53 meditazioni su Venezia.

Questa notte in un momento di dormiveglia mi e’ venuto un pensiero su quanto e’ successo negli ultimi mesi riguardo al 53 alla ruota del lotto di Venezia.

Per parecchie settimane sembrava di non poter vivere senza la dose quotidiana di 53: causa di suicidi, di disastri familiari e sociali, latore di cattive notizie e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.

Senza il 53 non ci si poteva piu’ alzare la mattina, ogni sciagura era attribuita al 53 al punto che era stato riformulato un vecchio detto trasformato in: “Piove, 53 ritardatario!”

Il 53 era diventata una “persona” cattiva alla stregua del peggior dittatore al punto che si narrava che Bush avrebbe mandato le sue truppe migliori in laguna per stanarlo, al punto che sedicenti associazioni di consumatori hanno fatto carte false interrogando maghe e fattucchieri per ottenere la sua uscita. Come se la stipsi di un’urna possa stravolgere un’intera nazione, o almeno i suoi media.

Che dire alla fin fine, in Italia conta cosi’ tanto un lenzuolino di carta che arriveremo a chiedere una revisione della Costituzione Europea, possiamo soprassedere sulle radici cristiane, ma pretenderemo che ci sia il 53 di Venezia!

Torno a immergermi nel lavoro, sotto una copiosa neve da tempo annunciata, pensando che senza aver mai scommesso sul 53 ho vinto… un po’ come Joshua di War Games quando dice: “Strange game, the only way to win is not to play”.

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