3¾G?).

Sebbene i nostri (eravamo una dozzina di blogger invitati più alcuni altri infiltrati) interlocutori abbiano tenuto a precisare che non si trattava di una soluzione dimostrativa ma di qualcosa di attivo a tutti gli effetti, c’è da tenere in considerazione che l’unica chiavetta LTE presente nel raggio di azione della stazione radio base era quella da cui facevamo la dimostrazione e la cosa non è indifferente come vedremo più avanti.

L’aspetto tecnologico

Partiamo dall’aspetto tecnologico, che è quello che certamente è più stupefacente la rete LTE nasce per raggiungere i 100 Mbps in download ed i 50 in upload (con un rapporto DL/UL di 2:1 mai visto in precedenza) su singola connessione e le prove di ieri lo hanno dimostrato ampiamente.

2012-04-17 17.35.39I 100 Mbps sono ovviamente condivisi, con 10 utenti che usano la banda al massimo in contemporanea ognuno potrebbe avere 10 Mbps, se però consideriamo che a breve (per i tempi di liberazione delle frequenze c’è qualche dettaglio nella voce Wikipedia linkata sopra) molte zone saranno coperte su 3 frequenze allora la velocità massima da condividere in quella zona sarà di 300 Mbps (no, se siete da soli in quella zona continuerete ad andare al massimo a 100 :-P ).

2012-04-17 17.49.46Ma non è finita qui, come potete vedere dalla foto del buon vecchio Speedtest.net che all’aumentare della velocità di connessione mostra i colli di bottiglia sul server e non sul client, LTE ha una latenza veramente bassa può andare bene anche per i giocatori incalliti.

Per fare un paragone nello stesso momento ho lanciato lo speedtest dal mio SGS che vedete qui a destra, decisamente un cambio di paradigma in tutti e tre i parametri essenziali della connessione.

Ironia della sorte: ero in un negozio TIM, con un telefono con SIM 3 e guardate nell’immagine su quale server ha fatto le prove :-P

La copertura iniziale che prevede le 25 città principali (non ho capito come sono state definite queste località, per dire coprono Cuneo e non Cagliari) vede una fortissima concentrazione nel nord Italia e con 11 regioni completamente scoperte, questo vale sia per HSPA a 42 Mbps che LTE. A rallentare, almeno in parte, la diffusione delle nuove tecnologie sarà la realizzazione dell’infrastruttura, perché se la parte “mobile” delle stazioni radio base è di facile aggiornamento è la parte di backhauling che verrà cablata completamente in fibra.

La rete LTE, come accennato prima, può operare in contemporanea su più frequenze accorpando la banda disponibile. In Italia le frequenze destinate all’LTE ed assegnate mediante asta a settembre 2011 sono ad 800 MHz, a 1800 MHz ed infine a 2600 MHz. Le più appetibili sono quelle più basse per il semplice fatto che un’unica stazione radio base può coprire un’area molto più vasta (a 2600 MHz difficilmente si potrà superare il km di raggio e quindi sarà più adatta a supporto in aree ad alto traffico, penso ad esempio in prossimità di padiglioni fieristici), quindi con un numero maggiore di frequenze aumenta la banda e di conseguenza anche con un alto numero di utenti non dovrebbe collassare la rete che ha anche la possibilità di scalare la banda, pochi utenti = tanta banda (20 MHz), tanti utenti = poca banda (1,4 MHz) mentre l’attuale HSPA ha una banda fissa per utente.

L’aspetto commerciale

Tutto bello, ma quanto costa questa meraviglia? E soprattutto i valori teorici della rete saranno rispecchiati nel contratto?

Nello specifico dell’LTE non ci sono ancora dettagli delle offerte commerciali prossime venture mentre ci sono per la connessione a 42 Mbps che dovrebbero essere non molto diverse da quelle successive.

TIM da ora suddividerà le connessioni in due categorie principali: Internet Mobile (velocità fino a 14,4 con limitazioni) ed Ultra Internet Mobile (velocità 42,2 / 100 senza filtri).

Prendiamo un pacchetto annuale con modem e traffico incluso: nel primo caso con un esborso unico di 219 € valido per un anno avremo un limite mensile di 10 GB sforato il quale non si avranno comunque tariffe extra soglia né chiusura della connessione ma una strozzatura alla velocità di 64 kbps con qualche limitazione (ad esempio è bloccato il VoIP); nel secondo caso a 299 € avremo un modem 42,2 con 15 GB di traffico (sempre con strozzatura al supero soglia) con VoIP abilitato e Priority di Rete (ovvero i vostri pacchetti passano prima degli altri).

Ho presentato le offerte con modem perché ormai tutti i nostri dispositivi sono comunque connessi alla rete 2/2.5/3G, a questo punto meglio uno scatolotto che fornisca in contemporanea connettività veloce fino a 10 dispositivi contemporanei.

Conclusioni

In conclusione, se davvero siete arrivati fin qui a leggere le mie note, posso dire che al momento è tutto luccicante, la prova del fuoco però deve ancora venire. Se le velocità commerciali (quelle effettive per i clienti in condizioni di normale utilizzo) potranno attestarsi su 15-20 Mbps sarà comunque un ottimo passo avanti, anche meglio della maggior parte delle ADSL oggi in circolazione. La differenza la farà la copertura e la disponibilità di reti comunque in grado di garantire il minimo sostentamento.

Dove vado al mare io (un posto che non fa parte della movida ma comunque con un porto turistico) ad esempio non c’è alcuna copertura 3 per il mio GalaxyS (ed in roaming su TIM non è proponibile fare traffico dati) e Vodafone per il mio iPad copre solo in GPRS, spero con il modem TIM di potermi creare una rete Wi-Fi con velocità decenti per i miei dispositivi, velocità che mi consentano di lavorare in remoto o di leggermi il giornale ad una velocità tale che quando mi arriva il file non sia già effimero (e magari qualche volta pure di vedere un TG).

Ecco, in tutta onesta auspico che l’aumento della banda disponibile serva per darne a tutti (ci è stato detto che nelle licenze LTE c’è anche l’obbligo di portare la rete a molte località che ancora non hanno ADSL), ovunque, una quantità sufficiente e costante, non mi interessa ancora l’ipotesi che tutti possano guardare in streaming filmati in FullHD (che poi usare LTE per vedere i Puffi dovrebbe essere vietato :-P ). Vedremo prossimamente cosa accadrà.

Ed un’altra cosa, mi piacerebbe se gli operatori riconoscessero gli errori evidenti nelle fatture. Che non servisse la raccomandata per poi sperare di mettere a posto tutto, non mi trovavo mica male con TIM a quei tempi, però l’addebito di traffico che non potevo aver fatto e la risposta piccata del call center che mi chiedeva una raccomandata per segnalare l’errore mi ha fatto propendere per scappare verso altri lidi. Cari operatori, fate meno offerte straordinarie all’ingresso ma trattate correttamente e fedelmente i vostri clienti acquisiti.

Disclaimer

Come ho detto in principio ho scritto questo post perché sono stato invitato da TIM alla presentazione di questa nuova tecnologia, non sono stato pagato per scriverne ed anche il viaggio è stato fatto a mie spese, non c’erano tramezzini offerti. Alla fine dell’incontro abbiamo scoperto che ci avrebbero consegnato un modem 42,2 come quello indicato nell’offerta presentata qui sopra, senza obbligo di parlarne. Certamente scriverò ancora, nel bene e nel male, la mia esperienza con questo prodotto, in tutta onestà come sempre ho fatto. Anche perché, seguitemi nel ragionamento, se fosse una ciofeca il suo valore ai miei occhi calerebbe assai, perché allora parlare bene in cambio di qualcosa che vale poco?

Tablet Android: Olivetti OliPad 100.

Il sottoscritto accanto a Marco Zamperini ed Elena Franco.

Giovedì scorso ho avuto l’opportunità esclusiva (onestamente pensavo saremmo stati molti di più rispetto alla quindicina di presenti in tutto ad ascoltare la presentazione di Riccardo Jelmini e Monica Gallinardi) di partecipare nella sede di Telecom Italia alla presentazione dell’Olivetti OliPad 100, il primo tablet nato nella casa della grande O di Ivrea.

Mi è stato chiesto se non fosse da pazzi presentare l’OliPad il giorno prima dell’uscita dell’iPad 2. No, nella misura in cui il mercato è in forte crescita e sostanzialmente non si scontrano come segmento a cui si rivolgono, la differenza stessa di prezzo lo dimostra. OliPad 100 esce a 399 Euro di prezzo consigliato ma è possibile averlo anche con diverse formule in abbinamento all’ADSL Alice o ad un abbonamento TIM. Olivetti in ogni caso è cosciente di non poter competere frontalmente con Apple e dunque non se ne preoccupa oltremodo.

La scatola

Sopra iPad, sotto OliPad (Foto: Elena Franco) Clicca sulla miniatura per vedere la foto grande.

Per quanto riguarda l’aspetto fisico, non sono assolutamente d’accordo con chi dice che assomiglia troppo ad un iPad. Ci sono altri dispositivi ben più cloni. Ovvio che essendo un tablet ha certe caratteristiche fisiche che non possono essere dissimulate ma siamo al livello di dire che due auto si assomigliano perché entrambe hanno quattro ruote.

(Foto: Elena Franco)

Poteva certamente avere più personalità, rimane in fondo un po’ anonimo a partire dalla O rossa su fondo nero che quasi si nasconde. Io ad esempio sarei partito anche con la versione in bianco (vedi sotto nei suggerimenti). Essendo un 10″ in 16:9 le misure sono quelle, sullo spessore, pur essendo grosso, onestamente non mi pare che faccia effettivamente la differenza.

Sopra OliPad, sotto iPad. (Foto: Elena Franco)

Quanti sono quelli che in un net/notebook giudicano lo spessore più importante della diagonale dello schermo?

Dentro la scatola

Ha caratteristiche di tutto rispetto, da prodotto di nuova generazione a partire dalla CPU dual core ad 1 GHz, 1 GB di RAM e 16 (espandibili) per l’archiviazione (tutti i dettagli sul sito ufficiale). Essendo un tablet wi-fi + 3G (il 3G solo per dati ed SMS, non ha la telefonia a differenza ad esempio del Galaxy Tab) si nota molto la mancanza del GPS integrato. Non sono riuscito a capire il motivo di questa scelta. Lo schermo fa il suo mestiere, c’è chi lamenta un angolo di visuale troppo ristretto, io in un dispositivo simile lo vedo più come una feature che come un bug perché chi mi sta attorno non riesce a farsi troppo comodamente gli affari miei. La batteria è generosa, 3.650 mAh che non ti fanno mai sentire agli sgoccioli, con un uso normale dovrebbe garantire la giornata lavorativa senza alcun dubbio.

Android

Come appare una delle tre schermate home. (Foto: Elena Franco)

Siamo giunti al punto saliente del prodotto. L’Olivetti OliPad 100 monta un Android 2.2 Froyo talmente personalizzato che l’interfaccia HTC Sense è nulla al confronto al punto che ho fatto un po’ di fatica a raccapezzarmici. Se a questo aggiungiamo che non ha le app Google installate (come ben sappiamo gli applicativi Google non hanno la stessa licenza del sistema operativo e dunque vengono installate solo con il permesso specifico di Google che per Froyo non lo da per dispositivi oltre i 7″) e neppure il market Android viene fuori che l’uso dell’OS col robottino verde è quasi solo incidentale. Questo forse è il limite maggiore del dispositivo come spiegherò nelle conclusioni.

Il software

Dal punto di vista del software, che è sostanzialmente la parte generata in Italia del progetto, abbiamo un numero tutto sommato limitato di applicazioni. Facebook, Twitter e Youtube ad esempio aprono il browser rimandando alla versione mobile dell’interfaccia web (addirittura Twitter poi mi suggeriva di scaricare l’app per iPad :-P ). Per le mail c’è un’applicazione proprietaria che non sono riuscito a configurare per il mio account aziendale su Google Application ma probabilmente era un problema di connessione e di tempo a disposizione. Il browser è ben fatto, veloce, supporta Flash e può essere configurato per presentarsi come browser standard o mobile, in modo da poter ingannare anche certi “posti di blocco” che vorrebbero farti pagare in base al dispositivo che usi o per poter sfruttare al meglio i 10″ quando i siti vorrebbero farti vedere la versione progettata per uno schermo da 2-3″.

Menzione a parte merita Biblet, l’e-reader di casa (o di condominio se vogliamo). All’interno c’era un libro di esempio: la Divina Commedia. La tipografia era talmente scadente che il testo non andava a capo dopo ogni verso ma solo dopo ogni terzina. Non so se gli altri prodotti editoriali acquistabili tramite Biblet siano meglio o peggio, di certo il biglietto da visita lasciava molto a desiderare.

Accessori

Riccardo mentre ci mostra alcune slide dall'OliPad (Foto: Elena Franco)

Non si può non prendere il suo supporto (che dovrebbe costare una ventina di euro) che funge da base di ricarica e consente di collegare due dispositivi USB (ho chiesto se regge una tastiera ma mi è stato suggerito comunque di prenderla BT) ed ha la porta HDMI full’HD per collegarlo ad un TV.

Conclusioni e suggerimenti ad Olivetti

Un hardware con molti pregi e pochi (anche se evidenti) difetti ad un prezzo più che buono rispetto ai concorrenti diretti. Un firmware fortemente limitato e già tagliato fuori da aggiornamenti importanti (è stato escluso il passaggio ad HoneyComb o anche solo a GingerBread mentre aggiornamenti minori e bug fixing sono assicurati).

Al termine di questa mia analisi (che comunque si basa su in incontro ravvicinato di appena un paio d’ore, nulla che possa essere assimilato ad una prova sul campo per almeno un paio di settimane e che spero di poter fare) ritengo che questo prodotto per poter avere un mercato decente richieda alcuni interventi mirati dietro le quinte soprattutto sulle applicazioni presenti di default e sulla facilità di installazione di altre. Slide Me preinstallato non mi pare la soluzione.

Il target di questo prodotto dal mio punto di vista si riduce sostanzialmente a tre categorie ben definite e non sovrapponibili:

  1. Gli smanettoni. Come già dicevo l’hardware è soddisfacente e quindi, visto il prezzo concorrenziale, rootare ed installare una rom cucinata potrebbe dare le sue soddisfazioni (ho chiesto come si comporterà l’assistenza tecnica di fronte ad un terminale rientrato per problemi in garanzia qualora fosse installato un firmware non originale, mi è stato detto che si informavano e mi facevano sapere. Quando avrò la risposta la riporterò). Questa però è la categoria a cui meno punterà Olivetti sia dal punto di vista numerico di esemplari venduti che dal punto di vista del post vendita.
  2. Le aziende. Pare che sempre più aziende stiano pensando a fornire tablet al posto di PC (forse il passo successivo è l’eliminazione della scrivania?) ed Olivetti forte del suo marchio potrebbe essere il fornitore di riferimento. Oltre all’aspetto commerciale (leasing, assistenza tecnica, ecc.) molto dipenderà anche dal software a corredo che andrà ampliato e focalizzato. Dunque di serie ci vogliono tutti gli strumenti di produttività aziendale (suite per ufficio, client mail, rubrica ed agenda sincronizzabili con il server aziendale o con la cloud) ed anche strumenti di amministrazione remota centralizzata per installazione, aggiornamento, rimozione, backup di ogni terminale. Questo è un segmento fondamentale per Olivetti qui si fanno i numeri nella fornitura ed ancora più si fanno i numeri nei servizi aggiuntivi. Se entro un paio di mesi iniziano ad offrire queste soluzioni potremmo trovarci a fine anno con un numero di OliPad in circolazione non indifferente.
  3. Le famiglie. «D’accordo signor 187 (perché per le famiglie i canali professionali Olivetti sono inadeguati) ma perché dovrei mettermi in casa il suo tablet? Cosa fa di bello?» Ecco, parlavo tante righe fa di colori bianco e nero, non si tratterebbe di una differenza mera della custodia ma anche del cuore interno. Non dell’OS ma delle applicazioni di certo. Lasciando il nero all’ambiente business avremmo il bianco per quello home. E qui l’abbinata Olivetti/Telecom Italia dovrebbe sbizzarrirsi a più non posso con un market diretto degno di questo nome. Perché se Amazon (che ha sempre venduto libri) si mette a vendere App per Android non vedo perché di fianco allo store Biblet non possa essercene anche uno per le App? Ricettario, contabilità domestica, guida TV ad esempio potrebbero essere tutti interessanti. Sono l’unico a vedere in OliTab anche una versione più grande di Uebbi? Come allora avevo ipotizzato la disponibilità di applicazioni anche a pagamento (tramite bolletta Telecom) anche qui si potrebbe avere molto di più. E perché non dotarlo anche di un client per Alice home TV? Del resto con la porta HDMI una volta connesso al TV di casa sarebbe a posto. Ma anche segreteria telefonica ed SMS sul numero fisso di casa (ed ovviamente anche dell’ufficio) per i clienti rimasti fedeli a mamma Telecom. Tutti servizi che genererebbero ulteriori entrate nelle casse del gruppo e porterebbero ad una maggior fidelizzazione della clientela, più che venderlo a 10 euro al mese per 3 anni.

Lo comprerei? Tutto sommato sì.

Se dovessi scegliere fra un Samsung Galaxy Tab e l’Olivetti OliPad 100 certamente prenderei quest’ultimo che è un vero tablet e non un telefonone con un formato comunque scomodo. Se Olivetti iniziasse a mettere in pratica i miei suggerimenti lavorando sull’ampliamento di questo più che sul rilascio continuo di nuovi modelli certamente sarebbe un affare. L’impressione che ho tratto dall’incontro è stata positiva, come se veramente volessero ascoltare i suggerimenti per poi farne tesoro sia su questo che sui futuri modelli. I miei suggerimenti (e se Olivetti vuole ne ho tanti altri da mettere sul piatto se mi lasciano un OliPad da provare :-P ) sono esigenti ma offrono anche i giusti margini di ricavo, diciamo che non si presentano solo come pretese.

Tasse occulte.

L’altro giorno ho detto a Fastweb che sono una tassa.

E purtroppo non sono l’unica.

10 minuti fa mi telefona un ragazzo con un’offerta Vodafone, gli rispondo cortesemente che sono legato fino a settembre con TIM (e non ho intenzione di recedere anticipatamente a meno che non vi vengano dati 1000 euro cash, non in credito telefonico). Mi chiede 2 minuti per presentarmi la sua offerta, cortesemente declino, non ho due minuti da perdere, se vengo a lavorare 1 ora prima dell’orario e non sono masochista un valido motivo l’avrò.

8 minuti fa mi telefona TIM, per presentarmi le sue offerte. Ho perso la pazienza, ho detto che comunque sono già abbonato TIM e che avevo appena risposto a Vodafone.

Non sto a contare lo spam, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, ma il tempo che perdo ogni giorno a rispondere a telefonate di operatori telefonici fissi e mobili nonché ad operatori energetici di vario genere, ai medesimi che anziché per telefono si presentano in loco, a prendere tutti i fax (spesso in molteplice copia) dei medesimi più molti altri sta diventando una vera e propria tassa sulla produttività.

Senza contare le infrastrutture occupate (se ricevo un fax di spam non posso in contemporanea ricevere un ordine) ed il nervoso che poi mi porta ad impiegare il mio tempo a scrivere questo post di sfogo anziché lavorare.

Insomma… BASTA!

BlackBerry 8100 Pearl: bilancio dopo un anno.

FrontImage by Nathan Huth via Flickr

È ormai un anno che uso quotidianamente il piccolo di casa RIM.

Ho già parlato abbondantemente del (e col) BlackBerry 8100 in questo anno ed il mio post sul firmware 4.5 è il più letto quasi tutti i giorni ed in 3 mesi ha superato le 1300 viste. Lo dico così se per caso la RIM volesse fornirmi un nuovo apparato da provare io sono disponibile :-P

Il bilancio a 366 giorni (il 2008 è bisestile) dell’apparecchio è certamente positivo, molte sono le caratteristiche che hanno risposto alle mie aspettative, diverse sono le piacevoli sorpese ed alcune, poche a dir la verità, sono le pecche.

Ovviamente questa è la mia personale opinione, con le mie personali necessità e nella mia personale esperienza.

La funzione principale che uso del Pearl è la gestione della posta, non tanto per scrivere quanto per leggere e smaltire. Ad esempio tendo ad usarlo anche quando sono di fronte al PC, le email spesso arrivano prima sul BB che sul PC stesso e quando si tratta di semplici notifiche la gestione è molto rapida. La scrittura delle mail, per le dimensioni ridotte della tastiera, è certamente difficoltosa anche se il completamento automatico introdotto dal firmware 4.5 ha sveltito il lavoro.

La seconda funzione più utilizzata è l’agenda, sincronizzata con quella di Outlook 2007. Gestendo una famiglia di 10 persone è importante tenere traccia dei vari appuntamenti scolastici e sportivi oltre che personali e professionali.

La terza funzione sono news e meteo forniti da Viigo, un ottimo reader RSS per qualunque feed standard oltre che per quelli dedicati.

La quarta funzione è la ricerca su internet, ad esempio un giorno incrociando google maps e paginebianche sono riuscito a trovare un numero telefonico per mio suocero sapendo un nome e la zona in cui pensava abitasse questa persona.

Al quinto posto viene poi la funzione di base, il telefono. Trovo semplicemente ottima la funzione telefonica, basta iniziare a digitare i tasti del numero o delle lettere del nome in rubrica. La ricerca in rubrica secondo me vale anche per usarlo come semplice telefono senza le funzioni di rete. Infatti la ricerca viene fatta per tutte le parole di nome, cognome ed azienda. Quindi ad esempio con 2 lettere del nome <spazio> 2 del cognome o ogni altra combinazione analoga si trova una persona anche all’interno di un rubrica molto lunga. Unica modifica che apporterei è quella della ricerca anche per numero.

Altra funzione comoda nel telefono è l’uso alternato dei numeri. Per una qualunque chiamata fatta, ricevuta o persa è possibile richiamare uno qualunque dei numeri telefonici abbinati al contatto come pure mandare un SMS o una mail.

Trackball e tastiera secondo me sono molto intuitive nell’uso, da subito mi ci sono trovato a mio agio pur venendo da un telefono touchscreen.

Anche la sezione multimediale con il player MP3 funziona abbastanza bene, anche se non è che lo usi molto.

La sezione più risicata dell’apparecchio è la macchina fotografica che scatta foto guardabili solo se prese a distanza ridotta e non è in grado di acquisire video.

Fra i gadget che completano la serie ci sono la custodia con magnete che informa il telefono quando si trova dentro di essa bloccando la tastiera da azioni accidentali e volendo anche modificando il modo di operare del telefono stesso (suonerie ad esempio). Anche la composizione vocale è efficace (forse più utile abbiandola all’auricolare in dotazione o ad uno BlueTooth) soprattutto perché capisce le parole dette e non banalmente fa un raffronto rispetto ad una registrazione precedente. Questo fa sì che si possa usarlo da subito senza operazioni di istruzione preventiva e ad ogni aggiornamento della rubrica è subito pronto a lavorare.

La velocità generale del sistema a volte lascia un po’ a desiderare anche perché si tende a non chiudere le applicazioni ma a lasciarle in secondo piano ed ogni applicazione chiede le proprie risorse e la propria banda. La batteria al contrario è ottima, almeno per il mio uso quotidiano. La ricarica con la sincronizzazione posso farla tranquillamente ogni 2-3 giorni senza problemi e senza rischio di rimanere a secco.

La disponibilità di applicativi aggiuntivi, anche gratuiti, è vasta in tutti i settori e l’installazione è agevole sia via OTA (Over The Air, direttamente da un sito al dispositivo) sia tramite sincronizzazione con il PC.

Questo post comunque aveva lo scopo di ricapitolare a favore dei molti che cercano informazioni in generale, tramite l’apposito tag potete vedere i singoli post sulle varie esperienze e sui vari prodotti.

TIMortacci.

A closeup of a chip extracted from the AT&T Mo...Image via Wikipedia

Mia madre ha un cellulare TIM usato molto di rado, da qualche giorno rimane a lungo in ricerca rete per poi non prendere la linea sul display compare nessun servizio.

Lo stesso accade mettendo la SIM in un altro telefono mentre non accade mettendo una SIM diversa nel telefono di mia madre. Questo è sufficiente per escludere un problema del telefono.

Ovviamente con la SIM incriminata non è possibile chiamare il 119 per capire se è un problema della SIM stessa oppure del credito scaduto/esaurito.

Provo da telefono fisso, non c’è modo di sapere a quanto ammonti il credito, non c’è modo di parlare con un operatore. Non esiste una opzione neppure per farsi mettere in attesa di un operatore. Assurdo. Per ogni necessità ti rimandano al sito TIM, per registrarti al sito TIM devi mandare un SMS dalla SIM che non funziona. Ovviamente impossibile.

Provo a chiamare dal mio telefono, alla TIM sono sempre stati particolarmente sensibili al mio numero ed in effetti nessun menu vocale, 30 secondi di attesa e parlo con un operatore. Purtroppo non trovo comunque la soluzione cercata perché il 119 con cui parlo dal cellulare è quello riservato ai clienti business mentre dovrei parlare con il 119 privati che non si può fare dal mio BlackBerry 8100.

A questo punto sono andato in un negozio TIM per vedere se almeno loro erano in grado di darmi qualche dettaglio in più. Nulla, a parte dire che la scheda probabilmente era scaduta dopo i 13 mesi dall’ultima ricarica (come passa il tempo) ma non hanno saputo dirmi né da quanto tempo era scaduto né tantomeno quanto fosse il credito residuo richiedibile.

La negoziante mi ha detto che avrei dovuto chiamare il 119!

Ne ho approfittato anche per dare una occhiata ai nuovi telefoni in giro per i figli visto che sono sostanzialmente a piedi ed alla fine mi sono concentrato sul Motorola W230. Sarebbe l’ideale dal momento che ha connettività USB per caricare musica per usarlo come lettore MP3 e magari giochi, sfondi ed altro (ma non sono riuscito a verificarlo) ma non ha fotocamera e bluetooth per evitare problemi che in tempi recenti hanno riempito le cronache scolastiche. Mi piacerebbe leggere qualcosa di esperienza personale ma anche BlogBabel purtroppo riporta solo post con i dati noti.

L’unica cosa che ho trovato e che a mio avviso aiuta un po’ è questo video.

Fra l’altro essendo disponibile in 2 colori dovrei anche risolvere il rischio di scambio involontario.