S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Ma quanto mi costi?

Il titolo qui sopra rappresenta le parole chiave di una pubblicità sulla teleselezione (roba d’epoca) quando chiamare in un distretto telefonico diverso non costava un rene ma poco meno.

Ora se per chiamare dall’Italia all’Italia questo costo si è notevolmente ridotto se non addirittura annullato grazie alle tariffe flat dall’estero le tariffe sono ancora tutt’altro che abbordabili, soprattutto con le nostre SIM in roaming. Per non parlare del costo del traffico dati, salvo poche eccezioni.

Così quanto TUI.it ha chiesto, come sponsor del RomagnaCamp, un’idea per attirare più visibilità sul fronte social la mia risposta è stata immediatamente questa:

Fornire in uso uno smartphone (e/o SIM con dati inclusi) per twittare di voi e con voi durante la vacanza? #regalaunidea @
@scardovi
Stefano Scardovi

Purtroppo il limite dei 140 caratteri non mi ha consentito di esprimere al meglio il discorso e così lo amplio e motivo in questo post.

Il servizio aggiuntivo da dare al cliente, ovviamente non a tutti per motivi di costo e di opportunità, consisterebbe in uno smartphone, sempre che il ricevente non ne abbia già uno, ed una SIM “ottimizzata” per la destinazione in modo da avere traffico dati incluso a carico dell’operatore turistico e traffico voce nazionale ma soprattutto verso l’Italia a carico del cliente ma a tariffe non sproporzionate.

Questo consentirebbe molti vantaggi:

  1. Il cliente potrebbe usare i proprio account sui social network per parlare in tempo reale della sua vacanza che è sempre meglio di un resoconto successivo, con un adeguato hashtag l’agenzia potrebbe raggruppare sulla propria pagina tutte le esperienze dal vivo magari aggiungendo anche qualche ulteriore dettaglio sul programma del viaggio.
  2. Il cliente potrebbe facilmente comunicare con l’agente di viaggio a mezzo mail/twitter/IM riguardo a situazioni particolari o difficoltà, perché succedono anche gli imprevisti e prima si riesce a risolverli e più facilmente si salva la vacanza e l’esperienza (e l’opinione) del cliente.
  3. Il cliente comunque potrebbe telefonare a parenti e conoscenti senza svenarsi. Anche questo fa parte del complesso dell’offerta in un mercato dove la competizione fatica a trovare sbocchi diversi dal solo aspetto economico.

Ovvio che questa è solo la mia idea che in un primo momento potrebbe essere anche non troppo dispendiosa e che chiunque ha tempo una settimana per suggerire la propria.

E vinca il migliore!

Volare Oh Oh.

Hai fatto un viaggio interessante? Hai avuto, al contrario, una pessima esperienza nel tuo ultimo viaggio?

Iscrivendoti a WeFly potrai segnalare tutte le tue esperienze di viaggio, non solo quelle fatte con Lufthansa che gestisce il sito. WeFly infatti è aperto a tutti.

Basta iscriversi e raccontare la propria e tutti gli altri utenti potranno vederla e farne tesoro. Perché cosa c’è di meglio per conoscere un posto che leggerne da chi ha già fatto la stessa esperienza?

Gli utenti possono anche votare i viaggi segnalati da altri e porre domande agli altri iscritti di questo social network del turismo.

Non mancano poi i concorsi a premi ad invogliare l’uso di questa piattaforma a differenza di altre più “neutrali” (nel senso di non legate ad un vettore aereo).

Certamente per Lufthansa questo è un investimento utile perché promuovendo nel suo complesso i viaggi promuove anche il proprio brand e la voglia di prendere un aereo per andare in giro per il mondo a scoprire cose nuove.

Non resta dunque che iniziare a farsi un giro sul sito, vedere le recensioni delle gite degli altri e se lo meritano registrarsi per dare il proprio voto, commentare e chiedere suggerimenti diretti.

Albergo.

Ieri mattina ho ricevuto un fax da un albergo romano che esordiva dicendo:

Tra i numerosi eventi che si terranno a Roma nel periodo natalizio, vorremmo suggervi […]

La tradizione prescrive che il periodo natalizio vada dal 23-24 dicembre fino al 6 gennaio quando l’Epifania tutte le feste si porta via.

Non puoi mandarmi il fax il 7 gennaio parlando di periodo natalizio.

Ieri pomeriggio ho ricevuto al contrario diverse mail da un hotel riminese che mi offriva ospitalità (a pagamento) per la fiera Planet Creativity. Non so cosa sia successo esattamente perché una miriade di siti riminesi dicano che sarà a fine febbraio appunto in Romagna, ma in realtà il sito della Fiera stessa non prevede questo evento ed il sito ufficiale conferma quanto già sapevo, la fiera si terrà a maggio a Parma.

Ma del resto l’ospitalità alberghiera ha sempre avuto molti problemi in ogni tempo ed in ogni luogo…

non c’era posto nell’albergo per loro.

4% di sconto su Venere.com.

Oggi ho fatto la mia prima prenotazione alberghiera su Venere.com (per andare a Roma martedì e mercoledì all’evento per i 10 anni di ASPItalia.com) e loro gentili hanno pensato non di fare lo sconto a me ma di consentirmi di farlo agli altri.

Pertanto se ora dovrete fare il vostro primo ordine dal loro sito potrete usare il codice sconto CXCHTNR e pagherete il 4% in meno. Non tanto ma meglio di nulla.

Dolose leggerezze.

Gianfranco Fini finge di non sapere che ci sono luoghi in cui la legge impedisce di immergersi e da buon rappresentante degli italiani lo fa comunque salvo poi offrirsi, bontà sua, di pagare la relativa ammenda.

Il suo portavoce parla di colpevole leggerezza, secondo me c’è poco di colpevole e molto di doloso ovvero di violazione volontaria della normativa.

Ma in questo caso a parte l’atteggiamento furbesco che non si addice alle istituzioni non ci vedo una tragedia tanta e tale da dover versare fiumi di parole.

Al contrario c’è un altro pubblico amministratore, primo cittadino di Venezia, che dimostra di ignorare le leggi dello stato, le norme fatte da lui stesso, di dispregiare chi non è perfetto come lui ma a cui i giornali riservano piccoli trafiletti.

Cacciari infatti dimostra di non conoscere la normativa italiana quando dichiara tranquillamente:

È stata fatta una valutazione errata all’inizio. Si credeva che per i portatori di handicap fosse sufficiente il vaporino che sta ai piedi del ponte ed arriva esattamente dall’altra parte, invece questo non basta.

E non conosce neppure i regolamenti del suo stesso comune che non consente di entrare con abbigliamenti eccessivamente succinti o anche con il volto velato. Si tratta di un regolamento redatto dal comune e dettato anche dal buon senso (cosa spesso difficile da trovare nelle pubbliche amministrazioni). Perché non si può sapere chi ci sia dietro a quel velo, un ladro di opere d’arte, un terrorista. Con il velo gli addetti alla sicurezza non possono compiere il proprio lavoro, le telecamere di sorveglianza diventano inutili in caso venisse perpetrato un crimine.

E Cacciari come se ne esce?

Non licenziamo nessuno, come potremmo licenziare una persona semplicemente perché è stato un po’ stupidino e non ha lasciato entrare una con il velo?
[...]
Nei musei civici veneziani tutti possono venire vestiti come vogliono. L’unico suggerimento che mi sento di dare ai turisti è di non visitare le sale espositive con una benda davanti agli occhi.

Se chi applica le regole fosse da cacciare cosa si dovrebbe fare con chi queste regole le ha scritte e ratificate?

Più che di Cacciari qui ci sarebbe bisogno di cacciare… Cacciari!

Casca l’occhio.

Magic Mountain, rollercoaster of GardalandImage via Wikipedia
Il ponte di Calatrava

Ritorno sull’argomento Ponte di Calatrava perché oggi Roberto ha scritto un nuovo post in proposito.

Il ponte non solo ha le barriere architettoniche per i disabili non ancora abbattute (è in corso di costruzione l’ovovia che consentirà ad una gita dell’UNITALSI di attraversarlo in un paio di giorni al ritmo di 1 carrozina per disabile ogni ¼ d’ora) ma dalle prove tecniche è risultato che di notte attraversarlo sarà una vera avventura, altro che attrazioni di Gardaland o Mirabilandia!

Infatti, secondo quanto riportato dal Gazzettino di oggi, quando scende la sera e si accende l’illuminazione artificiale i gradini da trasparenti diventano invisibili con il rischio che i passanti, anche quelli normodotati di vista e gambe, cadano rovinosamente rompendosi qualche osso.

Ma non c’è problema, al comune di Venezia hanno già in programma di fare una casistica con un grande concorso a premi, al millesimo turista finito in ospedale regaleranno una carrozzina per poter sperimentare l’avvincente attraversamento con l’ovovia. Tutto sta nel sapere se si verificheranno prima i 1000 infortuni o se sarà ultimata prima l’ovovia.

Il comune sta però approntando tanta altre belle botole (non sia mai che l’immagine del ponte venga deturpata) contenenti rispettivamente:

  1. Per i semplici contusi: cartelli con la dicitura: Smile, you are on candid camera!
  2. Per i feriti: due portantini dotati di occhiali ai raggi X della ditta SAME-GOVJ per la visione notturna e di abbigliamento antinfortunistico modello giocatore di rugby americano con barella;
  3. Per quelli messi peggio: due becchini con stessa dotazione dei portantini e bara.

Calatrava si affretterà a dichiarare che usare il ponte non è obbligatorio, come non è obbligatorio salire in cima al cupolone di San Pietro che è pieno di barriere architettoniche. Infatti c’è pur sempre il vaporetto che però di notte, quando il ponte sarà più pericoloso, ha orari assurdi.

Ma se davvero il vaporetto è il rimedio ad ogni male, a che serve il ponte di Calatrava?

Divieto d’accesso.

Leggo da Roberto che il famoso Ponte di Calatrava di Venezia sta per essere inaugurato.

Di per se è pure una cosa buona, i ponti servono a collegare, come indicato anche nelle nostre attuali banconote in Euro.

C’è però un però.

Questo ponte non è accessibile ai disabili. Nel 2008, in una delle località turistiche più visitate del mondo, si costruiscono ancora opere pubbliche inaccessibili!

Si tratta poi di un ponte avveniristico, maestoso, in pieno centro, non di una piccola passerella di qualche molo sperduto della laguna.

Roberto a questo punto chiede che l’inaugurazione venga rinviata fino a quando l’accrocchio progettato ed in corso di realizzazione sarà ultimato e finalmente il ponte diverrà usufruibile da chiunque.

Comunque c’è proprio da chiedersi come sia stato possibile progettare, approvare, finanziare e realizzare un ponte di quel genere senza minimamente interessarsi delle barriere architettoniche. Figurarsi che quando ho aperto il negozio all’ingegnere che mi ha seguito nei lavori è stato chiesto, in spregio del suo titolo professionale, una perizia giurata in cui dichiarava che aprendo la porta del negozio un disabile non sarebbe potuto cadere dalla carrozzina mentre già di nostro avevamo realizzato la rampa d’accesso. In spregio al suo titolo professionale perché un ingegnere quando firma un suo documento in automatico dichiara che ciò che ha scritto corrisponde al vero, perché obbligarlo ad andare in tribunale per firmare la sua perizia?

Concordo quindi con Roberto chiedendo di applicare le stesse regole assurde e spesso mal interpretate che impediscono di aprire un negozio privato se non si è adeguatamente (e giustamente) effettuato preventivamente l’abbattimento di tutte le barriere architettoniche anche alle opere pubbliche, soprattutto se queste mirano a diventare un simbolo della città di Venezia e dunque del turismo italiano stesso.

Se Napolitano inaugurerà il Ponte di Calatrava in settembre, prima della effettiva ultimazione, darà al mondo intero il segno che gli italiani dispregiano i disabili.

Caldo.

AccuWeather non promette nulla di buono per i prossimi giorni ed in particolare per venerdì.

Considerando che giovedì sera fin dopo le 23 e venerdì sera dalle 19 devo essere in zona quale potrebbe essere una soluzione possibile per preservare la salute della famiglia (io posso sempre venire a lavorare e tenermi i miei 26-27 gradi asciutti).

Non vorrei tornare a casa e vederli tutti sciolti.